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Tag: anelka (pagina 1 di 2)

Top player? Non ce li possiamo permettere, quindi…

Chissá che ne pensa Conte. O meglio: lo sappiamo bene, ma lui non lo puó dire fino in fondo. Velatamente lo ricorda sempre, per cui lo supportiamo noi.

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Se il top player non ce lo possiamo permettere, allora non possiamo permetterci un livello piú alto rispetto a quello raggiunto con merito da Antonio Conte. Il che suona strano, e fa un po’ male.

Le potenzialitá di Conte sono pazzesche. Dategli un paio di top player… e vincerá il mondo!

Invece dovrá arrangiarsi con i Padoin che, bene inteso, non é certo il maggior responsabile dell’uscita dalla Champions. Anzi. Peró é oggettivo che il peso specifico dei vari Asamoah e Padoin non puó reggere il paragone con Robben e Ribery, per esempio. E allora, secondo un vecchio motto del calcio anni ’70, val la pena osservare che chi ha gli esterni forti vince!

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Se non possiamo permetterci il top player, allora il livello di questa Juve non potrá lievitare di molto. Rientrerá Pepe, Matri segnerá qualche altro gol, Quagliarella ne inventerá uno strepitoso, ma saranno estemporaneitá di gente di ottimo livello e nulla piú. Sufficiente in Italia fino a che gli altri non si rafforzeranno, ma non in Europa.

Vialli e Ravanelli, Peruzzi e Jugovic, Del Piero e Ferrara, Pessotto e Di Livio. Alcuni personaggi della Coppa Campioni del ’96. Zidane e Inzaghi, Davids e Conte: persero la Champions. Trezeguet e Nedved, Montero e Buffon: la ruota dei rigori non giró a nostro favore. Quanti di questi personaggi potrebbero essere paragonati agli attuali? Per esperienza e peso specifico?

Questo per dire che in realtá non occorrono ingenti investimenti, ma una seria programmazione che con Conte si é avviata. Serve tempo, ma una mano a velocizzare il processo puó arrivare proprio da un paio di innesti di primissimo livello. Posso azzardare? Cosa sarebbe accaduto con Drogba al posto di Anelka? Per non dire tutti gli affari mai portati a termine, sfumati per quel pratico (e corretto) senso dell’equilibrio economico.

Peró mi trovo pure d’accordo con alcune analisi sui numeri investiti a cui aggiungo le mie riflessioni. Conte voleva Walcott e Nani, arrivó Elia per 9,5 milioni di euro. Conte avrebbe voluto un bomber, é arrivato Anelka per 500 mila euro di stipendio per 5 mesi. Conte avrebbe voluto un esterno di corsa, é stato preso Peluso (fra i piú positivi in questo ultimo periodo) per 5 milioni di euro. Alla stessa cifra fu acquistato Padoin lo scorso anno insieme a Borriello (gol scudetto col Cesena, solo ingaggio da pagare). A budget riserviamo 7 milioni lordi per Iaquinta. Abbiamo pagato 2 milioni lordi per 4 mesi di Lucio. Piú lo stipendio di Bendtner. Una semplice somma suggerisce una cifra vicina ai 20/25 milioni di euro. Siamo sicuri che una simile somma non permette di arrivare a un qualcosa che assomigli a un top?

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Convocati Pescara: fuori Anelka. Ok, e adesso?

Confesso che adesso mi tocca non pubblicare l’articolo di domattina. Lo cestino punto e basta. Una veloce lettura ai convocati di Conte per Pescara e una domanda che mi lascia perplesso. Sempre più.

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Contro il Pescara non ci saranno chance per Anelka, il francese che la Juve ha pagato, poco, per un paio di mesi di gita a Torino. Perché di gita si tratta. Una gita sotto la Mole Antonelliana, una gita a Vinovo, una sgambata ogni tanto, una partitella il giovedì con la maglia della Juve. A costo zero avrei voluto farla io quest’esperienza. E quindi la cosa non torna.

Marotta ha preso Anelka, ma Conte lo sapeva? Lo ha mai saputo?

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Finora non si contano nemmeno i minuti in campo, mentre non si capisce il suo inserimento in rosa. Quale migliore occasione Pescara per vederlo all’opera? Almeno per giustificare un ingaggio che a questo punto non solo non ha senso, ma ha del ridicolo. Anelka alla Juve per…?

