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Tag: bari

Juve a caccia di punti e di punte

A caccia di record. A caccia di punti e punte. Difficilmente i giorni che seguono, e fino a fine estate, non vedranno la parola mercato associata alle parole bianconero e “top player”.

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Razionalmente si fa fatica a non dar ragione a Matri: gli attaccanti hanno fatto un buon lavoro. Tutti sopra la decina quanto a reti firmate. L’inghippo é proprio l’aggettivo usato: “buon” non é positivo se giochi in casa Juve.

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Obiettivamente vien da pensare che con due attaccanti piú prolifici questa squadra avrebbe potuto far meglio, molto meglio. Che é quanto dire visto la marcia trionfale che ha fatto sprofondare gli avversari a distanza siderale.

Cosí una domanda si fa spazio: con Conte gli attaccanti potranno mai segnare tanto? Un veloce riepilogo delle coppie-gol di Mister Conte. Nella stagione a Bari la migliore coppia gol fu composta da Barreto (25 reti) e Caputo (10 reti). Col Siena la migliore coppia gol fu Calaiò (18 reti) e Mastronunzio (9 reti). Lo scorso anno Matri e Vucinic siglarono 10 reti a testa. Al di là di Barreto, con Conte gli attaccanti non sono mai estremamente prolifici, contrariamente ai centrocampisti che vanno sempre in gol. Nei primi anni, con il 4-2-4 segnavano tantissimo gli esterni (Reginaldo al Siena, Guberti a Bari, tanto per fare due esempi), mentre con la Juve si sono affermati Marchisio e Vidal (a raffica entrambi) con gli inserimenti centrali.

Semplice deduzione: il duro lavoro che vede gli attaccanti di Conte protagonisti rischia di offuscare le idee quando arrivano vicino alla porta. La fase di pressing che devono sostenere per tutto il match li costringe a un importante spreco di energie. D’altro canto, un top player é un top player avrà pensato Conte che ormai non si accontenta proprio più.

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Sulla Juve e dintorni…

Dopo le pause festive si torna alla normalità che è quella del tiro al bersaglio e, il bersaglio, ironia della sorte, è stato concepito con strisce concentriche bianconere… sarà stato anch’esso un anti juventino? (l’inventore dico).

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Quello che sto per scrivere farà storcere sicuramente il naso a molti juventini ma, credo, debba essere fatta salva la mia buona fede e la mia sicura juventinità.

Per digerire la kafkiana sconfitta con la Samp mi sono dedicato al giardinaggio e tra un innesto e l’altro, (mal riuscito per via del nervoso… si sa con le piante si deve essere sereni…), mi sono messo a leggere un pò di qua e un po’ di là. Il filone di Bari della vicenda Scommessopoli pare sia arrivato al punto cardine: il rinvio a giudizio per 36 giocatori, mi pare, e il nostro Antonio è solo un testimone, tecnicamente, per il Codice Penale si chiama “una persona informata sui fatti”.

Chissà perchè i media spingono e incitano il palazzinaro a trovare elementi,anche per questa vicenda per un deferimento per omessa denuncia?!

Ho la sensazione che dalla Dirigenza alla squadra ci sia una sorta di rilassamento dovuto al fatto che il “Capitano” è ritornato in panchina e, mediaticamente, ci si sta facendo massacrare. Se uno di voi va sulle pagine di qualsiasi blog (Virgilio su tutti) ci sono una caterva di sarcastiche offese sulla vicenda, su Conte e sull’appellativo ormai abusato e sprecato di “ladri”.

Sarebbe ora di darci un taglio, o no?

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Voglio fare una breve disamina su ciò che il tifoso medio, quello che non è infarcito di veleno, può pensare, non di tutte le vicende che ci hanno visto, nostro malgrado, coinvolti, ma solo della vicenda Scommessopoli.

