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Sperimentazioni tattiche

Conte è un maestro. Lo scrive pure Pirlo nella sua autobiografia. Non credeva nemmeno il genio bresciano di trovarsi di fronte a un tecnico così preparato. Al punto tale da aver presentato in 18 mesi un bel po’ di varianti tattiche, tutte interessanti.

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Fuori Pepe, la Juve ha sofferto tremendamente l’assenza di un esterno vecchio stampo. La vecchia ala in stile Causio, tanto per intenderci. L’anno scorso Pepe fu una delle chiavi del successo bianconero, mentre quest’anno né Lichtsteiner né Asamoah hanno saputo garantire quella continuità offensiva e soprattutto quella qualità offensiva che serve tanto a Conte.

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Così contro il Milan si è assistito all’ennesimo esperimento. 4-4-1-1, con Marchisio dietro Vucinic e poi Lichtsteiner arretrato nella linea dei difensori. I rossoneri sono stati placati e chiusi, senza ripetere l’errore commesso contro il Bayern Monaco. Questo è Conte.

L’esperimento potrebbe giovare per il futuro. Se è vero che i 4 fenomeni del centrocampo non possono, in questo momento, essere tenuti fuori, è anche vero che il prossimo anno non possono giocare 60 partite tutti insieme. Il turnover sarà prezioso e così in quella posizione di trequarti potrebbe inserirsi un acquisto del mercato o lo stesso Vucinic con davanti un centravanti di peso. Tipo Llorente.

La sensazione, dunque, è quella di un Conte che stia sperimentando pro-calciomercato. Valutare sul campo alcune fattibilità tattiche in relazione a possibili scenari di mercato. Mentre gli altri si affannano a capire che tipo di posizione riusciranno a chiudere in classifica. Anche questa è goduria.

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