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Scusa Alessio, ma rivoglio Carrera in panchina

Poco c’entrano le sconfitte, il mio è un discorso generale che trova però conferme andando a rivedere le prestazioni dei ragazzi. Angelo Alessio deve essere davvero una splendida persona, una persona per bene che però non sa alzare la voce. Per difendersi ha avuto bisogno di un Conte straripante e di tre avvocati in quella famosa conferenza stampa.

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La panchina è però roba da duri. Con l’educazione si ottiene ben poco. Occorre grinta, occorre quel carisma che non si può né allenare né comprare. O ce l’hai o non ce l’hai. Conte ne ha da vendere, Carrera lo ha sempre dimostrato, in Alessio non ne vedo.

Vederlo fermo e immobile a bordo campo, ricordandomi di Conte, mi sale la nostalgia e mi sale la tristezza. E queste stesse emozioni forse arrivano ai ragazzi. Carrera l’ho apprezzato, soprattutto davanti i microfoni nei primi match della stagione. L’ho apprezzato di più comunque in panchina: a scattare, a rimproverare, a incitare, a richiamare. Sono segnali, sono piccoli dettagli che però fanno la differenza.

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Se l’autorevolezza di Conte è ineguagliabile, allora val la pena scegliere davvero l’uomo giusto da mandare in panchina. E io rivoglio Carrera.

Dove è l’atteggiamento che cambia il ritmo in Alessio? Sempre troppo buono, sempre molto calmo, apparentemente terzo allo stress da campo, apparentemente sempre così misurato. E invece di Conte e con Conte abbiamo goduto come maialini a ogni gol. Con Conte ci siamo letteralmente incazzati per i torti subiti. Di Conte abbiamo apprezzato la grinta a rispondere ai giornalisti. Rivoglio tutto questo e aspettare l’8 dicembre non mi basta più.

Rivoglio Carrera, sabato sera… ovviamente non accadrà, anche questo è stile.

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