Troppo facile godere della goduria. La cosa più complessa è amare quando le cose vanno male, almeno così sembra. Interpretiamo in questo modo la frase che Bonucci ha regalato ai social, e la facciamo nostra.

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Un conto è criticare costruttivamente, anche se duramente. Non essere d’accordo con le scelte di tecnico e dirigenza, alla fine, rappresenta la bellezza di uno sport dove la logica trova posto in poche cose. Per il resto, tutti possiamo diventare allenatori, esperti di tattica e di allenamento, di psicologia dello sport e di salute.

Un altro conto è buttarla in rissa o, peggio, in stupido disfattismo dove nulla va più bene, dove tutto è irrecuperabile e dove perfino il magazziniere dovrebbe essere cambiato. Salvo indicare il come, il quando, il quanto e soprattutto con quali soldi (se non quelli degli altri, addirittura di potenziali investitori arabi o indonesiani). Quando mancano le idee, la soluzione che più sembra ovvia appare la parte di mondo dove girano tanti, ma proprio tanti soldi.

La realtà è differente, e assomiglia molto al grido di battaglia di Buffon che ha chiesto alla curva sostegno, se non altro per gli ultimi 4 anni dove il tasso di goduria risulta difficilmente misurabile.

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Restano i problemi tattici, e una pianificazione del mercato che ha portato a sciupare un agosto che doveva invece risultare decisivo ai fini della qualità generale di un gruppo dove i senatori latitano, e le nuove leve sono troppo timide e giovani per assumersi responsabilità troppo più grandi di loro. Almeno fino al 14 settembre.

Occorre molta pazienza quest’anno, molto più rispetto a un anno fa quando già ad agosto andava bruciato Allegri, salvo beatificarlo a maggio, per rispedirlo nell’inferno più caldo in questi giorni. Su e giù, in un’altalena di significati e giudizi che cambiano con imbarazzante velocità.

Corrono le parole, ma restano i fatti: servono nuovi equilibri tattici, e Allegri deve capire dove piazzare meglio gli uomini che si ritrova in una rosa che deve portarsi appresso fino a gennaio, ma anche fino a maggio 2016.

Domani si torna in campo. Sarà durissima, ma questo è l’inizio di stagione e questa è la Juve attuale. Si può fischiare, si può criticare, ma bisogna pure decidere di stare sul carro sempre, o scendere adesso ed evitare di rompere.

Bisogna decidere di essere tifosi davvero, o solo semplici appassionati. É facile.

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