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Tag: adebayor

Juve, a che punto stiamo col mercato?

La situazione adesso mi mette nervosismo. E mi fa rabbia anche solo leggere di affari conclusi e di cifre (ipotetiche o molto vicine alla realtà) alle quali certi affari potrebbero andare in porto.

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Fermo restando che ho totale fiducia nel gruppo Marotta-Paratici-Andrea Agnelli, chiedo però un passo in più in avanti per rispetto a noi tifosi.

Questa Juve è stata costruitanon so più quante volte l’ho dettosu alcuni pilastri. Venuti meno quelli, per infortunio tipo Quagliarella e Iaquinta, per cattiva forma tipo Aquilani e Krasic, per squalifica tipo Felipe Melo, la Juve è caduta in vecchie trappole legate a sconfitte clamorose e pareggi che ho già analizzato e classificato come difetti giovanili di una squadra ancora in costruzione.

Con Amauri e Pepe in avanti, o con un Martinez che ancora deve dimostrare tutto, o con un Sissoko in confusione mentale, si va poco poco lontano. Se a ciò aggiungiamo le poche defezioni del mercato, leggi Traoré e Marco Motta, ecco la frittata dei tanti punti che mancano alla Vecchia Signora. Ma con i se e con i ma non si fa la storia. Storia che ho già raccontato.

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Il cerchio viene chiuso allora da un ritorno al mercato. Mercato invernale che è sempre il più complicato. Amauri è difficile da vender senza perdere una valanga di soldi sul prossimo bilancio. A quanto pare Marco Motta ha estimatori in numero pari a zero, e quindi sei costretto a tenertelo. Grygera andrà fuori a fine anno, perché vuoi o non vuoi può tappare alcune assenze da qui a giugno. Legrottaglie e Grosso sono in uscita e l’acquisto di Barzagli serve proprio a questo!

La Juve non può comunque permettersi tutte queste incognite. Sta rientrando Paolo De Ceglie per il quale servono ancora due settimane. Fra una settimana torna Toni su cui esiste parecchia curiosità per quello che potrà dare fino a fine campionato (sarei per esempio curioso di sapere cosa avrebbe fatto lui con le due palle capitate ad Amauri contro la Samp) e domani sera ritorna Iaquinta (il quale non garantisce assolutamente il buono stato di salute da qui a tre settimane). E’ necessario una punta che la butti dentro e che non soffra di emozione davanti al pubblico torinese.

Chi parla di Pazzini o di Benzema probabilmente non ha capito nulla della Juve di adesso. Non ci sono i 17 milioni di euro che l’Atalanta di Milano sarebbe disponibile a spendere per il Pazzo di Genova, né i 20 milioni di euro richiesti presumibilmente dal Real, ora che Benzema serve come il pane viste le assenze in rosa.

Strano però che non si sia fatto un tentativo, almeno un tentativo, per Adebayor che il Real (ok, altro fascino) si è portato a casa con un prestito.

Curioso poi che si parla di 800 attaccanti e non si è ancora individuato un esterno di difesa degno di Juve e di un esterno di centrocampo capace di dare il cambio a Pepe e Krasic.

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Gli oggetti del desiderio del mercato bianconero

Purtroppo la coerenza è un pregio talmente grande… Così proviamo a giocare, visto che, fino a prova contraria, in casa Juve non si può fare molto altro. Proviamo a giocare con un mercato evidentemente bloccato dalla mancanza di fondi e di introiti derivanti da movimenti in uscita. Facciamo i nomi, ben sapendo che la totalità di questi sono e resteranno dei desideri. Dei meri desideri di mercato, (quasi) irragiungibili per valutazione economica e fattibilità delle trattative.

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Cominciamo col nome che più di tutti stuzzica le fantasie di Mr Del Neri e del Direttore Marotta. Giampaolo Pazzini, un nome, una garanzia. Da quando ha lasciato Firenze il Pazzo si è letteralmente trasformato, o semplicemente ritrovato.

