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Tag: ajax

Champions: seconda fascia o meglio terza fascia?

Sono quelle strane riflessioni sulla carta: sembra di sapere tutto prima, di poter calcolare ogni cosa basandosi su esperienza e numeri passati. Quando in realtà i fattori più importanti non sono predicibili.

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Questioni di Champions e di un sorteggio che comunque dovremo valutare a freddo. Fra pochi giorni conosceremo le avversarie del nostro girone e conosceremo che tipo di cammino sarà. Di certo, sarà complesso, complicato, perché è la Champions, perché anche solo inconsciamente le aspettative nostre (di cuore e di testa) sono elevate.

La Juve parte dalla terza fascia, ma una debacle di qualche squadra più su nel ranking UEFA permetterebbe ai bianconeri di andare subito alla seconda fascia. Bene, bene così si direbbe. Tranne che occorre un po’ più di attenzione e guardare chi c’è nell’una e nell’altra fascia.

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In terza fascia attualmente gravitano Zenit, Manchester City, Ajax, Borussia Dortmund e Galatasaray, fra le altre. Alcune sono rognose, proprio rognose e ritrovarsi un Dortmund o un City o i turchi insieme a un top club di prima fascia potrebbe risultare proprio fastidioso. Specialmente il City, ora che non è più allenato da Mancini.

Mentre in seconda fascia attualmente ci sono Atletico Madrid, Schalke, Marsiglia, Cska Mosca, probabilmente la Real Sociedad. Sulla carta, e ribadiamo sulla carta, converrebbe rimanere in terza fascia. Con l’incognita PSV.

Ma la Juve è la Juve e qualunque sia il sorteggio l’obiettivo è sempre quello di dare e fare il massimo.

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Le emozioni della Champions e quel conto aperto col destino

Ormai ci siamo. Dopo 2 anni la Juve torna dove più le compete. Torna a calcare il palcoscenico più prestigioso d’Europa. Champions League, finalmente. Uno scrigno pieno di emozioni che non vedevamo l’ora di tornare a cullare.

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Uno scrigno che racchiude di tutto. Dall’impresa epica alla più cocente delusione, dal trionfo più bello fino alla sconfitta più dura da sopportare. Contiene anche il dramma che nessuno potrà mai dimenticare perché nessuno deve scordare dove può spingersi la bestialità umana. L’Heysel fa parte della nostra storia e della storia della Champions, l’apice del dolore e un monito imperituro per chi vede lo stadio come il luogo migliore per sfogare una rabbia insulsa.

I tifosi non stanno più nella pelle, si riparte da Londra, da Stamford Bridge e ce la vedremo subito contro i campioni uscenti del Chelsea. Francamente non poteva esserci un ritorno migliore di questo, direttamente dalla porta principale.

Partiamo con molta fiducia e da imbattuti in campionato, siamo infatti “undefeated” come ha ricordato Lampard, a dimostrazione che l’Europa sa che stiamo costruendo davvero qualcosa di buono. Il clima intorno alla squadra è di grande euforia e non potrebbe essere altrimenti dopo un’annata indimenticabile come quella passata con la rivoluzione di Conte, il trentesimo scudetto e la risalita dagli inferi dove ci avevano sbattuto per 6 anni. Dopo il 2006 abbiamo già partecipato due volte alla Champions ma stavolta siamo consapevoli davvero che non dobbiamo porci limiti. In tutti noi è ancora fresca nella mente la delusione dall’ultima volta, quell’ 1-4 in casa col Bayern che ha segnato l’inizio della fine per Ferrara e in generale per una squadra che si sarebbe avviata verso un doppio e umiliante settimo posto.

Ma oggi è diverso, dicevamo. Siamo consapevoli che non possiamo partire coi favori del pronostico ma abbiamo il dovere di giocarcela. Perché siamo la Juve e abbiamo imparato dalla nostra storia che sono gli altri che devono farsela addosso all’idea di trovarci come avversari. Sappiamo che la nostra squadra è formata da molti elementi alla prima esperienza in Champions o comunque con scarsa esperienza internazionale. Ma possiamo andare oltre questo problema perché abbiamo la capacità e la qualità per farlo.