Fra l’altro proprio Anelka poteva dare l’opportunità a qualcuno di rifiatare, sia esso Vucinic o Quagliarella o Matri. Perché mercoledì me la vorrei tranquillamente giocare, ma con tutte le forze. E questa Juve sembra avere le gambe scariche.

Ad Anelka i nostri migliori auguri. Guai però a ridicolizzarlo: di fatto non lo abbiamo mai visto all’opera!

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Napoli e Juve: sarà decisiva?

E’ la domanda che frulla in testa a molti. Per la verità a Torino hanno la risposta: no, non è decisiva. Per il semplice motivo che basterebbe analizzare questo inizio di 2013. Mancano ancora tante giornate, tanti altri scontri importanti per davvero credere che al San Paolo sia decisiva.

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Se la Juve avesse fatto la Juve a quest’ora il campionato sarebbe veramente chiuso, forte del vantaggio a due cifre che i bianconeri potrebbero avere. Se solo non avessero buttato al vento partite già vinte. Ma fa parte del gioco del calcio e quindi si arriverà al big match con 6 punti di vantaggio.

Il dubbio Chiellini da una parte, le lamentele dall’altra. Mazzarri se la prende con i direttori di gara dimenticando che da 33 partite la sua squadra non subisce un rigore contro. Eppure ce n’era giusto uno nell’ultima sfida con l’Udinese, piuttosto netto. Ma Mazzarri ha imparato che l’importante è lamentarsi. E’ lo scudo per errori e impotenza, imprecisioni e momenti no. Se poi dall’altra parte c’è la Juve, ancora meglio.

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Restando a Torino la Juve si appresta a recuperare l’ultimo pezzo del suo meraviglioso puzzle. Quel Chiellini che, a detta di tutti, è un perno insostituibile della difesa. Con lui in campo Juve al tappeto soltanto una volta e pochissimi gol subiti. Occorrerebbe riprendere il cammino come un anno fa, quando da marzo in poi la Juve mise la freccia e salutò tutti.

E se la difesa non lascia dubbi, il centrocampo ancora meno. Conte dovrà davvero usare tutta la diplomazia del mondo per lasciare fuori uno fra Vidal, Marchisio e Pogba. Non fatemi la domanda: a oggi, non saprei chi tenere in panchina. Il francesino rischia di scompaginare le gerarchie e a memoria, Del Piero a parte, non ricordo un altro 19enne capace di innescare così tanti dubbi positivi. Il cileno e il Principino non si toccano, figuriamoci. Pirlo non si discute e allora possiamo davvero star tranquilli: qualunque sia il terzetto la Juve avrà un potenziale enorme da sfruttare.

Davanti qualcosa manca. Quagliarella è in punizione, ormai è lampante. L’educazione prima di tutto, mica siamo altre società. Vucinic è il preferito da Conte (e ne capiamo i motivi), Anelka ancora inutilizzato. Sarà Matri a fare la prima punta, magari sperando torni a mostrarci “la mano pignetta”. E Giovinco si accomoderà in panchina entrando a partita in corso.

La Juve vanta un miglior attacco rispetto allo scorso anno, uno dei più prolifici guardando le statistiche dal 1994 a oggi. Eppure sembra non bastare. Perché il campo avrebbe potuto mostrare ben altri numeri, superiori a questi. Così rido quando sento che Conte deve andare via, che Pogba verrà ceduto, che Vidal è meglio venderlo. E sento pure l’odore della paura. A Torino invece l’aria è bella profumata. Contesti.

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Juventus-Siena: alziamo il volume [FORMAZIONI]

E’ l’appello del nostro capitano, del nostro condottiero. La Juve deve alzare il volume. In sede di conferenza stampa l’ha espressamente chiesto ai tifosi (“voglio la bolgia, non siamo a teatro“), ma in realtà il messaggio era rivolto ai giocatori che scenderanno in campo.

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Nessun calcolo, va in campo la Juve migliore. In questo ha ricordato molto Capello che non faceva riferimento ai diffidati e schierava sempre la formazione migliore. E allora questo vuol dire che vedremo in campo Pirlo, Barzagli e Matri, fra gli altri.

