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Tag: 4-3-3

Il 4-3-3 salverà il mondo… Juve?

L’assenza di Pirlo, Tevez e Vidal priva la Juve di forza, idee, sostanza e creatività nella zona cruciale del campo, vale a dire l’asse centrale del centrocampo e dell’attacco. Inevitabile, vista la qualità e la personalità di questi tre fenomeni.

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Il non arrivo di elementi di pari livello sposta l’attenzione sulle fasce, dove l’arrivo di Cuadrado e Alex Sandro, la conferma di Lichtsteiner e Evra, consegna ad Allegri diverse alternative, da rinforzare magari con il buon uso di Morata e Dybala.

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La costruzione degli attacchi viene quindi spostata: dal centro del campo alle fasce laterali, con nuove soluzioni da ricercare e una manovra che deve fluire in modo diverso rispetto al passato. Paradossalmente, questo tipo di rosa sarebbe piaciuta ad Antonio Conte. Ad Allegri il compito di trovare il giusto assetto.

Già col Chievo si era intuita la necessità di Cuadrado. Poi l’intelligenza di schierare il giusto modulo contro i milioni del City, impreziosito da una prestazione gagliarda, anche se non eccelsa del centrocampo dove la muscolaritá è diventata l’arma più importante. Se Pogba cresce e torna ai suoi livelli, crescerà la qualità generale del centrocampo e avremo più soluzioni offensive.

Con Cuadrado e le fasce rinforzate, anche Mandzukic potrà dire la sua, a patto comunque di crescere in supponenza e arroganza di cui tutti i grandi bomber sono dotati. Alle volte pare timido, anche lento rispetto al Mandzukic dell’Atletico Madrid. Servono più palloni in mezzo, come quelli di Pogba. In ogni caso, nei prossimi match (e saranno tanti in pochi giorni) converrà comunque inserire l’estro di Zaza, adatto a un 4-3-3, prima di fossilizzarlo in panchina rendendo vano e anzi negativo l’investimento fatto appena qualche mese fa.

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Analisi dello stato di salute della Juve

Ho preso tempo per riguardare il match. Giornali e commenti non troppo coerenti sulla prestazione bianconera, con tanto di voti parecchio distanti, almeno nei commenti. Questo è il mio personalissimo parere.

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La Juve ha dimostrato di stare in salute. Mentale e fisica. La squadra corre, corre tanto e ha ripreso una certa vigoria fisica (ormai da molte partite). In più c’è la ritrovata attenzione mentale che ha blindato la difesa e riportato equilibrio, soprattutto a centrocampo.

Conte ha saltellato fra il 4-3-3 e il 3-5-2, con la solita ibrida applicazione del 4-5-1 tanto in voga nel suo primo anno. A parer mio, il continuo cambiare assetto tattico è stato dettato dalla ricerca delle migliori caratteristiche degli uomini a disposizione. Vidal può fare tutto, ma certo non il regista. Stesso discorso per Pogba: troppo forte sulla trequarti, molto limitato in cabina di regia. Il francese non può essere il sostituto di Pirlo.Lo stesso Pirlo, se sta bene e ha voglia, non ha eguali al mondo.

Detto questo, il problema principale è sugli esterni. La difesa a 4 è servita per proteggere e riportare sicurezza, visto anche i giocatori a disposizione in grado di interpretare bene quel modulo. L’assenza, invece, di esterni puri ha costretto Conte a sperimentare Tevez esterno nel 4-5-1 (come Vucinic il primo anno) o Marchisio esterno nel 4-3-3 (in assenza di Pepe).

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Detto questo, contro i danesi la Juve ha costruito tanto e concluso molte volte. La percentuale di realizzazione è buona, contrariamente a diversi periodi in cui la Juve proprio non riusciva a metterla dentro frequentemente. Spiccano ancora i centrocampisti che hanno diverse armi per tentare la via della rete: l’inserimento. il tiro da fuori, i calci piazzati (diretti o indiretti).

Il plus in più è però l’attacco. La vivacità e la concretezza di Tevez, unita alla fisicità di Llorente, garantiscono alla Juve un peso fin qui mai avuto. Pure con Matri, la Juve soffriva i classici palloni sporchi, mentre lo spagnolo è maestro. Basta riguardare l’azione del secondo rigore: movimento da prima punta, da panzer d’attacco. E con lui in campo, la Juve può pure giocare la seconda palla: tocco lungo per Llorente che la spizzica o l’appoggia alla seconda punta o al centrocampista a rimorchio. Difficilmente l’avevamo visto fare nei due anni precedenti. E ora i vari Giovinco, Quagliarella e Vucinic tremano per i pochi minuti a disposizione, nonostante siano carte importanti in certi match e periodi di stagione.