Dobbiamo mettere in campo la stessa fame e lo stesso spirito che ci ha guidati l’anno scorso al compimento di una vera impresa. Dobbiamo imporre il nostro gioco, fare la partita con intensità e concretizzare le occasioni da gol.

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Se riusciremo a rispettare questi tre dogmi andremo lontano perché l’Europa impone ritmi alti e se ti fai schiacciare in trasferta rischi di uscirne con le ossa rotte. Dovremo essere più cattivi sotto porta perché non avremo mai venti occasioni nitide per riuscire a segnare un gol. Non sarà facile, certo. Come appunto non sarà da sottovalutare l’emozione di molti nostri giocatori nell’esordire in Champions. Ma dobbiamo avere fiducia. Nella stagione 1995/96 esordirono in Champions oltre a Lippi anche Peruzzi, Pessotto, Torricelli, Carrera, Marocchi, Di Livio, Conte, Tacchinardi, Del Piero, Ravanelli e Padovano. Ma tutti sappiamo come è andata a finire. E quella volta il successo è arrivato perché siamo riusciti ad imporci e a fare il nostro gioco ovunque e contro chiunque. Ricordo solo una grande sofferenza durante il primo tempo al Bernabeu nei quarti di finale, oltre all’avvio shock a Dortmund dove però riuscimmo a rimontare agevolmente quel gol subito dopo pochi secondi di gioco.
La Champions è così, puoi avere tutto o niente, puoi gioire come non mai e puoi precipitare nello sconforto.

La Champions può regalarti di tutto: un giovanissimo Del Piero che all’esordio inventa un tiro e lo ripete per tre volte di fila dandogli per sempre il suo nome e un vecchio Alex che incanta il Bernabeu fino a una standing ovation da brividi, Ravanelli che si copre la faccia con la maglietta, un gol pesante come un macigno di Conte ad Atene, un capolavoro di Platini, un cross di Cabrini, un’incornata di Montero, un rigore parato da Buffon a Figo, un inserimento di Tardelli, un gol da centravanti di Torricelli a Glasgow, una chiusura di Gentile, un tiro al volo in pieno recupero di Tudor, i panni dell’eroe dei tempi supplementari vestiti da Zalayeta, un gol rocambolesco di Emerson, il cuore di Nedved, Trezeguet che bastava toccasse un pallone per renderlo d’oro, Zidane che prende per mano la squadra ad Amsterdam, la grinta feroce di Davids, il rigore di Jugovic e le braccia verso il cielo di Roma di Vialli.
La Champions è questo e molto altro…sono anche le cinque maledette finali perse, l’ammonizione e le lacrime di Nedved, la testata di Zidane e l’espulsione di Davids che di fatto ci eliminano contro l’Amburgo, la rimonta incredibile in semifinale del Manchester a Torino dopo che Inzaghi aveva segnato due gol nei primi dieci minuti, il sortilegio inglese che impedisce a Capello di andare oltre i quarti.