Attaccante di razza, di quelli che non prova paura, di quelli che si buttano dentro e spesso dentro ci finisce il pallone. Ha segnato tanto dal suo approdo alla Samp, offrendo delle prestazioni notevoli. Ha beneficiato certo della vicinanza con Cassano, assistman indiscutibile, e forse per questo nell’attuale campionato sta facendo più fatica. Vuoi anche per un generale ridimensionamento della Sampdoria targata Garrone e Di Carlo, ben diversa da quella apprezzata lo scorso anno. I 26 anni, le prospettive, le doti tecniche e le caratteristiche tattiche sono tutti fattori appetibili per qualunque club in cerca di una punta. Mobile e veloce, è uno che in area ci sa stare, che sa finalizzare i cross dal fondo e muoversi tra le linee. Ha un costo intorno ai 20 milioni di euro. A gennaio difficilmente potrà muoversi, mentre sarei più fiducioso di una trattativa seria e concreta a giugno. La Juve ha bisogno di svecchiare l’attacco e ha bisogno di un uomo come lui. Vedremo. Intanto per adesso possiamo solo guardarlo in blucerchiato. Fuori uno.

Meno convincente, per quanto mi riguarda, la candidatura di Alberto Gilardino. Strepitoso goleador a Parma, cioè in una squadra che viveva esclusivamente per lui, ha fatto fatica a inserirsi e imporsi nel Milan di Ancelotti, dove pure ha segnato un buon numero di gol. A Firenze è riesploso, ma gli servono tanti palloni, praticamente un intero centrocampo che lavori per lui. La Juve ha bisogno di un attaccante di manovra e il pregio di saper giocare spalle alla porta lo candida per il futuro bianconero, ma sinceramente non lo vorrei a Torino. Anche lui costa e a gennaio non potrà muoversi. Fuori due.

E adesso le perle. Chi non vorrebbe Giuseppe Rossi in bianconero? Ecco, ora: chi mi dice dove la Juve trova i 30 milioni di euro necessari per strapparlo al Sottomarino Giallo? Perfetto: fuori tre! E’ la seconda punta che ci serve, quella in grado di giocare sulla trequarti, quella con lo spunto sui trenta metri, quella con l’uno-contro-uno facile, quella che offre assist e ti può risolvere la partita anche da solo. Ma servono i soldi. E il Villareal non intende privarsene, proprio perché non gli servono soldi, anzi gli serve Giuseppe Rossi che in pochi anni è entrato nella storia del club.

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Diego Forlan è l’altro oggetto del desiderio. Un Mondiale da urlo, un inizio di campionato balbettante. I 32 anni e i 4,5 milioni di euro di ingaggio sono le uniche note negative e i fattori per i quali i dirigenti Juve non si sono mossi con decisione. A ciò andrebbero sommati gli oltre 10 milioni di euro che servono per portarlo a Torino. Visti gli anni di Del Piero, Amauri, Toni e Iaquinta… la Juve ha bisogno di altro, fermo restando il tasso tecnico del giocatore sudamericano. Fuori quattro.

Nei giorni scorsi è rimbalzata una voce affascinante dall’Inghilterra. Tanto affascinante, quanto inconcludente. Il russo Arshavin alla corte di Del Neri? Perché no! Il genio russo sarebbe la seconda punta perfetta per gli schemi di Del Neri. Abilissimo nel dribbling, buon tiro, aprirebbe tanti spazi per le fasce bianconere e garantirebbe la giusta dose di palloni per l’attaccante di turno. Ma… costa e non credo che l’Arsenal se ne priverebbe con facilità. Quindi, fuori cinque!

Inutile continuare facendo i nomi di Adebayor, per il quale si insinua un interesse del Real Madrid, o di Benzema (con l’infortunio di Higuain, una sua partenza da Madrid è praticamente impossibile) o di Torres (vero che il Liverpool è in crisi, anche economica, ma 35 milioni di euro non basterebbero nemmeno per avviare la telefonata o spedire un fax di cortesia).

Quindi vale quanto detto, e non c’è verso di eludere questo ragionamento, da Marotta. La Juve cercherà di fare qualcosa, ben sapendo che non può comprare tanto per comprare, e ben conoscendo le logiche del mercato invernale. L’assenza di Quagliarella sarà comunque pesante. Se ci sarà la possibilità di portare a casa uno da Juve la proprietà farà tutto perchè ciò avvenga, altrimenti Del Neri dovrà inventarsi qualcosa per far rinascere l’attacco bianconero.

