Trionfo bianconero in quel di Pechino: tramortito il Napoli con un netto 4 a 2 che non lascia spazio a immaginazione. Una Juventus cinica, che ha saputo sfruttare il doppio vantaggio numerico dopo le espulsioni di Pandev e Zuniga. Schierata col 3-5-2, la Juventus nel primo tempo ha chiuso sotto di due gol, complice due svarioni della difesa: incredibile ma vero! Dopo un inizio un pò contratto, la Juventus ha preso in mano il pallino del gioco: Pirlo, marcato a uomo da Hamsik, non ha avuto molto spazio per creare. Qui una grande scelta di Mazzarri: Hamsik in copertura ha fatto benissimo, e questo ha portato Bonucci ad avanzare palla al piede e a impostare. Con un Napoli rintanato, e una Juventus costretta ad avanzare, è stato facile per gli azzurri punire i bianconeri: la difesa alta ha asciato un’autostrada a Cavani sul primo gol, e Conte non sarà molto contento, perchè Lucio e Barzagli erano sulla linea di centrocampo.  Singolare la scelta di Barzagli sul centrosinistra, poi ci ritorneremo…! Dopo aver subito il gol, la Juve si è riportata sempre avanti: l’indole è quella, attaccare e fare gol. La spinta di Lichtsteiner stavolta è stata efficace, ha fatto buonissimi movimenti e non ha sofferto minimamente Zuniga. A sinistra Asamoah ha fatto una gara perfetta: ruolo non suo, ha annullato Maggio e si è preso anche il merito di firmare un pareggio con un tiro al volo strepitoso! Il motivo della gara, anche dopo il pareggio, non è mutato: Juve e Napoli hanno continuato la loro gara come avevano iniziato, e il secondo gol è nato da una disattenzione di Bonucci: un erroraccio, perchè nel tentativo di disimpegno Leo è andato verso il centro, invece di portarsi sull’esterno. La pressione di Pandev ha avuto la meglio, e il macedone non ha avuto problemi a segnare il due a uno.

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Nella ripresa Carrera ha mandato in campo Vucinic al posto di uno spento Matri, e la differenza si è vista: alla prima azione Mirko ha centrato la traversa con un bolide di sinistro. Ma ciò che ha colpito è stata l’intesa, seppure non perfetta, con Giovinco: insieme si capiscono, e hanno spazzato via il mio scetticismo della viglia, quando avevo letto di una possibile coppia tra i due. Bravi negli scambi stretti, in realtà hanno fatto ciò che doveva fare Matri: ricevere e tenere palla. Ci sono riusciti, e lo dimostra il gran numero di ammonizioni che ha colpito i giocatori del Napoli. A metà ripresa, da un traversone di Lichtsteiner, Vucinic riesce ad anticipare il difensore, che però lo stende. Rigore sacrosanto, Vidal non sbaglia (strano come non sia andato Pirlo). La Juventus ha cambiato marcia, nel secondo tempo si è resa pericolosa diverse volte, il Napoli si limitava a ripartire. A fine gara arriva l’espulsione di Pandev, forse avrà detto qualcosa all’arbitro. Sacrosanta la seconda espulsione di Zuniga, entrato in netto ritardo su Giovinco, e alla seconda ammonizione. L’inerzia della gara va tutta a favore della Juventus, e nel primo tempo supplementare chiude subito la pratica: prima un goffo autorete di Maggio, poi una grande azione sull’asse Asamoah-Marchisio-Vucinic: il montenegrino non può che appoggiare in gol. La gara termina col punteggio di 4-2, la Juve vince la quinta supercoppa della sua storia, raggiungendo l’Inter a quota 5.

