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Tag: 3-5-2

Juventus – Cesena / Caro Allegri, occhio allo stress

Ci siamo. Si torna in campo stasera, contro il Cesena. Classifica che rischia di allungarsi, con Juventus e Roma al comando a punteggio pieno.

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Il pareggio di Inzaghi di ieri sera ha di fatto creato almeno tre blocchi di squadre. Bianconeri e giallorossi, poi chi lotterà per l’ultimo accesso in Champions, quindi chi vuole evitare quella che i ciclisti chiamano “la rete”.

Allegri sta valutando un po’ di turnover. Barzagli e Pirlo ancora out, quindi toccherà a Marchisio la regia, mentre in difesa la scelta è obbligata. Anche considerando il fatto che il 3-5-2 sarà il modulo applicato.

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Llorente e Tevez guideranno l’attacco, semplicemente perché Morata non è ancora al top. In ogni caso, in vista di Atalanta, Atletico Madrid e Roma, un po’ di spazio per Coman e Giovinco andrebbe concesso, senza correre il rischio di stressare i titolari.

Stesso discorso a centrocampo, dove un po’ di alternanza fra Pogba, Pereyra e Vidal è ormai necessaria. In quest’ottica, chance importante per Romulo a destra, con Evra che sarà titolare sulla fascia opposta.

Obiettivo? Arrivare a punteggio pieno alla sfida coi giallorossi, primo vero punto di svolta della stagione.

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Le ragioni di una eliminazione evitabile

A caldo. A volte è la cosa migliore da fare, più che raffreddare l’animo e tentare di recuperare lucidità.

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Non è colpa del gelo: valeva per entrambe le squadre. Né, forse, dello spostamento del match: magari non ha giovato alla concentrazione. Certamente non è colpa di qualcuno in particolare, reo di qualche grossolano errore.

Siamo usciti perché abbiamo pareggiato contro il Copenaghen. E contro il Galatasaray. Non siamo riusciti a battere il Real nonostante un netto dominio dimostrato sul campo. Il campo, come diciamo noi, ha sempre ragione.

Il campo ha raccontato di una Juve distratta e timida nei primi tre turni di Champions. Le partite di andata giocate con molta semplicità, quando in realtà eravamo in Champions. Forse l’andata col Real ha un minimo di giustificante, visto il pasticcio arbitrale (e la reazione bianconera), ma fa parte del gioco.

Il campo ha raccontato di una Juve mancante di alcune pedine di levature internazionale, specialmente sulle fasce laterali.

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Il campo ha detto che l’attacco, che sta andando molto bene in campionato, ha peccato di poco cinismo in Europa. Anche stasera gli attaccanti non hanno svolto il lavoro più importante: metterla dentro e chiudere ogni discorso di qualificazione. Pazienza, perché la base è davvero importante.

Come reagire? Intanto l’Europe League è una bestia che avrei volentieri evitato. Serve a poco, non prendiamoci in giro. E’ un dispendio di energie pauroso e non mi piacerebbe nemmeno vincerla, in coerenza con quanto penso di questa competizione. Dopo questi tre anni di Conte, non è certo la Europe League l’obiettivo.

Resta piuttosto da capire se, in assenza di Pirlo, non sia il caso di cominciare a pensare a una variante del 3-5-2. Non è colpa, e ci mancherebbe, di Pogba, ma il francese non può svolgere lo stesso compito di Pirlo. Nessuno può farlo e allora rimprovero a Conte l’insistenza sul 3-5-2, quando potevamo difenderci in modo differente. Perché di difesa, oggi, si è trattato.

La palla passa a Marotta. Ottimo negli affari Pirlo e Vidal, Tevez e Lichsteiner, Barzagli e Llorente, ma ora serve il colpo di genio per la fascia laterale.

Ora sotto col Sassuolo e lo strappo in campionato. Poi ci vedremo di giovedì. Ce lo potevamo risparmiare, ma ce lo siamo meritati (e non è un complimento).

Oggi intanto registriamo due traguardi raggiunti: la Juve ha vinto la Supercoppa Italiana, tutti gli altri hanno vinto l’eliminazione della Juve dalla Champions. Son comunque soddisfazioni.