Chi legge, forse poco attentamente o forse no, quello che i media riportano si fa un’idea che, in effetti, risulta difficile da smontare e cioè quella che TUTTE le squadre che sono state allenate dal nostro Antonio Conte, risultano invischiate in faccende poco chiare.

Sorge spontanea una domanda (Lubrano docet) ma Conte è un pirla? O uno che allena dalle 8 alle 14.00 e poi se ne torna a casa come un normalissimo dipendente? Io sono un funzionario amministrativo e ho nel mio staff diversi dipendenti con i quali lavoro gomito a gomito, beh non mi ci vuole una laurea in astrofisica per capire che qualcosa non va o che qualcosa sta generando malumore. E intervengo di conseguenza.

Quello che voglio dire è che per qualsiasi sportivo ( lascio perdere i tifosi) è naturale chiedersi: ma l’allenatore non è in grado di capire se nella  squadra ci sono movimenti strani? Se ci sono giocatori infedeli? Ma allora che allenatore è?

Io credo che ognuno di voi, di questo blog, la domanda se la sia posta, magari nel silenzio assoluto della propria mente e abbia assolto Conte solo perchè essere juventini è una fede, un dogma, ma che, come me, in una piccola parte del nostro cervello si sia mandato a qual paese Conte per la “leggerezza” o l’”abitudine” conclamata nel calcio e dal calcio a trattare queste vicende spinose che, a mio parere meriterebbero azioni e interventi diversi.

O no?

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Conte, Bari, Calcioscommesse, Palazzi, Abete: il nostro punto di vista

Arrivano un po’ di mail e messaggi chiedendoci come mai IoJuventino non tratta i temi sul Calcioscommesse. Correggo: come mai non tratta i temi che stanno uscendo sulla nuova indagine a Bari. Ecco perché, sperando di non doverci più tornare. Nota bene: questa che segue è solo l’opinione personale, e non già concordata, del fondatore di IoJuventino. Il resto della redazione procederà a commentare liberamente questo articolo come meglio crede, nel pieno spirito che governa questo progetto. Buona lettura.

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Non tratterò i temi di Bari e Calcioscommesse perché non ho più intenzione di perdere del tempo a spiegare il nulla. Da Kutuzov a Stellini, passando per i calciatori di quel Bari che hanno fin qui già parlato, emerge in modo netto e chiaro come Conte non solo non c’entri più nulla col Calcioscommesse, ma di come addirittura minacciava punizioni, panchine e tribune per chiunque avesse tirato indietro la gamba. Ci basta questo per affermare, ancora una volta, la pulizia e la totale integrità morale di Antonio Conte.

Purtroppo le vittorie, specie se ottenute su certe panchine, da almeno un po’ di anni si pagano amaramente. E Conte ne sta collezionando parecchie di vittorie. Pur nelle difficoltà il lavoro di Conte è limpido e purtroppo non ampiamente e giustamente riconosciuto da tutti. Questo a noi poco ci frega perché la goduria nostra è poter ammirare la creatura di Conte che coincide con la nostra amata Juve. Questa non può essere una colpa.

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Il filone di Bari non ci interessa perché abbiamo già visto come si sono mosse le istituzioni del calcio contro la Juve scegliendo proprio Conte come obiettivo massimo. Nascondendo le varie situazioni riferite agli amici del Palazzo del Calcio e confermando la totale inesistenza di prove se non quelle che scagionano Antonio Conte.

Non sporcheremo più, se non in presenza di assoluta necessità, il nostro blog regalando spazio e tempo a gente come Palazzi e quei magistrati che come unico dovere hanno quello di servire… in un senso molto poco vicino a un Paese civile e con dignità.

Noi amiamo conversare di calcio, di calcio giocato e Conte ci offre parecchi argomenti su cui discutere. Perdonateci: amiamo il calcio, amiamo le questioni di campo, odiamo la politica, specialmente quella becera, falsa e sporca propria di questo Paese.

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La macchina del fango riparte a pieno regime

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Non ci basta dover ingoiare il rospo del possibile patteggiamento di Conte (e relativo staff tecnico), Bonucci e Pepe.

