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Tag: andrea della valle

Cori contro Heysel e Balotelli: sentiti?

Ammesso che si possa ancora parlare di tifo, come più volte ripetuto su questo blog, val la pena sottolineare due episodi. Che cozzano con le lezioni di etica e di comportamento che vorrebbero impartire i personaggi discussi nel seguito di questi articoli.

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Partiamo con i Della Valle, tutti e due, nessuno escluso. Dopo essersi autoeletti moralizzatori di non-sappiamo-bene-cosa-e-perchè ancora non ho letto – quindi chi abbia materiale è pregato di lasciare un commento – nessuna nota della Società per i cori contro l’Heysel. La tragedia che ha colpito decine di tifosi bianconeri e inglesi viene ancora utilizzata e strumentalizzata per dare conferma dell’imbecillità umana. Siamo fatti così, in Italia siamo fatti così. Ma la Fiorentina non ha emesso alcun comunicato, o sbaglio?

A quanto pare i cori contro l’Heysel vanno bene, mentre i tifosi juventini sono razzisti. Solo che a Milano di tifosi juventini non ce n’erano.

Già perché l’etico-per-divin-discesa Moratti non ha ascoltato bene cosa dicesse la curva. Salvo poi dichiararsi dispiaciuto: i suoi tifosi intonavano cori contro Balotelli. Ma non è razzismo questo. Noi lo abbiamo sempre detto: è imbecillità, stupidità, e come vuoi chiamarla altrimenti?

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Solo che quando questi cori vengono associati alla Juve ecco che si parla di multe, supermulte e di razzismo. E perché mai una simile differenza? Ah già, il doppiopesismo italiano.

Riuscirà questo Paese a incivilirsi e a chiamare col giusto nome le cose? Imbecillità (e non razzisti), teppisti e (non tifosi), rosiconi (e non antijuventini).

P.S.

Per non parlare del gesto di Viviano. La maglietta non accettarla, non buttarla almeno quando sei inquadrato dalle telecamere, soprattutto che senso aveva togliere dalle spalle di un compagno la reliquia di Pirlo?

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Juventus vs. Fiorentina: è una questione di… scarpe

Ore 17.45, divano di casa, tv accesa, moglie e parenti cacciati via, una sorta di ritiro pre partita.

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Le formazioni scorrono… cazzo! Gioca De Ceglie! Oh porca puttana gioca anche Peluso…
Pronti? Via… Fischio d’inizio… Vedo subito un cespuglio di capelli con sotto Cuadrado che scende sulla fascia di De Ceglie… una volta, due volte, tre volte…  soffriamo, in scala da 1 a 10, diciamo 4…

Capovolgimenti di fronte. Marchisio ricorda al n. 1 gigliato che gli conviene stare attento. Pirlo sembra stia in aperta campagna tanto e’ lo spazio e la libertà di cui gode. Vedo che ha anche steso un plaid sull’angolino del campo con un cestino pieno di toast. Tra un toast e l’altro fa una marea di lanci dosati e con il contagiri.

Cuadrado comincia a non farsi vedere tanto sulla fascia, di contro Paolino va e viene con risultati alterni.
Il Guerriero ha una scommessa con se stesso: (se no viene la disciplinare e lo squalifica a vita per scommesse illecite) quella di recuperare 178 palloni prima della fine della partita e tra un recupero e l’altro lancia a destra e a manca (interverrà sicuramente l’antidoping…).

Mirko pressa, a momenti, anche l’arbitro di porta poi su un assist, un rinvio ciofeca di un difensore viola, fa vedere ai Della Valle la suola rossa del suo scarpino: stoppa la palla e di collo pieno fa partire una sorta di “Patriot” che si insacca.

Della Valle si gira e chiede al fratello: “Ma che cavolo di scarpini usa quello? Non saranno mica Todd’s?

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Continuiamo a giocare. La Fiorentina dopo il missile vuciniano praticamente non riesce più a farsi notare. Jo Jo guarda Barza con occhi smarriti come se volesse chiedergli “mi fai toccare un pallone per favore?“.

Pirlo viene nominato sul campo Capostazione per il gran numero degli smistamenti di cui si occupa.
Vidal decide di entrare in mezzo a due della Viola. Stoppa. Rimbalza la sfera. Dribbla un giocatore che passava di lì per caso e assiste Matri che si era smarcato anche perché il suo marcatore stava sorseggiando un crodino.