A proposito, stasera andranno in campo un malconcio Toni (ematoma al polpaccio per un intervento di Campagnaro su cui si era tanto scatenato Del Neri a bordo panchina) e Del Piero, con Giannetti unico sostituto in panchina. Di Iaquinta non si hanno notizie. Sissoko è out. Boh!

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Amauri si rompe. E chi se lo compra ora?

E’ la prima domanda che mi sono posto. Alla lettura dell’articolo ho subito pensato alla sua cessione a gennaio che, a mio parere, deve comunque avvenire. Sottocosto, deprezzato, minusvalenza… chiamatela come volete, ma questo qui deve andare via.

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Per di più indossa una maglia importante, prestigiosa. Indossa la numero 11 che è stata indossata da grandi giocatori. Gli ultimi nove anni l’ha avuta Pavel Nedved, uno che nella storia della Juve ha lasciato segni indelebili del suo passaggio.

Amauri si rompe, proprio quando tutto propendeva per un suo ritorno in campo. Perché finora si era visto soltanto il famoso manichino di Amauri, quello che sembra muoversi con tendenze umane, ma non certo a livello di un giocatore di calcio. Che, addirittura, vorrebbe fare l’attaccante.

Ora si rompe, con una nota del sito bianconero che non è invitante. Certo il destino pare suggerirci, con forza, con estrema forza, il prossimo obiettivo di mercato se questa Juve vuole continuare il processo di innovazione e cambiamento attuato da Andrea e Beppe.

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Amauri rotto significa pure dover spremere per un mesetto i tre moschettieri Alessandro Del Piero, Fabio Quagliarella e Vincenzo Iaquinta. I tre attaccanti della Juve hanno segnato in modo dignitoso. I numeri parlano a loro favore, e contando addirittura i minuti in campo c’è da stare felici. Soprattutto per il gioco prodotto, sempre efficace e al servizio della squadra. Una squadra che ritroverà Krasic domenica a pranzo (si gioca alle 12:30), ma che è ancora in fase di convalescenza.

Per fortuna ci sarà Traoré che dovrà ambientarsi velocemente. Chieda a Milos Krasic per suggerimenti e consigli. Ci sarà pure Sorensen che a questo punto insidia seriamente la leadership di Motta, anche in attesa di Grygera.

Ma sul mercato ci andremo. Occorre un terzino destro, appunto, finché non si farà luce e chiarezza sul futuro di Grosso. E occorre un attaccante. Torniamo quindi al punto cruciale e alla notizia del giorno.

Si dice, in Inghilterra, che Roberto Mancini abbia rotto con Adebayor. Chi è Adebayor? E’ un togolese, attaccante, uno forte fisicamente e discretamente forte tecnicamente. E’ uno che fa movimento, è uno d’area, è uno che sa il fatto suo anche se non è un bomber puro, di quelle razze pregiate alle quali apparteneva Trezeguet, tanto per fare un esempio. Si integrerebbe bene con Iaquinta e con Quagliarella, figuriamoci con Alex. Ma non credo possa garantire 20 gol a campionato. E allora?

E allora, in attesa che a giugno Andrea Agnelli sieda al tavolo con la maglia bianconera al collo di Dzeko, conviene ragionare. Che serve una punta forte fisicamente, questo è fuori di dubbio. Che serve un bomber, questo è accertato. I profili internazionali hanno una problematica non indifferente: l’alto costo del cartellino. E Marotta non può fare miracoli. O meglio, basterebbe che li ripeta. Tipo un Cassano a zero euro portato a Genova. Ecco, per esempio potrebbe ripetere l’operazione portando stavolta a Torino un certo Karim Benzema. Sarebbe follia, e forse anche idiozia, sparare nomi tipo Torres. E non mi entusiasma, nonostante il valore, Forlan (va per i 32 anni) e Maxi Lopez (una quarta scelta, non un titolare). Resta dunque da capire quali sono i seguenti fattori, passibili di modifica da qui a gennaio: quanto tempo starà fuori Amauri, qual è il margine per poterlo vendere, qual è il budget a disposizione di Marotta!

