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Tag: barcelona

Finché la Barca va, lasciala andare

Era il 1970 quando usciva questo classico della canzone leggera italiana. Storpiata, il titolo va bene anche oggi per spiegare una doppia sfida di Champions League dalle mille emozioni.

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La Juve di Allegri contro il Barca di Luis Enrique, quello che a Roma non ci capiva nulla di calcio. Con gli strascichi della rimonta al PSG e le incognite della permanenza di Allegri. Di certo è una sfida che unisce tutti gli antijuventini d’Italia, già lì a festeggiare per una eliminazione possibile, forse anche probabile, ma certamente tutta da accertare.

Il momento della verità è arrivato. O dentro o fuori, possibilmente aumentando la dose di esperienza e di lezioni che quel palcoscenico ti dà, se tu sei disposto a crescere. Andata allo Stadium e ritorno al Camp Nou, con quel malvagio gioco dei gol in trasferta, qualora dovessero servire ai bianconeri o ai blaugrana.

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Quella che una volta si chiama BBC, ma che adesso è una linea pura a 4, contro i tre tenori Messi-Suarez-Neymar. Tiki taka a parte, le sfuriate offensive potranno essere decisive e qui si fonda un minimo di certezza bianconera: quella di Allegri è la squadra che ha subito meno in questa edizione di Champions League. E anche quella che ha terminato più volte con il clean sheet tabellonistico.

Sensibilmente una sfida diversa rispetto alla finale di pochi anni fa, con stimoli differenti e prospettive cambiate. Il ricambio necessario del Barca, dal centrocampo in giù, con la rincorsa a un sogno realizzato ormai 20 anni fa da parte della Juve.

Dybala e Higuain a inseguire un trofeo ambito, con Buffon che probabilmente è giunto all’ultima opportunità di aggiungerlo a una carriera forse irripetibile.

E la certezza giornalistica che dalla doppia sfida passa parecchio futuro bianconero.

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Affaire Pogba: vendere o non vendere?

Se qualcuno si presentasse con 100 milioni in contanti? Se qualcun altro proponesse una rosa di giocatori da cui scegliere come contropartite per il cartellino di Pogba?

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Intrecci di mercato, incubi dei tifosi, pensieri per lo staff tecnico della Juventus.

Paul Pogba è gioia e dolore.

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Carta di identità e capacità tecniche porterebbero la valutazione stellare a oltre 100 milioni di euro, ma la Juve deve piuttosto decidere se è giusto provare a trattenere Pogba costruendo su di lui la Juve dei prossimi 10 anni, o monetizzare un 21enne adesso o il prossimo anno, preparando dunque un mercato faraonico.

Non una scelta semplice perché la sensazione è che il francese sia una gemma preziosa che rinascerà fra moltissimi anni, con ancora ampi margini di miglioramento.

Il Barcelona sembrerebbe aver raggiunto una sorta di prelazione per il 2016, anche se non si conoscono le cifre e l’eventuale accordo che porterebbe Paul in blaugrana. Solo soldi? E quanti? E se non Barca, certamente PSG e Chelsea e ManCity e Real Madrid potrebbero essere alla finestra, scatenando magari un’asta che farebbe felice – almeno economicamente – la Juve.

Riscoprendo la lista dei più pagati negli ultimi anni, da Rodriguez a Bale, passando per giocatori assolutamente mediocri, appare oggettivo dare a Pogba una valutazione ben superiore ai 100 milioni di euro. Per età, mezzi tecnici, prospettive e risultati già raggiunti, vale più o meno di Gareth Bale? E vale più o meno di James Rodriguez? Giusto per fare due veloci paragoni. La palla a Marotta che se dovrà vendere, dovrà riuscire a strappare il massimo prezzo possibile.

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Sorteggio Champions League 2013/2014 [LIVE]

Come ogni anno seguiremo i sorteggi di Champions League. Chi saranno le avversarie della Juventus?

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I bianconeri sono in seconda fascia dopo l’eliminazione del Lione. Non faremo ragionamenti sulla carta: la Juve deve giocarsela con tutti. Che poi, l’importante alla fine è arrivare in condizioni buone ai match.

Ecco il sorteggio, aggiornato in tempo reale. Aggiorna la pagina.

Girone A: Manchester United, Shakhtar, Bayer Leverkusen, Real Sociedad.

Girone B: Real Madrid, JUVENTUS, Galatasaray, Copenaghen.

Girone C: Benfica, PSG, Olympiacos, Anderlecht.

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Girone D: Bayern Monaco, CSKA Mosca, Manchester City, Viktoria Plzen.

