Due sconfitte su due l’anno scorso, in uno dei modi più assurdi. La Juve favorita, la Juve campione d’Italia, la Juve che crolla. La prima volta, all’andata, un Delio Rossi con una Samp in piena crisi e un Icardi trasformato in supereroe. Al ritorno una Juve sazia e senza più voglie è crollata quando in realtà le motivazioni per vincere erano alte.

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Si riparte da qui, dalle motivazioni. Perché i 3 punti servono, giornata dopo giornata, per alimentare il sogno che non è solo di Andrea Agnelli. Perché si deve partire bene per dare un forte segnale ai pronostici, agli opinionisti e agli avversari.

A proposito di motivazioni, Conte ha già lanciato qualche segnale: “Gli altri hanno speso più di noi”, “Llorente non merita quanto scritto finora”, “I nuovi non hanno saltato nemmeno un secondo di allenamento”. Se interpretiamo bene le sue parole, Conte ha già lanciato la sfida e messo in chiaro alcuni semplici concetti.

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Quest’anno gli avversari sono agguerriti. Hanno speso più di noi, qualcuno ha dovuto rinunciare al miglior pezzo di gioielleria (ogni riferimento a Cavani non è affatto casuale) e tutti hanno dovuto, con la forza dei soldi, tentare un avvicinamento alla Juve. Si parte da favoriti, ma si parte tutti da 0 punti.

I nuovi hanno alzato il livello di qualità della rosa. Ogbonna si sta inserendo nei meccanismi difensivi, Llorente ha lavorato benissimo, Tevez sta smaltendo i carichi di lavoro e presto ci darà una grossa mano. Tutti si sono allenati con voglia, con carica e con dedizione. Se solo hanno appreso le lezioni di Conte, allora ci sarà da divertirsi.

Si parte stasera. Due match complessi, poi lo stop e la Champions. Dritti dritti fino al 18 maggio. Per adesso.

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