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Al di là del breve sunto della partita, vorrei sottolineare alcune cose. Barzagli sul centrosinistra (ve l’avevo detto che saremmo tornati sul punto) rappresenta la lacuna che si è venuta a creare dopo l’infortunio di Caceres, e chiaramente tenendo conto dell’assenza del Chiello, perchè il titolare è Giorgio. Nel precampionato Conte le ha provate tutte: dopo Caceres, ha provato Lucio, ma il brasiliano non è ancora pronto proprio per lo schema della difesa a tre: anche contro il Napoli è stato molto insicuro, pur giocando sul centrodestra, cioè dove può giocare col suo piede. Poi Conte ha provato Masi, ma il ragazzo deve farsi le ossa, e poi va molto meglio come centrale. Infine Barzagli, come ultima possibilità, confidando nella sua esperienza. Ma anche Barzagli ha sofferto non poco: la velocità di Cavani, e soprattutto il non poter giocare la palla, lui che è un destro. Se ci fate caso, anche nel facile possesso palla finale, ha perso due palloni, proprio perchè li ha giocati col destro, non avendo la stessa padronanza col sinistro (mi ha ricordato un pò l’esperimento di Lippi, quando inventò Zambrotta terzino sinistro: ne riparleremo). Oltre a Barzagli, la difesa ha mostrato troppe incertezze: innanzitutto molto alta (sul primo gol stavano a centrocampo), e poi non perfetta nelle chiusure quando il Napoli ripartiva. Ma qui forse la mossa giusta l’ha fatta Mazzarri: Hamsik a uomo su Pirlo significa che la Juventus doveva trovare altre idee. Questo ha indotto Bonucci ad avanzare, lasciando spesso la posizione e creando quel buco nel quale si sono infilati facilmente gli attaccanti azzurri. Mazzarri l’ha studiata bene, come suo solito. A noi è mancato un pò Marchisio in fase di impostazione, ma non era facile: il centrocampo a 5 del Napoli ha lavorato bene, e ha retto l’impatto. Mi è piaciuto molto Lichtsteiner, che ha dettato i passaggi con i suoi movimenti, e sembra che stia entrando nell’ottica del 3-5-2: sta facendo bene. Ma il migliore è stato Asamoah: in un ruolo non suo, ha fatto tutto in modo perfetto, non sbagliando niente. Ha tenuto posizione in maniera magistrale (non ricordo un affondo di Maggio, e il gioco del Napoli  dipende molto dall’esterno destro), si è proposto puntualmente (vedi il gran gol), e ha dato una mano a Marchisio, il quale era stato stretto nella morsa tra Inler e Berhami. In avanti, venuti meno i lanci di Pirlo, Matri non ha dato la profondità che invece Vucinic ha poi mostrato. Il numero 32 non ha nemmeno retto fisicamente contro i difensori del Napoli. Con Vucinic le cose sono cambiate: ha dato profondità, e infatti al primo pallone ha preso la traversa, dopo essersi smarcato abilmente. Questo ha aperto anche la difesa napoletana, e ha dato spazio anche a Giovinco: i due, sia nello stretto, che nei movimenti, hanno dialogato bene. Insomma, a noi è mancato il solito Pirlo, e Vidal e Marchisio non hanno potuto inserirsi al meglio: questo giustifica il Bonucci troppo intraprendente, e nello stesso tempo poco attento alla posizione. Le corsie laterali hanno funzionato bene: è il punto forte del Napoli, ma non c’è stato un affondo dei partenopei, sia a destra che a sinistra. L’attacco, inizialmente statico con Matri e quindi facile preda per difensori napoleatani fisicamente forti, ha avuto maggiore vigore con Vucinic: qui si va verso uno stile Barça, come più volte ripetuto, perchè Giovinco e Vucinic insieme hanno fatto molto bene.

Indicazioni tattiche importanti per Conte: sicuramente non soddisfatto dalla difesa. Ma sulle corsie abbiamo fatto bene, così come in avanti con Vucinic-Giovinco. Si parte bene quindi, il primo trofeo è bianconero. E speriamo di continuare così.

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