Abbiamo un conto aperto col destino in questa competizione e noi tifosi lo sappiamo bene. Abbiamo perso cinque finali che potevamo e dovevamo vincere, e che avremmo meritato di portare a casa guardando il valore delle squadre. Passi la prima volta con il grande Ajax dato che si trattava della nostra prima finale europea, ma già con l’Amburgo nell’83 il destino ci ha messo molto di suo per metterci i bastoni tra le ruote. Il destino che ha vestito i panni dell’arbitro nelle finali del ’97 e del ’98. Non abbiamo giocato come sapevamo né con il Borussia Dortmund né con il Real ma gli errori arbitrali sono stati marchiani. Contro i tedeschi tra rigori non dati e fuorigioco si è perso il conto, contro il Real evidentissimo offside di Mijatovic non visto dal guardalinee. A questo si aggiunga un Del Piero a mezzo servizio entrambe le volte per problemi fisici. Destino ancora più beffardo quando Alex riesce a segnare un gol meraviglioso di tacco ma inutile a Monaco di Baviera. E lo stesso destino che se la ride al pensiero che la traversa dell’Old Trafford trema ancora oggi dopo quel tuffo di testa di Conte con Dida ormai battuto. Una finale maledetta, una Juve nettamente superiore al Milan che paga carissimo l’assenza di Nedved e gli errori di formazione di Lippi. Una Juve che cede ai rigori, con Ferrara che quella notte a differenza di sette anni prima non se la sente di presentarsi dal dischetto. Segnano solo Del Piero e Birindelli, a nulla vale una partita perfetta da parte di Buffon.

Per capire quanto sia maledetta per noi questa coppa basta anche vedere le nostre due vittorie. Dell’Heysel si è già detto, è una sconfitta per la vita e per la civiltà. A Roma nel ’96 ci sono voluti i rigori per avere la meglio su un grande avversario come quell’Ajax che però era stato dominato in lungo e in largo durante l’arco dei 120 minuti. Ricordo bene quel giorno, avevo solo 9 anni ma fu una gioia immensa. Ricordo la tensione prepartita in casa, io che avevo tirato fuori qualsiasi cosa avessi di bianconero per metterlo sul divano anche se avrei tanto voluto essere a Roma quella notte. Ricordo l’emozione alla musichetta iniziale e la nostra indimenticabile maglia blu con le stelle, quel gol da posizione impossibile di Penna Bianca e quel mezzo errore di Peruzzi che consente a Litmanen di pareggiare. Ricordo Conte costretto a uscire per infortunio, Del Piero che non riesce a dipingere capolavori marcato strettissimo dai difensori e Vialli che lotta con sé stesso e con i suoi fantasmi blucerchiati oltre che con il muro olandese che si ritrova davanti. Ricordo che facciamo la partita ma non riusciamo a dare il colpo del Ko. Si va ai rigori e Van Der Sar sembra occupare tutta la porta da quanto è alto rispetto a Peruzzi. Ricordo che mio papà si chiude in un’altra stanza perché non vuole vedere i rigori e penso che aveva fatto lo stesso anche nella finale Mondiale di Usa ’94 quindi un po’ inizio a temere che sarebbe finita male ancora una volta. Ma ci pensa subito Peruzzi a mettere le cose a posto parando due rigori. Da noi segnano tutti: Pessotto, Ferrara, Padovano e Jugovic. Ricordo che al gol di Jugovic sono corso a chiamare mio papà per andare in giro a festeggiare, ovviamente dopo aver visto Vialli che salutava la Juve alzando al cielo di Roma quella coppa talmente bella e maledetta da sembrare impossibile.

Dobbiamo ripartire da qui, da questa immagine. Da un gruppo di uomini, prima ancora che calciatori che hanno saputo diventare grandi insieme lottando sul campo e dando l’anima. Lo spirito di quella Juve di Lippi permea alla grande anche l’attuale Juve di Conte e questa è una cosa fondamentale. Perché i giocatori e gli allenatori sono sempre passati ma la Juve resta. E la parola Juve racchiude tutta una serie di valori che non devono mai mancare: la mentalità vincente, il furore agonistico, lo spirito indomito, la volontà di imporsi e il non aver paura di nessuno. Conte ha riportato tutto questo in un solo anno in un posto dove al suo arrivo aveva trovato un cumulo di macerie. Fa soffrire davvero pensare che non potrà vivere in panchina, al fianco dei suoi ragazzi, quel sogno per il quale ha lavorato tanto e per il quale è riuscito a costruire un capolavoro. In Europa siamo sicuri che sono più consapevoli che molti italiani delle porcate che succedono all’interno della nostra Federazione, ma questa è un’altra storia.

