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Tag: bayern-monaco (pagina 1 di 2)

Confusione Coman: monetizzare o scommettere?

Ancelotti racconta che usava quel ragazzino per mettere in difficoltà i difensori del PSG sottotono: “Vai e puntali” gli diceva. Oggi Guardiola se ne è innamorato al punto che lo vorrebbe già in questa sessione a Monaco, come nuovo Ribery e quindi come attaccante esterno. Allegri crede molto nel ragazzo. La Juve è in confusione.

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Il primo punto da chiarire è il ruolo perfetto per Kingsley Coman: attaccante esterno o seconda punta? Nelle ultime apparizioni ha dimostrato di faticare il secondo ruolo. Mentre sembra trovarsi a proprio agio quando può distendere la velocità e puntare l’uomo, con il portiere avversario di fronte e non alle spalle. Su questo Allegri dovrebbe ragionare.

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Il secondo punto è se a questo livello di ragionamento porta a poter accettare una cessione adesso (si parla di 20 milioni di euro) o resistere e scommettere sul ragazzo.

Per ragioni di pura economia, la plusvalenza generale sarebbe da grande operazione, a sostenere la causa “cessione adesso”.

Per ragioni di scommessa, lasciare andare via un ragazzo su cui il tecnico e la società credono potrebbe essere criminale. Uno perchè il suo valore potrebbe perfino aumentare (leggi Pogba); due perchè una simile pedina potrebbe rivelarsi utilissimo alla causa tecnica.

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Calciomercato Juventus: le cifre della trattativa lampo fra Vidal e Bayern Monaco

L’indiscrezione pare realtà. E di ora in ora arrivano dettagli che vanno a confermare un affare che può ancora saltare, ma che pare indirizzato verso la logica conclusione: Vidal al Bayern Monaco.

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Cuore a parte, tifosi e dirigenza dovranno valutare lucidamente l’affare, tirando le giuste somme.

Cessione o rifiuto dell’offerta?

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Arturo Vidal è forse più di tutti il simbolo della rinascita bianconera, a partire da quando Antonio Conte si è seduto sulla panchina della fidanzata d’Italia. Arrivato fra gli ironici sfottò per il suo cognome e una carriera che pochi conoscevano, Arturo Vidal si è imposto come uno dei centrocampisti più forti al mondo. Leader di carattere, leader in campo per doti tecniche e tattiche. Un tuttocampista che fece infuriare il Bayern e in particolare Rummenigge quando Marotta lo strappò ai bavaresi quattro anni fa.

Ora, sul tavolo bianconero, con un 29enne Vidal reduce dalla conquista dell’America, c’è una offerta da 35 milioni di euro. Forse 30, a fronte di una richiesta di 40/45 bianconera.

Tre punti (domande):

  1. è arrivato il momento di cedere Vidal e tentare di ricaricare la rosa con nuovi innesti, più giovani o tecnicamente differenti (per supportare un tipo di gioco diverso rispetto al passato)? Se tatticamente e tecnicamente Vidal non si discute, a livello di motivazione può forse convenire il metodo Moggi che vendeva Zidane e Inzaghi per comprare Nedved e Trezeguet e rilanciare il ciclo vincente juventino;
  2. come si sostituisce Vidal? In campo e fuori? Khedira può bastare? Pereyra è già in forza per prenderne il posto sulla trequarti? La grinta di Sturaro è una scommessa per fare da continuità al Guerriero tanto amato dal popolo juventino? Inoltre, non va dimenticato che i numeri di Vidal sono semplicemente spaventosi: 48 reti in 171 partite, più prestazioni da capogiro che hanno portato una valanga di trofei e soddisfazioni;
  3. qual é il prezzo di Vidal? Se Sterling è stato pagato 49 milioni di sterline (siamo vicini ai 70 milioni di Euro), se Romagnoli viene valutato 30 milioni di Euro, se per Bertolacci è servito un assegno da 20 milioni di Euro… Vidal vale davvero solo 35 milioni?
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Finché c’è il Bayern, Roma sempre seconda?