Un attimo prima del tiro Matri perde la scarpa e la mette dentro di calzino.

Della Valle junior chiede a Della Valle senior: “ma che cavolo! Ha perso la scarpa e ha fatto gol lo stesso?Sicuramente non è una Todd’s, le nostre scarpe non si perdono, pero’ questi ci stanno prendendo a pedate con e senza scarpe“.

È una sorta di sortilegio divino, non so come chiamarlo, è una Nemesi: il calzolaio sconfitto da un pedalìno. Chi di scarpa ferisce…

Ma va bene così. Avanti un altro.

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Juventus-Fiorentina 2-0 Benvenuti all’Inferno

Chissà se Dante, proprio Dante, si sia un po’ risentito. O se anche lui abbia pensato: davvero così in basso può arrivare un dirigente Viola pur di dar contro alla Juve? In ogni caso la Juve lo aveva promesso e solitamente noi bianconeri manteniamo le promesse. E’ stato un Inferno per i colori Viola.

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Intanto un appunto: i cori sull’Heysel sono stati ascoltati? La Federazione interverrà? Questo è lo stile Della Valle? All’ultima domanda rispondiamo noi: no, non è lo stile Della Valle. L’imbecillità di certe bestie – e non tifosi – non può certo discendere da uno stile societario o storico. E visto che abbiamo toccato questo tasto io posso ben dire che uno Stile Agnelli c’è stato e continua a esserci, ma uno stile Della Valle… mah, io proprio mai sentito, e voi? A meno che lo stile Della Valle vuol dire sparare stronzate a raffica. In tal caso che se lo tengano a Firenze.

Le questioni di campo sono assai più affascinanti. L’arrabbiatura per il mese di gennaio appena trascorso non solo non si è sopita, ma da sabato è aumentata, in particolare alle 20:00 circa. Una Juventus sublime ha strapazzato una buona Fiorentina. Valgono più di ogni altra analisi le dichiarazioni dei giocatori viola: complimenti alla Juve e una serie di osservazioni piuttosto banali. Del tipo che questa Juve non fa ragionare, del tipo che questa Juve sembrava correre di più, del tipo che questa Juve ha sempre qualcosa oltre rispetto all’avversario. A livello fisico, a livello tecnico, soprattutto a livello organizzativo.

La speranza che Vucinic abbia solo fatto impaurire un po’ i tifosi è forte, così come la paura di un suo forfait martedì sera. Se il genio esce dalla lampada accadono solo cose belle, flash fulminanti di calcio spettacolo. Gol, ma non solo, e l’abbiamo sempre detto. Certo chiediamo a Mirko di timbrare di più il cartellino, ma la mole di gioco che sviluppa, unita alla qualità di un vero regista d’attacco, ne fanno un perno insostituibile. Se poi Matri… non finisco la frase per paura che il ragazzo torni in letargo. Serviva un bomber e una prova di forza, all’ingresso di un rettilineo che ora vede Celtic e Roma nel giro di 5 giorni, e abbiamo ascoltato una voce grossa, potente, decisa, sicura: era quella della Juve.

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Vien da ridere a pensare che certi espertoni di mercato abbiano già dato a Vidal gli ultimi 6 mesi in bianconero. Quale folle rinuncerebbe a questo campione? E quale altra prova dovrà dare Pirlo per convincere che l’età, in certi casi, solo in certi casi, non conta davvero? Ed è qui lo strapotere indiscusso della Juve, unito ovviamente al Principino. Un centrocampo senza pari, nemmeno in Europa dove il Barca sta alternando buone prove a mediocri partite. Se Pirlo, Marchisio e Vidal stanno bene non ce n’é per nessuno. Un concentrato di tecnica, di astuzia e di forza come non ne ricordo negli ultimi anni.

La chiave del match è stata senza dubbio il predominio a centrocampo, ma come ha osservato l’intelligente Montella le punte bianconere fanno un lavoro massacrante e prezioso. Con un paio di flash di Giovinco. Ci perdoni il ragazzo di Beinasco, ma chiediamo se forse non sia questo il ruolo più appropriato: ingresso nel secondo tempo e nessun tipo di compito che lo sfianca.

Appuntamento rinviato per Anelka. Forse già martedì sera quando in realtà tutti speriamo che accanto a Matri ci sia Vucinic.

P.S.

