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Sto con Conte e Giovinco: tifo bastardo

Nonostante la parola sia una brutta parola, tendo a concordare e sottoscrivere quanto esclamato da Antonio Conte.

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L’episodio in questione si verifica all’uscita di Giovinco dal campo. Al suo posto Tevez. Il risultato è bloccato sul 3-1 dopo che Llorente ha chiuso ogni speranza di rimonta.

Il pubblico comincia a fischiare mentre Giovinco si avvia a bordo campo. Un gesto di sconforto da parte di Sebastian che non ha giocato la partita della vita, ma nemmeno la più brutta. E in ogni caso ha contribuito al 3-1. Un gesto, da parte di pseudotifosi, ingiustificato e totalmente privo di ragioni.

Giovinco sta per avviarsi negli spogliatoi, ma Conte gli va incontro, lo abbraccia e lo costringe a rimanere in panchina dicendogli di non preoccuparsi di quei bast***i! Giusto, giustissimo. Sacrosanto.

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E’ un problema di cultura. Dall’antijuventinismo diffuso all’incapacità di giocare di squadra anche fra tifosi.

Siamo di fronte a una Juve sublime dove l’imperfezione è sottolineata da un colpo di tacco in più o da qualche minuto di calo mentale, quando le avversarie stanno mesi senza vincere e arrancano anche solo per tenere il passo. Queste pagine di storia sono state scritte da tutti i ragazzi, qualcuno con evidenti e maggiori meriti.

Il gesto di sconforto di Giovinco è probabilmente il segno più tangibile di quanto serva poco per rovinare una storia, per mandare in frantumi un progetto. Sul campo, durante i 90 minuti, si applaude e si deve caricare la squadra con tutte le forze di cui il pubblico dispone. Al termine del match c’è spazio per critiche e rivisitazioni, per lezioni e applausi.

Chissà quando impareremo a stare al mondo.

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