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Scudetto n.30, le pagelle: la difesa

Il trentesimo scudetto è archiviato. Cavalcata trionfale con record polverizzati. Vittoria meritata, anzi di più. Zero sconfitte e record di gol subiti, solo 20. Nessuno come la Juve. Logico pensare alla difesa come reparto chiave di questa impenetrabilità.

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In realtà è il gruppo che ha vinto, ma partiamo proprio dal reparto arretrato. Nome per nome, voto per voto.

BUFFON: Il Gigi che tutti conoscevamo, quello del mondiale 2006, quello imbattibile, è tornato. Una stagione perfetta, con un unico neo: l’errore su Bertolacci, poteva costare caro. Ma cosa vuoi rimproverare a San Gigi da Carrara? Decisivo, come sempre. Ricordo tre flash: le parate contro l’Inter nel primo tempo a Torino (almeno 4); il rigore parato a Totti a Roma; la paratissima su Armero, sotto la neve allo Juventus Stadium. SANTO SUBITO – VOTO 9,5

STORARI: Il secondo portiere ha ben figurato quando è stato chiamato in causa, in Coppa Italia non ha fatto rimpiangere sicuramente Buffon. Grande professionalità, soprattutto perché ha accettato il ruolo di secondo, lui che poteva sicuramente scegliere di essere titolare in diverse squadre. RISERVA DI LUSSO – VOTO 7,5

BARZAGLI: Preso a 300mila euro dal Wolfsburg, ha disputato una stagione strepitosa. Sempre preciso nelle chiusure, ha dato grandissima sicurezza alla difesa, anche quando usciva palla al piede. Veramente una rivelazione positivissima, e lo ha dimostrato sia giocando a quattro che a tre. Nell’ultima di campionato anche la gioia del gol su rigore! INSUPERABILE – VOTO 9,5

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BONUCCI: Quello più criticato, più tartassato nella scorsa stagione. Si riscatta con un’annata super, nella quale ha sicuramente fatto tesoro degli insegnamenti del mister: grande consapevolezza dei suoi mezzi, ma anche alcuni errori imperdonabili, come quello a Milano, dal quale nacque il gol di Nocerino. In gol contro la Fiorentina, contro il Napoli e soprattutto a Palermo. TRASCINATORE – VOTO 8,5

CHIELLINI: Giorgione è la grinta in persona. Da sempre. Fondamentale nella difesa juventina, ha sempre fatto dannare gli avversari, asfissiandoli con le sue marcature. Oltre ai gol (Roma, Catania), anche lui, come Bonucci, ha acquisito maggiore consapevolezza, soprattutto nel giocare la palla. Ha interpretato bene il ruolo di terzo a sinistra, ma anche quello di terzino. Peccato per l’infortunio contro l’Atalanta. MACCHINA DA GUERRA – VOTO 9

LICHTSTEINER: Lo svizzero è stato acquistato per coprire il buco sulla destra, e ci è riuscito. Esterno di grande corsa, forse non bravissimo in marcatura, ma fondamentale negli inserimenti: sempre pronto a ricevere i lanci del genio Pirlo, segna alla prima contro il Parma, e a Bergamo, quando la Juve diventa campione d’inverno. Nel 3-5-2 non proprio a suo agio, ma garantisce comunque quella quantità chiesta dal mister. INSTANCABILE – VOTO 8,5

DE CEGLIE: Paolino tutto cuore, seppur con mezzi tecnici non proprio eccelsi, riesce a dare il suo grandissimo contributo, soprattutto nel 3-5-2, quando Conte gli chiede di fare le due fasi. Non sarà bravissimo con i piedi, ma sicuramente utilissimo, soprattutto nel momento di calo fisco della Juventus. Suo il gol al Chievo. CAVALLO PAZZO – VOTO 8

CACERES: Ritorno a casa per “El Pelado”, e si presenta con una doppietta nella gara di andata della semifinale di Coppa Italia, a Milano. Subito si inserisce negli schemi, impiegato nei quattro in difesa, e come esterno, sia destro che sinistro, nel centrocampo a 5. Decisivo contro l’Inter, una sicurezza per il gioco juventino. Grande acquisto di gennaio. CONQUISTATORE – VOTO 8

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