Ogni giorno, ogni ora, ogni secondo, spuntano come funghi nuovi individui pronti a cogliere la palla al balzo. Individui pronti a tutto pur di ottenere uno sconto di pena, anche tirando in ballo persone innocenti, che nulla hanno a vedere con il calcioscommesse. Oggi è il turno di Vittorio Micolucci, ex giocatore dell’Ascoli nel periodo 2007-2011 che può vantare già due squalifiche (una di 14 e l’altra di 4 mesi) per Scommesspoli. Il signore in questione, come riportato ieri da Repubblica (articolo ovviamente a firma di Foschini e Mensurati, si il giornalista intercettato a colloquio con Ilievski…), afferma che, nella stagione 2008-09 di Serie B, che culminò con la promozione del Bari, allora guidato dal nostro Antonio Conte, furono combinate due partite: precisamente Piacenza – Bari, terminata in pareggio, e Salernitana – Bari, con vittoria della squadra campana. Come già detto in precedenza, Micolucci all’epoca dei fatti di cui sopra, giocava nell’Ascoli ed è venuto a conoscenza di queste presunte combinede relato”: non direttamente dunque, ma per farla breve “un tizio gli ha detto che…”. Si tratta comunque di roba vecchia, probabilmente già presa in esame da Palazzi e cestinata.

Ma la tempistica di questa confessione e, soprattutto dell’articolo giornalistico, è curiosa: Conte si avvia verso il patteggiamento ed ecco che spuntano nuovi “particolari”. I 3 mesi più ammenda non vengono ritenuti una pena congrua a chi auspica la ghigliottina… e quindi si cerca uno stratagemma per danneggiare ancora di più società, mister e tifosi. Anche moralmente.

Risulta evidente: Antonio Conte è una figura scomoda nel mondo del calcio italiano. Scomoda perchè è un vincente nato, non è una persona ipocrita e, se c’è da combattere, non si tira di certo indietro. Ma soprattutto: è uno juventino vero. E al Palazzo, comandato dai soliti noti che ormai ci stanchiamo pure ad elencare, questa cosa non va giù per niente. E non potendo colpire direttamente la società, come accaduto nel 2006, stavolta si cerca di distruggere l’artefice del ritorno al successo.

E state pur certi che la Macchina del Fango non si fermerà di certo qui…

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Tizio e Sempronio incastrano Conte. Caio lo scagiona

Ci scusiamo per il titolo, ma non ne abbiamo trovato uno più appropriato di questo.

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Carobbio all’esame dei PM si è più o meno comportato come Nucini nel 2006: ci chiediamo chi ne ha manovrato le parole, fin qui.

Uno stupendo articolo di Cicconofri prova a gettare un po’ di luce su cosa sia la macchina del fango, o quanto meno come viene amministrata “l’informazione” nelle segrete stanze di alcune redazioni, fra le più potenti d’Italia. Qui riportiamo solo uno spezzone che ci sembra illuminante:

Le inchieste hanno bisogno di giornalisti in grado di dare credibilità a personaggi chiave nel momento della svolta. In entrambi i casi, una delle firme che si presta a questo giochino sembra essere quella di Mensurati.

Prima con Nucini, il teste che ha cambiato più volte versioni del suo racconto, grande accusatore di L. Moggi, esaltato per dare conferma a quelle teorie necessarie per poter appoggiare condanne farlocche; poi con Carobbio, il pentito che ha parlato di Conte e che casualmente sembra oggi il teste chiave di un’inchiesta che stentava a trovare l’interesse del grande pubblico.

L’integerrimo Mensurati e le sue verità di parte…

Lo diciamo e lo sosteniamo perché proprio ieri abbiamo pubblicato le recenti dichiarazioni ai PM di Carobbio, l’elemento chiave nell’accusa a Conte. Ne abbiamo sottolineato le incongruenze mostruose e ci chiediamo perciò se qualcuno ha avuto interesse a manovrare Carobbio.