Difficile dire qualcosa sulla difesa. Anche stavolta gli sforzi della FIGC sono stati vani. Pur con l’assenza di Bonucci Conte si scopre in possesso di intuizioni paranormali: questo Marrone, ancora visibilmente acerbo, è già un difensore con davanti una strada già tracciata. Piedi, fisico, senso della posizione: può essere davvero questo il ruolo del presente e del futuro? E non ci dimentichiamo di fare i complimenti a Peluso: per quanto espresso in campo e per la parole al microfono a fine partita. Ora più carichi di prima, la stagione comincia praticamente adesso.

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Marotta e Oreggia: in due perdono l’occasione per stare zitti

Su Tuttosport di venerdì la prima pagina è occupata da : ESCLUSIVO – MAROTTA A TUTTOSPORT  <<OGBONNA CI PIACE>>.

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Perbacco che notizia! Che scoop giornalistico straordinario!

Marotta, giovedì ospite della sede di Tuttosport, a domanda risponde:

Ogbonna è un talento, se fosse sul mercato una società come la Juve sarebbe obbligata ad interessarsene.

Cairo a sua volta ribatte:

L’interessamento della Juventus ci è noto, ma abbiamo declinato l’offerta. Mi auguro che il ragazzo rimanga sempre con noi, ma è anche vero che gli ho promesso che, se si presenterà per la sua carriera l’occasione della vita, non sarò io a tarpargli le ali.

Punto.

Invece non basta. Sabato mattina Oreggia decide di onorarci con un editoriale dove si traveste (o forse sono le sue vesti reali) da ultras del Torino. Una bacchettata a Cairo perché non ha detto che Ogbonna non lo darà mai alla Juventus:

Uno sforzo ulteriore, il patron granata, avrebbe potuto farlo dicendo che il giorno in cui le strade di Ogbonna e del Torino dovessero separarsi, l’unica destinazione proibita per una forma di rispetto nei confronti dei sostenitori granata sarebbe quella juventina, al netto di qualsiasi offerta e di qualsiasi tornaconto. Amen. Detto, scritto e vidimato con serenità, senza pensieri retroattivi e malmostosi, senza doppi sensi pataccari, senza che nessuno si consideri vilipeso da una semplice, normale, onesta notizia. Esiste il rapporto causa-effetto, esiste pure il rapporto notizia-risposta-controrisposta. Ri-amen. E che ciascuno se ne faccia una ragione.

Perbacco, che editoriale! Altro che gli articoli di @IoJuventino.

Prima riflessione.

Ma perché Marotta non impara a starsene zitto? O quantomeno a non sbilanciarsi troppo? Già con il top-player è andato avanti per mesi, per poi fare la figura che ha fatto. Ora vogliamo mettere in giro anche la storiella di Ogbonna? Forse la risposta la sapremo quando @IoJuventino ci farà leggere il suo articolo “Marotta titubante, bravo o dilettante?”. Sta di fatto che il buon Marotta, in mezzo a tante cose fatte bene, ce ne mette altre discutibili ma soprattutto non riesce a stare zitto. Ora gli è venuto anche in mente di definire quella di Martinez un’ “operazione brutta” (talmente evidente che non c’era nessuna necessità di dirlo) scatenando la risposta piccata di Lo Monaco :”Se parla di operazione brutta si sbaglia di grosso: si ricordi piuttosto di Elia e Melo…”. A parte che Melo lo avevano acquistato i furboni Blanc e Secco, che bisogno c’è di parlare così tanto?

Anche Moggi parlava tantissimo, ma non diceva praticamente mai niente. Salvo poi fare tutto.

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Seconda riflessione.

Se la Juventus ha bisogno di fare acquisti, non è certo Ogbonna quello che le serve. Non mi sembra che abbia le caratteristiche di un attaccante di peso. Se Tuttosport si riduce a fare una prima pagina su un’esternazione di Marotta di importanza uguale a zero, significa che non aveva notizie da dare, nonostante Oreggia la consideri una semplice, normale, onesta notizia.

Terza riflessione.

Ma perché Oreggia si inalbera pretendendo che Cairo giuri e spergiuri che non darà mai Ogbonna alla Juventus? Ma saranno problemi di Cairo. Ma se il divino Baggio andò dalla Fiorentina alla Juventus, immaginatevi che problema sarebbe vedere il mitico(?) Ogbonna che va dal Torino alla Juventus! E poi, ma chissenefrega di Ogbonna, se lo tengano stretto. Pensa tu che perdita. Ma, signor Oreggia, stiamo già cercando di scaldare il derby? Salvo poi chiedersi chi ha innescato la miccia?