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Analisi dello stato di salute della Juve

Ho preso tempo per riguardare il match. Giornali e commenti non troppo coerenti sulla prestazione bianconera, con tanto di voti parecchio distanti, almeno nei commenti. Questo è il mio personalissimo parere.

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La Juve ha dimostrato di stare in salute. Mentale e fisica. La squadra corre, corre tanto e ha ripreso una certa vigoria fisica (ormai da molte partite). In più c’è la ritrovata attenzione mentale che ha blindato la difesa e riportato equilibrio, soprattutto a centrocampo.

Conte ha saltellato fra il 4-3-3 e il 3-5-2, con la solita ibrida applicazione del 4-5-1 tanto in voga nel suo primo anno. A parer mio, il continuo cambiare assetto tattico è stato dettato dalla ricerca delle migliori caratteristiche degli uomini a disposizione. Vidal può fare tutto, ma certo non il regista. Stesso discorso per Pogba: troppo forte sulla trequarti, molto limitato in cabina di regia. Il francese non può essere il sostituto di Pirlo.Lo stesso Pirlo, se sta bene e ha voglia, non ha eguali al mondo.

Detto questo, il problema principale è sugli esterni. La difesa a 4 è servita per proteggere e riportare sicurezza, visto anche i giocatori a disposizione in grado di interpretare bene quel modulo. L’assenza, invece, di esterni puri ha costretto Conte a sperimentare Tevez esterno nel 4-5-1 (come Vucinic il primo anno) o Marchisio esterno nel 4-3-3 (in assenza di Pepe).

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Detto questo, contro i danesi la Juve ha costruito tanto e concluso molte volte. La percentuale di realizzazione è buona, contrariamente a diversi periodi in cui la Juve proprio non riusciva a metterla dentro frequentemente. Spiccano ancora i centrocampisti che hanno diverse armi per tentare la via della rete: l’inserimento. il tiro da fuori, i calci piazzati (diretti o indiretti).

Il plus in più è però l’attacco. La vivacità e la concretezza di Tevez, unita alla fisicità di Llorente, garantiscono alla Juve un peso fin qui mai avuto. Pure con Matri, la Juve soffriva i classici palloni sporchi, mentre lo spagnolo è maestro. Basta riguardare l’azione del secondo rigore: movimento da prima punta, da panzer d’attacco. E con lui in campo, la Juve può pure giocare la seconda palla: tocco lungo per Llorente che la spizzica o l’appoggia alla seconda punta o al centrocampista a rimorchio. Difficilmente l’avevamo visto fare nei due anni precedenti. E ora i vari Giovinco, Quagliarella e Vucinic tremano per i pochi minuti a disposizione, nonostante siano carte importanti in certi match e periodi di stagione.

Sempre l’attacco, con quei due uomini, ha migliorato l’aspetto di pesantezza. Juve più fisica, Juve più tosta. Le prendiamo quasi tutte di testa e ogni calcio d’angolo è un pericolo (nonostante alcune scelte di non calciare direttamente in area). Paradossalmente, a questa pesantezza contrapponiamo ancora qualche disattenzione in fase difensiva (leggi gol di Mellberg).

In fase di costruzione la Juve è ancora molto potente. Pirlo ispira, i centrocampisti si muovono tanto, in più c’è questa nuova versione di Pogba che si allarga spesso con l’esterno, inefficace, che rincula a protezione del centrocampo. Lo ha fatto spesso Padoin, e anche Asamoah. A conferma che Conte non è per nulla contento degli esterni di ruolo e sta cercando i giusti movimenti.

Dicembre è un mese chiave. Intensificare l’attacco portato al campionato e raggiungere la qualificazione in Champions.

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Verso il 4-3-3?

Conte è un integralista. Lo dipingeva così la critica sportiva quando arrivò alla Juve portando in dote il suo 4-2-4. Modulo che aveva allegramente (leggi “efficacemente) utilizzato nelle squadre allenate fino a quel momento.

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Sembrava anche il modulo della Juve. Allenamenti mirati, prime interessanti uscite in cui tutti ci accorgemmo di due cose: la posizione di Pirlo e l’assenza di un’ala destra.