La lieta notizia è il rientro di Chiellini. Quanto è mancato alla Juve in questo 2013? Tanto, tantissimo. Giorgio La Roccia tornerà probabilmente in campo contro il Napoli e sarà un vero nuovo acquisto per Conte, in un finale di stagione mozzafiato.

Siena, in grandissima forma, e poi Napoli venerdì sera. In pieno stile farsesco De Laurentiis tenterà di spostare la partita a sabato, ma non dovrebbe riuscire nel suo intento. Se la cantano e se la suonano: pensassero piuttosto a farci giocare in un campo decente al San Paolo!

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Corsie affidate a Lichtsteiner e ad Asamoah. Il ghanese è chiamato ad aumentare i giri del motore in una fascia che non è parsa all’altezza. Da De Ceglie a Peluso (che comunque è in crescendo e oggi sostituirà Caceres), la Juve non è riuscita a trovare la freccia mancina giusta per scardinare parecchie partite.

In attacco, con Matri sicuro titolare, il ballottaggio è fra Vucinic (che riposerà un po’) e Giovinco (favorito). Il talento di Beinasco è chiamato all’ennesimo esame. Indifendibile pure dal sottoscritto – che pure ha battagliato per difenderlo, forse perché semplicemente credo fermamente nelle sue qualità assolute – per Sebastian è arrivato il tempo di decidere: grande fra i grandi e quindi nella Juve, o grande fra i piccoli e quindi tornare in provincia. E’ il dilemma di chi ha rischiato di bruciarsi una prima volta (con Ranieri e con Ferrara) e ha poi trovato la giusta dimensione altrove (a Parma). C’è un solo modo per convincere tutti: gol pesanti, prestazioni pesanti. Le qualità, paradossale, non gli mancano, anzi. Deve crescere in personalità e in autostima.

Nessuna chance per Anelka, forse solo nella ripresa. Così facendo, però, torna inevitabile una domanda: che l’abbiamo preso a fare?

Infine sarà Pogba a sostituire Vidal. Giusto, giustissimo, ma anche qui una semplice domanda: non staremo trascurando un tizio che si chiama Giaccherini? A destra o a sinistra o da interno non potrebbe dar fiato ai titolari… di tanto in tanto, specie in queste partite?

Juventus-Siena: Pogba al posto di Vidal, Giovinco in avanti?

Juventus-Siena: Pogba al posto di Vidal, Giovinco in avanti?

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Anelka: posso dire la mia?

Bidone? No, assolutamente. Soluzione definitiva? Certo che no, non sono mica nato ieri. Alternativa? Sì, e non solo.

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L’ultimo acquisto di Marotta è stato firmato da due episodi: l’infortunio di Bendtner (che sarebbe comunque stato ceduto) e il bisogno assoluto di incrementare l’esperienza in attacco.

Seconda presenza – in realtà io chiamerei “presenza” solo una partita giocata per intero o comunque almeno un tempo – e fin qui tutto davvero poco palpabile. Poco, perché qualcosa si è visto!

Il francese è una specie di regista dai piedi molto buoni. Conte lo ha usato contro la Roma in un ruolo davvero molto particolare. Dove la Juve ha grosse carenze, al di là del bomber? La risposta più ovvia è quella che riguarda le fasce laterali. Il giocatore che più manca a Conte è Pepe che l’anno scorso fece delle cose semplicemente incredibili. Una qualità sull’esterno che né Asamoah né Lichtsteiner possono offrire. Entrambi infatti giocano molto sulla quantità, ma pochissime volte riescono davvero a fare la differenza.

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Il ghanese in realtà ha tolto le castagne dal fuoco in un paio di occasioni a inizio anno, ma ne attendiamo la definitiva consacrazione in un ruolo comunque nuovo per lui. E allora io pensavo che Anelka potesse essere usato proprio sull’esterno, in un ipotetico 4-3-3. Invece Conte lo ha sfruttato come specchio di Pirlo in avanti. E devo dire che l’intuizione di Conte può essere davvero importante.

Anelka dietro due punte di movimento come potrebbero esserlo tutte quelle bianconere potrebbe fornire gli assist giusti in verticale. Contro la Roma è stata illuminante una palla che Giovinco ha ciccato. Al suo posto Trezeguet avrebbe fulminato la Roma. Inoltre Anelka è dotato di un buon fisico, capace cioè di supportarlo quando ci sarà da far salire la squadra.

