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Sono lontani quei momenti, quando le cessioni provocavano turbamenti

L’inversione di tendenza, rispetto agli anni precedenti, ha avuto il suo principio l’anno scorso, quando Andrea Agnelli ha deciso di prendere per mano la Juventus, iniziando un progetto che ha portato allo scudetto in poco più di un anno. Impensabile per i tifosi bianconeri, alla luce delle vicende negativissime che si sono abbattute sulla società ma anche sulla squadra.

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Il dopo Calciopoli è stato un lungo calvario, e ancora non superato del tutto. Tra difficoltà economiche, problemi societari, grane di contratti dagli ingaggi altissimi, la Juventus è riuscita a rivedere la luce di un tunnel che sembrava non dovesse finire mai. Sarà stato il nuovo stadio, sarà stata la gestione tecnica perfetta che ha portato allo scudetto: tutto è andato per il verso giusto quest’anno, e dietro c’è il grandissimo lavoro di Agnelli, Marotta, Nedved, Paratici, Conte. Una netta svolta, rispetto alla gestione societaria dei vari Cobolli, Blanc, Secco.

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Juve rinnovata, Juve che riprende il ruolo. Con acquisti oculati siamo riusciti a colmare il gap con il Milan, ma questo solo grazie a un Conte che ha dimostrato di poter vincere anche senza grandi campioni, puntando invece sulla forza del gruppo. Da qui quindi la vera rinascita, e lo abbiamo dimostrando in primis operando alla grande sul mercato: l’anno scorso sono arrivati Pirlo, Vucinic, Vidal (battendo la concorrenza del Bayern). I tre nomi più importanti, per dire che la Juventus stava riprendendosi il rispetto che le era stato tolto. E così quest’anno: Isla e Asamoah dall’Udinese, che negli anni scorsi invece aveva tenuto duro su D’Agostino; Pogba strappato allo United, segno di una grande e ritrovata appetibilità; Leali e altri vari giovani, per far tornare a funzionare il settore dei giovani.

Grande forza, sia per il mercato in entrata che in uscita. Infatti il problema fondamentale della Juventus, dopo il danno economico subito con calciopoli, era stato quello di cedere giocatori per trovare soldi da reinvestire: anche questo è stato un calvario! I vari Tiago Mendes, Almiron, Martinez, Iaquinta, e soprattutto Amauri, hanno rappresentato un problema grossissimo per la società: le cattive prestazioni della squadra, unitamente agli elevati ingaggi, hanno costituito ostacoli quasi insormontabili per la loro cessione. E questo era dovuto anche a una società poco attiva, e sicuramente non all’altezza.

Oggi invece le cose sono un pò cambiate: si riesce a convincere Bouy ad accettare il Pescara (anche se forse è troppo tardi per arrivare a Verratti), si riesce a vendere Elia dopo solo un anno, anche se ci perdiamo circa due milioni, e si riesce anche a piazzare Felipe Melo al Galatasaray per la cifra di 8 milioni (ricordo che Alessio Secco lo prese dalla Fiorentina per 20 milioni più Cristiano Zanetti!). Resta da vendere un altro pezzo da circa 8-10 milioni, come Krasic: ma siamo sicuri che la società opererà bene sul mercato. Lo stesso PierPaolo Marino, dg dell’Atalanta, che sta trattando la cessione di Gabbiadini alla Juve, ha così dichiarato: “Marotta sta facendo benissimo. E mi ricorda gli anni d’oro della Juve, quando i dirigenti avevano mille occhi sul mercato e controllavano tutte le operazioni possibili“.

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