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Tag: balzaretti

Mercato, facciamo il punto

Un mese fa, esattamente il primo di agosto, parlando di mercato avevamo sottolineato la grande partenza della Juventus, che con diversi acquisti aveva addirittura allargato la forbice di differenza e superiorità rispetto alle altre. Asamoah, Isla, Giovinco, Pogba, Leali, Masi, Lucio: tutti arrivati prestissimo, perché la Juventus si era mossa con netto anticipo. Chiaro che non avrebbe continuato così, e il mese di agosto ha visto la Juventus in sordina: unico obiettivo il top player, che pero non è arrivato. In compenso è arrivato Bendtner, tra scetticismo e speranza: non è il giocatore che cercavamo, testuali parole di Marotta, ma è stata una possibilità. Un rischio pari a zero, dal punto di vista economico, ma molto alto da un punto di vista del calcio giocato: è praticamente una scommessa, e non un top già affermato. Voto alla Juventus 8,5. Col top player sarebbe stato 9.

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Il Napoli ha fatto un grande mercato:emerge soprattutto l’attenzione negli acquisti, con movimenti oculati a coprire i ruoli scoperti. Insomma, il Napoli ha messo in piedi una rosa che assicura due giocatori per ruolo: mica male per una squadra che va a posizionare si tra le prime quattro, come pronostico, e che ha la migliore solidità del campionato. Mazzarri è ormai in pianta stabile da tre anni: in Italia il più longevo tra gli allenatori. Acquisti ben fatti: Berahmi, Insigne, Mesto, El Kaddouri, Uvini vanno a rinforza una rosa che era già buona. C’è da dire che il Napoli ha pure perso giocatori fondamentali: Lavezzi su tutti, era il motore di questa squadra, così come Gargano che correva per tre. Corto, bisognerà vedere se Insigne sostituirà al meglio Lavezzi, e se i rinforzi saranno all’altezza delle aspettative. Ma già aver creato una rosa con due giocatori per ruolo non è male. Voto 8.

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Il Milan invece ha rivoluzionato tutto: via Ibrahimovic e Thiago Silva (insostituibili), via Zambrotta, Nesta, Gattuso, Seedorf, Van Bommel, Inzaghi, Cassano, Aquilani. Presi Acerbi, Zapata, Montolivo, Constant, De Jong, Pazzini, Bojan, Traorè: insomma giocatori che non possono avvicinarsi nemmeno minimamente alla caratura di chi è partito. Allegri dovrà ricostruire in primis un gruppo, falcidiato anche psicologicamente da questa grande rivoluzione: non è facile, mancano i perni fondamentali e decisivi per puntare a vincere. Un mercato sicuramente non positivo per il Milan, che forse ha aggiustato il tiro negli ultimi giorni, quando ha preso la punta che serviva, e il mediano in mezzo. Voto 5,5

L’altra milanese, quella nerazzurra, ha dato il via all’esodo degli eroi del triplete: via Julio Cesar, Lucio, Maicon, oltre a Pazzini, Forlan, Zarate, Poli non riscattato. Un mercato partito con gli acquisti di Silvstre in difesa, Handanovic in porta, Palacio dal Genoa, e Mudingay dal Bologna. Insomma un mercato sotto tono. Pero anche l’Inter ha aggiustato la mira nelle ultim settimane, rafforzandosi ulteriormente con gli arrivi di Cassano, Gargano e Alvaro Pereira: anche qui, come per il Napoli, si è creato il doppio giocatore per ruolo. Unica pecca il vice Milito che non c’è. Voto 7

La Roma è tutto un programma, perché ha cambiato non solo tanti giocatori, ma anche sistema di gioco. Ha preso Piris, Castan, Balzaretti (tre titolari, quindi difesa nuova), Bradley, Destro, Dodò, Florenzi, Tallo. Ma ha comunque ceduto Borini, Bojan, Juan, Simplicio, Heinze, Pizarro, Rosi, Josè Angel. Un cambiamento totale perché, a differenza delle altre, molti titolari sono andati via. Questo porta veramente delle incertezze, perché è una squadra totalmente nuova: ben sei titolari sono arrivati quest’anno! Difficile dare un giudizio sul mercato, perché per giudicare il mercato ci dev’essere una naturale e indissolubile relazione col campo. Tutto sommato un mercato molto movimentato, con buone operazioni, vedi Destro, ma altre incomprensibili, vedi Bojan regalato al Milan. Voto 6,5

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Euro 2012: I correttivi (?) di Prandelli

L’altro ieri abbiamo parlato dei vari limiti tattici della Nazionale: il 3-5-2 non ha convinto, anche perchè come ho sottolineato nell’altro articolo, era uscito fuori praticamente dal nulla, dopo la pesante sconfitta con la Russia.

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Ma in realtà non era mai stato nemmeno pensato prima di queste due partite. Stasera l’Italia torna a cambiare modulo, passando al 4-3-1-2, con l’intenzione di dare più equilibrio, e soprattutto coprire meglio gli spazi dietro. L’obiettivo è quello di cercare didelimitare i difetti della difesa a tre, ma più precisamente evitare che i laterali possano ripetere gli stessi errori.