7-1. Sette a uno. Altro record, purtroppo in negativo. E dopo sproloqui, e dopo tanto fango, ecco altro materiale marrone, stavolta dritto sulla testa della Roma e dei giallorossi. In Champions, quando le immagini fanno meglio il giro del mondo.

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Il destino sa essere molto duro, e così ti piazza una batosta, una umiliazione. Diciamola, dai: una specie di vergogna. Che è del calcio italiano, ma fortunatamente è soprattutto della Roma. Dispiace, ma sono fatti, anche se in Italia in pochi sono ormai abituati ai fatti.

Totti e il suo non presentarsi ai microfoni, da buon capitano

Col Bayern è sempre la stessa storia!

Esiste ciò che si chiama immagine, dignità, intelligenza. Ho amato per 18 lunghi anni Capitan Del Piero, uno che ci metteva cuore e soprattutto testa. Uno che ci ha sempre messo la faccia. Fortuna per lui, molte vittorie, poche sconfitte. Perciò suona strano non vedere Totti dire qualcosa dopo una tremenda tranvata.

Troppo facile uscire e sputare fuori sentenze, lui che agli sputi ci ha abituato. Troppo arduo presentarsi ai microfoni ieri sera? La vita però riserva cose belle e cose brutte. Vincere o perdere, l’importante è farlo da uomini. Ecco.

De Sanctis e il complotto europeo: er sistema in Europe

Sette volte si è chinato per recuperare quel pallone. Sette gol, cinque nei primi 35 minuti. A voler fare il calcolo esatto: 5 in 28 minuti. E’ certamente un record e questa è l’unica cosa che può insegnare a Buffon.

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A fine partita il buon Morgan stavolta non ha sparato contro il Bayern: nessun complotto, nessun sistema europeo, eppure il Bayern ha un suo stadio di priorità, eppure fattura milioni di euro a palate, eppure ha una storia politica forte.

Soprattutto, sembra profetica la sua stessa frase: “in Europa si vedono i veri valori”.

Umiltà e silenzio: lezioni da Guardiola per la Roma urlona!

Ma cosa vuol significare questa umiliazione? Soprattutto dopo due settimane di rompimento su complotti, sistemi, massimi sistemi, scuse, scandali, polemiche?

Le aree sono tornate a essere di 17 metri, ma purtroppo per Garcia i tempi erano di 45 minuti, anche se già dopo la mezz’ora la sua Roma ne aveva già presi 5. Troppo facile, caro Rudy, fare dell’ironia becera. Troppo più importante lavorare, con dedizione, passione e senza dimenticare la cultura dello sport che prevede pure la cultura della sconfitta.

Significa che non bisogna mai sottovalutare l’umiltà e il silenzio, nel tentativo di non soccombere all’arroganza e di non dire sproloqui.

Significa lavorare e accettare le sfide della vita che possono portare a vittorie, come possono portare a sconfitte. Il campo è l’unico giudice e purtroppo non mente mai. Non ha mentito a Manchester nel 2013, non ha mentito nelle due finali perse consecutive fra il 1997 e il 1998, e non ha mentito in Italia negli ultimi 3 anni, come negli ultimi 100 anni.

Bisogna solo recuperare un po’ di cultura, certamente molta educazione, di sicuro un minimo di dignità.

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Sorteggio Champions League 2013/2014 [LIVE]

Come ogni anno seguiremo i sorteggi di Champions League. Chi saranno le avversarie della Juventus?

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I bianconeri sono in seconda fascia dopo l’eliminazione del Lione. Non faremo ragionamenti sulla carta: la Juve deve giocarsela con tutti. Che poi, l’importante alla fine è arrivare in condizioni buone ai match.

Ecco il sorteggio, aggiornato in tempo reale. Aggiorna la pagina.

Girone A: Manchester United, Shakhtar, Bayer Leverkusen, Real Sociedad.

Girone B: Real Madrid, JUVENTUS, Galatasaray, Copenaghen.