Quarta riflessione.

La parte finale dell’editoriale di Oreggia è talmente complicata che, essendo io stupido, non l’ho capita. Ho dovuto consultare la Treccani per sapere cosa volesse dire “malmostoso”:

malmostóso agg. [comp. di mal(e) e mostoso (nel sign. di «sugoso»)]. – Voce region. lombarda, ma entrata anche nel linguaggio comune e spec. nell’uso giornalistico, che significa propriam. «che fa o dà poco sugo», e di qui, riferito a persona, musone, scontroso, intrattabile, sgarbato, scorbutico: una persona dall’aria malmostosa….

E comunque, dopo il consulto, come suggerisce Oreggia me ne sono fatto una ragione: non ho capito lo stesso.

Pazienza se non ho capito, pazienza se Ogbonna non andrà mai alla Juventus, meno pazienza se Marotta non imparerà a parlare quando è il tempo e il caso.

P.S.    

Sulla prima pagina del Corriere dello Sport di domenica viene annunciato che Jovetic non verrà mai alla Juventus. Della Valle inserirebbe nel contratto una clausola che vieterebbe al giocatore, in caso di cessione, la destinazione Juventus.

Il “chissenefrega” usato per Ogbonna appare improprio per Jovetic.

Allora bisogna dire che Marotta, che poi non mi sta antipatico, con Berbatov ha combinato un altro guaio.

Ma aspettiamo di leggere @IoJuventino a riguardo.

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Jovetic, Della Valle e De Paola: la nascita della clausola anti-Juve

Moltissimi tifosi bianconeri hanno cullato per gran parte dell’estate il sogno che il famoso rinforzo per l’attacco della Juve potesse essere Jovetic. Sogno, appunto. Impossibile da realizzare a causa delle resistenze viola che hanno impedito al giocatore di partire. Si era parlato tanto di una fantomatica clausola rescissoria sancita da una stretta di mano e non scritta, secondo la quale Jovetic sarebbe potuto partire se fosse arrivata un’offerta di 30 milioni. Benché tale offerta sia arrivata, almeno stando alle dichiarazioni dell’agente del giocatore negli ultimi giorni di mercato, Della Valle non ha concesso il via libera a Jovetic.

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Non sappiamo se quell’offerta sia arrivata veramente e nemmeno se sia stata formulata da Marotta piuttosto che dal City. Difficilmente la Juve avrebbe potuto offrire 30 milioni cash, come peraltro ammesso da Marotta relativamente alla trattativa per Van Persie, pur considerando che l’olandese era in scadenza. Molto più probabile che ci sia stato un tentativo di inserire Matri o Quagliarella nella trattativa. Inserimenti complicati dalle comprensibili resistenze dei due giocatori a trasferirsi in una piazza come Firenze rinunciando così ad ogni ambizione di vittoria, oltre che dall’atteggiamento di Pradè che, almeno in pubblico, si è sempre dimostrato tiepido di fronte all’ipotesi di eventuali contropartite tecniche.

Adesso arrivano nuove voci secondo le quali la Fiorentina avrebbe proposto a Jovetic il prolungamento del contratto in scadenza nel 2015 con probabile adeguamento e la possibilità di inserire, stavolta mettendola nero su bianco, una clausola rescissoria dal valore di 40 milioni. Inoltre ci sarebbe un’altra clausola detta di “non concorrenza” che di fatto negherebbe la possibilità al giocatore di trasferirsi alla Juve anche se Marotta dovesse ipoteticamente pagare quei 40 milioni. Una clausola anti-Juve insomma, conseguenza delle scorie derivanti dalla telenovela bulgara inscenata da Berbatov.

Ammesso che queste voci siano vere occorre precisare che entrambe le clausole possono essere rifiutate dal giocatore, che potrebbe anche solo semplicemente rinnovare il contratto oppure addirittura lasciare le cose come stanno.

Tutti questi condizionali sono dovuti al fatto che questa indiscrezione ha come fonte il Corriere dello Sport, proprio quel giornale che il 12 agosto si è presentato in edicola con un bel “Supervergogna” a caratteri cubitali dedicato alla vittoria bianconera in Supercoppa ai danni del Napoli e dei numerosi acquirenti partenopei del quotidiano. Non mi stupirei se fossero voci fatte circolare per rilanciare la polemica di Della Valle e dar contro ancora una volta alla Juve per la vicenda Berbatov. Come per dire: “Juve, sei stata una cattivona con la Fiorentina e adesso per punizione non potrai più comprare Jovetic”.