Sempre l’attacco, con quei due uomini, ha migliorato l’aspetto di pesantezza. Juve più fisica, Juve più tosta. Le prendiamo quasi tutte di testa e ogni calcio d’angolo è un pericolo (nonostante alcune scelte di non calciare direttamente in area). Paradossalmente, a questa pesantezza contrapponiamo ancora qualche disattenzione in fase difensiva (leggi gol di Mellberg).

In fase di costruzione la Juve è ancora molto potente. Pirlo ispira, i centrocampisti si muovono tanto, in più c’è questa nuova versione di Pogba che si allarga spesso con l’esterno, inefficace, che rincula a protezione del centrocampo. Lo ha fatto spesso Padoin, e anche Asamoah. A conferma che Conte non è per nulla contento degli esterni di ruolo e sta cercando i giusti movimenti.

Dicembre è un mese chiave. Intensificare l’attacco portato al campionato e raggiungere la qualificazione in Champions.

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Verso il 4-3-3?

Conte è un integralista. Lo dipingeva così la critica sportiva quando arrivò alla Juve portando in dote il suo 4-2-4. Modulo che aveva allegramente (leggi “efficacemente) utilizzato nelle squadre allenate fino a quel momento.

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Sembrava anche il modulo della Juve. Allenamenti mirati, prime interessanti uscite in cui tutti ci accorgemmo di due cose: la posizione di Pirlo e l’assenza di un’ala destra.

Pirlo non ha una posizione. Lo sapevamo, ce ne siamo accorti, ce ne stiamo accorgendo. Se sta bene fisicamente e mentalmente è carico, Pirlo non ha rivali al mondo. Inoltre il falso mito del “Pirlo è leggerino” è stato ampiamente sfatato in questi anni bianconeri. A un certo punto ha recuperato più palloni lui che Vidal, tanto per fare un esempio statistico. Quindi, per chiudere il paragrafo: Pirlo non ha una posizione: Pirlo è una posizione.

L’assenza dell’ala destra praticamente è ancora una… presenza. Simone Pepe stupì tutti il primo anno, ma l’infortunio maledetto lo sta tenendo fuori da ormai 18 mesi. Sembra il momento del rientro, ma non lo diciamo. Krasic è stato ceduto. L’esplosione di Vidal ha praticamente costretto Conte a rivedere i suoi piani.

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Integralista? Macché: intelligente. E preparato. Tanto da studiare al volo il 3-5-2 che, dopo il 4-3-3, è diventato il suo modulo di riferimento. Modulo che ha portato qualche trofeo a Torino.

Ora però, viste le difficoltà sulle fasce, torna in auge l’idea del 4-3-3, ben interpretata da un centrocampo super e da un attacco che recupera Vucinic. E può contare su un Giovinco che può dire la sua in certe situazioni e in una certa posizione.

Domenica pomeriggio, contro il Livorno, la Juve potrebbe vestirsi di 4-3-3. Lichsteiner, al rientro, tornerebbe ad arare la fascia destra, mentre a sinistra uno fra Chiellini e Ogbonna blinderebbe la difesa. Marchisio a supporto di due attaccanti, con Pogba e Vidal ai lati di Pirlo. Un’idea che ha già trovato la sua sostanza in Champions. Un’idea che potrebbe abbattere il campionato.

Integralista? No: intelligente. E preparato. Ne conoscete altri così?!

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Cambio di modulo in vista?

“Il 4-3-3 lo conosciamo bene perché lo abbiamo già applicato”. Parole di Antonio Conte che, negli scorsi mesi, aggiungeva poi “ma mi manca Pepe”. Stavolta non l’ha detto, si è fermato solo alla conoscenza del modulo tattico. Un modulo che ha giocato un ruolo importante nella bella prova contro il Real (bella, ma sfortunata).

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In realtà a Madrid è andato in scena il 4-3-1-2, con Marchisio finto trequartista, spesso impiegato sulla fascia. Quindi di fatto, in fase offensiva, si attaccava col 4-3-3. Solo che Marchisio non ha perfettamente convinto. Forse meglio Pogba: più abile nel dribbling e molto più efficace dal limite o in fase di assist.

