Che paese il nostro. Eclettico, originale, creativo, fantasioso. Velocemente: il Community Shield si gioca a Londra, la DFL Supercup (Supercoppa di Germania) in uno stadio tedesco, la Supercoppa di Spagna in Spagna e via così. La Supercoppa Italiana… non si sa. Di certo non in Italia.

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Non allo Juventus Stadium, per esempio, anche se in un certo senso toccherebbe giocarla in casa di chi ha vinto lo scudetto. Non a Roma, città capitale della nostra Italia. Né a Milano che per capienza è maggiore di quello di Torino. La sede non è decisa.

Cina o Emirati Arabi Uniti. Pechino o Bratislava. In uno stadio congolese o chissà dove altro. Ridicoli, come tutti quelli che in Federazione ci fanno fare figure simili. Con gli sponsor, con gli investitori, con l’intero calcio europeo. Ridicoli.

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Un Paese che combina guai, un sistema calcio che non funziona. La sfida che vede di fronte la vincitrice del campionato con la vincitrice della Coppa Italia è uno spot per tutta la penisola innamorata del pallone. O almeno dovrebbe essere uno spot.

Giocarla fuori Italia è un drastico “me ne frego” al tifo organizzato e a tutti quei tifosi che vorrebbero godersi una sana partita di calcio della squadra del cuore. In Cina? E come ci arrivo in Cina? E soprattutto: perché dovrei seguire la mia Juve in Cina? Proprio in questi tempi malconci a livello finanziario.

Tutto per una serie di giochi di sponsor e di merchandising: e poi i presidenti si lamentano dello scarso apporto dei tifosi; e poi i presidenti non si capacitano dell’enorme divario che gli stadi italiani pagano rispetto a quelli di tutto il mondo.

Nemmeno un briciolo di campanilismo. La Supercoppa Italiana? Giochiamola alla Playstation. Sempre che poi Lotito non decida per la Xbox!

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