Torniamo in Champions, dunque, a testa alta e dalla porta principale. Non poniamoci limiti perché se giochiamo come sappiamo possiamo toglierci grandi soddisfazioni. Dunque: imporre il nostro gioco, fare la partita con intensità e concretizzare le occasioni. E ricordiamoci quel conto aperto col destino che merita di essere saldato.

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IOJLIVE: le ultime del calciomercato 2012 in diretta

Ecco le ultime news sul calciomercato 2012. Ultimi 90 minuti, come una partita. Chi vorrà fare affari dovrà correre e parlare veloce, sperando di indovinare gli ultimi colpi. La Juve ha già fatto tutto, al più potrà cedere qualcuno e acquistare forse Peluso (bloccato in mattinata).

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Di seguito tutte le notizie minuto dopo minuto. AGGIORNA IL LIVE

19:00 – Problemi con gli ultimi contratti: countdown errato e persone dentro anche dopo la chiusura ufficiale. Protesta di alcuni procuratori per una gestione errata dei tempi da parte della FIGC.

19:00 – Errore nel countdown della Federcalcio: ennesima bufala di un calcio che funziona davvero poco. Ultima ufficialità quella di Samassa al Chievo!

18:56 – Gilardino in prestito al Bologna dal Genoa. Ufficiale Boakye al Sassuolo. Come volevasi dimostrare il giovane bomber era legato all’affare Peluso.

18:53 – Di chi sarà l’ultimo colpo?

18:50 – Parla Bozzo: “Peluso sfumato”. La colpa è il mancato accordo Ziegler-Parma. La Juve dunque rinuncia all’ultimo colpo.

18:46 – Prima di Ziegler non si fa Peluso. O ora, o tutto rimandato a gennaio.

18:43 – Stop ufficiale per Peluso: l’Atalanta non lo cederà. Intanto Ziegler-Parma sarà risolta nei secondi finali.

18:40 – Fuori Bozzo dal box Juve, ma la faccia è negativa: Peluso sfuma definitivamente.

18:39 – Notizia non controllata: Ziegler al Parma in extremis?

18:38 – Bouy al Brescia. Il talento della Juve in prestito. Fa riflettere questa operazione dopo quanto detto e fatto da Corioni.

18:36 – Torna Rosina e va al Siena. Salta la doppia operazione Barreto-Pasquale dall’Udinese al Torino.

18:35 – Il Siena era vicinissimo a Toni, mentre poi la Fiorentina è intervenuta in extremis. Ci sarà un comunicato di scuse di Della Valle?

18:33 – Contratto da 4,5 milioni di euro per Cavani più una serie di bonus davvero ridicoli nella sostanza che verranno tutti messi a segno. Clausola altissima: può pagarla solo il PSG!

18:26 – Si attendono news dal box Juve, ma news non ne arrivano. Pare che il Palermo proponesse condizioni non soddisfacenti per Marotta e quindi affare che rischia di saltare. Senza l’uscita di Ziegler la Juve non può chiudere per Peluso.

18:23 – Luca Toni alla Fiorentina! Colpo a sorpresa dei Della Valle

18:20 – Arriva l’ufficialità dell’operazione Bendtner.

18:14 – Ramirez: dal Bologna al Southampton. Va via un altro talento dalla Serie A.

18:13 – Floccari resta alla Lazio: parola dell’agente. Mentre la Fiorentina pare alla finestra per la punta. Babel ormai è dell’Ajax: anche lui ha rifiutato il passaggio ai viola.

18:11 – Mancherebbero solo i documenti e le firme per quanto riguarda la girandola Ziegler-Peluso: mancano 49 minuti.

18:10 – Altro no secco del Catania alla Fiorentina: Morimoto non andrà a Firenze. Intromissione di Marotta?

18:08 – Ancora Tottenham e calcio estero: fatta per il portiere Lloris. Il club inglese sembra scatenato dopo l’affare Modric.

