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Su Lazio-Juventus, su Pepe e su Conte

Ci sono così tanti argomenti da sviluppare che riesce persino complicato a redigere una sorta di priorità. Parli di Pepe e rischi di dimenticare un fenomeno come Pirlo. Parli di Buffon e oscuri il talento cristallino di Marchisio. Citi Vucinic, ma non puoi certo dimenticarti di Matri. Per non parlare poi di Vidal e Lichtsteiner e la difesa tutta.

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Insomma, a questa Juve non riesci a trovare un difetto.

Che la Juve stia facendo non bene, ma benissimo lo capisci dal modo in cui la TV tratta il tema bianconero: un po’ di fortuna, certo quelle coppe… e che dire del fatto che Conte ha azzeccato tutto e chissà come mai e perché? Che Lazio-Juventus sia ancora una partita che testimonia la forza reale di questa Juve te ne accorgi da come i canali Mediaset, quelli in chiaro, hanno trattato l’argomento: sigla, le immagini e quindi il commento “ma il tutto è viziato da un rigore non visto dall’arbitro e conseguente mancanza espulsione di Barzagli. Poi palo sfortunato di Hernanes”. Tutto qui, così laconico e cinico. Molto simile al lamento vergognoso di Reja che non rende onore a questa grande Lazio, forse troppo attaccata ai singoli quali Hernanes e Klose.

Il servizio si è dimenticato di almeno mezzo quintale di informazioni, sicuramente più decisive: il rigore non c’è, la palla andava sì in porta, ma la stessa porta era coperta da Bonucci, e certo non è questo l’episodio a cambiare la storia della partita. Semmai si poteva insistere sul puro spettacolo offerto da Buffon, Pirlo, Vucinic, Matri e Pepe in questa sequenza. Sequenza racchiusa in appena 7,2 secondi dal momento in cui la palla lascia le mani sicure di SuperGigi e arriva in porta, 100 metri più in là. Una lezione di verticalizzazione come il miglior calcio europeo dell’Olanda che fu.

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Il servizio dimentica poi che un palo la Juve lo prende pure: con quell’autentico carroarmato di Alessandro Matri, in girata che ricorda tanto uno dei gesti tecnici che fu caro a David Trezeguet. Da serpente velenoso, da cobra, da uno cui non puoi mollare nemmeno un centimetro. E oltre il palo, per Matri, che sarà pure figo, ma questo è un calciatore vero, ci sono chilometri e chilometri di pressing e di azioni solitarie, di tanto supporto alla manovra, di sgomitare con i difensori, di lottare come – perdonatemi – faceva Vialli nella prima Juve di Lippi.

Accanto a lui, sempre ricordando il paragone con la prima Juve di Lippi, un certo Ravanelli cuciva il gioco dalla fascia. Come ora Vucinic: non ha segnato, ma ridurre a questa informazione la prestazione di Mirko è indecoroso per l’intelligenza che si deve a un uomo di calcio. Ancora una giocata d’effetto, ancora efficace, ancora decisivo.

La Juve è vera Juve perché in mezzo al campo, Barcelona a parte, non esiste altro terzetto più forte di Vidal-Pirlo-Marchisio. E’ un peccato che non siano stranieri e indossino la maglia bianconera, altrimenti oggi si parlerebbe in ben altro modo dei tre. Soprattutto del cileno ubriacone che corre forse più di Davids. Con quell’andatura che pare che primo o poi vada a terra e invece a terra non ci va mai. E quante palle recupera pur afflitto dall’alcolismo cronico? E che lucidità nell’appoggiare il gioco offensivo e rompere ogni ripartenza avversaria con un pressing asfissiante? Soprattutto: che tipo di alcol ingurgita per essere così in forma domenica dopo domenica?

Tornando seri (almeno noi!), questa Juve è vera Juve perché Conte in panchina è uno spettacolo, meglio di Fiorello e Jovanotti messi insieme. Per poco non prende a schiaffi Pepe reo di non inserirsi al meglio. E quando Pepe ascolta il tecnico da Lecce succede che va in gol. Ancora una volta, ancora lui. Non sento scuse, non leggo passi indietro di stupidi tifosi che lo volevano fuori da questa Juve sol perché si chiama Simone e non Leandro Da Silva Do Nascimento, sol perché si chiama Pepe ed è nato nei pressi di Roma e non a Rio o a Santiago de Compostela. Siamo fatti così in Italia, razzisti con i nostri ragazzi. Chi mi trova un esterno che corre più e meglio di Pepe in queste giornate di campionato? Chi mi trova un esterno, in questo periodo, più efficace di Pepe? Fortuna che in panchina c’è Conte, uno che a quanto pare di calcio ne capisce un po’. Capirà pure lui che Pepe non è al pari di Cristiano Ronaldo o Iniesta, intanto però è una pedina più che fondamentale in attesa che qualche esterno si svegli da un lungo letargo…

Difetti. Si parlava di difetti e invece uno c’è: è il giallo, affrettato, e non dico altro, recapitato a Marchisio. Domenica 6 novembre avevo detto “di sicuro qualcosa cambierà fra venti giorni”. Altro stimolo in più per rompere le ossa… sportivamente parlando.

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