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Sentenze che stridono fra loro: assolto Giraudo

Il fatto non sussiste e “per non aver commesso il fatto”.

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Non è una novità, ma in Italia le sentenze si scelgono, se ne cambiano i versi e si usano a piacimento dell’interlocutore che, come Maestro Mughini recita, è sempre l’italiano appartenente alla subcultura dell’antijuventinismo per vocazione, anche quando non c’entra nulla il calcio e la Juventus.

Così capita di leggere cose così:

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conferma solare di un’alta professionalità e della indiscutibile correttezza di Antonio Giraudo nella veste di amministratore delegato della Juventus.

Forse proprio per questo era stato chiamato a dirigere la Juve.

Questa assoluzione si somma a un’altra assoluzione sul falso in bilancio, cosa per cui altri dirigenti non sono nemmeno andati a processo grazie ai soliti amichetti dei poteri forti. Così, nel tentativo di ricostruire un po’ di cose, mi mancano le basi oggettive per deliberare: come si a essere assolti da una parte, prosciolti da un’altra, condannati per reato di frode amministrativa (seppure in primo grado) da un’altra parte ancora. Ma le condanne si stabiliscono col televoto?

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