18:06 – Il Sion su Cacia: conferma di come sia forse sfumato Alex Del Piero, sempre più vicino al Sydney.

18:05 – Sarà Moutinho il rinforzo per il Tottenham. Teniamo sempre un occhio aperto riguardo la situazione di Llorente. La sensazione è che solo una mega offerta smuoverà il presidente del Bilbao.

18:00 – Borriello ha firmato: farà coppia con Immobile al Genoa.

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17:58 – Beppe Bozzo nel box della Juve: si parla sicuramente di Peluso e allora quello di prima era un depistaggio. La Juve sta chiudendo Ziegler al Palermo e potrebbe davvero prendere l’esterno orobico.

17:56 – Sembra fatta per Gilardino al Bologna. Commento sarcastico di Vargas. E allora può sbloccarsi Gilardino al Genoa.

17:55 – Ryan Babel vicino al ritorno all’Ajax.

17:52 – Depositato il contratto di Boakye: va al Sassuolo e questa forse è una conferma al fatto che Peluso potrebbe sfumare.

17:50 – Trattativa avviatissima fra Marotta e Perinetti per Ziegler: si attendono novità positive a minuti.

17:48 – Arriva la conferma di Masi alla Pro Vercelli. Intanto zero conferme su Tottenham-Llorente. Eppure gli inglesi hanno il budget da spendere…

17:42 – Confermato l’interesse del Palermo: si tratta per un prestito, anche se la Juve preferirebbe una cessione definitiva.

17:40 – Irrompe Perinetti su Reto Ziegler: il Palermo cerca un terzino sinistro e la Juve non pone il veto sullo svizzero. Mancano poco più di 1 ora alla chiusura.

17:35 – Sembra definitivamente tramontata l’ipotesi di Quagliarella in Germania. Conte ha posto il veto, la Juve vuole cinque attaccanti e non ci sono i tempi per chiudere per un’altra punta.

17:32 – L’ex bianconero Marchionni, svincolato, sta trattando col Cesena.

17:32 – Maglia numero 9 per Berbatov, maglia bianca. Finita la telenovela più ridicola degli ultimi anni di mercato.

17:29 – Tre attaccanti cercano casa o la cambieranno: Gilardino prigioniero del Genoa, Borriello che non rimarrà a Roma e Floccari in attesa di news dalla Lazio.

17:27 – Rettifica del Presidente del Sydney: “vedremo Del Piero la prossima settimana, non ho mai detto che il giocatore ha già firmato”.

17:26 – Il Tottenham vira su Llorente. Prima offerta ufficiosa di 20 milioni di euro a cui si attende una risposta da parte dei baschi. Mentre filtra la voce di un preaccordo fra il bomber e la Juve per firmare a gennaio: subito per pochi milioni di euro, a giugno gratis!

17:25 – La Fiorentina ufficializza Tomovic dal Genoa, mentre Vargas compie il tragitto opposto.

17:24 – Marino e Marotta insieme. Sesto piano dell’Ata Hotel: parleranno di?

17:20 – Forse sarà Javi Garcia il nuovo centrocampista di Roberto Mancini. Il City ha avanzato un’offerta di quasi 30 milioni di euro al Benfica. Si attendono news circa questa operazione last minute.

17:20 – La Fiorentina sta cercando ancora una punta. Pochi minuti fa è arrivato un no definitivo da parte della Samp per Pozzi.

17: 19 – Poco prima delle 17:00 è stato ufficializzato il passaggio di Maicon al City.

17:14 – Il Napoli rinforza le fasce con l’acquisto di Mesto, pallino del tecnico Mazzarri.

17:12 – Per questioni esclusivamente di tempi, l’affare Ziegler rischia di saltare definitivamente. Allora lo svizzero rimarrà agli ordini di Conte almeno fino a gennaio e intanto potrà essere valutato come terza scelta sulla sinistra.