Del mio precedente articolo voto perciò proprio questa posizione: un regista avanzato. E sono curioso di vederlo in coppia con Vucinic perché comunque Anelka ha segnato nella sua carriera. Non quanto Trezeguet, ma ha segnato.

Le critiche che ho letto in giro per il Web, nei confronti di Anelka, non le ho molto capite. Conte gli ha chiesto delle giocate particolari, attendiamo un suo uso vero, cioè tanti minuti per capire che tipo di supporto potrà dare.

Indifendibile, purtroppo per me, Giovinco. Ma questa è un’altra storia.

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Juventus a +4 dal Napoli: un po’ dispiace!

Qualcuno di molto saggio aveva preannunciato di stare tranquilli e buoni e abituarsi a una Juve a corrente alterna. Problemi di convinzione, di stimoli, di idee e obiettivi. Qualcuno di molto saggio aveva preannunciato una Juve così.

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E conviene credere a queste parole, altrimenti si rischia di impazzire. Non ricordo a memoria un tiro in porta. Nemmeno un tiro in porta in 90 minuti, esclusa la punizione di Andrea Pirlo. Né Vucinic né Matri, né Anelka né Giovinco. Anche se, se posso permettermi e mi permetto, il francese è stato l’unico a tentare la verticalizzazione. In una partita dove la Juve ha magnificamente operato per via orizzontale. Solo che chi ha concepito il gioco del calcio ha previsto il gioco in verticale, tanto è vero che le porte sono sistemate sul lato corto del campo.

Alla mancanza di forze non credo. Come diceva un comico romano “hai 20 anni, ti faranno 30 analisi al giorno, ti alleni 8 ore al giorno, sei sano come un pesce e qualche sgroppata te la puoi fare”. E’ un problema di testa, come diceva quel saggio. Di stimoli. La Juve ha tanta voglia d’Europa, mentre in Italia è convinta di poter decelerare per restare su.

E va pure bene perché il Napoli fallisce l’avvicinamento. E così mi viene voglia di rosicare.

Rosico perché abbiamo dato fiato a dei morti. La Roma aveva la peggior difesa, probabilmente i due peggiori portieri della Serie A, di sicuro una scarsa organizzazione difensiva e noi non li abbiamo mai punto.

Rosico perché un fallo come quello meriterebbe il rosso, invece poi Totti ha segnato il gol vittoria.

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Rosico perché sempre su Pirlo c’è stata una manata violenta di Lamela.

Rosico perché nessuno sottolinea i due episodi, molto chiari e palesi. A maglie invertite oggi ci sarebbe uno show martellante contro la Juve.

Rosico perché non siamo tutelati e in questo 2013 è molto evidente.

Rosico perché a Napoli la Samp poteva ottenere due chiari rigori, invece Doveri (sì, proprio quel Doveri!) ha fatto finta di nulla.

Rosico perché su Maxi Lopez lanciato a rete c’era un fallo netto di De Sanctis fuori area, ma andava tutto bene.

Rosico perché stiamo offrendo il fianco a chi, ormai è evidente, sta desiderando una nostra caduta. E avremmo pure la classe e la forza di chiudere questo campionato in appena due partite.

Rosico, ma tifo Juve e allora è sempre un piacere leggere e sentire i lamenti di chi da due anni è costretto ad aggrapparsi a ogni sorta di malefatta per vederci morti. Ma siamo vivi. Più che mai, siamo vivi. E sempre primi.

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Celtic-Juventus: chi va in tribuna?

Il campo sembra parlare piuttosto chiaramente in queste ultime partite e allora tanto vale seguirne le indicazioni. Sembra questo il pensiero di Conte che contro il Celtic schiererà una formazione alquanto prevedibile.

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Matri e Vucinic non si toccano, per evidenti motivi. Il primo ha ritrovato il feeling prezioso col gol, mentre il secondo è dotato di un talento unico che se va a braccetto con la serenità mentale risulta spesso decisivo. In una serata dove servono gol e talento l’accoppiata risulta perciò perfetta.