Girone E: Chelsea, Schalke 04, Basilea, Steaua Bucarest.

Girone F: Arsenal, Marsiglia, Borussia Dortmund, Napoli.

Girone G: Porto, Atletico Madrid, Zenit, Austria Vienna.

Girone H: Barcelona, Milan, Ajax, Celtic Glasgow.

Commenti? Sulla carta ovviamente sembrerebbe tutto semplice da analizzare, ma poi il campo è tutt’altra roba.

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Habemus Messi: i trucchi italiani non funzionano

Che mazzata. Una di quelle batoste che resteranno nella storia. Una figuraccia di livello mondiale. Il Milan viene sbattuto fuori dalla Champions a pesci in faccia. La colpa di chi sarà? Io ho una idea.

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Userò le parole che ho raccolto in questi due giorni di preparazione al match. Buona lettura.

Stefano Eranio, ex giocatore del Milan:

Questo Milan  è superiore alla Juve. Peccato aver perso punti all’inizio del campionato altrimenti a quest’ora sarebbe in lotta per il titolo.

Giovanni Galli, ex giocatore del Milan:

In Spagna sembrano sicuri, ma contro questo Milan non sarà facile. Ho visto Allegri concentrato e sicuramente avrà tirato fuori qualche soluzione per frenare il Barca.

Pistocchi, giornalista del Milan, prima della partita:

Il possesso palla che Allegri ha ridato al Milan non è così inferiore a quello del Barca. Vediamo che partita esce fuori.

Pistocchi, giornalista del Milan, dopo la partita:

Ma di che parliamo? Quando una squadra non tocca palla per il 30% del tempo e non ha mai occasione per tirare in porta… ma di che parliamo?

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Allegri, ex allenatore del Milan, a fine partita:

Peccato. E’ pur vero che non abbiamo concesso tante occasioni al Barcelona. Ai miei ragazzi non posso rimproverare nulla.

Flamini, giocatore del Milan, a fine partita:

Beh peccato per il palo. Poi non sapevo del fuorigioco di Messi e vorrei rivedere quel fallo di mano di Pique.

Ufficio Stampa del Milan ai vertici UEFA a fine partita:

Perché la TV spagnola non fa rivedere il fallo di mano di Pique?

Pellegatti, tifoso Milan, a fine partita, in polemica con Pistocchi (palesemente deluso negli studi Premium):

Io non ho visto un piccolo Milan. Abbiamo avuto occasioni e resta la partita di andata. Questa squadra crescerà in due o tre anni.

Che dire?! La colpa non è di Allegri, che di novità tattiche non ne ha portate nemmeno una. La colpa non è dei ragazzi che vestono il rossonero: quelli sono e quelli sono i limiti.

La colpa è semplicemente di chi pompa la propaganda mediatica pro Milan. La colpa è dei giornali che la realtà la nascondono a favore di campagne elettorali perenni. La colpa è della TV che racconta il falso. Poi capita che la Giustizia Terrena ti mette di fronte alle vere difficoltà. Capita che questa Giustizia si riprende, con gli interessi, tutti i debiti contratti fra un Braschi, un Kassai (comunque protettivo) e un Damato o Rizzoli di turno. E si torna così alla realtà, quella vera.

Restava solo una cosa da fare ieri: staccare la luce. Solo che Galliani non è riuscito a trovare l’interruttore generale del Camp Nou. Maledetta sfortuna.

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La Spagna monopolizza l’Europa, l’Italia sbraita inutilmente

E’ certificato dagli ultimi anni: l’Italia del pallone è nettamente inferiore alle altre d’Europa. Lo dicono i risultati, lo dicono, ancora più nettamente, la qualità delle partite giocate.

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Se non ci fosse l’idiozia Mediaset che spaccia il Milan per big europea, il nostro Paese sarebbe uno dei tanti a fornire squadre partecipanti. Partecipanti, non già pretendenti. Ci siamo fermati agli inizi del 2000, dopo che negli anni ’90 le squadre della nostra penisola avevano sciorinato calcio spettacolo in tutte le competizioni europee. Avevamo scritto un piccolo bignami su questo discorso, purtroppo rimasto inascoltato nonostante i dati siano oggettivi e incontrovertibili.

Così, mentre Abete parla a vanvera su progetti che non conosce, mentre la Federazione si ricopre di ridicolo, mentre le cosidette big sperperano denaro e faticano a rimanere competitive, il nostro livello di calcio cala drasticamente.

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La Spagna può contare, in questo anno, di 3 squadre in Europe League nelle semifinali, mentre in Champions ne schiererà 2. Due qualsiasi, si intende: Real e Barcelona. Come a dire: una delle due andrà sicuramente in finale, probabile anzi che la finale sia tutta spagnola.

