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Tag: alessio

Scusa Alessio, ma rivoglio Carrera in panchina

Poco c’entrano le sconfitte, il mio è un discorso generale che trova però conferme andando a rivedere le prestazioni dei ragazzi. Angelo Alessio deve essere davvero una splendida persona, una persona per bene che però non sa alzare la voce. Per difendersi ha avuto bisogno di un Conte straripante e di tre avvocati in quella famosa conferenza stampa.

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La panchina è però roba da duri. Con l’educazione si ottiene ben poco. Occorre grinta, occorre quel carisma che non si può né allenare né comprare. O ce l’hai o non ce l’hai. Conte ne ha da vendere, Carrera lo ha sempre dimostrato, in Alessio non ne vedo.

Vederlo fermo e immobile a bordo campo, ricordandomi di Conte, mi sale la nostalgia e mi sale la tristezza. E queste stesse emozioni forse arrivano ai ragazzi. Carrera l’ho apprezzato, soprattutto davanti i microfoni nei primi match della stagione. L’ho apprezzato di più comunque in panchina: a scattare, a rimproverare, a incitare, a richiamare. Sono segnali, sono piccoli dettagli che però fanno la differenza.

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Se l’autorevolezza di Conte è ineguagliabile, allora val la pena scegliere davvero l’uomo giusto da mandare in panchina. E io rivoglio Carrera.

Dove è l’atteggiamento che cambia il ritmo in Alessio? Sempre troppo buono, sempre molto calmo, apparentemente terzo allo stress da campo, apparentemente sempre così misurato. E invece di Conte e con Conte abbiamo goduto come maialini a ogni gol. Con Conte ci siamo letteralmente incazzati per i torti subiti. Di Conte abbiamo apprezzato la grinta a rispondere ai giornalisti. Rivoglio tutto questo e aspettare l’8 dicembre non mi basta più.

Rivoglio Carrera, sabato sera… ovviamente non accadrà, anche questo è stile.

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Juve: di che pasta sei fatta in Europa?

Emozione, aspettativa, la pesantissima assenza di Antonio Conte che è qualcosa di più di un semplice allenatore. E quindi un pizzico di tensione, di quella che ti taglia le gambe, di quella che non ti fa giocare tranquillo. Per amministrare mentalmente questi momenti e queste partite occorre necessariamente esperienza. Questa Juve, molto diversa anche da quella che tornò in Champions con i vari Camoranesi, Nedved, Del Piero e Trezeguet, non era attrezzata dal punto di vista dell’esperienza e forse l’ha pagata a caro prezzo nelle prime partite europee.

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A un’analisi attenta non manca però un segnale importante: questa squadra non si è mai persa, né ha subito eccessivamente l’avversario, anzi ha sempre reagito. La reazione contro i Blues all’andata portò un pareggio che poteva diventare vittoria senza la traversa clamorosa nel finale. Contro Lucescu la Juve subì tanto l’avversario pareggiando subito lo svantaggio e poi concedendo principalmente preoccupanti ripartenze. Deludente il pareggio con i danesi e poi la grande vittoria al ritorno. Ora è un momento da dentro o fuori, come ha ricordato Alessio in conferenza stampa.

Di che pasta sei fatta, Juve?

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Risponderemmo male dicendo che non lo sappiamo. Lo sappiamo, eccome se lo sappiamo. Solo che in Europa occorrerebbe la grande sapienza tattica di Conte, uno dei pochi a leggere perfettamente le partite cambiando in corsa uomini e modulo. Cosa che Alessio, con un SMS, non può fare.

La Juve soffre l’inesperienza e ha pagato una condizione mai eccelsa se non nelle prime partite della stagione. Ora la Juve pare aver trovato brillantezza e così arriva in ottime condizioni a questa sfida, nonostante gli sforzi contro le Aquile di sabato.

Contro il Chelsea vogliamo vedere una squadra convinta, rabbiosa, capace di imporsi come in Serie A. Vogliamo vedere un gioco arioso, con inserimenti e attaccanti mobili e creativi. Torna Pirlo ed è un grande acquisto in campo per la Juve, abbiamo un Vidal in forma smagliante, con un Pepe in più. In Champions saltare l’uomo è fondamentale e in queste prime partite è mancata proprio la superiorità.

Non credo sia un problema di modulo in sé, quanto l’interpretazione della gara. La Juve ci ha messo cuore, ma non quella qualità che ci aspettavamo, cioè la stessa mostrata in campionato. Domani vogliamo vedere proprio la qualità perché è così che si cresce: non passando il turno, ma meritando di passare il turno. Sono due concetti molto differenti e con Conte accade spesso la seconda condizione.