Pirlo non ha una posizione. Lo sapevamo, ce ne siamo accorti, ce ne stiamo accorgendo. Se sta bene fisicamente e mentalmente è carico, Pirlo non ha rivali al mondo. Inoltre il falso mito del “Pirlo è leggerino” è stato ampiamente sfatato in questi anni bianconeri. A un certo punto ha recuperato più palloni lui che Vidal, tanto per fare un esempio statistico. Quindi, per chiudere il paragrafo: Pirlo non ha una posizione: Pirlo è una posizione.

L’assenza dell’ala destra praticamente è ancora una… presenza. Simone Pepe stupì tutti il primo anno, ma l’infortunio maledetto lo sta tenendo fuori da ormai 18 mesi. Sembra il momento del rientro, ma non lo diciamo. Krasic è stato ceduto. L’esplosione di Vidal ha praticamente costretto Conte a rivedere i suoi piani.

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Integralista? Macché: intelligente. E preparato. Tanto da studiare al volo il 3-5-2 che, dopo il 4-3-3, è diventato il suo modulo di riferimento. Modulo che ha portato qualche trofeo a Torino.

Ora però, viste le difficoltà sulle fasce, torna in auge l’idea del 4-3-3, ben interpretata da un centrocampo super e da un attacco che recupera Vucinic. E può contare su un Giovinco che può dire la sua in certe situazioni e in una certa posizione.

Domenica pomeriggio, contro il Livorno, la Juve potrebbe vestirsi di 4-3-3. Lichsteiner, al rientro, tornerebbe ad arare la fascia destra, mentre a sinistra uno fra Chiellini e Ogbonna blinderebbe la difesa. Marchisio a supporto di due attaccanti, con Pogba e Vidal ai lati di Pirlo. Un’idea che ha già trovato la sua sostanza in Champions. Un’idea che potrebbe abbattere il campionato.

Integralista? No: intelligente. E preparato. Ne conoscete altri così?!

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Parma-Juventus Tocca a Giovinco mentre riposa Pirlo

Conte non si smuove dal 3-5-2. E’ lo schema che la Juve adotta in Italia. Lo varierà martedì sera quando dovrà affrontare il Real Madrid. Proprio la sfida europea suggerisce a Conte di operare un paio di modifiche allo schieramento.

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Bonucci è a Torino: si sta allenando per martedì sera. Al suo posto c’è Ogbonna, prelevato quest’estate dal Torino per 13 milioni di euro. Il ragazzo deve velocemente ambientarsi e proporsi come una più che valida alternativa ai titolarissimi. Alla sua sinistra un Chiellini mostruoso contro il Genoa, mentre Barzagli non riposerà. Caceres finisce dunque in panchina ed è il più papabile per una maglia da titolare sulla corsia destra, martedì sera.

A centrocampo la novità è il riposo di Pirlo. Si accomoderà in panchina. In cabina di regia, con tutta probabilità, ci sarà Vidal e non Pogba. Il francese è molto più utile in fase offensiva. In ogni caso il terzetto dei centrali di centrocampo si scambieranno spesso posizione. Centrocampisti totali. Una manna per Antonio Conte.

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Asamoah ritrova la fascia sinistra, anche se concedere il bis a De Ceglie sarebbe stato, umanamente, opportuno. A destra spazio a Padoin. Quindi Isla va in panchina. L’assenza di Lichtsteiner comincia a pesare.

Vucinic non recupera ancora, mentre Quagliarella è convocato. Fabio potrebbe partecipare alla gara nei minuti finali. Dal primo minuto partiranno Giovinco (che ha recuperato pienamente) e Tevez (imprescindibile). Llorente riprende fiato, ma Conte sembra averne apprezzato le ultime apparizioni.

Tre punti per mettere pressione alle avversarie e avvicinarsi con tranquillità alla gara contro i galacticos.

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Napoli-Juventus 1-1 La vera analisi

Dalla quantità di commenti cancellati è evidente che il racconto del match di stamattina non è piaciuto. Troppi isterici, troppe persone che hanno realmente capito di vivere in un Paese di Pulcinella (di cui rappresentano la maggioranza assoluta, ahinoi!). E allora passiamo a discorsi più seri.

