Dal 3-5-2 di Conte al 4-3-3 di Allegri? Sarà questo il passaggio più importante del cambio di gestione tecnica? In questa prima fase di precampionato ci sono tutti i segni.

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Il lavoro di Max Allegri verte su un principio di conservazione dei vecchi schemi a cui aggiungerà le sue idee. Progressivamente, senza quel trauma tattico che potrebbe recare più danno che benefici.

La più interessante è il tridente offensivo, già provato in queste partite, anche con discreti risultati.

Chi c’è e cosa manca alla rosa?

In questo tridente offensivo trovano posto tutti gli attaccanti a disposizione. Da Llorente, perfetto come boa centrale e terminale prezioso dei cross degli esterni, a Tevez, che può agire indistintamente su una delle due fasce, a Giovinco, che può riscoprire il ruolo in cui tanto fece bene nell’Under 21.

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Quando rientrerà, Morata avrà a disposizione due ruoli differenti: o attaccante esterno o vice-Llorente.

Chiaro allora che qualcosa manchi, a prescindere dal numero dei 5 attaccanti che Allegri vorrebbe in rosa. E a questo punto, con Pepe pienamente recuperato, non resta che decidere fra due differenti profili: o più trequartista, o un puro attaccante esterno.

Quali sono i profili?

Nelle vesti di puro attaccante esterno troverebbe spazio uno come Lavezzi. Solo che il PSG non lo libera così facilmente come qualcuno sta scrivendo. E sarebbe pure buona la soluzione Nani, precedentemente bocciata da Conte. Mentre l’età brucerebbe il nome Eto’o. La ricerca dunque continua. E certo Jovetic non lo daranno in prestito.

Viceversa, è un mondo tutto nuovo quello che si apre per il trequartista d’attacco. Un regista alla Zidane, una sorta di James Rodriguez. Un Lamela, per esempio, o un Pastore. O ancora Jovetic, in un ruolo più vicino alla seconda punta con doti da rifinitore. Con evidenti difficoltà sulle trattative.

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