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Felipe Melo tengo. Via agli scambi

Chi se l’aspettava un’accoglienza simile per il centrocampista brasiliano? Chi gli sta accanto giura che nemmeno lui si attendeva applausi, cori e tanto incitamento. Dopo essere stato linciato e massacrato dalla stampa italiana e quella brasiliana, Felipe Melo sbarca a Varese dove è stato atteso da De Bellis. La Juve lo ha ufficiosamente tolto dal mercato in vista di un’operazione, molto complicata, di recupero psico-fisico di uno dei mediani che, a meno di voler promuovere l’ipocrisia a intelligenza primaria, farebbe le fortune di una squadra di calcio se solo si decidesse a raffreddare i suoi caldi umori.

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Felipe Melo e De Bellis, Felipe Melo e Marotta, Felipe Melo e Del Neri: i tre personaggi che tenteranno un veloce recupero. Al centro della Juve finiranno, a turno, due fra Melo, Marchisio e Sissoko, con questi ultimi due in leggero vantaggio se non fosse per le qualità di equilibrio mentale che hanno sinora dimostrato. Ma il gioco dispendioso che vuole Del Neri presuppone un continuo cambio degli interpreti. Discorso analogo sulle fasce laterali. Quindi, tre protagonisti assoluti servono come il pane. In questa Juve non c’è quindi bisogno di inseguire un big in quella zona del campo. De Bellis lo rimetterà in forma il prima possibile (salterà i preliminari di Europe League per una tempistica logica). Marotta proverà a stilare una serie di regole comportamentali da tenere onde evitare un brusco cambio di rotta sul fronte mercato. Del Neri dovrà tirar fuori doti improbabili quali rettitudine al regolamento del gioco del calcio e aderenza alla tattica della nuova Juve. Che peraltro potrebbe favorirne le doti di incursore, lui più abituato a rompere e attaccare che a dettare i tempi come un vero regista. Anche questa è una sfida che attende Marotta e Del Neri e sarà decisiva per il centrocampo bianconero vista l’importanza del brasiliano.

Sul fronte mercato Marotta è praticamente bloccato dalle cessioni che tardano ad arrivare. Si registra però l’atteggiamento positivo dei tifosi, palesemente criticato dalla stampa. Dal mio punto di vista la feroce protesta contro chi si ostina a rimenere in bianconero è l’ennesima dimostrazione di come la gente che ama veramente la Juve vuole rivedere la vera Juve, composta da ragazzi che magari non saranno campioni, ma che hanno l’umiltà e la voglia di correre per quei colori. Visti questi quattro anni di disgrazie mi sembra un bel punto di partenza e una svolta rispetto al passato. Niente più nomi altisonanti o gente logora o semplicemente incompetente di Juve, ma ragazzi vogliosi di sfondare, di provarci.

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Il budget, già scarso, si è assottigliato ancor di più dopo le numerose entrate. Così non resta che giocarsi gli scambi. Ecco perché considero sospetto il non addio di Tiago e Grosso, nonché Poulsen e uno degli attaccanti fra Amauri e Iaquinta. Considero sospetti questi non-movimenti proprio in relazione alla prossima strategia che appare chiara: evitare esborsi di denaro liquido e puntare a scambi di cartellini con eventuale conguaglio. Da Agger a Aogo, da Forlan a qualche giovanotto interessante non ancora maggiorenne.

L’ultima novità è l’interesse, forse soltanto una maschera per stanare il Worlfsburg, per Adebayor, caduto in disgrazia al City perché Mancini è solito far spendere tanto e portare a casa poco o nulla o, al limite, qualche sporco trofeo sottratto alle avversarie. Il togolese, che bomber non è, potrebbe prendere il posto di Amauri e garantire quella fisicità e movimento che al momento non sembrano garantire Amauri stesso, Del Piero (che però gioca in un altro ruolo) e Iaquinta (recidivo negli infortuni, circostanza che la Juve non può più permettersi e quindi conviene fare un pensierino).

Detto di Diego, incedibile fino a prova contraria, allora la capacità di monetizzare non può che arrivare da gente come Tiago (almeno 6 milioni li scuciamo?), Camoranesi (mi pare debole la neo promossa spagnola, ma qui è lo stipendio risparmiato a far gioire Marotta), Grosso (4 milioni lordi fanno sempre comodo), Zebina (anche per lui, 4 milioni lordi), Poulsen (magari fosse vero l’interesse del Liverpool, lì c’è un Babel che sulla sinistra ci farebbe comodo) e appunto Iaquinta (10 milioni e si vende).

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