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Tag: barzagli (pagina 1 di 13)

Tutti in difesa

Barzagli out è ormai la solita tegola. Chiellini salta un’altra finale. Ma non è solo il campo che deve preoccupare.

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La sfuriata di Allegri su un Morata poco applicato sta dando il via a una serie di approfondimenti giornalistici che hanno il solito obiettivo di disturbare l’ambiente, di influenzare parte della tifoseria troppo suscettibile allo strano modo di fare informazione in Italia.

Rugani e Caceres sono le pedine per tappare la falla delle assenze pesanti di Barzagli e Chiellini. Il giovane ex-Empoli ha un’occasione irripetibile: imporsi già a perno della Juve del presente. A volte il destino ti offre delle chance importantissime, e l’8 agosto è per Rugani un punto di svolta della propria carriera. Quindi nessuna paura in vista della Supercoppa.

Piuttosto, dirigenza, staff e giocatori devono arginare la troppa voglia di aver declassato la Juve a progetto dismesso. Via i senatori, manca la personalità? Via Tevez e Vidal, mancheranno i gol? I nuovi arrivati sono all’altezza dei quattro scudetti consecutivi? Il gap di svariate decine di punti è stato già colmato? Per la serie: se non puoi batterla sul campo, almeno provaci sui giornali.

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A Torino sono maturi abbastanza per non cascare in questo provocazioni e lasciar lavorare tranquillo Allegri. La stessa sfuriata contro Morata (al suo ultimo anno di Juve, come Pogba, scrivono un paio di giornali) è propedeutica a tenere altissima la tensione. Rivincere è sempre più complesso che vincere. Ma non certo così complesso se il livello di applicazione è quello degli ultimi anni.

“Tira una brutta aria” ha detto Allegri, che certo non si riferiva a Morata o a Vinovo, piuttosto a quanto stanno scrivendo e dicendo da settimane. L’anno scorso lo abbiamo accolto con calci e sputi alla macchina, salvo poi fargli quasi una statua a maggio. Oggi è l’unico uomo in grado di farci godere ancora, di più, sempre di più.

Tutti in difesa, attaccando. Con il ruolo più delicato che è quello dei tifosi: tutti uniti, a fare muro e schermo contro gli pseudo-approfondimenti di guru e opinionisti.

Tanto poi parla il campo, che ci dà spesso ragione.

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Ci rompono Barzagli, poi Marchisio. Ci rompono e basta

Marchisio: stagione finita. Sommato a Pogba e all’infortunio di Pirlo (salvato con un abile trucco dalla convocazione azzurra), la Juve è in totale emergenza nel momento clou della stagione.

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Grazie a Conte e alla Nazionale che già in estate ci aveva privato di Barzagli per 8 lunghi mesi.

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Dalla Nazionale, e da Conte, PRETENDIAMO la dinamica.

Dalla Juve pretendiamo di capire come intendiamo difenderci, oltre che sul campo con le idee di Allegri, soprattutto fuori dal campo.

A maggior ragione dopo l’ennesimo scempio Farsopoli.

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Cesena – Juventus / Non sottovalutare l’avversario

Accelerare e accelerare. Guai a sottovalutare l’avversario, guai anche solo a cominciare a pensare alla sfida prossima. Oggi si gioca Cesena-Juventus e la testa è soltanto a questa sfida.

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Sarà per questo che Allegri, già scottato per altre perdite di attenzione prima di match sulla carta “comodi”, ha ribadito la volontà di schierare la miglior formazione possibile. Ci sarà tempo per il turnover, ammesso che si voglia farlo.

Pirlo in cabina di regia, con il centrocampo super a supportare l’attacco tutto spagnolo. L’assenza per squalifica di Tevez lancia i due concorrenti Morata e Llorente, entrambi a caccia di risposte, entrambi a caccia di risultati. In panchina scalpita Coman, il giovane francese che rischia di trovare spazio nella ripresa.

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Si parte da +7 in classifica, con la Roma impegnata nel pomeriggio, così Cesena-Juventus diventa in realtà banco di prova più mentale che fisico: quanta cattiveria? Quanta voglia di chiuderla già nella prima mezz’ora, come nelle paure di Di Carlo?

Quasi al rientro Barzagli: per lui qualche probabile minuto venerdì prossimo contro l’Atalanta. Rinforzo fondamentale in una difesa che comunque si sta dimostrando ancor più matura rispetto allo scorso anno.

Fra promesse non mantenute (leggi Napoli, Inter e Milan) e cammini sorprendenti (leggi Palermo), la Juve deve dimostrare continuità. A partire da stasera, quando il tranello più grande è rappresentato dal pensare che sulla carta sarà semplice.