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La posizione sub-apicale di Alessio: Kamasutra?

E va bene che il povero Alessio è offuscato dalla personalità di Conte.

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E va bene che a Catania non ha tirato fuori il carattere per rispondere all’ignobile attacco dei giornalisti.

E va bene che ha avuto la sfortuna di trovarsi in panchina nella serata della perdita dell’imbattibilità.

Va bene tutto, ma vogliamo dire che se la squalifica di Conte è una vergogna per la Giustizia sportiva, come di  fatto lo è, la squalifica di Alessio è addirittura allucinante?

Fa meno notizia, d’accordo, ma da un punto di vista morale le persone vanno trattate tutto nello stesso modo.

Alessio, mai interrogato, ha subito la Giustizia sportiva in maniera “automatica”, per il semplice fatto di essere stato il secondo di Conte a Siena.

La squalifica è stata allucinante.

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Le motivazioni alla sentenza del Tnas di più.

Al Collegio appare eccessiva, a fronte delle violazioni di cui il sig. Alessio è stato ritenuto responsabile, la sanzione inflittagli dalla CGF, pur in riduzione di più gravosa misura imposta in prime cure. A tale conclusione il Collegio è indotto considerando la posizione sub-apicale del sig. Alessio nell’organigramma tecnico del Siena, nonché esigenze di riequilibrio della sanzione da infliggere all’odierno Ricorrente rispetto alle sanzioni irrogate ad altri soggetti sanzionati per la medesima violazione in relazione agli stessi fatti.” “Al Collegio appare eccessiva, a fronte delle violazioni di cui il sig. Alessio è stato ritenuto responsabile, la sanzione inflittagli dalla CGF, pur in riduzione di più gravosa misura imposta in prime cure. A tale conclusione il Collegio è indotto considerando la posizione sub-apicale del sig. Alessio nell’organigramma tecnico del Siena, nonché esigenze di riequilibrio della sanzione da infliggere all’odierno Ricorrente rispetto alle sanzioni irrogate ad altri soggetti sanzionati per la medesima violazione in relazione agli stessi fatti.

La posizione sub-apicale di Alessio non ha niente a vedere con il Kamasutra.

È solo un modo di dire per indicare che era il vice allenatore.

Ma potrebbe anche essere effettivamente una posizione del Kamasutra.

Difatti, a causa di quella posizione, l’ha preso in   – - – -.

Perché così funziona la Giustizia sportiva.

La cui riforma non può più essere rimandata dopo la pubblicazione delle motivazioni del Tnas.

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Niente conferenza stampa prima del Pescara: bene così!

Alessio non presterà voce anche questa volta. Né Alessio né altri. La Juve dovrebbe annullare la conferenza stampa prima del Pescara e continuare così a rispondere, col silenzio assordante, alle vigliaccate che provengono dagli organi di stampa e in particolare Gazzetta e La Stampa. Vergogna!

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Da Bramardo al giornalista torinese che hanno esultato al gol del Chelsea agli articoli sempre molto viziosi che ogni giorno si leggono sui vari giornalacci. Davvero un punto molto basso per l’Italia dei professionisti dell’informazione cui la Juve non presterà la propria immagine.

Questo atteggiamento mi trova completamente d’accordo, ma bisogna perseverare e soprattutto rincarare la dose. Per esempio il passo perfetto successivo a questo è il non prestare giocatori alla Nazionale. Abbiamo troppo bisogno dei nostri ragazzi per giorno 20 novembre e per ogni altro giorno in cui la Juve scenderà in campo. Che vincano da soli quelli della FIGC.

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Alessio e Bonucci rispondono per le rime all’Inter

Ci sono piaciute le risposte di Alessio e Bonucci indirizzate a chi non fa altro che sottolineare solo gli errori arbitrali a favore della Juve a Catania e con l’Inter, favori peraltro ininfluenti ai fini del risultato nel secondo caso.

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Tutti, da Moratti all’ultimo dei giocatori nerazzurri di oggi e di ieri, si sono sentiti in dovere in questi giorni di regalare alla stampa perle di saggezza da puritani del pallone, piangendo e piangendo per il fuorigioco di Asamoah e l’espulsione di Lichtsteiner. E appoggiati in questo dall’elite pseudo-giornalistica italica ormai ben nota e da altri virginei mestieranti pallonari da sempre esempi di purezza e candore. Come Galliani ad esempio, che parla ancora del gol di Muntari e si schiera al fianco dei cugini prescritti contro Tagliavento. Peccato che i cugini prescritti gli abbiamo sfilato da sotto il naso un derby grazie al gol annullato a Montolivo. Quel favore arbitrale per l’Inter evidentemente non è degno di nota per i media e per lo stesso Galliani. Come il mancato rigore su Gomez a San Siro, il gol in fuorigioco di Pereira a Verona e i due gol irregolari a Bologna ad esempio. Sono proprio delle vittime del sistema quelli della banda degli onesti.

