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Tag: 4-3-1-2

4-3-1-2: e venne il giorno del cambio di modulo

L’avevamo detto: bastava una scintilla. E sicuramente, non si doveva continuare a scopiazzare Conte. Allegri lo ha capito e ha già invertito la rotta.

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Domenica pomeriggio, contro il Parma, andrà in onda il 4-3-1-2 bis, la replica di quanto già visto in Champions. Anche apprezzato in Champions, seppure c’è ancora molto da lavorare. Ma dopo 3 anni di 3-5-2, visto che anche le idee applicative di Allegri sono molto diverse da quelle di Conte, cambiare era proprio necessario.

Tevez dietro Llorente e Morata, con l’unico dubbio che in panchina ti restano Coman e Giovinco, non proprio due stantuffi se poi ti serve forza e potenza là davanti, in corso d’opera. Ma sono dettagli che vedremo in campo. Per il momento, c’è da capire se la batteria dei tre davanti possa essere supportata e sopportata dai tre mediani dietro. Mediani che dovrebbero avere il sapore della lotta e la capacità di fare da filtro e assecondare la manovra offensiva insieme.

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Pogba e Vidal e Marchisio sembrerebbero, a oggi, le pedine più interessanti da schierare. Con Pirlo sacrificato o quanto meno da provare in una veste per la quale serve la battaglia, fisico, corsa. Quell’interdizione che Andrea ha saputo fare bene fin quando però era protetto da altri quattro corridori, come nel centrocampo a 5.

Ad Allegri l’onere di sperimentare il miglior schieramento in grado di proiettarci sempre più avanti in campionato, e sempre più avanti in quello spettacolo europeo che troppe volte ci vede timidi.

Sempre ammesso che Tevez, Morata e Llorente vengano schierati assieme.

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Cambio di modulo in vista?

“Il 4-3-3 lo conosciamo bene perché lo abbiamo già applicato”. Parole di Antonio Conte che, negli scorsi mesi, aggiungeva poi “ma mi manca Pepe”. Stavolta non l’ha detto, si è fermato solo alla conoscenza del modulo tattico. Un modulo che ha giocato un ruolo importante nella bella prova contro il Real (bella, ma sfortunata).

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In realtà a Madrid è andato in scena il 4-3-1-2, con Marchisio finto trequartista, spesso impiegato sulla fascia. Quindi di fatto, in fase offensiva, si attaccava col 4-3-3. Solo che Marchisio non ha perfettamente convinto. Forse meglio Pogba: più abile nel dribbling e molto più efficace dal limite o in fase di assist.

Marchisio o non Marchisio, senza esterni, la Juve gioca meglio col 4-3-1-2. Più coperta dietro, più equilibrata in fase di spinta. Tanto è vero che si è rischiato praticamente nulla col Real. Diversamente, data anche la scarsa vena di Pirlo in copertura, col 3-5-2 i rischi sono enormi e basta riguardare le immagini contro la Fiorentina. Squadra lunga, scoperta, poco equilibrata.

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Viceversa, con la cerniera formata da Vidal e Pogba e i quattro difensori, Conte riesce a coprire meglio il campo. Con questo Caceres, e col prossimo rientro di Lichtsteiner, la fascia destra potrebbe dare enormi soddisfazioni. A sinistra siamo scoperti, ma con Bonucci centrale, Chiellini potrebbe tornare a giocare da terzino puro (così da fare meno danni in mezzo).

Paradossalmente, pure Asamoah potrebbe beneficiarne. Non è un esterno, non è uno specialista della fascia mancina. Troppe volte rallenta l’azione e rinuncia a puntare l’uomo tornando sempre verso il terzino o verso il centrocampista centrale, dando modo alla difesa avversaria di piazzarsi e regalando poche volte la superiorità numerica. Inammissibile per un esterno.

E ancora. La variante 4-3-1-2 potrebbe giovare a un ricambio migliore degli attaccanti o tentare una mia-personalissima-vecchia-idea e cioè quella di giocare con Giovinco e Tevez sulle fasce e uno fra Vucinic o Quagliarella o Llorente in mezzo. O, perché no, con Vucinic e Tevez sulle fasce e un Llorente in mezzo. Marchisio, Vidal e Pogba potrebbero offrire a centrocampo la sostanza di cui c’è bisogno.

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