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Scudetto n.30, le pagelle: l’attacco

E’ forse il reparto che ha dato più da discutere. In realtà in estate si era convinti fosse quello più forte, perché il tasso tecnico era effettivamente forte. Poi il modulo, i cambi, le gerarchie hanno contribuito a far sì che fra loro non brillasse nessuno. Ma è proprio così?

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Certo che no. Che manchi un bomber questo è lapalissiano, ma il lavoro degli attaccanti ha permesso di giocare un così stupendo campionato. Un lavoro massacrante sul piano fisico e molto particolare sul piano tattico: sponde, squadra allungata, pressing forsennato. A Conte non è mai interessato il fatto che gli attaccanti hanno sofferto in zona gol, perché era convinto che il loro immane lavoro producesse benefici per tutta la squadra. Dargli torto sembra complicato.

Ma è lì che Marotta interverrà, alla caccia del famoso top player, quello che avrebbe potuto risolvere un paio di partite e segnare qualche gol in più rispetto a Vucinic e Matri, tanto per citare i due maggiori goleador.

E allora, dopo aver assegnato i voti al reparto difensivo, e dopo aver distribuito eccellenze ai centrocampisti, passiamo ai giudizi sugli attaccanti.

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VUCINIC: Il montenegrino doveva portare qualità, e lo ha fatto. Inamovibile per Conte, è quello che accende la lampadina e dà il via a tutte le azioni bianconere. Forse manca di quella continuità che è tipica di un campione affermato, ma Mirko è così, gioie e dolori. A volte sembra giocare senza voglia, ma è la sua essenza ad andare a fasi alterne. Nove gol, ma un’infinità di assist per i compagni. Le sue gare migliori sono quelle contro il Milan all’andata, a Genova, a Firenze, col Milan nel ritorno di coppa (gol fantastico). GENIO DELLA LAMPADA – VOTO: 9

MATRI: E’ lui a partire titolare nella Juventus: palo alla prima giornata, gol alla seconda contro il Siena. Affidabile, disputa una prima parte di stagione ad alti livelli, togliendo più volte le castagne dal fuoco. Non bravissimo con i piedi, e forse nemmeno tanto a proteggere palla, ma quando serve c’è. E’ sicuramente quello che ha più feeling col gol. A Milano prende posizione si Thiago Silva e…il resto è storia! PUNGENTE – VOTO: 8,5

QUAGLIARELLA: Nella prima parte di stagione non vede quasi mai il campo. Per Conte è difficile impiegarlo, ma lui accetta. E’ l’attaccante più tecnico della Juve, dopo Alex, e questo lo penalizza, visto che il mister ha sempre dato fiducia a Vucinic come esterno. Quando entra però fa il suo, prezioso il suo contributo. Grande gol contro il Napoli, grande gara contro la Lazio. PREZIOSO – VOTO: 8

BORRIELLO: Preso per far respirare Matri, arriva in pessime condizioni fisiche. Si riprende piano piano, fino a risultare decisivo col gol di Cesena, importantissimo, liberatorio! Le sue ultime prestazioni forse gli hanno fatto guadagnare qualche punto. Molto forte fisicamente, e di sicuro più bravo di Matri con i piedi, non ha mai mollato. CARRO ARMATO – VOTO: 7

DEL PIERO: E qui amici potremmo solo fare una cosa: alzarci, e applaudire. Per 19, lunghi anni. Ha accettato il ruolo, ha giocato pochissimo nella prima parte, poi Conte si è reso conto che non poteva fare a meno di lui. La sua esperienza, il suo carattere, la sua personalità sono risultati decisivi per la Juventus: il simbolo che entra, e puntualmente toglie le castagne dal fuoco. Roma, Milan, Inter, Lazio, fino al gol con l’Atalanta, nella sua ultima apparizione. Ha battuto ogni record, di presenze, di reti, di trofei. Ha giocato in tutti e 4 gli stadi della Juventus, e ha fatto gol in ognuno. Ci ha regalato gioie, e dolori, come quello di Udine. Ci ha fatto conquistare Manchester, Madrid, Barcellona, Tokyo. Con lui siamo andati in capo al mondo. E non ci ha abbandonato quando siamo sprofondati in B. Unico, inimitabile, irripetibile, patrimonio di tutti i tifosi, leggenda vivente del calcio mondiale, campione a 360°. E’ stato il giocatore il giocatore che ho amato di più. ETERNO – VOTO: 10, con lode.

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