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Tag: beck

E il mercato di qualità della Juve? Quali sono i nomi?

Ancora tre partite, poi scatenate l’inferno. Le redazioni dei quotidiani sportivi italiani sembrano orientati verso questa strategia. Ancora tre partite di campionato poi ogni singolo articolo sarà dedicato al calciomercato.

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Da tifoso juventino mi preoccupo ovviamente della mia squadra, forte, o spaventato, a seconda del giudizio o del pregiudizio, di una promessa di Marotta: “Il mercato della Juve sarà di qualità”. Il che tradotto porta a grossi nomi, o a nomi di campioni o campioncini.

Da molti giorni esistono una vasta letteratura in merito, ma tutti i nomi sembrano più buttati a mo’ di esempio piuttosto che trattative vere. Questo mi fa ben sperare. Come di Moggi non si conoscevano né si potevano anticipare le mosse, così come su Marotta si sta farneticando e fantasticando. Speriamo solo che i risultati siano parzialmente simili.

Le necessità sono sotto gli occhi di tutti. Le cifre sono sempre opinabili.

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Un paio di nomi mi sembrano già alquanto veritieri: da Beck (6 milioni per un capitano e un ragazzo interessante di 23 anni mi sembrano congrui) a Bastos (si attende davvero il suo essere comunitario o si sta ancora trattando sul prezzo, ammesso che sia l’obiettivo numero 1 di Marotta), da Pirlo a Giuseppe Rossi.

Ecco i nomi più succosi. Il regista del Milan finito in panchina per problemi fisici e una strana idea di Allegri sarebbe una pedina preziosissima per Del Neri, in un classico 4-4-2 o in un 4-2-3-1 o in un 4-3-3 in stile Nazionale. La qualità di Pirlo non si discute e secondo me potrebbe essere un affarone: zero euro per il cartellino, lauto ingaggio per uno che ha già dimostrato parecchie cosette. Inoltre al suo fianco Aquilani potrebbe finalmente maturare. Con Marchisio e Felipe Melo la Juve, infine, non avrebbe certo problemi in quel reparto.

A Firenze si continua a parlare di Montolivo. O rinnova a breve o ha già trovato la destinazione. Anche lui sarebbe un’ottima scelta e un ottimo acquisto, ma a questo punto si metterebbe in discussione la permanenza di Aquilani. Sul gioiellino ex-Liverpool nessun dubbio sull’integrità fisica e le qualità tecniche: resta il problema di trattare con un Liverpool rinvigorito dopo l’esonero dell’ex-tecnico dell’Atalanta di Milano. Per Montolivo occorrono un bel po’ di milioni di euro, circa 15, parte dei quali ammortizzabili col cartellino di Martinez (in comproprietà, come suggeriscono da Firenze, o per intero, valutato molto meno dei 12 milioni spesi da Marotta a luglio).

E Giuseppe Rossi? A questo nome già credo poco. Ci spero, ma ci credo poco. La Juve venderà sicuramente, o scambierà, Iaquinta e Amauri. Toni potrebbe far comodo seduto in panchina (ma la sua permanenza in bianconero verrà vagliata a giugno), Del Piero rinnoverà, Quagliarella e Matri verranno riscattati. Cinque uomini in attacco per la nuova Juve? Troppi, perciò mi pongo il seguente quesito: siamo sicuri sul fatto che Quagliarella e Matri verranno entrambi riscattati? Servono a tal proposito 10 milioni per il napoletano e 15,5 in tre rate in tre anni per l’ex-Cagliari.

Inutile, infine, parlare di Benzema (servono tanti soldi, a meno di qualche miracolo di Marotta e una rinuncia a uno degli attaccanti di cui sopra) o di Tevez (ingaggio spaventoso), del Kun Aguero (non bastano 20 milioni di euro) o di Pastore.

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Juventus e il fantamercato di aprile

Ci sarebbe mille seri argomenti su cui discutere, ma prende piede (almeno limitatamente sui giornali) la nuova Juve. Cioè quella che Marotta dovrà allestire per il prossimo anno muovendosi in anticipo già da adesso.

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Posto che non ci sono moltissimi soldi e che le eventuali entrate non permettono di sorridere più di tanto (pensa agli 8 milioni necessari per acquistare Sissoko, altrettanti o poco meno per Amauri, circa 5 milioni per Iaquinta e via così), Marotta ha comunque sguinzagliato in giro per l’Europa una schiera incredibile di osservatori. Già questo la dice lunga su come sono cambiate le cose in casa bianconera: prima si leggevano i giornali, ora si prova a toccare con mano. Certo che se per ogni osservatore avvistato si imbastisce una trattativa (almeno limitatamente sui giornali) più che chiarirci le idee… le confondiamo a più non posso.

