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Per Suma è questione di soldi: lui che ha venduto la dignità

Mauro Suma, un uomo un perché. La Gialappa’s ha confezionato intere puntate su questo personaggio. Dignità ridotta allo zero per uno svende articoli per piacere all’editore che diventa sempre più padrone.

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Non passa giorno che il direttore-di-non-so-cosa non scriva di Juve, sulla Juve, per la Juve. Capiamo che la situazione rossonera sia tragicomica, e per quanto mi riguarda poco sorprendente. Capiamo che c’è davvero poco da scrivere sul Milan, ma straparlare della Juve… adesso basta! O… continui pure, aumenta il nostro godimento.

A tutto ci deve essere comunque un limite. Il limite è quello dell’evidenza dei fatti. Su Pogba l’evidenza è addirittura superiore a qualsiasi forma di rosicamento.

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Non sappiamo cosa diventerà Pogba in futuro, sappiamo solo che ci è già utilissimo nel presente. E Marotta è arrivato ancora una volta prima di tutti. Come già accaduto con Barzagli (300 mila euro, alla cassa!) e Pirlo (0 euro, zero euro, nulla, niente, nisba, non pagato, nessun contante, gratis, gratuito, free). E’ arrivato prima di tutti perché Paratici è un maestro nello scovare i talenti e portarli a casa.

Pogba è diventato bianconero non già per una questione di soldi. La Juve lo ha strappato a 0 euro, zero euro… e pagato solo un indennizzo a Ferguson perché lo stile è stile. Pogba ha scelto la Juve perché francamente non capiamo il motivo di scegliere il Titanic-Milan. Che poi Moratti dica che lo seguivano è un’altra barzelletta da ascrivere ai nerazzurri. Pogba ha scelto il meglio, per il presente e per il futuro. Ha scelto Conte perché Conte è Conte. Ha scelto la Juve perché in Francia, come in tutto il resto del mondo, sanno benissimo cosa è la Juve.

Constant al Milan, Pogba alla Juve. Ciao Suma!

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