Questo porta con sé un problema. In Champions League la panchina non è lunga quanto quella del campionato. Detto diversamente: chi andrà in tribuna? Anelka, quasi certamente. Perché a Giovinco il tecnico non rinuncia e in questo momento Quagliarella gode di maggior fiducia del francese. Non voglio rompere le scatole, ma… a che serve Anelka? A far numero?

L’ottima prova contro i Viola permetterà a Peluso di guadagnare la titolarità. Asamoah andrà in tribuna: troppo poco tempo e allora per Conte vale la regola che “chi ha sudato di più viene premiato”. La trovo giusta, anche se un Asamoah in più mi sarebbe piaciuto schierarlo. A destra il ballottaggio è inesistente: gioca Lichtsteiner punto e basta.

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In difesa Bonucci riprenderà il suo posto al centro, affiancato da Barzagli (che Dio ce lo conservi così ancora per lungo tempo!) e Caceres.

Resta il centrocampo, ma davvero volete un indizio su chi scenderà in campo?

Se la Juve fa la Juve… poco importa chi il Celtic schiererà dall’inizio.

Celtic-Juve: ancora Vucinic-Matri

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Alta tensione Juve: forza e coraggio!

E’ un sabato di altissima tensione. La Fiorentina arriva a Torino agguerrita: è la partita dell’anno per loro, come ha ribadito Conte. Per noi vale per i 3 punti. Diego Della Valle non ha perso occasione per confermare la pochezza: davvero non ha colto la citazione dantesca? Davvero si appiglia a qualunque tipo di episodio pur di andare contro la Juve? Contento lui.

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Intanto la Juve deve accelerare. Matri e Vucinic per spronare l’attacco, mentre centrocampo al completo tranne De Ceglie (preferito agli altri per la fascia sinistra). Il duello con Cuadrado sarà importantissimo.

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Antonio Conte e Vincenzo Montella prenderanno le misure del 3-5-2 avversario. Buon per noi manchi Sissoko: troppo forte l’affetto per il maliano per resistere alla visione di lui con la maglia viola.

Anelka si scalda, intanto si accomoda in panchina con Giovinco (il ragazzo deve darsi una seria svegliata) e Quagliarella (che paga sempre più un comportamento non limpidissimo, oltre questioni tecniche). Il francese potrebbe esordire in attesa di capire se è il rinforzo giusto per la Champions. Champions che ci attende martedì sera, poi sabato sera ancora la Roma. Conte si è sfogato: che razza di calendario è questo, visto che esistono regole precise per l’alternanza di partite e posticipi in funzione delle partite europeee? Altra conferma di quanto conti questa Juventus a livello politico. Davvero vergognoso.

Stimolo in più per far bene. L’unico rammarico a questo punto è rappresentato dal mancato ritorno di Trezeguet: io l’avrei ripreso al volo!

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Soli contro tutti: di che pasta siamo fatti?

A ora di pranzo va in scena uno scontro frontale. In fondo è bello anche così. Soli contro tutti, tutti i gufi di Italia che non tifano Napoli, tutti i gufi di Italia che tifano Napoli. Sciupati tutti i bonus, completamente disintegrato il maestoso vantaggio, la Juve ora deve cominciare ad accelerare e far ripartire un motore che ha qualità incredibili.

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Chi affiancherà Giovinco in attacco? Anelka giocherà nel secondo tempo? A sinistra chi l’ha spuntata fra Peluso, De Ceglie e Giaccherini? Sono tutte domande che in realtà hanno poco senso in questa domenica. Una domenica in cui il tifoso, al di là dei nomi e dei numeri di maglia, chiede semplicemente una cosa: tornare a giocare da Juve. Se con Giaccherini o Peluso, con Matri o Quagliarella ormai importa poco. Importa solo recuperare le qualità che ci hanno portato fino a qui.

E’ un periodo nero fra infortuni, sfortune (chiamiamole così!), disattenzioni ed errori, ma una grande squadra deve saper convivere con simili periodi. Il mercato di riparazione sembra aver lasciato intatte le crepe della rosa, ma tant’é… si torna in campo. C’è il Chievo di Eugenio Corini, affamato di popolarità e quale miglior mezzo di battere la Juve per ottenerla?