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Di Matri, di Sturaro e del super calciomercato, ma solo a luglio

Guardiamo alla realtà delle cose: senza stupidi pareggi (leggi Sampdoria, Inter, Sassuolo), la Juve oggi volerebbe con un vantaggio irrispettoso. Ciò significa che il mercato di riparazione toccava ad altri.

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In ogni caso, qualche tassello è stato inserito. Disquisire su questi tasselli è il minimo.

Cominciamo da Alessandro Matri. L’operazione finanziaria non fa una piega: lo abbiamo venduto, ora lo prendiamo in prestito, con metà ingaggio pagato dal Milan. La goduria è irrefrenabile. Ma serviva? E se sì, qual é stato il ragionamento che ha spinto Allegri a chiedere a Marotta di prendere Matri? Seguitemi.

Max Allegri si è accorto che il suo gioco non giova a Llorente. Letta al contrario, Llorente fa fatica bestia nel modulo di Allegri dove serve corsa, vivacità e strappi in verticali: non proprio le caratteristiche del basco.

Morata è al punto di svolta: o incide adesso, o è destinato a dividere la maglia da titolare con qualcun altro.

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Ecco Matri. Giocatore da contropiede, giocatore di gran fisico, ma molto più mobile di Llorente.

Passiamo a Sturaro. Giovane di grandi speranze, centrocampista muscolare come ne servono in determinate partite, e in determinati mesi della stagione. La Juve sta pianificando il futuro, l’averlo portato subito a Torino potrebbe essere indizio di due cose:

  1. Marotta ha capito che in estate partirà un big: o Vidal o Pogba, e certamente Pirlo non è eterno, per cui bisognerà rimpiazzarlo. Più probabile lo spostamento di Marchisio in regia, e a quel punto un muscolare come Sturaro serve come il pane;
  2. Allegri vuole impostare un centrocampo di grande fatica e qualità, magari per un assetto da tridente, e allora ecco Sturaro come alternativa ai vari Marchisio, Vidal e Pogba, con Pereyra più-che-riserva.

Capitolo difesa. Il rientro di Barzagli sembra imminente e auguriamo ad Andrea il massimo della fortuna, visto che l’età non è dalla sua parte. A quel punto la retroguardia sarebbe al completo, grazie al rientro di Caceres. Per cui lì potevamo anche non intervenire, e così è stato fatto. Tranne l’aver certificato il rientro di Rugani in estate.

Unica nota negativa, visto che stravedo per Alberto Masi: aver ceduto il controllo del suo cartellino.

P.S.

Tello ha firmato. Ora assalto all’under 17 brasiliano che sta facendo impazzire gli opinionisti sudamericani. Bene il futuro, ma non dimentichiamoci il presente.

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Juventus – Chievo Verona / Battere il ferro finché è caldo

Alle 15 il Chievo. Poi ci sarà da attendere i 90 minuti dell’avversaria di turno, nel tentativo di capire se bisogna già mangiarsi le mani per i troppi punti sprecati fin qui in campionato (leggi Sassuolo, Sampdoria, Inter, fra i match buttati via).

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Per Juventus – Chievo Verona, Allegri rinuncia a Pirlo (influenzato), ma ritrova il guerriero Vidal che nel 2015 sembra di una spanna superiore al Vidal della prima parte di stagione. Sarà ancora Marchisio regista, in quello che probabilmente potrà essere il suo ruolo futuro, con la fascia di capitano al braccio quando SuperGigi smetterà con la Juve.

L’assenza di Pirlo apre le porte a Pereyra: titolare, nella posizione dove può più dare fastidio agli avversari e cioè la trequarti. Dovrà sfruttare le sue armi: uno-contro-uno e accelerazioni verticali improvvise. Allegri vuole 7 gol. Come a dire: colmatemi le lacune dell’attacco.

Già, quel reparto dove sulla carta i problemi non esistono, o non dovrebbero esistere. Discorso a parte merita Tevez (sono 32 i gol in 52 match con la Juve: raggiunto David Trezeguet), mentre Llorente e Morata sono due interrogati speciali.

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Uno, Llorente, deve tornare a segnare, oltre che faticare per la squadra. L’altro, Morata, deve decidere cosa fare da grande: il campione, e ne ha tutte le possibilità, o l’eterna promessa col rischio di andare a Toronto prima di compiere 30 anni?

Il pomeriggio di Juventus – Chievo Verona sarà speciale per Andrea Barzagli: la Nazionale lo ha più volte massacrato. Non tocca campo da luglio e finalmente torna in panchina. Ingresso graduale in rosa, lo sarà ancora di più l’ingresso in campo dove non si possono rischiare ricadute.

Finale dedicato a chi sulla destra sta scalpitando: quel Simone Pepe che da 2 anni coltiva sogni di vendetta nei confronti della mala sorte.