Ci chiediamo inoltre la posizione di Tuttosport, che in questa storia ha voluto giocarci col solito obiettivo del “titolone = vendite”. Già ieri pomeriggio una piccola disinformazione regnava in homepage: “L’accusa”. Quando perfino la Gazzetta aveva pubblicato i verbali dove chiaramente c’era scritto

Mezzaroma propose di perdere la gara, ma Conte e lo staff tecnico rifiutarono insieme ai giocatori.

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[leggi tutto in Ecco le prime rivelazioni di Carobbio: salta il castello accusatorio?]

Magari dimentica nomi, magari confonde le date, ma le parole di Carobbio hanno un peso. E se valgono, valgono sempre, altrimenti il gioco non regge. E vanno pure messe in ordine perché qui scappano via perfino intervalli temporali che disinnescano completamente la pesante accusa. O Carobbio infatti riceve la richiesta di combine a fine campionato (e saltano cioè le precedenti gare), o riceve richieste di combine pure prima, ma sbaglia le date delle partite (tipo che si giocò l’1 maggio e non a fine aprile la famosa gara Novara-Siena). Non regge il gioco di un Conte che fa combine a giorni alterni: o sempre o mai. E se sempre in quali partite e chi sono i giocatori a testimonianza di ciò. E se mai… perché Carobbio tira in ballo Conte e nessun altro tecnico? E che ne é di quel famoso SMS?

I giornali faranno un altro titolone oggi? Nel momento in cui scriviamo non abbiamo ancora visto le prime pagine, ma siamo sicuri che se vi sarà traccia del verbale di Carobbio, beh questa sarà sicuramente verso le ultime pagine, o nascosta in qualche trafiletto. Il mostro non si tocca: Conte è e Conte deve rimanere il mostro.

Perché? Forse perché in ballo ci sono grossi nomi e fatti ben più gravi di quelli addebitati (e fin qui nemmeno lontanamente dimostrati) a Conte. La Juve è fuori da tutto: ditelo a Fulvio Bianchi e al suo sporco giochetto di confondere le acque e agitare i tifosi, che vergogna!

E i nomi grossi sono quelli di Inter e Milan. Sui rossoneri pesa un 1-1 casalingo col Bari. Il Bari di Masiello, quello che sistemava partite in virtù di un più alto rendimento a livello di scommesse. Sarebbe carino sapere quanto pagò quell’1-1, con Cassano che rimise in pista i rossoneri solo nel finale (vale per Conte, dovrà pur valere per il Milan, no?!?, questa teoria del gol finale).

All’Inter Di Martino dedica un intero verbale. Interrogato Erodiani, ma non solo. La partita sospetta è Inter-Chievo, con Pellissier in campo. Chissà cosa hanno trovato in casa di Pellissier. Anzi: ma in casa Pellissier sono entrati? Ironia della sorte il testimone scomodo è stavolta Vieri, Bobo Vieri, cioè colui che portò Moratti in tribunale per il caso dei pedinamenti e dello spionaggio. La partita doveva finire con un over, ma secondo le dichiarazioni del pentito (si chiama così, no?!?) i nerazzurri pasticciarono con quelli del Chievo e si misero d’accordo sono nel finale per far saltare tutto. O saltò tutto solo nel finale. I verbali non sono stati resi noti come quelli di Carobbio, forse perché l’Inter non interessa. Eppure anche gli zingari avevano confermato alcune grosse partite di Serie A, appunto questa. La conferma è del novembre 2011. Tanti mesi, nessuna indagine giornalistica in merito.

Anzi, sembra tutto ok quando ieri pomeriggio l’avvocato di Vieri se ne è uscito con questa dichiarazione:

Ho avuto un incontro con il pm Di Martino molto cordiale, Vieri non ha mai avuto contatti con questa gente, non ha fatto niente. Al massimo può essere un testimone.