17:10 – Dall’estero rimbalza una clamorosa indiscrezione: Wallcot e Dzeko si dovrebbero scambiare le maglie. Entrambi erano nella lista dei desideri di Antonio Conte, evidentemente imprendibili per le cifre richieste.

17:10 – Ze Eduardo, che era del Milan prima dello sfogo di Allegri, è quasi del Siena: mancano gli ultimi i dettagli e il deposito del contratto.

17:07 - Dovrebbe essere fatta per Borriello al Genoa. Si tratterebbe di prestito. A questo punto via libera per Gilardino al Bologna: va a sostituire Di Vaio.

17:06 – Cessioni di giovani bianconeri: D’Elia al Venezia, Ilari al Salò, Maniero alla Ternana.

17:05 – Non si potrà fare Peluso alla Juve. Mancano i tempi tecnici per una tripla operazione che coinvolge la cessione di Ziegler (che potrebbe ancora avvenire) e l’acquisto del sostituto da parte di Pierpaolo Marino. Depistaggio o verità?

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Identikit di mercato: Klass Jan Huntelaar

Era il 2006, prima dello scoppiare dello scandalo Farsopoli. Su David Trezeguet si era scatenato ancora il solito fermento estivo, cioè quello del calciomercato. Va, resta, rinnova? In realtà non sarebbe andato via, nessun motivo per farlo. Piuttosto sembrava a rischio la permanenza di Ibra. Inconsistente nelle partite che contano, tipo quelle in Champions. Di certo irriverente nella proposta di innalzamento di ingaggio. Come con Zidane, Moggi era pronto per venderlo per tanti milioni all’estero. In ogni caso la Juve voleva rinnovare qualcosa a livello offensivo e dall’Olanda rimbalzava un’indiscrezione: Moggi aveva in mano un’opzione per Huntelaar. Opzione esistente che poi la nuova dirigenza non esercitò mai, nemmeno nell’anno del ritorno in A quando in attacco serviva una scossa giovane, un rinnovamento vero.

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I numeri del giovane Huntelaar

Klaas Jan Huntelaar

Klaas Jan Huntelaar con la maglia dell'Ajax

In quel momento l’attaccante olandese era una delle migliori promesse fra i bomber più giovani. A soli 20 anni vantava già qualcosa come 26 reti in 35 presenze con l’AGOVV e 33 reti in 2 anni con l’Heerenveen. Gol a raffica pure nelle nazionali giovanili, soprattutto nell’Under 21 dove ha collezionato 18 reti in poco più di 20 presenze fino al 2006. L’Ajax lo aveva prelevato nella sessione invernale per una cifra vicina ai 9 milioni di euro. Risultato: 16 gol in 16 presenze, chiudendo a quota 33 reti un anno fantastico e prolifico (ben 31 le presenze nella massima divisione orange).

Farsopoli scombinò i piani di Moggi che intanto aveva ammirato il cannoniere Huntelaar con i pari età nel torneo europeo Under 21 (vincitore con l’Olanda, premio di miglior giocatore e di miglior marcatore). Sempre nel 2006 è stato premiato come Miglior Talento dell’Anno.

Con la Nazionale Maggiore sono 31 i gol in 53 presenze.

Nel calcio che conta

All’Ajax ci rimane fino al gennaio del 2009. In totale 105 gol in poco più di 130 presenze: semplicemente impressionante, e poco contano le riflessioni sul livello di difficoltà del campionato olandese. Il gol è una delle arti di questo ragazzo che segna in tutti i modi possibili.

Quando tutto sembrava pronto per una carriera scintillante, ecco bussare alle porte di casa Huntelaar il Real Madrid. Diventa così una figurina fra i tanti trofei di mercato dei merengues. Il 4 gennaio fa l’esordio in maglia blanca, il 15 febbraio il primo gol. Intanto il primo intoppo: clamorosa topica della dirigenza del Madrid che dimentica il suo nome nella lista Champions. Il bomber che voleva misurarsi con l’Europa che conta subisce il colpo. Solo spezzoni di partita, sole 20 presenze condite comunque da 8 gol. Impossibile continuare.