Avanti Juve. Avanti tutta.

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Juventus: scenari di mercato fra Zaza, Sturaro e Pogba

Febbrile attesa per tanti tifosi juventini. Il calciomercato è sempre affascinante per il tasso di intrecci misteriosi di procuratori, giocatori e idee. D’altronde, è proprio uno dei motivi per cui amiamo follemente questo sport.

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Investimenti in estate?

Conosciamo perfettamente la dialettica aziendale: “gli investimenti li faremo in estate”. E’ la dichiarazione standard, come a dire: per adesso le idee sono quelle che sono, e i soldi peggio, quindi rimandiamo tutto.

In soldoni: sono circa 60 i milioni di euro che arriveranno dalla UEFA, più le cessioni già completate dei vari Gabbiadini, più un piccolo tesoretto che possiamo costruirci con altre cessioni in estate.

Tradotto: non c’è budget in questa sessione, a meno di clamorosi affari. Ri-tradotto: non faremo nulla in questa sessione. Perché i clamorosi affari predispongono comunque a forti investimenti.

Porte girevoli in attacco: Giovinco e Zaza

Appurato quanto sopra, ci sono sol due nomi che possono vivacizzare le ultime ore di calciomercato, a rendere più adrenaliniche le puntate speciali dei vari Sportitalia, tanto per capirsi.

Uno è quello di Giovinco: andrà a Toronto in estate, ma a Vinovo l’idea che circola è un’altra. Stanno caldamente invitando Giovinco a prendere adesso l’areo per l’America, in modo da liberare un posto per un nuovo attaccante.

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Il nuovo attaccante dovrebbe essere Zaza, di rientro dal Sassuolo, anticipando l’approdo in bianconero di 6 mesi.

I motivi di questi spostamenti vanno ricercati in:

  1. non credono più ai vantaggi che Giovinco apporterebbe alla Juve, in questo ultimo scorcio di stagione;
  2. Allegri ha bisogno di più peso in attacco;
  3. i vari Llorente e Morata non hanno confermato le attese.

Sturaro: mossa preventiva nel caso Vidal e Pogba…

Il nome che invece arriverà a Torino da lunedì è Sturaro, il giovane centrocampista che la Juve ha parcheggiato a Genova quest’estate, sponda rossoblu. Per i problemi ad Asamoah e Romulo, Allegri ha chiesto un rinforzo e Sturaro potrebbe recitare il ruolo che Pereyra sta sino a qui ben interpretando.

La mossa suggerirebbe in realtà un altro progetto: che fine faranno Vidal e Pogba? Soprattutto: chi sostituirà e come sostituiremo Pirlo?

Sturaro dunque per il presente, ma soprattutto per il futuro, con 6 mesi di inserimento sereno in rosa, a partire appunto da lunedì.

La difesa torna serena

In difesa non arriverà nessuno. Caceres si è perfettamente rirpreso, mentre Barzagli dovrebbe poter tornare in campo a febbraio. Il che vuol dire che gli uomini in difesa torneranno a disposizione concedendo ad Allegri di poter far rifiatare qualcuno, di tanto in tanto.

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Juventus – Cesena / Caro Allegri, occhio allo stress

Ci siamo. Si torna in campo stasera, contro il Cesena. Classifica che rischia di allungarsi, con Juventus e Roma al comando a punteggio pieno.

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Il pareggio di Inzaghi di ieri sera ha di fatto creato almeno tre blocchi di squadre. Bianconeri e giallorossi, poi chi lotterà per l’ultimo accesso in Champions, quindi chi vuole evitare quella che i ciclisti chiamano “la rete”.

Allegri sta valutando un po’ di turnover. Barzagli e Pirlo ancora out, quindi toccherà a Marchisio la regia, mentre in difesa la scelta è obbligata. Anche considerando il fatto che il 3-5-2 sarà il modulo applicato.

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Llorente e Tevez guideranno l’attacco, semplicemente perché Morata non è ancora al top. In ogni caso, in vista di Atalanta, Atletico Madrid e Roma, un po’ di spazio per Coman e Giovinco andrebbe concesso, senza correre il rischio di stressare i titolari.

Stesso discorso a centrocampo, dove un po’ di alternanza fra Pogba, Pereyra e Vidal è ormai necessaria. In quest’ottica, chance importante per Romulo a destra, con Evra che sarà titolare sulla fascia opposta.

Obiettivo? Arrivare a punteggio pieno alla sfida coi giallorossi, primo vero punto di svolta della stagione.

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Juventus-Cesena / Non perdere il ritmo

Sulla carta è un impegno facile. Ma sul campo, sappiamo tutti, che è anche più complesso rispetto all’esordio in Champions o al match contro il Milan. Questione mentale, quella su cui Conte non ha praticamente mai sbagliato.