Ci piacerebbe saperne di più. Quando c’è di mezzo l’Inter si fa sempre riferimento alla cordialità: quasi fosse un giochetto, quasi ci fosse un veto anche solo parlarne. Inoltre per Vieri, ma non per Conte, vale il fatto che “è un bravo ragazzo, non c’entra niente”. Poi però: “al massimo è un testimone”. Del tipo: sì, forse ha picchiato duro, sì al massimo ha ammazzato, ma cosa vuoi che sia?

Anche perché, sempre a firma Gazzetta, pare che nel gioco delle penalizzazioni l’Inter guadagnerebbe un paio di posizioni tali da evitare i preliminari di Europe League. Difficile scalzare l’Udinese dal terzo posto, ma… la speranza è l’ultima a morire.

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Conte in manette? Sì, forse, probabile, chissà.

Durante la colazione è sempre molto divertente accedere all’archivio de La Repubblica. Per funzione pubblica… è doveroso purtroppo aprirne le pagine e leggerne quanto meno i titoletti, per cui ci ha colpito moltissimo quello che recitava “La Juve rischia l’esclusione dalla Champions”. Questo dà l’esatta misura di come stanno le cose.

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Le parole di Carobbio le conoscono tutti perché da un po’ di giorni è in corso il processo di beatificazione. La Gazzetta dello Sport ne è lo sponsor più forte, poco dietro il famoso tifoso juventino Crosetti. Quindi tifano per farlo santo pure le redazioni (da sempre schiave del mondo bianconero) come La Repubblica e Corriere. Queste stesse redazioni si sono dimenticate, anche a pagina 40, di stampare le dichiarazioni di Tesser, di Perinetti, di Coppola, e di Bertani (oggi agli arresti) e di altri giocatori. Lo abbiamo fatto in un nostro articolo.

Stamattina è avvenuta perciò la doverosa perquisizione della casa di Conte. Il tecnico leccese non era in casa, è toccato al fratello aprire le porte del covo di Conte. Perché, stando alle news, si tratta proprio di covo. Da dove i carabinieri hanno portato via un paio di penne USB e qualche hard disk. Stanno lì le prove della combine? O lì sono conservati gli archivi di Conte? Daniele Conte è un assiduo utilizzatore dell’informatica applicata al calcio, ci piacerebbe sapere che le informazioni trovate vengano tenute all’oscuro da mani sospette. Ma questo pensiero lo cancelliamo immediatamente.

Piuttosto ci sovvengono due semplici domande:

  1. come è possibile che il GIP non abbia ancora chiamato a rispondere dei fatti proprio Conte? Eppure il tecnico bianconero si dice disposto ormai da 2 mesi;
  2. come è possibile che solo a Conte sia stata perquisita casa e non, per esempio, ai potenziali sodali di questa fantomatica organizzazione?

Proviamo a rendere più chiara la domanda numero 2. Come è possibile che in una combine così grossa, come quella descritta da Carobbio, sia indagato solo un tecnico e non i giocatori e i tecnici e i dirigenti delle altre squadre coinvolte? Ci riferiamo a Tesser per il quale è bastata una sua lettera alla stampa. O allo stesso Mondonico per il quale vale invece uno strano concetto: lui è innocente, nonostante le accuse di Carobbio, praticamente, lo incolpavano.

Inoltre ci fa piacere sottolineare l’escalation che ha portato a questa perquisizione. A inizio anno ecco che Conte viene tirato in ballo per un SMS. In questo SMS c’è scritto “Conte è contattabile?”. La risposta non la conosciamo. Sappiamo solo che il Siena lottava per il primo posto, che è andato in A con la miglior difesa e il miglior attacco, e nella stagione appena conclusa ha chiuso il campionato da imbattuto. Sarebbe più naturale indagare alcuni pareggi della Juve di quest’anno. Cancelliamo pure il pensiero che tutto è cominciato all’indomani della lite di Conte con Galliani.