Girone C: Benfica, PSG, Olympiacos, Anderlecht.

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Girone D: Bayern Monaco, CSKA Mosca, Manchester City, Viktoria Plzen.

Girone E: Chelsea, Schalke 04, Basilea, Steaua Bucarest.

Girone F: Arsenal, Marsiglia, Borussia Dortmund, Napoli.

Girone G: Porto, Atletico Madrid, Zenit, Austria Vienna.

Girone H: Barcelona, Milan, Ajax, Celtic Glasgow.

Commenti? Sulla carta ovviamente sembrerebbe tutto semplice da analizzare, ma poi il campo è tutt’altra roba.

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Abbasso la Juve, abbasso l’Italia

Strano paese il nostro, non ci sorprendiamo piú. La Juve in coppa dava fastidio e allora siamo diventati piú tedeschi: in fondo il Bayern é sempre piaciuto agli italiani. Cambiamo registro e parliamo seriamente?

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Juve fuori e tutti a festeggiare. Facebook e Twitter invasi da messaggi euforici, di scherno e di festa: festa per cosa?

L’Italia é fuori dal calcio che conta, rimaneva giusto la Juve a difendere l’onore. La stessa Juve che rifornisce la Nazionale Italiana di Prandelli e di 56 milioni di tifosi (almeno cosí dicono). Rimaneva la Juve a tentare di difendere un ranking ora molto pericoloso. Spagna, Inghilterra e Germania si allontanano, Francia e Portogallo si avvicinano. Siamo in Serie B nell’Europa del calcio, quindi occorre riflettere per benino prima di festeggiare.

Rimaneva la Juve, ma il piacere dell’antijuventino non poggia su basi intelligenti: basta che la Juve perda, quelle poche volte che succede in 18 mesi tanto vale festeggiare. Lasciatemi peró una riflessione.

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In Italia, da 18 mesi, la Juve non ha rivali. Contano i numeri, parlano i numeri. Basta ascoltare Sacchi (che juventino non solo non lo é, ma non lo sará mai) per rendersi conto che l’unico calcio decente é quello di Conte. E se questo calcio che in Italia ha prodotto una supremazia incontestabile non basta in Europa nemmeno per competere… che si festeggia?

Detto diversamente: se la Juve padrona d’Italia non riesce a scalfire le superpotenze europee, che ne sarà del calcio della nostra penisola? Quante squadre riusciremo a mandare in Champions nei prossimi anni (oltre il Milan di diritto, almeno cosí pare)? Quante squadre riusciranno mai ad avvicinare anche solo l’Europe League?

Il Milan a Barcelona non ha rimediato una buona figura, né il Napoli con quella squadra che sfido-a-ricordarsela-a-memoria, né i nerazzurri. Ma stiamo giocando a chi sta peggio? Noi, l’Italia del calcio, stiamo facendo la conta a chi ha piú ferite?

Sí, stiamo giocando ai poveretti, ai ridicoli. Forse perché sono i nostri giornali che vogliono un paese del genere, dei tifosi del genere.

Dovremmo cercare insieme le soluzioni migliori, invece siamo qui a ragionare se il 4-0 del Barca é meglio o peggio del 2-0 del Bayern. Intanto le altre vanno avanti, investono, costruiscono talenti nei settori giovanili. E noi a dire che la sfortuna ci ha voltato le spalle: “ah fosse entrato quel palo di Niang”. Dopo il gol-di-Muntari ecco un altro tormentone. Intanto le altre vanno a giocarsi le finali europee.

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Juventus-Bayern Monaco 0-2 Grazie ragazzi

L’intelligenza si scontra spesso con la voglia del sogno che é per sua natura senza limiti. Mettiamola in pratica.

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Uscire é giusto. Uscire cosí no, ma passa la piú forte indiscutibilmente. Fra le due squadre il Bayern é quella piú attrezzata, piú tosta, piú esperta.