Ma tant’è, è il fantamercato di aprile. Che segue quello di marzo e anticipa quello di maggio che è poi in scia alle vere trattative dell’estate. Estate che comincerà nel migliore dei modi per la Juve. La prima occasione per sorridere è il rientro di Quagliarella che è previsto per le ultime tre giornate di campionato. Praticamente (forse) inutile per qualsivoglia obiettivo, fondamentale invece per rompere il ghiaccio col rientro in campo e prepararsi con un altro spirito alla prossima stagione. Che sarà alla Juve, perché il riscatto di Fabio è assicurato dai primi 4 mesi in cui, quasi da solo, tenne viva una Juve tremendamente aggrappata alle sue giocate (che hanno influenzato pure i gol dei centrocampisti, leggi Marchisio, Aquilani e Krasic). La seconda occasione per sorridere sarà poter vedere in coppia Matri e Quagliarella, che, a meno di colpi di scena sul mercato, per me sarà la coppia del prossimo futuro. Giovani e aitanti, italiani e ben integrati fra loro. La terza occasione per sorridere è proprio la non necessità di spendere oltre un mese a capirci qualcosa di Juve e della situazione disastrosa trovata in Corso Galileo Ferraris. Cioè quanto accaduto un anno fa, a fine maggio, quando si insediarono Marotta-Paratici e Andrea Agnelli.

E partiamo col fantamercato.

Alla Juve servono almeno due terzini affidabili. Di spinta e in grado di garantire un certo numero di presenze. Paolo De Ceglie sarà l’ennesima scommessa, visto che il ragazzo aveva cominciato molto bene la stagione per chiuderla praticamente con quel maledetto infortunio. Sono trascorsi 5 mesi di De Ceglie non si ha più notizia. Grosso e Traoré verranno gentilmente salutati, e sì che il campione del mondo è sembrato rinato contro la Roma. Fuoco di paglia?

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A sinistra e a destra i nomi sono tanti. L’impressione è che si punterà su De Ceglie affiancandogli Michel Bastos, capace quest’ultimo di ricoprire tutti i ruoli di fascia: terzino e soprattutto ala, garantendo così a Del Neri ampio ventaglio di scelta. Un bel paio di milioni di euro saranno spesi per Beck, dai capelli biondi e buona personalità. Fa il capitano in una modesta formazione tedesca, ma ha alle spalle ottime prestazioni in Nazionale. Niente da fare per Motta e Grygera soppiantati da Sorensen la cui riconferma non può essere messa in dubbio, pena una chiamata alla più vicina neuro.

A centrocampo saluteranno Sissoko e Martinez, oltre a Salihamidzic. Svecchiamento e soprattutto incremento di qualità. Gli incontristi ci sono e per me sono intoccabili: Felipe Melo e Marchisio (il quale pare aver soffiato la fascia di capitano a Chiellini, se non altro per un rendimento superiore). Aquilani verrà riscattato a meno di clamorosi colpi di scena e quindi serve una pedina. L’ipotesi di poter prendere Pirlo a parametro zero non è da scartare a mio avviso. Qualunque sia il modulo su cui si punterà la prossima stagione, le qualità del Nazionale Italiano sono indiscutibili e da anni ormai la Juve cerca un regista di quel tipo. Non capisco però perché il Milan dovrebbe privarsene. Anzi sì: 6,5 milioni di euro sono tantini e certo non può prenderli alla Juve. Staremo a vedere confidando che a Torino faranno comunque la scelta giusta. Se non Pirlo, allora il sogno resta Mascherano per costruire un centrocampo solidissimo: il preferito di Maradona è in grado di garantire equilibrio, forza, dinamismo e un po’ di ordine. Anche qui non capisco perché il Barca dovrebbe privarsi del suo recente acquisto: anzi sì, non gioca mai e Guardiola ha in rampa di lancio un giovanotto mica male. Il terzo nome, uscito di recente, è quello di Montolivo e credo che qui il discorso Nazionale di Prandelli si faccia sempre più interessante. La mediana composta da Montolivo-Aquilani-Marchisio è praticamente il terzetto azzurro con cui Prandelli ha disegnato il suo 11. Tre centrocampisti dai piedi buoni capaci di garantire la giusta giocata in ogni parte del campo e in ogni minuto della partita. Tre centrocampisti in grado di garantire copertura totale dei sistemi di gioco con cui la Juve potrà presentarsi la prossima stagione: 4-4-2 delneriano (con Montolivo-Aquilani in mezzo e Marchisio sulla fascia sinistra, Krasic a destra) 4-3-3 (con appunto i tre tenori e Krasic avanzato in attacco, Quagliarella a sinistra e Matri in mezzo) e difficilmente il 3-4-3 (con tre centrali puri, tipo Bonucci-Barzagli-Chiellini, a coprire la mediana composta da Montolivo-FelipeMelo-Aquilani-Marchisio). Fantasia tattica epperò all’estero questi schemi funzionano, mentre in Italia vengono banditi come pazzia o chissà cosa. Il più avvicinabile dei tre è Montolivo per il quale la Juve potrà giocarsi alcune contropartite: Sissoko, Amauri e lo stesso Iaquinta, più un piccolo conguaglio!