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Il primo tempo è stata una lezione di Conte a Mazzarri. Il 3-5-2 della Juve funzionava meglio, girava meglio, semplicemente perché dietro il progetto tattico ci sono alcuni impegni molto precisi da parte di tutti. A cominciare dal pressing delizioso di Vucinic e Giovinco, supportati da Marchisio e Vidal. Poi nel secondo tempo questo ordine si è smarrito, tanto è vero che Pirlo si trovava spesso più alto dei due scudieri di centrocampo.

Le fasce hanno retto alla grandissima. Lichtsteiner, ma soprattutto Peluso: entrambi hanno vinto i rispettivi confronti con i colleghi avversari. Di fatto il Napoli non è mai riuscito a scatenare la sua corsa, dovendo insistere centralmente dove la cerniera bianconera ha sempre funzionato. Tranne un paio di volte e queste si contano facile perché sono gli unici tiri arrivati su Buffon.

Inler non è Pirlo, né lo sarà mai, perciò il giro-palla bianconero è stato più efficace. Sia in fase di costruzione, sia in fase di addormentamento della partita. Nuova fase per noi juventini: la Juve ha solitamente sovrastato l’avversario, ma il pensiero della Champions avrà indotto Conte a non forzare la mano e a far passare il match in modo tranquillo. Ci si è messo Bonucci che sfortunato ha segnato al suo portiere Buffon, altrimenti l’avremmo portata a casa facile.

In realtà ci si è messo l’attacco. Ancora in gol un non-attaccante e questo non va bene. Vucinic imperdonabile, Giovinco impreciso. Senza contare che l’azione del pareggio nasce da una porcata in attacco di Giovinco & Co. Purtroppo ci abbiamo fatto il callo: con un attaccante vero a quest’ora la Juve avrebbe già chiuso matematicamente ogni discorso scudetto. Di Matri si ricorderà un solo tiro in porta, mentre l’ostracismo su Quagliarella rischia di pesare sulle nostre fortune, visto che ogni tanto il Quaglia la butta dentro.

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Non ci attacchiamo al rigore. La redazione di SkySport è ancora alla ricerca dei famosi due penalty a favore di Mazzarri, mentre quello su Lichtsteiner era chiaro, palese e netto: solo che il Corriere dello Sport ha preventivamente preparato questa scena e perciò il risultato, se volete, è giusto.

Non c’è spiegazione invece nel giallo a Cavani. Tirata di capelli o meno (c’era, ma suvvia: bisognerebbe dire addio ai vecchi gloriosi nostri attaccanti e difensori) la gomitata è stata perfino mimata dall’assistente di linea. Orsato come avrà ragionato? Come quello che ha presumibilmente letto gli attentati psicologici di De Paola: giallo, coscienza soffocata e giornalisti oggi cauti. Senza Cavani, con un uomo in più, la Juve avrebbe potuto sfogarsi in altra maniera.

La sensazione che si stia tenendo un campionato aperto per pure logiche commerciali è davvero idiota, ma al contempo non trovo spiegazione al secondo tempo bianconero. Mai in avanti, tranne in rare occasioni. Mai al tiro, eppure qualcuno poteva tentarlo. Perfino con un centrocampista in più e un attaccante in meno sul finale: cambio, in ogni caso, tardivo. Una Juve rinunciataria che ha voluto salvare la pellaccia, come qualcuno ha ipotizzato stamattina al bar? Siamo davvero arrivati al punto di non infierire per non prender le botte?

Perché la segnalazione degli attentati dei tifosi napoletani va fatta: sassi, cori, insulti, sin dalla sera prima. Anzi: i sassi solo sul pullman. Ma oggi si insiste nel ribadire, ancora una volta, che quello lì è il pubblico più bello d’Italia giustificando dunque simili comportamenti. Spiegatelo anche, per favore, a chi dell’Heysel conserva il ricordo di qualche parente scomparso…

Il pubblico più bello d'Italia

Il pubblico più bello d’Italia

Sol per questo dovevamo chiuderla 4-0. Peccato. L’unica fortuna è che questa trasferta ci toccherà fra un anno. Perché quest’anno il Napoli si salverà di nuovo. A noi invece tocca il Celtic.