Mentre in Italia abbiamo racimolato ottime figure:

  • la superpotenza nerazzurra avrà puntato soltanto sulla fantomatica Champions giovanile e così è stata eliminata da un modesto Marsiglia, in caduta libera negli ultimi mesi, prego vedere i numeri. Ridicolizzati all’andata e al ritorno;
  • il Napoli ha sfiorato il colpaccio, ma al momento di dimostrare di essere diventato grande si è squagliato piuttosto goffamente;
  • il Milan, che doveva già uscire con l’Arsenal, ma non ha protestato per il rigore generosamente fischiato nella gara d’andata, si lamenta: di cosa non si sa, ma è dura ammettere che senza aiutini non riesce proprio ad andare avanti, ed è ancora più dura ammettere una netta inferiorità rispetto al blasone blaugrana. Il confronto Messi-Ibra è poi irrispettoso nei confronti del miglior giocatore al mondo.

Ovvio che la Juve ci ha pure messo del suo: incapace di qualificarsi in un campionato mediocre come quello italiano, non ha potuto offrire il suo contributo. Ma stiamo tornando anche lì. E certo, in quella Europe League, non avevamo fornito prestazioni migliori delle potenze europee. Ma il vizio di Farsopoli ha il suo peso in questo ragionamento. Almeno in ciò non abbiamo colpa.

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Caceres di nuovo a Torino?

Ne parlò lui stesso qualche settimana fa. Di fatto Caceres è rimasto scottato dalla non permanenza in bianconero. E dire che è stato un giocatore parecchio apprezzato a Torino per il modo di intendere il calcio e le prestazioni in campo.

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Arrivato come centrale si impose come terzino destro. A forza di sfuriate, di una discreta tecnica, di un gol alla Lazio e di buone prestazioni in una Juve in declino. Insomma, uno dei pochi a salvarsi.

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Di Caceres andrebbe apprezzato il lato tecnico-tattico: può giocare da esterno giocando il ruolo di vice-Lichtsteiner o può giocare da centrale.

Quindi diciamola tutta: in un colpo solo la Juve avrebbe in casa un giocatore da due ruoli: vice Lichtsteiner, sempre meglio di Sorensen terzino, ma non di spinta; e poi il vice-Barzagli o il vice-Bonucci per la zona centrale, dove Caceres si disimpegna bene. All’occorrenza potrebbe perfino sostituire Chiellini a sinistra. Un jolly. E i jolly a Conte piacciono.

La sua valutazione è certamente inferiore degli oltre 10 milioni che 2 anni fa il Barcelona chiese per il suo cartellino. Marotta farà bene a pensarci seriamente?

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Mourinho il camorrista?

E’ decisamente deprimente quanto accaduto in Spagna fra Mourinho e tutto il calcio spagnolo. Dopo le vergognose dichiarazioni al termine della semifinale meritatamente persa contro il Barcelona, il tecnico portoghese si è reso protagonista di un increscioso episodio.

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Nel match di ritorno della Supercoppa Spagnola al Camp Nou l’allenatore del Real Madrid ha aggredito il vice di Guardiola infilandogli un dito in un occhio. Roba da manicomio. Di certo un brutto colpo all’immagine di una società, il Real Madrid, che col tecnico portoghese ha dovuto subire aspre polemiche da parte di tutto il movimento calcistico mondiale. Dai cartellini gialli spudoratamente pilotati alla conferenza-stampa-vergogna in cui a essere attaccata è stata addirittura l’Unicef, per finire al dito nell’occhio.

I quotidiani spagnoli sono clamorosamente uniti nel non perdonare il gesto di Mourinho, criticato perfino dai più accaniti tifosi blancos che sembrano aver esaurito ogni indulgenza.

Il Barcelona ha già fatto sapere che non presenterà denuncia contro il tecnico ex-inter districandosi dalla polemica col solito stile di chi si sente superiore, in tutti i sensi.

I giornali iberici hanno avuto mano pesante nei giudizi. El Pais ha scritto di una

[...] aggressione codarda da parte di Mourinho che invece di scusarsi ha ancora mancato di rispetto con una faccia da anatra reale.

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Di più, l’autorevole quotidiano spagnolo chiede l’intervento diretto del Real Madrid che

[...] non può certo tollerare questo atteggiamento perché Mourinho ha sporcato l’istituzione blanca davanti al mondo.

Difficile dare torto a El Pais. Non sono stati meno teneri Xavi e Piqué immediatamente nel postpartita: i due hanno parlato di “spettacolo pietoso” e di un Mourinho che “sta distruggendo il calcio spagnolo”.