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Allegri è chiamato a un’altra prova: tenere vivo l’ambiente bianconero, anche contro il Cesena, soprattutto contro il Cesena. Da partite come quella di domani passa la vittoria di un campionato.

Visto il tour de force di questo spezzone di stagione, il mister è chiamato anche a dosare bene il gruppo. Scalpita, per esempio, Morata, desideroso di dimostrare tutto il suo valore. Sarebbe un’occasione propizia per lanciarlo dal primo minuto.

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Così come fremono Coman e Giovinco, praticamente i due vice Tevez, col francese che vorrebbe candidarsi a sorpresona dell’anno.

A centrocampo si attende il rientro di Pirlo, con la nota lietissima di un Vidal recuperato. Difficile tenere a bada il cileno, così come è difficile chiedere a Pereyra di restare in panchina. In questo settore Allegri ha solo l’imbarazzo della scelta.

La difesa preoccupa. Caceres è out, si spera solo per 15 giorni, anche perché Barzagli non ha ancora recuperato, e Marrone si è fermato senza nemmeno giocare.

Intanto c’è di nuovo il campo. Giusto per non perdere il ritmo.

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Comincia la conta per la prima di campionato

Non tireremo fuori nessun tipo di detto popolare. Nè famosi quote su chi inizia bene, sul destino, e via così. Faremo solo la conta ipotizzando cosa accadrà domani pomeriggio.

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Il comunicato è impietoso: Pirlo fuori 1 mese. Vuol dire cinque giornate di campionato, più la Champions. Partiamo senza regia. Questo perché continuiamo ancora ad accettare inutili amichevoli che amichevoli non lo sono mai, visto i prezzi che abbiamo pagato in questi anni.

Senza regia, praticamente senza attacco. Ginocchio dolorante per Tevez, Coman in ripresa, Giovinco debilitato, fuori Llorente e Morata. No comment. Siamo letteralmente nei piedi e nella carica di Carlitos.

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Vidal e Buffon stringeranno i denti. Quindi a centrocampo il trio Marchisio-Vidal-Pogba sembra dare garanzie, con Pereyra, al rientro dall’influenza, che potrebbe guadagnarsi un posto sulla trequarti.

Difesa senza Barzagli e Chiellini. E con Ogbonna: il destino alle volte è cattivo.

Ed è solo la prima di campionato. Ma c’è più gusto a lottare così. Almeno così dicono.

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Mercato Juve: Iturbe e i suoi fratelli

Mentre Iturbe twitta un messaggio che potrebbe apparire come una sorta di conto alla rovescia per la firma di un nuovo contratto, l’interrogativo che tutti si stanno ponendo è: andrà veramente alla Juve? E vale, nel caso, tutti quei soldi?

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Andiamo con ordine.

Speedy Iturbe è un giocatore che può tornare utile allo schema d’attacco di Antonio Conte. Non è Sanchez: non ne ha l’esperienza e sta maturando soltanto adesso. Ha le caratteristiche naturali del cileno: scatto breve, velocità, resistenza, capacità nel dribbling. L’impossibilità di arrivare a Sanchez ha spinto Marotta ad avanzare una ricca offerta al Verona.

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Qui sta un primo punto interrogativo: vale davvero 30 milioni di euro? Vale a dire: una ventina cash più il cartellino di Quagliarella?

La risposta purtroppo è nei 15 milioni di euro pagati dal Verona. Vorranno marginare, vorranno di sicuro speculare il più possibile, magari aprendo un’asta. L’avversaria in questa asta sarebbe il Milan. Che non ha certo 30 milioni di euro visto il bilancio. Non ha certo l’appeal di questa Juve. Marotta è stato chiaro: oltre l’ultima offerta (pare di 21 milioni più Quagliarella) non si andrà. Prendere o lasciare.

Ufficializzato intanto Coman, la Juve prova a pressare sul fronte Morata. Il gioiellino del Real Madrid piace a Conte. Problema: il Real vorrebbe mantenere la clausola di possesso. Detto diversamente: te lo prendi, poi fra un anno decido se controriscattarlo a una cifra prestabilita. La Juve diventerebbe un satellite del Real: ne va dell’immagine. A queste condizioni io mollerei.

Più che altro, il campanello d’allarme è in difesa dove Barzagli subisce per l’ennesima volta i traumi della Nazionale. Fuori fino a ottobre, con precarie condizioni fino a dicembre se il problema persiste e l’operazione non riuscirà completamente a risolverlo. Morale: si torna sul mercato. Alla caccia di un difensore centrale. Conte ha individuato Ranocchia, ma trattare con quelli là è praticamente operazione impossibile. Andremo all’estero, perché Paletta, titolare nell’esordio mondiale proprio accanto a Barzagli, proprio non si può…

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