E Alessio ha fatto notare alcuni di questi episodi, oltre a ricordare giustamente la vittoria della Juve a San Siro l’anno scorso contro l’Inter nonostante il mancato rigore clamorosamente negato a Marchisio con annessa espulsione di Castellazzi. Vittoria senza strascichi polemici:

Bisogna anche saper vincere. Noi l’anno scorso, a questo punto, avremmo dovuto pensare che fosse un errore voluto quello su Marchisio, steso, falciato da Castellazzi dato che non è stato concesso né il rigore né  l’espulsione. Però è facile poi parlare sempre di arbitri, che credo vadano difesi sempre, non soltanto quando viene dato qualcosa a favore. Rimanendo all’Inter, devo pensare anche ultimamente al calcio di rigore non dato al Catania, oppure al gol di Pereira in fuorigioco. Dobbiamo pensare male allora? Credo di no. Quindi lasciamo stare gli arbitri, pensiamo che non sono sereni a mio avviso perché si parla sempre durante la settimana di polemiche. Quindi lasciamoli lavorare e tutti ne trarremo sicuramente dei benefici.

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Ancora più lapidario il commento di Bonucci, un bianconero vero, l’ultimo a mollare contro l’Inter, l’ultimo a smettere di crederci e a tentare di caricarsi i compagni sulle spalle. L’unico ad andare sotto la Sud a fine partita, con gli occhi pieni di lacrime per la sconfitta. Ecco le sue parole:

Io mi rimetto alle parole che ha detto il mister. Premesso che l’arbitro è un essere umano e quindi può sbagliare, credo che quelli italiani siano i migliori a livello europeo. Purtroppo ci sono delle persone e dei tipi di carattere: la Juventus, come società, ha uno stile, e lo ha portato avanti anche quando è stata messa all’angolo negli anni passati senza vere e proprie colpe. Non ha mai detto quello che è stato detto dalla società Inter in questi due giorni, quindi credo che il calcio sia bello perché va goduto come sport e non attraverso polemiche.

C’è chi dunque, come Moratti, preferisce fare allusioni gravissime sulla Juve e sul sistema arbitrale (con il benestare di Abete per giunta, che in questi casi fa sempre orecchie da mercante) e chi preferisce riportare i fatti semplicemente.

C’è chi ha stile e chi no, in pratica.

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In panchina torna Alessio: squalifica ridotta

La recupera i pezzi. In panchina già contro il Napoli potrebbe finire Angelo Alessio, braccio destro di Antonio Conte, già campione d’Italia con la Juve lo scorso anno e invischiato nella vicenda Scommessopoli per l’imbattibilità cui ha contribuito col suo lavoro sul campo.

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E’ chiaro come la riduzione della squalifica confermi la farsa comminata alla Juve. Se per Conte vale il discorso delle non prove, per Alessio potrebbe valere il discorso “ma perché sono stato tirato in ballo?”. Come nei migliori paesi del quarto o quinto mondo il povero Alessio ha più volte fatto la domanda a cui la FIGC non ha saputo rispondere: “Intanto ti becchi la squalifica, poi ne parliamo con calma”.

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Ecco il comunicato ufficiale:

Il TNAS comunica che, in relazione alla controversia A.Alessio/FIGC, il Collegio Arbitrale (Prof.Avv. Luigi Fumagalli (Presidente), Prof. Avv. Luca Di Nella e Avv. Enrico De Giovanni) ha respinto la domanda principale formulata da Angelo Alessio, mentre in parziale accoglimento della domanda subordinata formulata gli ha inflitto la sanzione della squalifica sino al 15 ottobre 2012.

A nostro avviso un altro episodio squallido che fa male al sistema Italia.

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E se la farsa su Conte servisse per il futuro?

Chissà cosa avrà voluto dire Manganelli con quella frase “usciranno cose clamorose”. In Italia quando qualcuno vuole fare il protagonista, in questo modo, c’è sempre qualcosa che puzza. Sapevamo tutto di Conte già il 29 febbraio 2012 e per oltre 8 mesi si è parlato, riparlato, sparlato, detto e ridetto tutto e il contrario di tutto. Siamo arrivati al punto in cui tutti si sono accorti della farsa, ma la farsa è tuttora in vigore e Conte non può sedere in panchina.