Non mi stupisce più niente da un personaggio di basso livello come De Paola, un gazzettaro che ha diretto per anni Tuttosport e che nel giro di un paio di settimane, una volta passato alla direzione del CorSport, ci ha mostrato in modo encomiabile quanto una persona possa essere falsa. Su Tuttosport scriveva una cosa per compiacere i lettori juventini, una volta passato al CorSport regala la versione opposta sullo stesso argomento con la Juve che diventa il Male. Giusto per fare il fenomeno con i lettori napoletani e romanisti, che insieme a quelli laziali tengono in vita il giornale.

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Ma torniamo alla vicenda delle presunte clausole, che meritano altre riflessioni.

Io ho sempre considerato improbabile che la Fiorentina in un momento così nero potesse cedere un talento come Jovetic all’odiata Juve. Certo, esiste il precedente di Baggio (non scomodiamo Melo, per carità). Ma in questo momento Della Valle si vede che sta cercando in tutti i modi di fare il lecchino con i propri tifosi, quegli stessi tifosi che per tutto lo scorso campionato hanno chiesto la sua testa. E quale miglior modo di farlo se non attaccando la Juve? Io vedo in quest’ottica i comunicati e le parole di Della Valle relative a Berbatov, facendo finta di non sapere che la sua squadra era già stata rifiutata dal giocatore prima che entrasse in gioco Marotta e che comunque entrambe sono state usate per motivi opportunistici, ossia strappare un ingaggio più alto pur rimanendo nell’amata Inghilterra. Ma Della Valle vuole ergersi a leader del popolo viola, riconquistare quella credibilità agli occhi dei tifosi che ormai non sta neanche sotto i tacchi delle scarpe che produce ma molto più giù. E, tra parentesi, se devi attaccare qualcuno devi fare nomi e cognomi, non nasconderti come un coniglio per attirare la pietà e la simpatia di chi odia la Juve.

Riguardo a Jovetic direi che si trova di fronte a un bivio per la sua carriera. Accettare quelle due clausole la direbbe lunga sulla scarsa personalità dell’uomo prima che del giocatore. A parte il fatto che già la clausola di 40 milioni lo renderebbe di fatto disponibile solo per certe squadre straniere (Psg, City, Chelsea, Real e simili) e quindi farebbe diventare la seconda clausola un ridondante esempio di populismo da quattro soldi. Detto questo se Jovetic firma non si dimostra degno di difendere i nostri colori. Già quest’estate il destino gli ha offerto un’enorme occasione ma non se ne è fatto nulla. Sono convinto che un comportamento più deciso e risoluto del giocatore di fronte alla dirigenza gli avrebbe dato più possibilità di partire e dare una svolta alla propria carriera.

Una grande personalità e determinazione la sta dimostrando invece Llorente che è andato allo scontro frontale non solo contro la dirigenza del Bilbao, ma anche contro tutto un popolo compatto e orgoglioso come quello basco. E tutto per dare una svolta verso l’alto alla sua carriera a 27 anni, di cui 16 passati alla casa madre. Il suo contratto scade a giugno e da quando ha esposto pubblicamente la sua volontà di partire è stato messo fuori squadra, oltre che attaccato da tifosi, dirigenti e politici baschi. Eppure per il momento non molla. Mourinho si dice certo che a gennaio Llorente arriverà alla Juve. Quel che è certo è che il giocatore stia facendo tutto questo perché vuole profondamente la Juve e questo gli fa onore. Non sappiamo se a gennaio o a giugno arriverà davvero a Torino o finirà altrove, ma senz’altro ha tirato fuori gli attributi al momento giusto perché sentiva che aveva davanti l’occasione della vita.

Jovetic per il momento non ha fatto nulla di tutto questo. Formerebbe una bellissima coppia d’attacco montenegrina con Vucinic. E lo stesso Mirko ultimamente si è rammaricato del mancato arrivo a Torino del compagno di nazionale.

Sicuramente la Juve tenterà ancora in futuro di comprare Jovetic, ora sta a lui dimostrare di essere un uomo prima ancora che un talento. Se firmerà quelle clausole faremo a meno di lui, la Juve deve essere meritata in tutto e per tutto.

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