Marchisio o non Marchisio, senza esterni, la Juve gioca meglio col 4-3-1-2. Più coperta dietro, più equilibrata in fase di spinta. Tanto è vero che si è rischiato praticamente nulla col Real. Diversamente, data anche la scarsa vena di Pirlo in copertura, col 3-5-2 i rischi sono enormi e basta riguardare le immagini contro la Fiorentina. Squadra lunga, scoperta, poco equilibrata.

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Viceversa, con la cerniera formata da Vidal e Pogba e i quattro difensori, Conte riesce a coprire meglio il campo. Con questo Caceres, e col prossimo rientro di Lichtsteiner, la fascia destra potrebbe dare enormi soddisfazioni. A sinistra siamo scoperti, ma con Bonucci centrale, Chiellini potrebbe tornare a giocare da terzino puro (così da fare meno danni in mezzo).

Paradossalmente, pure Asamoah potrebbe beneficiarne. Non è un esterno, non è uno specialista della fascia mancina. Troppe volte rallenta l’azione e rinuncia a puntare l’uomo tornando sempre verso il terzino o verso il centrocampista centrale, dando modo alla difesa avversaria di piazzarsi e regalando poche volte la superiorità numerica. Inammissibile per un esterno.

E ancora. La variante 4-3-1-2 potrebbe giovare a un ricambio migliore degli attaccanti o tentare una mia-personalissima-vecchia-idea e cioè quella di giocare con Giovinco e Tevez sulle fasce e uno fra Vucinic o Quagliarella o Llorente in mezzo. O, perché no, con Vucinic e Tevez sulle fasce e un Llorente in mezzo. Marchisio, Vidal e Pogba potrebbero offrire a centrocampo la sostanza di cui c’è bisogno.

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Ma quanto manca Simone Pepe?

Ma perché Conte non ripropone il 4-3-3 che tanto ci ha fatto divertire lo scorso anno? Pirlo, Marchisio e Vidal a centrocampo, Lichtsteiner e Chiellini come terzini fluidificanti, e tre attaccanti mobili, con gli esterni pronti a ripiegare per un 4-5-1 solidissimo. Già perché?

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Perché manca Simone Pepe, una delle pedine più importanti lo scorso anno per Antonio Conte. Un jolly di una efficacia pazzesca, uno dal rendimento super. Sicuramente il miglior esterno del campionato.

La maledizione di Simone Pepe comincia in quell’inutile torneo estivo a luglio. Si spezzarono Pepe e Caceres. Solo che l’uruguaiano si rimise praticamente subito, mentre l’esterno ha finito la stagione.

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Il rinnovo di qualche giorno sa tanto di risarcimento. Probabilmente lo staff medico della Juve ha sottovalutato o sbagliato, perfino, terapia. Ciononostante resta il fatto che Pepe non rientrerà prima del prossimo campionato. Una perdita gravissima che alla Juve sta costando tanto.

Speedy Pepe sulla fascia è un uomo fondamentale perché ha caratteristiche di corsa e di dribbling che nessun altro bianconero possiede. Ha pure segnato gol fondamentali, molto pesanti e comunque forniva assist preziosi, specialmente in fase di cross. Lichtsteiner non ha purtroppo la qualità offensiva di Pepe e Isla non si è ancora inserito né espresso le qualità che comunque possiede.

Ora una nuova ricaduta, sempre a quel flessore, sempre a quella coscia, hanno costretto Pepe a operarsi. Stagione finita, mai cominciata in realtà. Tanti auguri Simone. Ma quanto ci sei mancato? E quanto ci mancherai?

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Juve, qual è il piano?

Matri e Quagliarella sono due ottimi attaccanti, ma ad alti livelli proprio non riescono a stare. Grande sfuriata di gol per Eta Beta, ma in un tempo piccolo. Troppe pause, ormai Quagliarella non segna da parecchie settimane. Discorso addirittura amplificato e peggiore per quanto concerne Matri.

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Vucinic ha dalla sua l’immensa classe che mette al servizio della squadra. Parma a parte, il montenegrino risulta utile al gioco di Conte per mille ragioni. Se riesce a ripetere i sei mesi del 2012 risolverebbe inoltre un po’ di problemi.

Giovinco non solo non mi dispiace, ma allo stato attuale è la punta con più gol e l’unico in grado di cambiare marcia. Mal assistito e mal servito, non è Messi e lo sapevamo.

Resta da capire allora quale sia il piano di Marotta e Conte. La Juve non può e non deve fallire quest’annata. Se in campionato qualche scivolone può essere recuperato con la costanza già dimostrata nel girone d’andata, in Champions e in Coppa Italia gli scivoloni si pagano a caro prezzo. E il salto di qualità tarda ad arrivare.

