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Se telefonando

Era una canzone di Mina, scritta da Maurizio Costanzo, ma è anche molto di più. E’ la storia più cupa della nostra Italia del Calcio. La storia di un disonesto che oggi è in seria difficoltà. Non ha calcolato infatti che da soli non si può riuscire a nascondere per tanto tempo un piccolo imbroglio. E’ la storia di un imprenditore del petrolio, figlio di un grande manager del passato, proprietario di un’Inter grandissima, quella degli anni ’60. Ma da quegli anni, esclusi 12 mesi di Trapattoni che aveva già vinto tutto con la Juve, non è successo più nulla.

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“Lasciate in pace Facchetti” adesso gridano. Ed è l’ultimo grido di dolore, per mascherare una vergogna senza fine. Troppo facile, troppo comodo. Pure quando si censura un libro che racconta bene il doping degli anni ’60, proprio circa quello squadrone nerazzurro. Fatti italiani.

Si dice pure “Calciopoli e la Juve? Fatti loro”. Eh no, carissimo imprenditore disonesto, i cazzi sono ORA tutti tuoi! E sono cazzi belli grossi da far invidia a qualche film di Jessica Rizzo. Prepara la vasellina perché siamo in 16 milioni e quei giornaletti rosa e quelle trasmissioni che fanno schifo non ti serviranno più. Se vuoi, caro presidente disonesto, la colpa è di quelli che hanno preso in mano la Juve. Hanno fatto talmente tanti danni che ora il tifoso non ha più voglia di credere a quella favola. Se solo avessi lasciato le cose come stavano quella Juve si sarebbe addormentata da sé. Perché è fisiologico, perché la vecchia guardia iniziava a sentire il peso dell’età, perché ringiovanire quella rosa sarebbe stata impresa ardua e di soldi ce n’erano sempre meno. Anche in questo hai fallito, caro presidente disonesto. E ora sono cazzi. E, come detto, sono tutti tuoi.

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Il signor Moratti deve ora rendere conto di quelle telefonate e deve pure rispondere di un’aggravante mica male: ha sempre negato, anzi si è mostrato schifato, quasi sorpreso che qualcuno chiamasse le istituzioni. La vergogna di imbrogliare e riuscire a perdere sa di ridicolo: anche questa è un’aggravante. E non c’è prescrizione che tiene perché qui non stiamo parlando di una multa da poche decine di migliaia di euro. Stiamo parlando di 113 anni buttati nel cesso per far felice un disonesto. E’ cosa ben diversa. E stiamo pure parlando dello sfascio del calcio italiano iniziato nell’agosto del 2006. Basta andare a rileggere le prime pagine dei giornali esteri – e se il vostro stomaco se la sente, anche quelli italiani.

Noi tifosi lo diciamo da parecchio tempo, finalmente anche Moggi si sveglia e la sua letterina è come sempre pungente, precisa, puntuale e molto ironica. Grazie Luciano, noi ti aspettiamo sempre!

Caro Elkann, con questo suo inaspettato e tardivo ravvedimento, mi ricorda l`Innominato dei Promessi Sposi [...]

Via Tuttosport

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