Abbiamo già pubblicato il nostro pensiero su Balotelli e i cori beceri che riceve. Avevamo pure augurato alla nostra Juve il peggio possibile in un campionato in cui alcuni stupidi in tribuna continuavano a intonare questo coro. Ovviamente non si trattava solo di pseudotifosi bianconeri, ma di un’Italia intera. Solo che faceva comodo puntare il dito sulla Juve. Il punto però è un altro.

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Il punto è che il povero ragazzo è scoppiato. Deve fare pace con sé stesso. Deve soprattutto capire che l’atteggiamento giusto è un altro. Quello che Boban ha tentato di suggerigli invano. Quello che Marocchi ha poi detto dopo la lite in tv con Mario.

Il punto è che doveva capitare. Da “non sono un fenomeno” a “non capisci di calcio”, passando per sfoghi e naturali incazzature.

Se non fosse che il ragazzo deve capire ancora come stare al mondo. Lasciamo da parte la sua storia, su cui nessuno può mettere becco. Ma certo la gestione della sua personalità è stata problematica. E non crediamo che le colpe siano tutte di Mario Balotelli.

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Piuttosto le colpe sono della stampa e di un ambiente che non lo ha mai veramente aiutato. Diceva Boniperti che “prima si sceglie l’uomo, poi si valuta il calciatore”. Ci perdonerà Mario Balotelli, ma di uomo non c’è traccia. C’è traccia di un ragazzo viziato, disegnato fenomeno dai giornali e dalle TV, con tante malefatte da parte sua per un carattere non pronto al grande palcoscenico.

Doti tecniche molto importanti, ma mostrate e dimostrate solo parzialmente e solo in modo molto discontinuo. I campioni sono altri, perché “campioni lo si è nella vita di tutti i giorni, non solo in campo” diceva Marcello Lippi di Zidane.

Ci troviamo così con un Milan incapace di gestire la sua personalità e il suo personaggio, di un Prandelli che avrà grosse difficoltà in Brasile, di una Nazionale che avrebbe bisogno di un leader in attacco e non ce l’ha.

Fenomeno lo è, ma solo a livello mediatico. Non vogliamo avanzare polemiche facili, ma l’essere cresciuto lì dove è cresciuto, con quella fanfara di giornali e TV a gonfiarne il valore e i casi, di certo non gli ha giovato. Ma è ancora presto. A 23 anni la maturazione non solo è possibile, ma è doverosa.

Su Mario: rialzati. Col cuore. Altrimenti, per continuare a giocare a calcio come si deve, meglio scegliersi un posto tranquillo, magari di provincia, rinunciando ai flash, limitando le cazzate, e puntando a una carriera interessante. Altrimenti Boban avrà ragione: va bene giusto per il suo conto corrente. Basta decidere.

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