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Non ci sono soldi? Come insegna Moggi, se si crede a una pedina, se si crede che anche un solo giocatore possa spostare gli equilibri, allora val la pena di tentare un complesso giro di soldi per trovarli. Del tipo: fuori Matri, venduto e non prestato, fuori un altro giocatore (per soldi) e uno sforzo lo si fa a gennaio. Serve ovviamente un cecchino, una punta vera, un attaccante costante.

Ragioniamo coi “se”, che alle volte dà miglior effetto a un ragionamento. Metti il Faraone del Milan in quest’attacco e in questo gioco. Metti un Cavani, o metti un Klose. Dove sarebbe la Juve?

Altrimenti ci aspettiamo da Conte un’altra trovata tattica come lo scorso anno in grado di cambiare volto a questa formazione. Con le gambe pesanti il 3-5-2 non lo reggiamo e poiché abbiamo abbondanza di mezze punte e di centrocampisti d’attacco converrebbe sperimentare un nuovo modulo. O un vecchio modulo.

L’assenza di Chiellini potrebbe essere compensata col ritorno al 4-4-2 visto che non abbiamo ali (l’unica è Pepe, infortunato, mentre Isla è sulla via del recupero da 6 mesi ormai. Asamoah rientra a breve). O si può tornare al 4-3-3 mascherando un centrocampista da terzo attaccante.

Le soluzioni sembrano esserci, noi invece insistiamo testardamente su un 3-5-2 che comincia a risultare controproducente per le punte e quindi per la Juve.

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Il 4-3-3 allo stato attuale

Ieri abbiamo parlato del 3-5-2, modulo che probabilmente Conte adotterà più spesso, illustrandolo attraverso una semplice grafica. Parlando dell’altro modulo, il 4-3-3 che poi è quello con il quale la Juventus ha dato spettacolo, una mia prima impressione, vedendo le caratteristiche dei giocatori, è la grandissima duttilità di tutti i componenti della rosa.

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Ho ipotizzato una probabile formazione titolare, ma ho fatto veramente fatica perchè quasi tutti i giocatori possono ricoprire diversi ruoli, addirittura anche non nello stesso reparto. A parte Buffon, in difesa a destra il titolare nel 4-3-3 è Lichtsteiner, ma ciò non toglie che possa giocare Caceres (che può andare a sinistra o anche al centro). Terzino sinistro De Ceglie, ma anche Chiellini lo ha fatto, e vi ricordo che siamo in attesa di un altro giocatore di fascia (probabile Armero). A centrocampo, oltre ai tre titolarissimi, ci sono Pogba davanti alla difesa, Marrone, Asamoah: lo stesso Giaccherini, che ho inserito nei tre davanti perchè nasce comunque come ala, può giocare!

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Davanti Vucinic a sinistra, Giovinco a destra (con Pepe pronto a subentrare), e uno tra Matri e Quagliarella. Vi ricordo che siamo solo al 17 di luglio, e da qui al 31 agosto molte cose possono cambiare. E’ solo un’idea, tenendo conto dello stato attuale delle cose.

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Il 3-5-2 allo stato attuale

Lo abbiamo già detto molte volte che il mercato della Juventus ha preso una direzione ben precisa, ossia quella di ricercare uomini che possano interpretare al meglio più ruoli, ma soprattutto uno in particolare: il 3-5-2.

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Ne è una conferma l’abbandono della pista Robben; oppure l’acquisto di Isla dall’Udinese; e anche la tratativa che nelle ultime ore sta di nuovo infiammando l’asse Torino-Udine, ossia quella che vede Armero nel mirino della Vecchia Signora. Tenendo conto degli uomini a disposizione di Conte, abbiamo ipotizzato questo tipo di formazione, con alcune variabili non indicate in grafica: il possibile arrivo di Armero sicuramente collocherebbe il colombiano sulla fascia sinistra al posto di De Ceglie; oppure l’acquisto di una punta, che sia Pazzini o Suarez o Van Persie, creerebbe grande competizione per la seconda maglia dell’attacco; in mezzo è chiaro che Asamoah può ritagliarsi uno spazio importante, visto che ha giocato così a Udine; infine sulla destra anche Lichtsteiner può ricoprire il ruolo come ha già fatto altre volte, ma sicuramente Isla ha nel suo Dna il 3-5-2, più dello svizzero.

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Passeremo a illustrare poi anche il 4-3-3, l’altro assetto che ha dato tante soddisfazioni alla  Juventus.

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