Hanno addormentato il match quando volevano con un giro palla che sarebbe nelle corde della Juve, hanno colpito quando hanno voluto innescando le loro stelle, hanno controllato senza fatica le sfuriate avversarie. Chapeau, bisogna imparare.

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In realtá la Juve ha facilitato tale compito di controllo. Pirlo e Marchisio sono stati i grandi assenti dei due match e il peso delle loro non-partite si é sentito tutto. Il Principino dovrà riflettere, mentre Pirlo magari dovrá capire cosa é successo. Perché ieri sera aggrapparsi quasi unicamente a Pogba e Vucinic vuol dire tanto. Tanto in negativo quanto in positivo. Ma va bene cosí, bisogna ringraziare questi ragazzi per il cammino che ci ha portati fin qui.

Ha ancora ragione Conte, forse. Parlare di triplete o di possibile vittoria Champions era piú un atto di stima che un pensiero razionale, ma si cresce anche cosí.

Un’altra sconfitta netta, giusta. La somma dei valori in campo unita alle esperienze dei singoli. Questa Juve dovrá ancora imparare, ma giá cosí risulta un bell’apprendimento. In soli 18 mesi Conte ha compiuto autentici miracoli che ora dovranno essere trasformati in realtá e certezze. Avanti Juve, avanti con Conte.

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Provarci per sentirsi più forti

Bisogna provarci. Ostinatamente. Perché solo così si cresce, ci si convince di essere forti per diventarlo davvero. Un po’ il percorso di Conte alla Juve. Arrivato fra mille dubbi e in un cantiere raso al suolo (quasi) ha saputo riportare in essere il DNA bianconero e ora eccoci qua.

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Eccoci qua, stasera, a combattere con la Germania e con gran parte di quella strana Italia che stasera, per 90 minuti, si sentirà più tedesca del solito.

Eccoci qua a sentire il fischio di inizio e uno strano brivido: miracolo, illusione, che sarà?

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Sarà certamente un’esperienza importante, un altro passo verso la crescita definitiva cui la Juve è chiamata nei prossimi 12 mesi. Sarà certamente una partita spettacolare, perché è nella natura di queste due formazioni rendere sfide similil particolarmente accese.

Da un lato uno spirito di conservazione che comunque non produrrà staticità, dall’altro una sana voglia di dare un po’ di dispiaceri a chi ha creato quel maledetto spread in un altro ambito. Che poi, forse, è lo stesso: la competitività fra nazioni.

Provarci non costa nulla, anzi abbiamo solo da guadagnare da partite come questa. Dispiacerebbe uscire, ma siamo abituati a guardare in faccia la realtà, quale che sia. E allora uscire col Bayern non sarebbe un dramma epocale, visto anche la partita d’andata. Si parte proprio da lì, senza Lichtsteiner e Vidal. Si parte cioè da un approccio sbagliato, pigro. Si parte da lì e Conte è stato fin troppo chiaro a furia di dichiarazioni e “cazzotti” virtuali/reali (chiedere a Mirko Vucinic). Poche ore e si gioca.

Bisogna provarci: provarci per sentirsi più forti!

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Juve-Bayern: #iocicredo

Ancora 24 ore e sarà il fischio iniziale di una gara molto stimolante. Passeranno loro? Sì, forse, ma che se la sudino la qualificazione. Sembra la direttiva di Antonio Conte che ha caricato e sta caricando a molla chi scenderà in campo domani sera.

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Il tecnico bianconero è talmente carico che ieri pomeriggio ha fatto provare una serie di cinque rigori: che sia profezia?

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Modulo a parte, la Juve che scenderà in campo dovrà mostrare ben altro agonismo rispetto alla gara d’andata. Migliore oltre che maggiore corsa, più cattiveria contro la difesa bavarese. Serviranno perciò i migliori attaccanti: Vucinic sicuro, molto sicuro anche Quagliarella per le caratteristiche più idonee a gare indecifrabili come quella di domani sera.

Se l’attacco sarà fondamentale, la difesa allora lo sarà anche di più. Obiettivo: non prendere gol, e sarà dura con quei diavolacci di Ribery e Robben. Ecco perché la scelta del modulo e dell’uomo sulla destra saranno due mosse importanti.