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Con la difesa a quattro c’è maggiore copertura, e si occupa meglio il campo nel reparto difensivo. Dovrebbero giocare come centrali Chiellini e Barzagli, con Bonucci che va in panchina: scelta giusta a mio avviso, perchè Bonnie nei 4 non rende al meglio. Sulle fasce andranno Abate a destra, con licenza di offendere, e Balzaretti a sinistra, per dare più equilibrio dietro.

A centrocampo intoccabili Pirlo, Marchisio e De Rossi: il genio Andrea sicuramente avrà più spazi per impostare, con l’unico pericolo: De Rossi potrebbe pestargli i piedi nell’impostazione, ma le idee e i compiti sono ben definiti. Dietro le punte forse arriva la scelta che piu fa discutere: giocherà Thiago Motta, che quanto a condizione non sta messo molto bene. E poi non è il suo ruolo. Da mangiarsi le mani, perchè in panchina c’è Giovinco, e sappiamo quanto potrebbe incidere in quella posizione. Forse Prandelli non vuole perdere gli equilibri, ma secondo me poteva azzardare, visto che si torna a 4 dietro. E soprattutto perchè contro l’Irlanda si deve vincere.

In avanti Di Natale prenderà il posto di Balotelli, finora deludente. Ci sarà Cassano, con la solita autonomia di un tempo. A questo punto non sappiamo fino a che punto queste scelte premieranno il CT. Io avrei anche pensato ad un 4-3-3, con difesa e centrocampo uguali, ma in avanti Giovinco, Di Natale e perchè no, anche Borini: nel 4-3-3 andrebbe benissimo. Ma non abbiamo una vera prima punta, e forse per questo il CT ha puntato sul trequartista. Sarà Thiago Motta, e questo mi ha sorpreso, tenendo conto del fatto che Prandelli stravede per Montolivo. Speriamo che non ci sia una staffetta di questo tipo, perchè entrambi non rendono in quella posizione.

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Le 5 più clamorose svendite della Juventus negli ultimi 5 anni

Nella precedente puntata abbiamo visto i 5 più clamorosi flop del calciomercato della Juventus, a parziale giustificazione di questi anni bui post Calciopoli.

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In questo articolo invece sposteremo l’attenzione sulle (s)vendite della vecchia dirigenza. Perché comprare è importante, ma come insegnava Moggi, vendere lo è di più!

L’idea che mi ha spinto a pubblicare questo articolo è stata la recente convocazione di Prandelli dove figuravano ex-juventini ed ex-obiettivi bianconeri. Se qualcuno avesse intuito l’importanza di certi giocatori, a quest’ora la Juve avrebbe una Nazionale intera al posto di una rosa affastellata in un modo disordinato (appunto!).

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Partiamo.

  1. Domenico Criscito (5,5 milioni di euro per la compartecipazione; 6 milioni di euro per la risoluzione). Subì un fallo da Totti, ma non venne fischiato. La Juve subì il pareggio e poi la rimonta della Roma. La partita finì 2-2, ma a fine primo tempo Ranieri mise fine all’avventura del 20enne Mimmo Criscito alla Juve. Un colpo di genio. Sì perché il Genoa si assicurò le sue prestazioni da gennaio di quell’anno per 1 solo milione di euro e Gasperini lo inventò terzino di spinta. Oggi è nel giro della Nazionale e rischiestissimo, mentre la Juve è sempre in cerca di un terzino sinistro;
  2. Federico Balzaretti (3,8 milioni di euro). Svenduto alla Fiorentina dopo che il buon Federico aveva seguito la Juve pure in B mettendoci un grande cuore, tipo un veterano. Capello lo scelse da un Torino fallito e ne fece un buon terzino. La Juve cerca ancora un terzino degno di tale nome. Prandelli lo convoca sempre, mentre a Palermo si parla di lui come il prossimo capitano. E’ stato uno dei terzini più prolifici dello scorso campionato;
  3. Antonio Nocerino (7,5 milioni di euro). Arrivò alla Juve dal Piacenza, dopo uno spettacolare campionato di Serie B. Buona Olimpiade e ottimo primo anno bianconero dove aveva scalato le classifiche facendosi preferire a Tiago e Almiron e giocando perfino al posto di Camoranesi all’occorrenza. Venne mandato a Palermo nell’operazione Amauri. La Juve in quel ruolo comprò poi Poulsen, Aquilani, Felipe Melo: sicuri che il rendimento di Nocerino sarebbe stato inferiore a questi tre?
  4. Sebastian Giovinco (3 milioni di euro per la compartecipazione). E’ forse il talento più puro e mal gestito degli ultimi 15 anni italiani, insieme a Giuseppe Rossi.Trequartista naturale, grande spunto e ottimo in fase di assist. Ranieri lo fece giocare largo a sinistra, poi sempre in panca, poi quasi fuori squadra. Nonostante Trezeguet e Del Piero ne invocavano l’utilizzo, nonostante Camoranesi parlasse benissimo delle sue doti, nonostante i tifosi lo volevano in campo a tutti i costi. In lui rivedevano il primo Del Piero, ma Ranieri lo bruciò e poi Ferrara non seppe recuperarlo. A Parma si è ritrovato. Solo 3 i milioni di euro che Ghirardi ha dovuto sborsare per metà del suo cartellino. In Spagna Pedrito viene giudicato intoccabile… Prandelli lo considera un punto fermo della prossima Nazionale;
  5. David Trezeguet (0 euro + 2 milioni di euro per il giocatore). A gennaio 2011 Marotta fu costretto a cercare un attaccante in grado di buttarla dentro. Quagliarella aveva retto quasi da solo l’intero reparto d’attacco, Amauri non segnava nemmeno aiutato, Iaquinta alternava una prestazione buona con tre o quattro tribune. In Spagna, dove era stato spedito a 0 euro più 2 milioni di euro di buonuscita, Trezeguet aveva già segnato 10 gol all’Hercules. Iaquinta e Amauri tenuti, Trezeguet, ultimo grande bianconero vero, ceduto gratis. Qualche errore di valutazione?