Il tecnico non ha ancora replicato e sembra proprio destinato a rimanere muto. Finiti i tempi dell’italico lecchinaggio dove cronisti e giornalisti preferivano insabbiare dignità morale e professionale per far contento il suo ex presidente. Finita l’era di una TV che mistificava una realtà fin troppo palese.

Come in Inghilterra, peggio che in Inghilterra, questo giullare del calcio dimostra scarsa personalità e cattiva educazione nei confronti di un mondo che gli ha dato tanto, sicuramente sotto il profilo economico. Chissà se adesso proverà un po’ di vergogna nel dar da mangiare ai suoi figli con il lauto stipendio che il Real Madrid gli ha sottoscritto.

L’immagine che viene fuori da questo ultimo gesto inconsulto è ancora più rovinata. E’ la figura di un piccolo uomo, di un bambino viziato cui i precedenti padri-presidenti avevano regalato tutto (compreso qualche trofeo di carta e cartone) e ora che si trova davvero un avversario di fronte è costretto ai capricci e alle cattiverie più ridicole e folli, sia che si tratti di parole o di gesti. E’ purtroppo l’esempio più spartano di un calcio che non riconosco più: gli imbecilli guadagnano scena e soldi e successo, le persone vere sono relegate a ruoli marginali, a un triste silenzio che annebbia coscienze e – permettetemi – anche un po’ di passione.

Tant’é: così è se vi pare…

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Tuttosport la spara grossa: Ibra alla Juve!

Non passa giorno che la redazione di Tuttosport non alzi il gomito. L’effetto è solitamente il titolo sul giornale del giorno dopo, quello scritto in bianco su sfondo blu. Ormai famosi, famosissimi.

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In una recente edizione ecco l’ennesima sparata, a conferma che quel documento firmato da Andrea Agnelli ha senso di esistere e molti tifosi bianconeri, quelli veri, dovrebbero cominciare a prendere le distanze da una serie di fogli che hanno il solo effetto di generare confusione e falsi obiettivi.

Veniamo al punto.

Nedved è entrato nel CdA bianconero grazie alla sua storia e, soprattutto, all’amicizia che lo lega ad Andrea Agnelli, l’attuale Presidente della Juve. Nedved è stato vicino a Mino Raiola, il pizzaiolo che cura gli interessi dello svedese che Moggi prese a fine marzo dall’Ajax per 19 milioni di euro. La storia ovviamente parla di un contratto depositato soltanto il 31 agosto, ma le recenti dichiarazione dell’ex direttore sportivo della più famosa squadra olandese hanno rivelato quella che fu una trattativa per nulla semplice.

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Ed ecco la magia. Un sorta di sillogismo di difficile dimostrazione: Nedved chiama Raiola che porta Ibra alla Juve!

E giù, le tirature aumentano, i giornali si vendono e sono tutti contenti. Mentre al bar senti i soliti antijuventini che si divertono come dei pazzi, e hanno non una, ma mille ragioni per farlo. Dall’altra parte senti pure una serie di persone che dicono di tifare Juve e che se la prendono con Andrea Agnelli perché non compra Ibra. Fortunatamente esistono moltissime persone che conservano un minimo di coscienza critica. Queste persone ti direbbero le seguenti cose:

  1. lo stipendio di Ibra è pari, circa, a quello di Del Piero e Quagliarella e Marchisio e Matri, cioè i 4 pilastri da cui ripartirà la Juve il prossimo anno. Nessuno può dargli quanto lo svedese chiede. Nessuno alla Juve si intende;
  2. ammesso che qualcuno paghi lo stipendio, dove si trovano i soldi per convincere il Barcelona a mollare il suo cartellino? Si parte da una base di almeno 26/28 milioni di euro per un giocatore che va verso i 30 anni;
  3. ammesso che si trovino anche i soldi per il cartellino, perché il Milan dovrebbe privarsene?
  4. ammesso che il Milan se ne privi, perché Ibra dovrebbe accettare un campionato non da protagonista e niente Champions?
  5. ammesso che Ibra accetti, perché ci sarebbe solo la Juve sulle tracce dello svedese?

Cinque dettagli mica male in ostacolo alla trattavia. Ma tant’é, Tuttosport ha trovato la chiave di tutto. Ma c’è di più.

Ragionando con la logica di Tuttosport si potrebbe concludere che (che lassù qualcuno mi perdoni per quanto sto per dire): Boniperti ha giocato con John Charles, Boniperti è vivo, quindi John Charles è vivo. Amen.

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