Intanto un piccolo significativo gesto da parte della Juventus su Twitter: l’hashtag #iocicredo. E ci crediamo un po’ tutti. Sotto col Bayern!

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Ancora 3-5-2 per mercoledì sera? Alcune considerazioni logiche

Mercoledì sera mancheranno due delle pedine che quest’anno si sono rivelate quasi insostituibili: Vidal e Lichtsteiner. Un jolly di qualità incredibili e un esterno insaziabile di corsa e di agonismo.

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Se l’assenza di Pepe ha reso di fatto lo svizzero imprescindibile, la crescita mostruosa di Vidal l’ha eletto a Nuovo Guerriero dai tempi di Davids. Equilibrio, corsa, agonismo, perfino gol se prendiamo i loro numeri. Mancheranno contro il Bayern per squalifica e saranno due assenze pesanti.

In ragione di questa constatazione sollevo allora un dubbio sul solito classico 3-5-2 di Conte. Né Isla né Padoin possono sostituire Lichtsteiner (perchè ciò vorrebbe dire accettare tutti i limiti di entrambi contro Ribery, con tutto ciò che ne consegue), mentre Vidal in realtà potrebbe essere sostituito da Pogba. In realtà proprio gli esterni mi preoccupano e allora ecco la mia soluzione.

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Il Bayern è fortissimo sulle corsie laterali e io piazzerei la difesa a 4: Barzagli e Bonucci in mezzo, Chiellini a sinistra e qualcuno a destra (???). Poi a centrocampo inserirei i tre: Pirlo in regia, Marchisio e Pogba. Non abbiamo nulla da perdere, per cui gli esterni di difesa potrebbero trasformare in 5 questa linea di centrocampo in fase di non possesso o di spinta.

E veniamo allora alla vera giustificazione per cui sceglierei il 4-3-3: le tre punte. Dobbiamo fare gol, ne dobbiamo fare almeno due senza prenderne alcuno per andare ai supplementari. Perciò: trazione anteriore, con i tre attaccanti tutti in campo allegramente. Vucinic e Quagliarella dietro Matri. La giocherei senza dubbio così, perché sia Vucinic sia Quagliarella hanno nelle corde il dribbling e l’inventiva necessaria, mentre Matri dovrà solo cercare di fare pressing e puntare sempre la porta. Anelka in panchina.

Poco da perdere, tanto da guadagnare: la prudenza, in Europa, difficilmente paga. Almeno per quanto mi riguarda!

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Vincere per convincere?

Gambe molli, un po’ di partite completamente sbagliate, un po’ di partite che hanno lasciato più di un dubbio su questa Juve. Non nascondiamoci: nel 2013 la Juve non è stata la stessa del 2012. Le cause sono diverse, compresa una nuova competizione, molto pesante sul piano nervoso, e probabilmente la necessità di rinforzi mai arrivati. Fermo restando che quest’anno è già straordinario.

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Io, poi, sono personalmente convinto del fatto che l’assenza di Simone Pepe abbia penalizzato molto il gioco di Conte, ma tant’é.

Oggi ci tocca il Pescara, mercoledì ci tocca il Bayern. Sotto a chi tocca.

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Bisogna vincere, per i 3 punti certo, ma soprattutto bisogna vincere e convincere. Solo così la mente umana si convince delle proprie forze, delle proprie potenzialità. E l’ottimismo e la consapevolezza fa da moltiplicatore delle forze a disposizione.

Conte in questo senso è un grande tecnico e su di lui sono concentrate le maggiori speranze. La fossilizzazione sul 3-5-2 non dovrebbe permettere nuove soluzioni tattiche, forse adatte alla Champions,  e allora tutto sta a trovare il giusto set di uomini da mandare in campo. A cominciare da pomeriggio quando inevitabilmente la mente correrà a preservare qualche pedina per mercoledì sera.

Avanti Juve!

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