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Sono arrabbiato, specialmente con Marotta: ecco perché

Sono un tifoso bianconero. Sincero, pazzamente innamorato della Juve da sempre. E in questa sessione di calciomercato sono terribilmente incazzato, quasi inferocito. Specialmente con Marotta. Lasciatemi spiegare il perchè.

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Antefatto: Marotta… fino ad adesso

Marotta è un ottimo dirigente, non un grandissimo come Moggi, ma certamente ottimo. Sa fare il suo mestiere, ha lavorato bene nelle precedenti società, ha ottenuto qualche buon risultato, anzi ottimo se rapportato alle condizioni economiche. Da quando è alla Juve ha provveduto a sistemare una delle più catastrofiche situazioni mai avvenute in casa bianconera, grazie a quel genio di Jean Claude Blanc e John Elkan.

Nel suo primo mese di attività, da fine maggio a fine giugno, ha dovuto firmare più di 50 contratti, fra cessioni e acquisti completati in estrema fretta. Il settore giovanile è stato rimpinguato di giovani talenti scoperti in tutta Italia e non solo, grazie al lavoro superbo del suo braccio destro Paratici. Quando è la fretta a spingerti, qualche errore ci può pure stare. Considerando che Del Neri non era Capello, ecco spiegato il primo anno bianconero, con quel 7° posto che è stato comunque salvifico per le sorti future della Juve.

Condizioni economiche pessime, bilancio disastrato, appeal pubblicitario della Juve di Cobolli e Blanc ridotto ai minimi termini storici. Era necessario intervenire soprattutto qui, più che sul campo ed è stato fatto. Senza che la Exor permettesse di accedere alle casse liquide. Marotta questo compito lo ha portato a termine (tuttora in corso) con grande saggezza. Andrea Agnelli lo ha infatti scelto per le capacità manageriali, soprattutto.

Ma ecco le dolenti note, che non possono essere nascoste né taciute.

Il Marotta che servirebbe oggi

Sampdoria, Atalanta, Venezia non sono certo la Juve. E i giocatori non sono proprio uguali, così come gli obiettivi. Qui si inserisce la mia impazienza odierna e la mia ferocia di critica. Sono juventino, voglio vincere e stravincere, sempre.

Alla Juve servono grandissimi giocatori, servono pure le scoperte. Ora il ruolino di Marotta è bilanciato fra affari mancati, affari negativi e ottime intuizioni. Fare la lista è inutile, anche perché molte intuizioni lo sono diventate solo perché Conte ha firmato il miracolo sportivo.

Detto diversamente: i vari Bonucci e Barzagli e Pepe hanno subito un processo di crescita enorme grazie alla guida di Conte. Come sempre, non c’è amministratore delegato che non diventi grande grazie al tecnico, per cui banale sottolineare la frase precedente. Il problema è che ora serve un cambio di rotta.

Conte ha dimostrato di trasformare in oro qualunque giocatore gli capiti per le mani. La mia domanda/curiosità è: cosa potrebbe fare con i campioni?

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Servirebbero più Vidal, pagati molto meno rispetto al loro valore (almeno quello dimostrato) e Pogba (zero euro per uno dei talenti più cristallini degli ultimi anni), ma i miracoli sul mercato non si ripetono così di frequente.

Quello che rimprovero a Marotta, al netto delle difficoltà oggettive di bilancio, è l’incapacità di vendere (stiamo ancora trattando la cessione di Melo sulla base di 4 milioni di euro, dico 4 milioni di euro) e l’incapacità di comprare (la storia di Pirlo a parametro zero non regge, visto che ha deciso tutto Pirlo). Compreso un atteggiamento attendista e troppo onesto con la stampa che sulla Juve ci inzuppa il pane da troppo tempo.

Il caso Ogbonna – avessi detto Cristiano Ronaldo – è emblematico: non lo riusciamo a chiudere senza svenarci, non lo riusciamo a chiudere facendo leva sul nome Juventus. Anzi Cairo rilancia e rischiamo di perdere il controllo di qualche giovanotto.

La tattica attendista non paga e non pagherà nemmeno quest’anno. A Conte servono un paio di grandissimi giocatori. Marotta dovrà dimostrare stavolta di vendere bene, fare cassa e prendere ciò che Conte ha indicato. Questo se l’obiettivo della Juve è fare una corazzata. Altrimenti saremo legati ai miracoli di Conte che non dureranno molto a lungo: è legittimo, da parte del tecnico leccese, guardare all’estero se Marotta non saprà prendere le pedine che gli servono a partire da luglio 2013.

Il vendere bene dovrebbe essere permesso dalle due splendide stagioni appena concluse, con due scudetti e una Champions giocata alla grandissima. Se Peluso è stato acquistato a 5 milioni, oggi ne vale qualcuno in più. Così come i Matri e i Quagliarella non possono proprio valere meno di 10 milioni. Mentre Lichsteiner e Vucinic godono – a mio modesto avviso – di valutazioni certamente importanti. Sono soltanto questi i nomi che la Juve può giocarsi per fare cassa. Più i vari Isla, Immobile, Gabbiadini e pochi altri da usare come pedine di scambio.

Non certamente Marchisio, né Vidal e Pogba, forse neanche Marrone: la Juve non può vendere campioni di questo calibro, nel pieno della loro maturazione, per far posto a chissà cosa. Solo Messi o Cristiano Ronaldo potrebbero giustificare una loro cessione. Come, più o meno, lo fu per Zidane: venduto a 30 anni per una cifra astronomica, arrivarono Buffon, Thuram e Nedved per una Juve altrettanto stellare. Stavolta la situazione è diversa.

In conclusione

In conclusione vorrei un Marotta più cattivo, come lo è la Juve sul campo. Più deciso nelle contrattazioni. La Juve merita rispetto. Dovrà dimostrare di vendere bene – e può farlo – e comprare bene, magari azzeccando altri acquisti alla Vidal o altri parametro zero come Pirlo e Pogba.

Massimo rispetto e tanti ringraziamenti per il lavoro svolto finora, ma adesso servono i grandi colpi, serve comportarsi da grande dirigente. Lo merita proprio Antonio Conte. Lo merita la Juve.

Come sul campo stiamo cercando le pedine per migliorare la rosa, anche in sede di calciomercato serve forse qualcuno che prenda il posto di Marotta per guidare le trattative bianconere. Con Marotta saldo nel ruolo di Amministratore Delegato. A meno che non ci stupisca nei prossimi due mesi.

Serve una grande Juve, già sul mercato, altrimenti rischiamo di vanificare il percorso intrapreso da Conte e permettere che le avversarie colmino il gap. Serve una grande Juve se vogliamo sognare pure in Europa. E sarebbe l’ora e il momento ideale per dare battaglia.

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