In Italia è possibile gettare della merda contro chiunque e accade una magia: chi getta gratuitamente merda viene esaltato, chi riceve la sostanza poco gradita è praticamente spacciato. L’hanno capito in molti. Nel 2006 addirittura un giornalaccio ha creato una intera campagna contro una squadra dando vita ad un processo farsa conclusosi con un’assoluzione-di-condanna.

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Recentemente, ma è pratica comune da quelle parti, da Milano si è levata una voce: “Così potete comprare il Siena”. Meraviglia delle meraviglie scatta il deferimento. Ora, quel giornalaccio di cui sopra non spiega l’accaduto così proviamo a fare chiarezza. Iniziamo dalla parola: cosa significa “deferimento”? Semplicemente è un atto tramite il quale si sottopone a giudizio un soggetto.

Detto in altro modo: lanci accuse pesanti? Se mostrate sei semplicemente un eroe, ma se non hai prove allora rischi la diffamazione. Per scegliere se sei un coglione o un investigatore vieni chiamato a testimoniare. Quello che accadrà al CogliOne di turno, sempre il solito peraltro, che non dirà nulla. Non mostrerà nulla. Ma di questo i giornali non parleranno. Conta solo il gesto e contano solo le parole di accusa. Intanto l’ambiente è surriscaldato, la gente dimentica i torti subiti e le malefatte della squadra che paga questo Pirla 11,5 milioni di euro e il giornalaccio è contento. Ecco spiegata l’Italia calcistica.

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Non stupitevi quindi se leggete che qualcuno è stato deferito. E’ una prassi consolidata, ma tranquilli: a gettare merda addosso alle persone non rischiate nulla. Anzi siete incoraggiati a farlo, perché in una Italia senza talento è l’unico modo per farsi notare.

In realtà no, un altro modo ci sarebbe. E’ quello di usare violenza: fisica, verbale, o chissà che altro. Dagli scandali ai massacri, dai misteri irrisolti alle diatribe politiche. Dialettiche vane, ma molto efficaci per quel maledetto share televisivo o quelle maledette tirature della carta stampata. Come se i soldi sono l’unico obiettivo di chi dovrebbe mostrare la realtà e raccontarla obiettivamente.

Violenza verbale: è quella usata da Totti subito dopo aver scalciato violentemente Balotelli. Non mi si può certo accusare di essere un fan di questo diciannovenne col cervello disperso in qualche regione africana. E’ stato compiuto un esperimento: il fallo di Montero su Totti un po’ di anni fa e il fallo di Totti su Balotelli. Non c’è differenza tranne la rincorsa di Totti su Balotelli. Un po’ di anni fa qualcuno chiese addirittura la radiazione per Montero, all’ennesimo cartellino rosso. Senza peraltro aver mai letto i numeri concreti della sua storia. Oggi si tenta di appiopparci la storia del quello-fa-beneficenza o è-un-bravo-ragazzo-romano e via così. No. Questo signore che troppe volte è stato accostato, ingiustamente, a Del Piero ha fin troppo dimostrato lungo la sua carriera la sua intelligenza molto limitata. Avrà i soldi, avrà pure un buon talento nei piedi, ma l’infinocchiatura no! Lo sputo a Poulsen, i fallacci in campo e questo ultimo gesto raccontano di un personaggio gonfiato. Se Buffon, per il solo fatto di giocare per la Juve, quattro anni fa ha rischiato di rimanere a casa, oggi mi sembra il minimo non convocare Totti in Nazionale dopo il suo abbandono. La Nazionale non è un porto di mare: entri ed esci e rientri quando vuoi tu. Ci sono molti personaggi da rispettare, anzi un’intera Nazione. Gradirei non vedere Totti con la maglia azzurra, dove peraltro si ricordano soltanto un cucchiaio e un rigore al novantesimo contro l’Australia. Grazie, basta così!

Ah: non so se è più scandalosa la difesa per il calcione dato o per la giustificazione. Perché se la giustificazione di Totti va bene, quella di Zizou nel 2006 mi sembra ancor più ineccepibile. Ah, scusate, Zizou ha giocato nella Juve: chiedo perdono per la gaffe!

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