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Juve, qual è il piano?

Matri e Quagliarella sono due ottimi attaccanti, ma ad alti livelli proprio non riescono a stare. Grande sfuriata di gol per Eta Beta, ma in un tempo piccolo. Troppe pause, ormai Quagliarella non segna da parecchie settimane. Discorso addirittura amplificato e peggiore per quanto concerne Matri.

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Vucinic ha dalla sua l’immensa classe che mette al servizio della squadra. Parma a parte, il montenegrino risulta utile al gioco di Conte per mille ragioni. Se riesce a ripetere i sei mesi del 2012 risolverebbe inoltre un po’ di problemi.

Giovinco non solo non mi dispiace, ma allo stato attuale è la punta con più gol e l’unico in grado di cambiare marcia. Mal assistito e mal servito, non è Messi e lo sapevamo.

Resta da capire allora quale sia il piano di Marotta e Conte. La Juve non può e non deve fallire quest’annata. Se in campionato qualche scivolone può essere recuperato con la costanza già dimostrata nel girone d’andata, in Champions e in Coppa Italia gli scivoloni si pagano a caro prezzo. E il salto di qualità tarda ad arrivare.

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Non ci sono soldi? Come insegna Moggi, se si crede a una pedina, se si crede che anche un solo giocatore possa spostare gli equilibri, allora val la pena di tentare un complesso giro di soldi per trovarli. Del tipo: fuori Matri, venduto e non prestato, fuori un altro giocatore (per soldi) e uno sforzo lo si fa a gennaio. Serve ovviamente un cecchino, una punta vera, un attaccante costante.

Ragioniamo coi “se”, che alle volte dà miglior effetto a un ragionamento. Metti il Faraone del Milan in quest’attacco e in questo gioco. Metti un Cavani, o metti un Klose. Dove sarebbe la Juve?

Altrimenti ci aspettiamo da Conte un’altra trovata tattica come lo scorso anno in grado di cambiare volto a questa formazione. Con le gambe pesanti il 3-5-2 non lo reggiamo e poiché abbiamo abbondanza di mezze punte e di centrocampisti d’attacco converrebbe sperimentare un nuovo modulo. O un vecchio modulo.

L’assenza di Chiellini potrebbe essere compensata col ritorno al 4-4-2 visto che non abbiamo ali (l’unica è Pepe, infortunato, mentre Isla è sulla via del recupero da 6 mesi ormai. Asamoah rientra a breve). O si può tornare al 4-3-3 mascherando un centrocampista da terzo attaccante.

Le soluzioni sembrano esserci, noi invece insistiamo testardamente su un 3-5-2 che comincia a risultare controproducente per le punte e quindi per la Juve.

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Il 3-5-2 allo stato attuale

Lo abbiamo già detto molte volte che il mercato della Juventus ha preso una direzione ben precisa, ossia quella di ricercare uomini che possano interpretare al meglio più ruoli, ma soprattutto uno in particolare: il 3-5-2.

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Ne è una conferma l’abbandono della pista Robben; oppure l’acquisto di Isla dall’Udinese; e anche la tratativa che nelle ultime ore sta di nuovo infiammando l’asse Torino-Udine, ossia quella che vede Armero nel mirino della Vecchia Signora. Tenendo conto degli uomini a disposizione di Conte, abbiamo ipotizzato questo tipo di formazione, con alcune variabili non indicate in grafica: il possibile arrivo di Armero sicuramente collocherebbe il colombiano sulla fascia sinistra al posto di De Ceglie; oppure l’acquisto di una punta, che sia Pazzini o Suarez o Van Persie, creerebbe grande competizione per la seconda maglia dell’attacco; in mezzo è chiaro che Asamoah può ritagliarsi uno spazio importante, visto che ha giocato così a Udine; infine sulla destra anche Lichtsteiner può ricoprire il ruolo come ha già fatto altre volte, ma sicuramente Isla ha nel suo Dna il 3-5-2, più dello svizzero.

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Passeremo a illustrare poi anche il 4-3-3, l’altro assetto che ha dato tante soddisfazioni alla  Juventus.

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