E’ il colpo di scorta del Milan che lo ufficializza nell’agosto del 2009. Un’operazione che sembra sin da subito forzata, visto il passaggio di Kaka nella capitale spagnola. Esordio da brivido contro l’Inter che spazza via i rossoneri con un roboante 4-0. E così sarà la sua stagione in rossonero, fra panchina e un utilizzo mai veramente valorizzato. 7 reti in 30 presenze. Forse è il caso si rimettersi in gioco.

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Klaas Jan Huntelaar

Klaas Jan Huntelaar: la rinascita allo Schalke 04

Avrà sicuramente pensato questo Klaas Jan Huntelaar, genio del gol diventato un pupazzo di Real e Milan. I rossoneri se ne sbarazzano facilmente nell’estate del 2010. A crederci di più è lo Schalke 04 e il bomber ripaga la fiducia. Un anno di rodaggio, giusto per ritrovare tempi e motivazioni, poi gol a raffica. Nell’anno appena concluso chiude la stagione con la media pazzesca di 1 gol a partita: sono 48 le presenze stagionali. Da segnalare una quaterna in Coppa di Germania e un’altra quaterna in Europe League.

Caratteristiche tecniche

E’ il soprannome a descrivere per bene le caratteristiche di questo attaccante: The Hunter, il cacciatore. Di fatto è un grande rapinatore d’area di rigore. Appunto, molto vicino ai movimenti istintivi di David Trezeguet. Abilissimo nell’anticipare il difensore e insaccare con ogni tipo di gesto tecnico. Destro naturale, Huntelaar è a tutti gli effetti un ambidestro. Veloce e rapido, non disdegna il dribbling, anche se l’area di rigore è la zona di caccia preferita. Cross, anche sporchi, vengono finalizzati al meglio grazie a un’innato senso dell’acrobazia.

Gesto tecnico di Huntelaar

Huntelaar in uno dei suo colpi preferiti: gol in acrobazia

Forte fisicamente è capace di giocare per la squadra spalle alla porta, magari partecipando alla manovra per poi cercare la verticalizzazione. Preferisce perciò agire da punta singola o avere al fianco una seconda punta molto tecnica.

Nello scacchiere della Juventus

Punta forte e mobile, di grande presenza fisica in area di rigore. Si adatterebbe alla perfezione con la tecnica sopraffina di Vucinic, potendone sfruttare gli assist. Stando inoltre al 3-5-2 di Antonio Conte, Huntelaar sarebbe la migliore soluzione per i cross dei laterali.

Da verificare solamente l’adattabilità nel gioco spalle alla porta, ma quanto visto in Europe League non lascia dubbi: Huntelaar è perfetto per la Juve di Conte. Senza contare il fatto che se dovesse continuare il positivo trend di reti segnate darebbe una grossa mano in tutte quelle situazioni in cui alla Juve serviva un killer d’area di rigore. Molte partite potrebbero essere risolte con una zampata in stile Huntelaar, proprio quello che è mancato in certi periodi dell’anno.

Possibilità di acquistarlo

Lo Schalke 04 ha chiuso la stagione al terzo posto, quindi preliminari di Champions League da affrontare ad agosto. La squadra farà a meno dell’esperienza e della caratura di Raul e la dirigenza non pare disposta ad acquisti tali da migliorare sensibilmente la rosa attuale. La valutazione del ragazzo, prima degli Europei, è abbordabile. Con 20 milioni ci si può sedere al tavolo dello Schalke e provare a portare a casa questo talento del gol.

A favore di Huntelaar una nomea da bravo ragazzo e un ingaggio alla portata di Marotta. Come Van Persie, Huntelaar farà 29 anni il prossimo 12 agosto. Si è sempre detto “occhio alle sorprese”. E se fosse The Hunter?

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