Sono tanti i personaggi che accusano questo fastidio. Il dolore mio è che lo rilevo in alcuni dirigenti che dovrebbero esserne immuni, eppure la storia recente, recentissima, mi ha mostrato altro.

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Cominciamo quindi dall’ambiente bianconero. Quando tutto sembrava fatto, con Marotta che rileverebbe la gestione tecnica e Benitez la panchina, pare ci siano problemi provenienti da Liverpool. Come Moggi insegna, depistaggio e disinformazione sono elementi essenziali per rendere vivo un giornale e in generale il tifo nel calcio. Ma il tifoso bianconero è saturo di vaneggiamenti, di discorsi campati in aria e quindi desidera chiarezza e punti fermi. I due nomi prima accennati sarebbero ottimi punti fermi e comunque la stagione che va chiudendosi in frantumi esige una chiusura col botto. Una persona seria in società. Una persona competente in panchina. Gli aggettivi, in riferimento ai due personaggi menzionati, sono facilmente scambiabili e rimangono validi. Ma anche se solo uno dei due nomi, più probabilmente Benitez, venisse meno allora si riaprirebbe una ferita praticamente insanabile. La Juve ha urgente necessità di competenza e non può più affidarsi a gente inesperta o non vincente. E Prandelli, fermo restando il suo animo da gentiluomo, non lo è. Tanto meno quel Massimiliano Allegri che la Cazzetta-Rosa vuole assolutamente rifilare ai bianconeri. Quell’insanabile diventerebbe sanabile solo con Capello o Lippi: impossibili! Perciò fino a domani mattina, ma più verosimilmente fino a lunedì mattina, ci toccherà sentire gli “ok” o i “no, è sfumato” della stampa. Sarà, non sarà, siamo qui ad attendere. Intanto non posso nascondere un certo nervosismo, proprio quando mi sembrava un piano già riuscito.

Indipendentemente dal tecnico ci sono da risolvere diversi e altrettanto urgenti problemi. In uscita vi sono alcuni nomi sui quali non serve discutere più di tanto con chi andrà in panchina. Si tratta di Grygera e forse Zebina, di Grosso e di Cannavaro (accidenti a lui), di Camoranesi e Trezeguet, di Felipe Melo  (solo ed esclusivamente per problemi di capoccia) e Amauri.

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Ieri ha parlato Claudio Marchisio. L’hanno soprannominato il Principino, perché è un ragazzo eccezionale per intelligenza e doti tecniche. Vero juventino parla con una saggezza disarmante. Da tutto il suo discorso preferisco estrapolare soltanto una riga: “Giovinco meriterebbe fiducia e una seria possibilità”. Fiducia e seria possibilità: da quanto lo diciamo noi tifosi senza responsabilità?

L’agente D’Amico ha parlato chiaro definendolo uno da Juve. Ha pure detto che servirà chiarirsi le idee: o si decide di puntare forte su Sebastian oppure l’alternativa è la cessione. Anche qui una nota stonata: si parla di comproprietà. Forse perché Secco e Blanc non sanno valutarne il prezzo. Forse perché questa Juve soffre del solito problema di incompiutezza. Nel frattempo, dopo che Ranieri ha mostrato con scienza esatta il motivo per cui 16 milioni di tifosi lo hanno voluto fuori dalla Juve, Didier Deschamps vince in Francia demolendo il predominio del Lione. Vince con una squadra modesta. Vince e pretende due juventini per la prossima stagione: Camoranesi e Trezeguet. Se ne andò dalla Juve in silenzio, beccandosi pure infinite critiche. Ma aveva visto giusto e denunciato il giusto: Didì, perdonaci, non avevamo capito nulla! Intanto auguri per l’impresa!

Ultima considerazione su due giocatori che a me piacciono da matti: Caceres e Kjaer. Il primo sarebbe in teoria nostro. Quando ha giocato ha sempre dimostrato grande forza fisica, spinta e flessibilità. Ha giocato centralmente solo pochissime volte, ma si è espresso molto bene sull’esterno. Le migliori partite la Juve le ha giocate con Caceres in campo. Merito di Ciro Ferrara. La caterva di infortuni ha inghiottito il suo nome nella lista dell’infermeria. Da riscattare assolutamente. Ha solo 22 anni. L’altro, biondone, ha un anno in meno del sudamericano ed è danese. Una delle più belle realtà. Al Palermo serve una punta e la Juve pare avere la chiave per arrivare al centrale di difesa, ruolo su cui la Juve deve investire e programmare e comprare. La pedina di scambio si chiama Amauri e se non fosse che non possiedo la macchina lo porterei io stesso a Palermo. Con tanti cari auguri per il suo nuovo passaporto. Adesso può votare, ma per favore non parli più di Nazionale!

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