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Soli contro tutti: di che pasta siamo fatti?

A ora di pranzo va in scena uno scontro frontale. In fondo è bello anche così. Soli contro tutti, tutti i gufi di Italia che non tifano Napoli, tutti i gufi di Italia che tifano Napoli. Sciupati tutti i bonus, completamente disintegrato il maestoso vantaggio, la Juve ora deve cominciare ad accelerare e far ripartire un motore che ha qualità incredibili.

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Chi affiancherà Giovinco in attacco? Anelka giocherà nel secondo tempo? A sinistra chi l’ha spuntata fra Peluso, De Ceglie e Giaccherini? Sono tutte domande che in realtà hanno poco senso in questa domenica. Una domenica in cui il tifoso, al di là dei nomi e dei numeri di maglia, chiede semplicemente una cosa: tornare a giocare da Juve. Se con Giaccherini o Peluso, con Matri o Quagliarella ormai importa poco. Importa solo recuperare le qualità che ci hanno portato fino a qui.

E’ un periodo nero fra infortuni, sfortune (chiamiamole così!), disattenzioni ed errori, ma una grande squadra deve saper convivere con simili periodi. Il mercato di riparazione sembra aver lasciato intatte le crepe della rosa, ma tant’é… si torna in campo. C’è il Chievo di Eugenio Corini, affamato di popolarità e quale miglior mezzo di battere la Juve per ottenerla?

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Di contro Conte sta cercando di arginare la solita ondata mediatica che vorrebbe stritolare la Juve. Il silenzio imbarazzante della Società non aiuta certo il difficile compito del Mister. In conferenza stampa sembra aver lanciato un paio di messaggi. Io interpreto malignamente o Antonio Conte ha indicato in modo preciso cosa è successo in questi mesi? Il riferimento a “si vede che non avevamo idee per fare un investimento importante” lo vede praticamente assolto dalla ricerca della figura con scarse idee. Così come il riferimento “Anelka è da ottobre che non gioca, è arrivato in condizioni fisiche discrete, non partirà titolare” pare indicativo sul fatto che lui ha messo l’ok, ma quasi per sfinimento piuttosto che un’approvazione papale. E ancora il riferimento “io rispetto le regole, per cui niente ricorso” forse è rivolto a tutta l’italia pallonara.

Ma anche ieri sera il Catania, cioè l’avversario del Napoli, ha ricevuto un trattamento particolare. Zuniga può giocare con le mani nonostante di ruolo fa il terzino fluidificante, mentre il pugno vale quanto una carezza in stile Celentano. Né rigore né rosso, ma Pulvirenti ha evitato la sceneggiata già mostrata contro la Juve. Sono errori, è una sconfitta, che vuoi che sia! L’arbitro è umano e può sbagliare e se poi questo può indirettamente danneggiare la Juve allora perfetto così!

Anche per questo, per questa ipocrisia volgare, per questo modo di raccontare sempre prona a certi perversi desideri di certa stampa forse è il caso di riprendere a correre. Con Vidal e Pogba in mezzo al campo, con un Pirlo che torna titolare. Con la fame di sempre un po’ smarrita a gennaio, con quella ferocia che ha strapazzato i fegati di milioni di italiani. E’ il momento di tornare vera Juve. Assenze? Che assenze? La Juve è la Juve!

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