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Di contro Conte sta cercando di arginare la solita ondata mediatica che vorrebbe stritolare la Juve. Il silenzio imbarazzante della Società non aiuta certo il difficile compito del Mister. In conferenza stampa sembra aver lanciato un paio di messaggi. Io interpreto malignamente o Antonio Conte ha indicato in modo preciso cosa è successo in questi mesi? Il riferimento a “si vede che non avevamo idee per fare un investimento importante” lo vede praticamente assolto dalla ricerca della figura con scarse idee. Così come il riferimento “Anelka è da ottobre che non gioca, è arrivato in condizioni fisiche discrete, non partirà titolare” pare indicativo sul fatto che lui ha messo l’ok, ma quasi per sfinimento piuttosto che un’approvazione papale. E ancora il riferimento “io rispetto le regole, per cui niente ricorso” forse è rivolto a tutta l’italia pallonara.

Ma anche ieri sera il Catania, cioè l’avversario del Napoli, ha ricevuto un trattamento particolare. Zuniga può giocare con le mani nonostante di ruolo fa il terzino fluidificante, mentre il pugno vale quanto una carezza in stile Celentano. Né rigore né rosso, ma Pulvirenti ha evitato la sceneggiata già mostrata contro la Juve. Sono errori, è una sconfitta, che vuoi che sia! L’arbitro è umano e può sbagliare e se poi questo può indirettamente danneggiare la Juve allora perfetto così!

Anche per questo, per questa ipocrisia volgare, per questo modo di raccontare sempre prona a certi perversi desideri di certa stampa forse è il caso di riprendere a correre. Con Vidal e Pogba in mezzo al campo, con un Pirlo che torna titolare. Con la fame di sempre un po’ smarrita a gennaio, con quella ferocia che ha strapazzato i fegati di milioni di italiani. E’ il momento di tornare vera Juve. Assenze? Che assenze? La Juve è la Juve!

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C’è il Chievo: tutti pronti?

Non ci sarà Mirko Vucinic per la stupida squalifica. Non ci sarà Bonucci che dovrebbe saltare (visto come ragione la FIGC) anche il match con la Fiorentina. Difesa da inventare, attacco sempre meno efficace. Per fortuna rientra Pirlo, ma si blocca Marchisio. In questo paragrafo tutto il momento negativo della Juve.

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Prima convocazione per Anelka: chissà che stavolta il destino non ci dia una mano e ci faccia scoprire una risorsa, più che una fonte di bestemmie.

Di certo c’è che la Juve non solo non può permettersi passi falsi, ma deve addirittura dare l’impressione che sia stato tutto uno scherzo, un voler alleviare le sofferenze altrui, un voler preservare i fegati di milioni di italiani dalla decomposizione. E’ finito gennaio, domani è giorno 3 febbraio 2013: il periodo nero di Conte è ufficialmente finito, ma quello della squadra?

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Matri o Quagliarella, ma soprattutto: perché non Anelka da subito? Abbiamo qualcosa da perdere, oltre che la faccia? Conte ai microfoni ha avuto difficoltà a commentare il mercato bianconero. Avevamo poche risorse, quando è lampante che non era così. 2,5 milioni per Poli subito per avere la metà del ragazzo solo a luglio, 10 milioni di euro offerti per Icardi sull’unghia, l’ingaggio di Anelka (che non è quello che si legge in giro), l’acquisto di Peluso alla cifra di 5 milioni di euro, più tutte le operazioni concluse coi giovani e che hanno richiesto un esborso di denaro. Risorse di che tipo, Mister? Intellettive? Perché il denaro c’era o si poteva rimediare.

Mercato a parte ecco allora il campo, il nostro miglior alleato e, insieme, il nostro peggior nemico. Campanello d’allarme sulla fascia sinistra dove l’assenza di Chiellini sembra pesare quanto e più di un ipotetico ammutinamento generale. Tutti i gol nascono da sinistra, per errori di De Ceglie (per favore: non più in campo fino a quando la distanza di sicurezza dalla seconda non sia maggiore o uguale a 9 punti) o Peluso o Caceres. Come a dire: e ora a sinistra che ci inventiamo? Pochi gol fatti. Vidal è il bomber dell’intera stagione e questo già basta per capire la pochezza in avanti della Juve. E’ un 2013 cominciato malissimo, ora però dobbiamo rialzarci.

Fra un po’ arriva pure la Champions.

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