Dopo l’SMS, per il quale non abbiamo ancora risposta dalla stampa, dunque ipotizziamo una sonora risposta negativa, ecco che Conte viene chiamato in causa per “omessa denuncia”: sapeva, ma non ha denunciato. Siamo ben lontani dal capo clan, dal pericoloso criminale quale è oggi per tutta l’Italia che ha bisogno di un mostro contro cui combattere.

E la Procura ci mette del suo. Mauri e Milanetto, due nomi su cui già si sapeva molto, vengono arrestati alle 6 del mattino. E in questi mesi non si è corso il rischio di prove scomparse?

Soprattutto c’è il giallo Sculli, il giocatore del Genoa a cui la Procura voleva mettere le manette, ma il GIP le ha vietate. Confusione… o altro?

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E ancora, nonostante email e messaggi, non abbiamo avuto risposta sulla denuncia degli zingari del novembre 2011: Milan-Bari e Inter-Chievo, due interessanti partite su cui la luce è stata letteralmente fulminata. Cosa è successo, visto che Pellissier è coinvolto e Masiello anche di più? Nel verbale infatti spunta una frase interessante:

[Riferito a Inter-Chievo, il PM De Martino chiede a Erodiani] Pirani le disse che aveva manipolato la partita?

Erodiani: Sì, tramite Pellissier

De Martino: Quindi aveva ricevuto il benestare della squadra avversaria?

Erodiani: Sì

[De Martino scrive nel verbale] …aveva ricevuto il benestare da parte dell’Inter.

Perché non abbiamo più avuto notizie delle indagini riguardo questo interessante trafiletto?

Che ne è di quel Napoli-Chievo? Sempre con Pellissier interessato?

Per non parlare del clamoroso 1-1 fra Milan e Bari, con Cassano che segnerà proprio negli ultimi minuti, proprio come successo in quello strano Albinoleffe-Siena dove Conte è coinvolto, la squadra del Siena e la società Albinoleffe no.

Chiediamo scusa, continueremo a restare vigili, ma molte cose non tornano. Le solite cose non tornano. Intanto l’Italia ha un nuovo mostro: lo stesso che le ha suonate in tutta Italia con la Juve degli invincibili. E ora… indagateci tutti!

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Basta un chiodo per aprire una ferramenta

L’idiozia su Antonio Conte vale il titolo di questo articolo: basta un chiodo per aprire una ferramenta.

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Sono bastate tre semplici parole per attivare la macchina del fango. Dopo aver tentato invano di tirare dentro all’affaire Calcioscommesse i nomi di Bonucci e Pepe, ecco la genialata: “Conte è contattabile?”.

Un SMS, breve, di 15 centesimi di euro e i cosidetti giornalisti sportivi, cosidetti e così strafatti… di chissà cosa, si attivano. Gossip puro, gossip ai massimi livelli. Ma la risposta qual è?

Qual è la risposta a “Conte è contattabile?”. La risposta non c’è e se vogliamo ricondurre il ragionamento ai dati allora la cosa si fa più interessante. Quale anno indaghiamo? Mettiamo un po’ di ordine.

Tiriamo fuori il breve periodo con l’Atalanta: il tecnico attuale bianconero si dimise. Ufficialmente perché gli era impossibile lavorare con un ambiente che gli voltava le spalle o che comunque non lo supportava al 100%. Ufficiosamente il tecnico ha, poi, dichiarato che aveva notato uno spogliatoio non particolarmente idoneo per quelle che sono le idee di calcio. Strani movimenti fra giocatori che gli voltavano le spalle, giocatori che non si sentivano pienamente chiamati in causa e senatori con un certo peso politico (leggi Cristiano Doni). Pensare a un Conte contattabile in questo periodo, peraltro breve, è da pazzi.

