Partita brutta, molto brutta. Le costanti dei match negativi della Juve sembrano due: Martinez e Amauri. Con l’aggiunta di prove poco sufficienti di Marco Motta che, dopo un inizio incoraggiante, sta pagando amaramente il cambio di ambiente. Un conto è correre a Udine e Roma, un conto è giocare nella Juve. Sono però convinto che sotto la guida di Del Neri il laterale saprà riprendersi.

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Piuttosto è incredibile il non-apporto di Martinez. Non spinge, anche se a dire la verità contro il Bologna è autore di un unico dribbling e primo tiro in porta della stagione, e difende male. Non agisce in contropiede e non crossa. Da rivedere? Ancora???

Se funziona, e benissimo, la linea Melo-Aquilani, con quest’ultimo autorevolissimo in mezzo al campo, certo ieri non hanno funzionato le ali Marchisio (che ala non è) e Krasic (un attimo di stanchezza, naturale se fai parte del genere umano). Inoltre quel tuffo lo ha messo in grave difficoltà. Ci tornerò sul finale.

Amauri o non Amauri? Il brasiliano si è fermato ancora per infortunio. La mia impressione è che si sia fermato per sempre, perché al rientro mancano, da oggi, circa 12 giorni e la sua assenza non si noterà. Sempre col broncio, sempre nervoso, mai propositivo né tecnicamente né psicologicamente. Mi viene da piangere se penso che un certo David Trezeguet continua a segnare anche in quel di Alicante. Con Amauri si ferma pure Iaquinta e solo domani si saprà se potrà recuperare per il Milan. Così restano Del Piero e Quagliarella. Troppo pochi. Soprattutto manca la punta di peso, il bomber che la mette dentro. A gennaio dovremmo ricevere in regalo un rinforzo di qualità. Urge.

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Ennesimo plauso alla difesa e a Storari. La prima non è mai andata in difficoltà, il portiere sta acquisendo meriti incredibili. Sirigu dovrà stare attentissimo in quota Nazionale.

E veniamo a Krasic. La mia goduria è immensa. Non c’è fallo e non mi interessa di tocchetti infinitesimali. C’è il tuffo e per me è simulazione piena. Solo che il razzismo becero di un certo Pistocchi è ancora più grave della caduta del serbo. Questo giornalistucolo dovrebbe stare molto attento, perché parla a una platea vasta e perché si parla e straparla sempre di moralizzazione ed educazione. Vergogna. Vergogna pure a quanti erano presenti in studio che non lo hanno tacciato. Detto questo non capisco però la campagna per squalificare e condannare a morte il biondo Krasic, praticamente squalificatosi da solo dalla partita. O la regola vale per tutti o punirne solo uno fra mille è cosa brutta e puzza di campagna, appunto!

Perché vedete, a rivedere la partita del San Paolo viene da chiedersi perché non punire Robinho per la simulazione di un pugno di Tyson quando è stato toccato solamente sul petto. Viene da chiedersi come una partita del genere possa essere terminata 10 contro 11, con un doppio cartellino giallo e nessun cartellino rosso. Fra risse e colpi proibiti… immaginate la scena al contrario, cioè Melo al posto di Boateng, Bonucci al posto di Papastathopoulos e via così. A maglie invertite oggi sarebbero scattate interrogazioni parlamentari e qualcuno avrebbe invocato l’aiuto di Guido Rossi per punire i colpevoli, con retrocessioni  e penalizzazioni.

Tanto vale mettere una regola chiara e precisa: simulazione? Squalifica. Ma simulazione è quando fingi di prendere un pugno e le immagini mostrano palesemente il tuo gesto antisportivo, o quando caschi in area di rigore o quando simuli un fallaccio che porta all’espulsione di un giocatore, o quando segni di mano. E la prova TV dovrebbe pure servire per “recuperare”: cioè anzicché punire, recuperare un errore arbitrale, come ne capitano a bizzeffe nel corso di un campionato. Questa strana sensazione che le regole valgono ogni tanto e casualmente porta al solito a polemiche infinite, discussioni vuote e un po’ di tristezza.

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