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Cosa è successo nel frattempo? Semplicemente la Juve non ha sofferto la mancanza di Conte e Alessio e ha continuato a macinare punti su punti, avversari su avversari. Visto che l’obiettivo era limitare la Juve, allora il problema – cioè la Juve – non è stato ancora risolto.

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I filoni che riguardavano l’Inter, il Milan e il Napoli, tralasciando il caso Mauri e Sculli, Preziosi e il vergognoso caso Criscito, sono stati abbandonati, se non proprio insabbiati. A Bari invece i magistrati hanno proseguito con le loro indagini e probabilmente nuovi dati usciranno fuori. Clamorosi come dice Manganelli? Chissà. Di certo c’è che su Conte Palazzi ha operato in modo perfetto: se per caso uscisse fuori anche solo un granello di polvere che riguardi Conte nella vicenda del Calcioscommesse, ecco il precedente ed ecco la sempre più probabile nuova farsa in avvicinamento. Con la sensazione che i 4 mesi di squalifica potrebbero non essere definitivi. Se hanno potuto condannare Conte sul nulla, figuriamoci sul nulla più un altro nulla.

La verità è che il vero Calcioscommesse non è mai stato raccontato. Dalle denunce degli zingari di novembre 2011 a oggi nessuna nuova notizia è stata scritta sulle vicende che riguardano le milanesi, il Genoa e il Napoli. Forse perché nessuna nuova notizia è stata cercata, forse perché qualcuno vuole così.

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L’incompetenza di Palazzi, il marcio della Federazione e un vergognoso mostro giuridico

Sapevamo di avere a che fare con un branco di ipocriti, di incompetenti nello svolgere il proprio mestiere, di gente frustrata e priva di dignità… persone che possono sguazzare liberamente e comportarsi da padroni solo perché vivono all’interno di un sistema marcio, malato e rancido nel quale a ognuno interessa mantenere la propria poltrona, i propri privilegi e guadagnare una montagna di soldi. Un sistema nel quale la Juve è sempre stata guardata con sospetto, maltrattata e umiliata benché sia in realtà il fiore all’occhiello calcistico, e non solo, da sempre di un paese nel quale tale sistema prospera senza trovare ostacoli.

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Sapevamo di essere da mesi nel mirino dei falsi moralisti, dei bigotti e degli pseudogiustizialisti. Di quelli che al mattino ti fanno la morale, al pomeriggio ti guardano compatendoti con fare superiore e la sera però vanno a trans, non pensando più alla propria cara famigliola. Siamo la Juve, un ingranaggio fondamentale e allo stesso tempo il bersaglio, nonché la ragion d’essere della macchina del fango azionata da omuncoli in maggioranza vestiti di rosa ma che trovano sempre numerosi alleati allergici al bianconero.

Sapevamo che la mancanza di prove contro qualcuno, se questo qualcuno è bianconero, non serve a niente. Che un sospetto ben indirizzato vale più di 23 testimonianze contrarie e diverse versioni contraddittorie.

Sapevamo che una “posizione marginale”, utilizzando una definizione del pm Di Martino, diventa l’architrave di un processo mediatico-sportivo-giacobino.

Sapevamo tutto perché abbiamo vissuto Farsopoli e siamo andati in Serie B senza prove, sacrificati, umiliati e sbeffeggiati dagli ignoranti all’interno di un mostruoso complotto. Abbiamo visto illeciti altrui derivanti da telefonate agghiaccianti tenute nascoste volutamente per anni cadere in prescrizione senza che nessuno facesse nulla. Senza che gli scudetti di cartone o degli “onesti” venissero quanto meno restituiti.

Sapevamo che la FIGC è una federazione che fa schifo e che ha paura di noi per i 444 milioni di euro che ci deve a causa di Farsopoli.

Sapevamo tutto, ma i deferimenti sono stati una mostruosità giuridica, dove il detto “due pesi e due misure” diventa persino un eufemismo.

Palazzi ha dimostrato che Carobbio è credibile solo quando fa comodo a lui e solo contro chi vuole lui. Riflettiamo: perché quando accusa Mezzaroma Carobbio non è credibile mentre lo è quando infanga Conte? Perché Mezzaroma ha in mano mezza Unicredit forse? Per questo lui non viene deferito? Perché ci pensa la banca a risolvere i problemi come quando Sensi regalava Rolex agli arbitri e falsificava fidejussioni?