Me ne dimentico qualcuno?

La prossima puntata sarà dedicata agli affari mancati della Juventus in questi ultimi 5 anni.

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Nazionale Italiana: quanta Juve?!

Stavo rileggendo le convocazioni del Commissario Tecnico Cesare Prandelli, uno che ha vestito la maglia bianconera e uno che la Juve l’ha già sfiorata nel 2004 (Moggi propendeva più per Deschamps, in verità, ma poi arrivò Capello, trattativa lampo chiusa in 48 ore). E stavo riflettendo su quel senso di pazienza e di attesa che i tifosi bianconeri hanno un po’ smarrito. C’è da mangiarsi le mani, c’è da rimproverare una dieci cento volte chi ha gestito in malo modo una rosa che, ad oggi, poteva realmente essere molto competitiva. Un progetto cominciato soltanto a parole, mai nei fatti. L’aveva già capito Deschamps quando si sfogò in quel modo rassegnando le dimissioni. E serviva ascoltare la sua intelligenza per tenersi stretti molti giovani, serrare i denti e vivere un paio di anni di transizione in attesa di una crescita collettiva che è poi effettivamente avvenuta.Chiariamo subito di cosa stiamo parlando.

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A rileggere le convocazioni saltano in mente subito un paio di dettagli:

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  1. nonostante tutto, sono ben 6 i giocatori che militano nella Juventus di Gianluigi Del Neri: Buffon, Bonucci, Chiellini, Aquilani, Marchisio, Matri. A questi potrebbe essere aggiunto tranquillamente l’infortunato Quagliarella che avrebbe meritato la convocazione (fra l’altro, è suo uno degli ultimi gol della Nazionale di Prandelli);
  2. sono ben 5 gli ex bianconeri, di quelli che la Juve l’hanno vissuta per poco o per pochissimo o abbastanza per conoscerne bene il reale valore: Federico Balzaretti (lanciato da Capello ed elemento fondamentale per la stagione in Serie B), Domenico Criscito (bruciato, che sia maledetto, dal tecnico Claudio Ranieri e ora conteso da mezza Europa), Gastaldello (per lui pochissime apparizioni in età giovanile), Antonio Nocerino (6 mesi da grandissimo nel primo anno di Torneo Aziendale, riuscì a scavalcare nelle gerarchie interne Almiron e Tiago, niente di che! Poi venne scambiato per Amauri), Sebastian Giovinco (uno che se fosse in Inghilterra sarebbe già titolare della Prima Squadra, invece a Torino devono ancora decidere che farne del suo cartellino, e cercano ancora un erede di Alessandro Del Piero);
  3. ci sono, infine, ma qui giochiamo al fantacalcio, alcuni personaggi che Marotta ha direttamente trattato o ai quali Marotta ha pensato durante i 50 giorni di trattative frenetiche di luglio-agosto 2010: Giampaolo Pazzini e Giuseppe Rossi.

Escluso il punto 3, i primi due punti sono inattaccabili. Basti pensare soprattutto ad alcuni nomi tipo Criscito e Balzaretti e Sebastiano Giovinco per capire come la Juve abbia gettato al vento opportunità rarissime. Gente da Juve, gente fondamentale per la costruzione, gente che poteva tappare gli enormi buchi riscontrati in questi anni. Gente che in quei ruoli poteva realmente essere protagonista, oggi che la Juve cerca proprio quel tipo di giocatore. Cioè due terzini e uno in grado di dare il cambio di marcia in fatto di qualità. E pensando a loro mi chiedo perché tutti si affannano a sputare concetti quali “pazienza”, “serve programmazione” se poi nessuno li mette in pratica. Troppe parole, pochi fatti.

Adesso la Juve deve rincorrere tanti nomi costosi, tanti nomi che potrebbero incrementare la qualità della rosa. A costo zero i campioncini se li era costruiti in casa, frutto delle scelte e del talento di Luciano Moggi e di una Primavera eccezionale, come pochi settori giovanili in Italia. Ma c’è davvero la voglia di investire nei vivai? I fatti dicono di no.

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