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Sempre CONTE

Aspettavano solo questo. Aspettavano un passo falso, una delusione. Adesso si scatenano. Noi rimettiamo in sesto le stronzate, facendo autocritica e provando a costruire sugli errori.

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Conte via. Conte si dimette. Conte allontanato. Conte cacciato. I tifosi contro Conte. La dirigenza non ne può più. Lo spogliatoio contro Conte. Conte contro i giocatori. E via così. Perché così funziona in un Paese senza informazione, con tanti burattini al servizio dei propri perversi desideri. Con funzioni di propaganda, più che di oggettiva analisi e critica. La verità è un’altra.

Siamo arrivati non nelle migliori condizioni contro il Benfica. A giocarci la finale. Siamo arrivati stanchi, più mentalmente che fisicamente, a questo punto. Con qualche giocatore giù di tono.

Però Conte non ha lasciato in panchina Bale o Di Maria, Iniesta o Messi. Conte ha lasciato in panchina uomini che non potevano darci il cambio di marcia perché non l’hanno mai fatto durante questa stagione. Questo è il problema vero.

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Se in Italia possiamo permetterci di giocare con una sola gamba, in campo internazionale serve panchina lunga e media generale di classe molto elevata. Noi invece abbiamo qualche ottimo campione e zero supporto dalla panchina. Di più. Se non puoi investire a gennaio, allora ti accontenti di Osvaldo. Verrebbe da dire: almeno Borriello ci ha regalato mezzo scudetto, ma sarebbe anche troppo facile.

Il punto allora è cosa può fare Conte per ulteriormente migliorare. Al netto delle stupidate di Gazzetta & Co, il lavoro di Conte è stato ulteriormente migliorato. Ci siamo giocati, per una sola rete, l’accesso a una finale europea. E siamo in tiro per un traguardo storico come il terzo scudetto, con un obiettivo fantascientifico. Ogni anno abbiamo alzato l’asticella e il prossimo l’alzeremo sempre di più.

Pogba sì, Pogba no, al di là del francese, il mercato dovrà regalarci altri Tevez e Llorente, possibilmente con investimenti intelligenti. A centrocampo serve un forte ricambio sulle fasce laterali, dove Asamoah e Lichtsteiner non possono bastare se giochi oltre 50 partite. Così come in difesa dove sono stati spremuti tutti per bene, e senza alternative valide al di fuori di Caceres. Mentre in attacco serve gente capace di sostituire i due titolari e non farli rimpiangere troppo.

Era un’occasione ghiottissima, quella di giocare una finale in casa. Ci riproveremo il prossimo anno. Potendo contare solo sul fatto che i gufi staranno sempre e solo a casa a guardarci, a sperare contro la Juve per un attimo di felicità. Son soddisfazioni anche queste.

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