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Carobbio non è una persona credibile… è un falso, un ladro, un truffatore, un calunniatore che merita di marcire in galera per aver contribuito a rovinare la vita di molte persone oltre che aver combinato partite per arricchirsi.

Per Palazzi è credibile solo quando accusa Conte. Una vergogna davvero. Incoerenza e incompetenza totale. Infatti se credi a Carobbio ritieni che Conte parlava delle partite combinate contro Novara e Albinoleffe durante le riunioni tecniche, davanti a tutti e con l’assicurazione che tutti gli avversari erano a conoscenza dell’accordo. Quindi ti aspetteresti circa 80 deferimenti, sommando giocatori e dirigenti delle tre squadre. E invece il procuratore senza palle ne sceglie solo alcuni, non si sa con quale criterio oltre a quello di colpire quelli che oggi sono campioni d’Italia alla Juve. Così Conte, Alessio e Stellini vengono deferiti ad honorem, per far contenti tutti quelli che non aspettavano altro per masturbarsi un po’ e trovare finalmente un po’ di piacere da una vita avara di soddisfazioni. A loro si aggiungono il preparatore dei portieri Savorani, il preparatore atletico D’Urbano e i giocatori Larrondo e Vitiello per la partita contro il Novara, Coppola, Terzi e il capo osservatore tecnico Faggiano per quella contro l’Albinoleffe.

Oltre a Carobbio vengono deferiti 4 giocatori del Siena, 3 del Novara e 4 dell’Albinoleffe… il concetto di “tutti sapevano” raccontato da Carobbio viene dunque interpretato in modo allucinante. E la cosa peggiora se si guarda agli staff tecnici: deferiti gli attuali juventini Conte, Alessio e Stellini più altri 3 componenti dello staff, mentre nessuno (!) di Novara e Albinoleffe. Di Mezzaroma, che considero innocente al pari di Conte, si è già detto.

Siamo di fronte a uno scandalo vergonoso, un mostro giuridico che diventa sempre più grottesco se guardiamo al caso di Bonucci e Pepe, con quest’ultimo deferito per omessa denuncia relativa alla partita Udinese-Bari per la quale Palazzi riscontra addirittura un illecito per il nostro Leo, nonostante fosse stato impegnato con la Nazionale durante quella settimana. Questa è stata una terribile sorpresa perché ci aspettavamo che almeno per loro sarebbe prevalsa la giustizia. Pepe viene considerato l’unico dell’Udinese a conoscenza dell’ipotetico accordo e Bonucci viene tirato in mezzo in modo così pesante senza motivi validi.

Casualmente intanto i deferimenti relativi al Napoli verranno diramati a settembre, chissà come mai proprio dopo la Supercoppa di Pechino. Altrettanto casualmente Mudingay, a differenza di altri compagni del Bologna, non viene deferito per omessa denuncia, avendo ormai cambiato maglia, quella con la scritta sotto il logo “Io sono Prescritto”.
Aspettiamo il processo e stiamo pronti a reagire compatti. Lottiamo insieme e diamo forza ai nostri compagni ingiustamente accusati che stanno soffrendo più di noi. Confidiamo nella società e nella grinta di Andrea Agnelli per uscire nel migliore dei modi di questa vergognosa imboscata. Saremo sempre al fianco di Conte, Bonucci e Pepe.

E ricordiamo a Palazzi e alla procura che se un pentito non viene creduto su un episodio perde totalmente la credibilità in un processo normale. Ma questo non è un processo normale, perché nei processi normali le prove sono l’elemento fondamentale di tutto, non un optional come in questo caso. Ricordiamo anche che è da incompetenti patentati pubblicare i deferimenti dimenticandone una parte e dovendo così fare una nota integrativa successiva. Ma sapevamo già che siete ridicoli, che fate pena.

Palazzi l’incompetente doppiogiochista, Abete il capo del marciume federale, Carobbio l’infame, Masiello il ladro dall’autogol facile, Zapelloni che ama “orientare l’opinione pubblica”, Travaglio il predicatore moralista…e non solo…prima o poi pagherete per tutto quello che avete fatto, statene certi. A fomentare l’odio prima o poi si raccolgono i frutti. Il popolo bianconero è un enorme cuore palpitante…è un popolo carico, compatto, incazzato, stretto al fianco del suo allenatore e dei suoi giocatori.

Siamo la Juve e abbiamo le spalle larghe, non ci avete ammazzato sei anni fa e non ci fate paura adesso. State attenti, prima che salta fuori che John Rambo è juventino e vuole anche lui finalmente un po’ di giustizia.

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