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Tag: baldini

Baldini o c’è o ci fa. Zeman è sicuro, ci fa

In un’intervista rilasciata alla Stampa Baldini fa una rivelazione clamorosa:

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Con la Juventus i rapporti sono buoni, non è un segreto che anni fa la proprietà mi abbia persino chiamato.

Essere paraculi non è necessariamente un difetto, ma prendere per scemi la gente è troppo.

Ma chi lo ha chiamato? Forse Blanc o Elkann? Ma chi, quelli che hanno distrutto Moggi e la Juventus nel 2006? Quelli che hanno comprato Felipe Melo per 25 milioni? Certo, una cazzata in più o in meno, non è che cambiava molto. Tra tutte le nefandezze fatte è probabile che abbiano anche contattato Baldini. E fortunatamente Baldini, così dice lui, non accettò per coerenza con le battaglie sostenute contro  l’arroganza e l’abuso di potere (sempre parole sue) dei dirigenti della precedente Juventus. Quella vera.

Ve lo immaginate Baldini alla Juventus? Ma quando mai i tifosi gli avrebbero fatto varcare il portone della nostra sede?

Baldini, il vero artefice del passaporto falso di Recoba.

Gabriele Oriali, che è rimasto coinvolto e ha patteggiato, come dirigente dell’Inter, nello scandalo dei passaporti falsi sul dossier Recoba, ha detto la verità, nel senso che mi chiese un consiglio, io gli dissi che sapevo che c’era una persona, che però non conoscevo, che si occupava di vedere se le carte erano in regola. Poi questa persona non si è rivelata a posto. Oriali non lo sapeva, nemmeno io. Lui ha molto sofferto per la macchia e mi dispiace” (sempre parole sue).

Baldini, il culo e camicia con Capello. Che lo porta dovunque con sé, e lo vorrebbe anche in Russia. Ma non lo poté portare a Torino, perché c’era Moggi.

Baldini, il nemico di Moggi.

Magari il genio Baldini ci avrebbe anche portato Luis Enrique.

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Di sicuro Agnelli non ha mai contattato Baldini.

Gente come lui non può avere buoni rapporti con noi juventini. Al massimo con Blanc ed Elkann.

Lui ha scelto Zeman per la Roma di quest’anno. E il boemo, dopo tanti anni di forzato silenzio, non sa proprio trattenersi.

Le ultime perle di saggezza:

Dell’accoglienza non ho paura, sicuramente l’ultima volta non era molto carina. L’ho segnalata anche al delegato della federazione che risultava strano 90 minuti di offese, ma se uno fa buu prende squalifica o denuncia per razzismo. Penso che i danni alla Juve non li ho fatti io quindi se la dovrebbero prendere con gli altri

Poi, riferito allo scambio Carrera-Filippi:

Questione di stile, penso che la gente vorrebbe sentire qualcuno che è direttamente interessato.

Infine, richiestogli un pronostico su Juventus-Roma:

Chiedete a Buffon, è lui che va in tabaccheria.

In tabaccheria ci va di sicuro più Zeman, visto che oramai si è fumato anche il cervello.

Zeman ringrazi il cielo che Conte non è in panchina. Gli avrebbe fatto passare la voglia di fare il paraculo per sempre.

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Calciopoli: o è spergiuro o è farsa

Alla domanda chiunque, dotato di buon senso e un minimo di dignità, risponderebbe confermando la seconda ipotesi: è una farsa pazzesca e clamorosa. Si riapre Calciopoli Bis e davanti a Teresa Casoria sfilano una serie di lugubri personaggi, dotati di un certo fascino. Di quelli maledettamente bui però. I vari Collina e Abete, più Franco Baldini per esempio. Tre teste chiave che non sono riusciti né a scardinare la difesa né a ripartire al contrattacco. Che barba, che noia avrebbe detto una grande che ci ha lasciato pochi giorni fa!

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Tutto normale, tutto tranquillo, tutto regolare e tutto così maledettamente pertinente con quanto all’estero scrivono. E’ una farsa, inutile continuare i dibattimenti.