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Muoviamoci allora nell’annus domini 2008/2009, annata in cui Conte siede sulla panchina del Bari. Obiettivo di inizio stagione: playoff, un sogno per la società pugliese. Arrivò la qualificazione in Serie A con ben quattro giornate d’anticipo. Un gioco esaltante, diversi talenti lanciati, una cavalcata magica. Lui leccese si fece amare alla follia a Bari. Qualcosa di veramente straordinario. Conte non era contattabile prima di quelle quattro giornate finali, cioè a risultato già raggiunto. Arrivarono un pareggio (2-2 col Piacenza, poi una sconfitta a Salerno per 3-2 e poi due vittorie casalinghe, 4-1 col Modena e 4-1 col Treviso). Qualcosa non quadra: quale partita fu venduta? il 2-2 esterno? La sconfitta fuori casa? Non avrebbe avuto più senso vendere le partite casalinghe?

Spostiamoci allora a Siena, dove viene richiamato. Obiettivo: riportare velocemente i toscani in Serie A. E’ talmente veloce che le ultime tre giornate servono a poco: Siena promosso in anticipo, con una cavalcata altrettanto entusiasmante come quella di Bari. Solo che l’ultimo mese dei toscani è terribile: 3 sconfitte (Portogruaro, Ascoli e Albinoleffe), 2 pareggi (Novara, Torino), 1 vittoria (Varese).  Facciamo i cattivi e cerchiamo indizi. Analizziamo i match:

  • Siena-Portogruaro 1-2: la partita è dominata, ma i bianconeri sbloccano solo negli ultimi 5 minuti regolamentari. Subiscono il pari al 90° e il gol-sconfitta al quarto di recupero. Interessante: se è stata venduta, la regia è praticamente perfetta, ma ad alto rischio: servivano davvero gli ultimi minuti?
  • Novara-Siena 2-2: i padroni di casa chiudono in vantaggio il primo tempo, subiscono poi il ritorno senese all’inizio della seconda frazione di gara con 2 rigori di Calaiò (2 rigori, quindi l’arbitro… interessante!) e poi arriva il pareggio definitivo al minuto 74;
  • Siena-Torino 2-2: un gol a testa fino al pareggio finale di Bianchi, a 10 minuti dal termine;
  • Ascoli-Siena 3-2: toscani avanti di 2 gol, la rimonta nell’ultimo quarto d’ora. In effetti, col gol finale al 93°, qui ci sarebbe da riflettere un attimo. Andrebbero però riviste le immagini per capire qualcosa di più;
  • Siena-Varese 5-0: no comment;
  • Albinoleffe-Siena 1-0: il gol arriva al minuto 84. Il Siena festeggiava già dal fischio iniziale.

Forse qualcosa c’è, ma il Siena arriva alle giornate conclusive ormai spompato. Segnaliamo che i pareggi con Novara e Varese sono pericolosi: le due squadre sono in lotta per  un posto in A, mentre lo stesso Siena si gioca il primato con l’Atalanta (toh guarda!). Le sconfitta col Portogruaro, con l’Ascoli e l’Albinoleffe sono invece stupende: tutte e tre sono in lotta per non retrocedere, alla fine non si salverà il Portogruaro. Cioè, agguerrite e in lotta fra loro. La sconfitta, per un Siena spompato, poteva starci. Curioso arrivi sempre con le tre formazioni, ma pensare a una svendita totale, a una sorta di par condicio è strabiliante.

Annata corrente: esistono partite vendute? Sì, ma bisogna cambiare i colori: indagheranno?

Certo che no: non indagheranno nonostante esistano più voci e perfino un verbale in cui si fa menzione di Inter e Milan, in merito alle sfide con Chievo e Bari. Ma questo non interessa: l’Italia, si sa, è il Paese del gossip.

Aggiornamento: la partita cui si riferisce l’SMS famoso è Siena-Sassuolo, terminata 4-0 per i toscani. O il messaggio non è arrivato a Conte, o se è arrivati l’ha fatto incazzare. Questo è un paese ridicolo. Forse anche di più!

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