Chiariamo subito il mio punto di vista: lo rivoglio! E proprio il suo essere così affascinante e maledettamente fuori da ogni schema possibile lo rende perfetto per la Juve. Nonostante i trascorsi e, più di tutti, nonostante il trascorso e cioè quell’estate del 2006. Chiariamo ancora un altro punto: doveva decidere se rimanere in una Juve che non lo era più e dove i pezzi forti erano stati distrutti (da Moggi a, soprattutto, Giraudo che lo aveva portato alla Juve) oppure andarsene al Real Madrid con ben altra busta paga e motivazioni. Vinse il titolo e l’Inghilterra adesso se lo coccola.
A parte gli screzi con Del Piero, riuscì a tenere a bada un Ibrahimovic immaturo, fece rinascere Cannavaro, tenne Trezeguet, stravinse due scudetti rimanendo primo in classifica per oltre 70 giornate consecutive. In tempi in cui la Serie A era Serie A e nessuno si sognava di distribuire pene gratuite alle concorrenti. Col solito problemi degli ottavi di finale europei, problema a mio avviso dettato dai programmi di Capello e del suo staff inadatti ai turni di Champions in alta stagione. Sarà pure una mia personale opinione, ma la storia dimostra che in parte ho ragione.
Bene, Capello e la Juve. Non è un mistero che Fabio Capello tornerebbe in un club solo con pieni poteri. E il mistero alla Juve è facilmente risolvibile perchè i pieni poteri oggi sono affidati al caso: si cerca di indovinare le mosse di mercato, si vive alla giornata sperando che solo il nome Juve possa fare la differenza. Con Bettega che sta cercando di tappezzare le innumerevoli falle di una società mai nata, Capello sarebbe forse l’uomo giusto per assoggettare a sé i ruoli di gestore dell’area tecnica e quindi primo e unico responsabile di chi entra, di chi esce, di chi deve essere osservato, di chi deve giocare, allenarsi, di chi deve rinnovare e via dicendo. Ad oggi questa figura competente e autoritaria è mancata ed è il caso di farci un serio pensiero. Nell’attuale mondo del calcio esistono soltanto due tecnici con simili caratteristiche: Capello, appunto, e, guarda caso, Marcello Lippi. Il cuore impone di sperare che uno dei due arrivi a Torino a giugno o, al massimo, metà luglio (capito?). Altri nomi sono ipotizzabile, forse più reali, ma certo meno appetibili di questi due fuoriclasse della panchina.
In ogni caso ci sarà da valutare due cose: la rosa è inopportuna se si vogliono inseguire traguardi importanti, la metodologia di gestione degli allenamenti va rivisita perché non tutto può essere spiegato con la sfortuna o con una maledizione morattiana.
Capello a Torino servirebbe come il pane anche solo per allontanarsi il più in fretta possibile da Vinovo. Vinovo significa Blanc, Vinovo significa 2006! Tutti al Centro Sisport. Esperimento che farei immediatamente tentando di capire se davvero Vinovo c’entra qualcosa con i 50 infortuni stagionali e gli 80 dello scorso anno.
E allora, in preda ai sogni più sfrentati: Capello nuovamente alla Juve. Ipotesi che ti piace?









Lo pseudojuventino Travaglio con la sua onestà a targhe alterne: vergognati!
Non parliamo di ridicolo...
Errori pro Napoli e squalifiche pro Milan: è il calcio pulito!
Juventus-Inter 2-0 Tutta colpa di Moggi
Parma-Juventus 0-0 Il Palazzo dice no!








01/03/2010 - 17:53
marco99sono chiaro pure io e ti dico che lo rivorrei subito…
01/03/2010 - 19:32
IoJuventino@marco99
sono molti che sotto sotto non farebbero fatica a dimenticare la sua partenza da Torino! Proprio molti e credo che la ragione principale sia la sua competenza e il suo modo di essere, appunto, un leader!
01/03/2010 - 22:32
Defiopiù leggo queste cose più mi viene in mente un titolo del tuttosport “Messi, si può fare”.
alla nuova juve si deve credere quando il contratto è firmato, ormai.
nemmeno gli avvistamenti nei ristoranti torinesi sono più attendibili
02/03/2010 - 07:16
IoJuventino@Defio
hai ragione, infatti il mio è un intervento diciamo più teorico. Cioè io ho detto che serve un leader e a parere mio in giro ci sono solo due allenatori capaci di plasmare un gruppo intero, compreso quello societario: Lippi e Capello, con caratteristiche differenti. Sono soprattutto due tecnici vincenti e a noi serve un tecnico vincente.
Quel titolo me lo ricordo e non avevo nemmeno provato a leggere nemmeno il sommarietto. Sotto questo punto di vista sono abbastanza realista e sveglio. Va bene sognare, ma…