Dopo tante giustificazioni, il signor Pierluigi Collina è in aula. Il rispetto della persona è talmente tanto che non si fa pesante riferimento ai fattacci che lo riguardano (incontri a orari assurdi, ristoranti chiusi adibiti a sede di riunioni segrete e via così). Tutto sommato il pelato se la cava. Risposte banali: nessuna pressione per alterare i sorteggi, nemmeno per aggiustare al volo risultati di partite. Né quelle del Milan, né quelle della Juve. Dichiara di conoscere Meani, l’addetto agli arbitri rossonero, da 20/25 anni ma ciò non costituisce reato. A parità di condizioni allora non è reato il fatto che Moggi conoscesse la totalità degli addetti ai lavori da anni che variano da 30 a 40.  Tutto chiaro, almeno per Collina che ricorda di essere stato prosciolto. Ma va?!

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Sul bancone dell’ipocrisia siede pure Abete. Se provate a rileggere le sue risposte dovreste trovare tutte le prove del perché il nostro calcio sia così caduto in basso. Lui è un uomo per bene, trasparente e amico di tutti, senza che ciò voglia dire distribuire favori. Ma anche quando si tratterebbe di favori non si capisce il ruolo della Juve legato alla sua persona. Eppure Calciopoli aveva raccontato una storia diversa, sebbene il suo ruolo, allora, era ben diverso da quello di adesso. Tant’è, anche questo interrogatorio si trascina stancamente verso un nulla di fatto. Né accuse, né difese, solo le frasi senza contenuto che tutti attendevano e si aspettavano.

Il clima diventa più caldo quando, elegante come sempre, col suo fascino e la sua voce affascinante, entra in aula Baldini. Il suo nervosismo è palpabile e ho l’impressione che questo primo round sia stato concordato. Non riesce a spiegare decentemente il suo rapporto con Auricchio. Qui c’è un problema di date e numeri di incontri, profondità della conoscenza e obiettivi del primo e del secondo. Possibile non si siano parlati questa estate nel tentativo di raccontare la stessa balla? Prioreschi gli mostra i verbali che sbugiardano sue precedenti dichiarazioni e il fido di Capello va nel pallone. Per uscire dalla crisi è costretto a ricorrere al vocabolario morattiano. Definisce Moggi un “uomo senza qualità”: accipicchia, che offesa! Peraltro, contestuale all’offesa, un accenno pericolosissimo alle fidejussioni giallorosse su cui ci sarebbe veramente da discutere. Moggi reagisce, ma è solo una finta, a me pare concordata col suo legale che platealmente lo mette a sedere. Insomma, un po’ di pietà verso chi è in difficoltà. Palese difficoltà, rilevabile quando Baldini confonde dati e avvenimenti che in realtà, nella sua mente, dovrebbero essere ben scolpiti, tipo le dimissioni di Antonelli e le sue personali inziative di sovvertire un sistema capeggiato da Moggi. Moggi, questo mostro autore di “soprusi, maltrattamenti e fattacci”: Pacciani se la cavò meglio in un altro processo, e c’è sempre da ricordare che Moggi faceva il Direttore Generale della squadra che dopo il Real Madrid è stata eletta la migliore del Secolo. Comunque, per tornare a Baldini e finire il suo pezzo ridicolo, l’ex dirigente giallorosso si lancia in un’accusa cui l’aula reagisce con una risata calorosa. Baldini punta il dito su due trasferimenti dalla Juve al Messina, potenziale alleata dei bianconeri. Strane cifre, dice Baldini, e strani spostamenti, aggiunge. C’è solo un piccolo, maledetto e scabro dettaglio: i trasferimenti riguardavano prestiti gratuiti. Evito di scrivere i nomi per non far ridere i lettori.

L’ultima carrellata di testimoni riguardano arbitri e giornalisti, tutti tesi a minacciare o confermare le accuse mosse a Moggi e alla Juve. Niente di tutto ciò: arbitraggi e sorteggi regolari, palline non truccate, gare arbitrata in buona fede.

Resta un’ultima domanda: come cazzo avrà fatto Moggi a truccare il mondo del calcio? Da solo e senza un maledetto arbitro o dirigente al suo fianco? Perché se così fosse Luciano Moggi non andrebbe condannato, ma eletto immediatamente Presidente della Repubblica… finché morte non ci separi!!!

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