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Shamrock-Juventus 0-2 Chi ben comincia

Chi ben comincia è a metà dell’opera. Nel caso della Juve si tratta solo di ristabilire le distanze dalle vergogna e da una realtà che Juve non era. Al di là di un risultato che sulla carta appare scontato e nella storia appare dovuto, sono le idee e la convinzione a stupire positivamente il tifoso. E’ l’andare oltre a nomi e situazioni, preparazione e mentalità, passato e presente. E’ l’aiutarsi fra reparti finalmente compatti, è il maledire la precedente stagione e la voglia di riscatto che portano il sorriso in casa Juve. Merito certo di questi stessi protagonisti e dei nuovi volti, ma ampio applauso va fatto a Marotta, Del Neri e Andrea Agnelli. Badiamo bene, siamo solo all’inizio e gli ostacoli fin qui incontrati sono praticamente nulli. Ma l’atteggiamento è quello giusto, lo spirito di gruppo è ritrovato e pure la testa sembra più libera di comandare gambe e piedi che non certo non sono da buttare.

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A illuminare la serata, vuoi perché ha tanto da farsi perdonare, è Amauri. Mai visto così da quando è alla Juve, fatte salve le sei giornate iniziali della sua avventura bianconera. Grintoso e cattivo, mobile e volenteroso, col dribbling ad alta percentuale di riuscita, col suo fisico ad aprire varchi per l’esterno e a dialogare FINALMENTE col collega di reparto (prima Diego, poi Del Piero). Fantastica la progressione che va a sbattere contro il palo, strepitoso il secondo gol (il primo di una lunga serie se gli esterni spingeranno con questa regolarità). Ma la cosa più bella è l’intervista a fine partita: sprizza gioia, ma gli occhi sono quelli pieni di sangue di chi sa che dovrà battagliare tanto e a lungo questa stagione. Speriamo solo che il tempo lo conservi in questa forma. La prima doppietta ufficiale è messa in cantina, ora sotto a chi tocca.

Pazienza se per Capitan Del Piero ci sono soltanto 8 minuti, omaggiato da un pubblico rispettoso, ma caldo. In campo ci va il brasiliano Diego che dal mercato è praticamente uscito per meriti personali. Se la Juve aveva bisogno di un regista a tutto campo, beh Diego ne ha assunto le sembianze. Quando finalmente troverà il tempo di dedicarsi alla fase offensiva allora potremo dirlo di averlo completamente recuperato. Intanto però il suo lavoro è prezioso. Prende un sacco di botte, catalizza tutte le manovre bianconere, mai nascosto è sempre pronto a offrire l’appoggio e sfornare assist. Ieri un altro decisivo per Amauri e poi la solita dose di aperture, dribbling e passaggi. Con quei due in mediana, anche recuperando Melo, è fondamentale. Gli esterni devono imparare a inserirsi di più, proprio negli spazi che lui lascia davanti accanto alla prima punta.

Già le fasce. Lanzafame è stato massacrato, sia a destra che a sinistra, manco si chiamasse Marco Travaglio (concedetemela!). Lavora bene, dispensa la solita quantità di tacchi e prova il cross. Per poco non manda in rete prima Amauri e poi Pepe. Sostituito per far posto a Martinez che inizia a scrollarsi di dosso paure e timidezze. In fretta perché alla Juve non si attende nessuno. Pepe è sicuramente uno dei più brillanti. Veloce e tenace, duro e incisivo. Spinge e difende, attacca e prova l’assist. Non sarà Nedved, né Camoranesi, ma la Juve ha pescato bene a Udine.

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Sempre da Udine è arrivato l’uomo che più mi piace. Marco Motta è uno di quelli in squadra lo vorresti sempre. Diligente e intelligente. Dosa con la giusta cautela le discese, ma quando parte palla al piede è micidiale. Suo l’assist per il raddoppio di Amauri, sue tantissime chiusure. L’equilibrio che garantisce insieme al collega di reparto è una manna per questa Juve. Dall’altra parte De Ceglie appare ancora troppo timido. Spinge poco, ma quando lo fa sfonda sempre. Ha ancora bisogno di acquisire sicurezza e può farlo solo giocando. Del Neri lo incoraggia e lo sprona. Ha i mezzi, ma non se ne é accorto. Sveglia!

Chi aveva messo (e mi riferisco solo ai giornali) Sissoko e Marchisio tra i possibili partenti o non capisce di calcio o deve avere il cervello bruciato. Coppia solidissima e affiatatissima, si scambiano talvolta il ruolo di chi deve offendere mantenendo una linea compatta. Coprono benissimo il campo e manovrano decentemente. Il maliano sta sfruttando tutto il lavoro fatto mentre era in vacanza, mentre su Claudio si sprecano gli elogi. Crescerà la forma, ma l’autorevolezza è di quelle dei piccoli campioni. Se solo Melo riuscisse a ritrovar se stesso, beh la Juve sarebbe a quel punto veramente fortissima in zona mediana.

E un discorso simile vale per la difesa. Bonucci e Chiellini erano reduci da vacanze (il secondo) e acciacco (il primo). Poco fiato, ma distribuito bene. Sui palloni alti Giorgione è praticamente imbattibile, l’altro comincia a prendere le misure con la regia bassa. Ha buoni piedi e ogni tanto osa giocate ai limiti dell’infarto per chi sta comodamente seduto sul divano. Ma anche questi segni sono importanti per capire che la testa è stata caricata con le giuste motivazioni. Devono registrare certi movimenti, ma ci siamo: su età, su forza, su compattezza, su valori. Ci siamo.

Che voto dare a Storari? Praticamente inutilizzato (sperando di replicare questo voto il numero di volte più alto possibile), non ha dovuto mai operare parata. Ma ringrazia il cielo per quel pallone in avvio di secondo tempo che ha scheggiato il palo. Forse anche questo è un segno.

Infine Marotta. Questo uomo lo adoro. Imbecca il CSKA che non convoca Krasic, ma gioca al ribasso: ora per il serbo sono pronti solo 13 milioni di euro. Gioca al dico-e-non-dico per Dzeko: ci piace, ma non lo vendono, però l’offerta l’abbiamo fatta. Come a dire: i soldi sono lì, se vogliono si può fare. Dice di non conoscere Burdisso, salvo poi rettificare l’intervistatore sul discorso di un contratto che scade appena nel 2011: come a dire che magari un’offertina si può fare, ma non certo a doppia cifra. E fa capire che sulla sinistra una sorpresa di qui al 31 agosto potrà scapparci. A proposito: Poulsen fuori è una scelta tecnica, ma Grosso-Salihamidzic-Giovinco-Camoranesi a Torino è una scelta della società. Capito?

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