Su Simone Pepe tendo a ragionare in questo modo: quali competizioni giocherà il prossimo anno la Juve? Io preferirei nessuna internazionale, solo campionato e Coppa Italia e ho già espresso le mie ragioni. Tutt’altro che faziose se solo si mettesse da parte la delusione cocente delle ultime due annate. Verrà riscattato se e solo se l’anno prossimo la Juve giocherà la Europe League. Perché c’è bisogno di un vice-in-fascia. Destra o sinistra per Pepe non fa differenza. E, nonostante le critiche vuote, si è dimostrato uno dei più positivi per corsa, impegno e fatti dimostrati sul campo. Accolto con indifferenza ormai la storiella del brocco non regge più ed è pure antipatica nei confronti di un minimo di dignità intellettuale.

Nodo attacco. Alessandro Del Piero inaugurerà il nuovo stadio e sarà pronto per salutare (già piango) una maglia onorata come nessuno mai aveva fatto nella storia bianconera. Saranno 19 gli anni di permanenza, con numeri che non riesco più a commentare. Ancora lui con quel 10 stampato sulla pelle, più che sulla maglia.

Matri e Quagliarella rappresentano, come detto, presente e futuro. Hanno dimostrato, sino a qui, coi numeri di poter diventare protagonisti con questa maglia meritandosela a forza di gol e prestazioni. Citando un grande… solo un cieco può non vedere quello che hanno combinato questi due ragazzotti qua.

Luca Toni rischia seriamente di salutare Torino. Potrà rappresentare l’ancora di salvezza in certi momenti della stagione, momenti che a Torino in realtà sembrano essere il quotidiano: infortuni, assenze, defezioni dell’ultima ora. Buono buono in panchina e con tanti cross a disposizione può pure rendersi utile. Ma tutto dipende dall’acquisto. Perché un acquisto là davanti la Juve lo farà. Gilardino, Benzema, Giuseppe Rossi, finendo con Neymar. Tutti nomi costosi, tutti nomi che però servirebbero a questa Juve. Per diversi motivi. La potenza di fuoco di Benzema sarebbe perfetta in un 4-4-2 come aveva in mente Del Neri di applicare: Matri-Benzema o Quagliarella-Benzema. Giocatore d’area, giocatore in grado di svariare lungo tutto l’arco d’attacco, che sa giocare spalle alla porta, ma è pure capace di puntere l’uomo e tentare la giocata singola. Costa, ma con Mourinho si può fare: se l’è messo subito contro e potrebbe essere l’affarone postCalciopoli. Su Gilardino glisso: confesso che ho negli occhi la sua stagione a Parma. Che attaccante, scatenato e pazzo, come lo fu in quel magnifico europeo. Ma, appunto, tanti tanti anni fa. Nel frattempo una parentesi non proprio fortunata, nonostante i numeri avrebbero dovuto dargli ragione, col Milan e poi i soliti gol alla Fiorentina. Il dubbio è uno soltanto: reggerà l’ambiente juventino, squadra peraltro per cui tifa sin da bambino? Ecco perché io punterei, tutto sul piatto, su Giuseppe Rossi. Mi piace da pazzi. Il testone d’america potrebbe raccogliere il testimone di Alessandro Del Piero. Anche su di lui in Italia si tende a ragionare con una supponenza che è stancante e deprimente. Ha numeri da fuoriclasse assoluto, una personalità strabordante. In Spagna ne parlano di un bene infinito, soprattutto per la serietà dei discorsi e dei comportamenti, cosa che un tempo alla Juve era privilegiata rispetto al numero di gol o all’età o al tiro-a-giro! Col Villareal è entrato nella storia, a Parma salvò Ranieri praticamente da solo in appena 4 mesi, in Nazionale non ha mai deluso, insieme a Giovinco formò la coppia delle meraviglie con la maglia dell’Under 21! Ha 23 anni… ma che cosa si aspetta per portarlo a Torino??? Su Neymar nemmeno comincio il discorso: un 17enne che vanta gli occhi di Barca e Chelsea… vabbé, ci siamo capiti?

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Le prime mosse di mercato della Juve

C’è una Juve che sta tentando disperatamente di ritrovarsi. Almeno di ritrovare quel filotto che da ottobre a novembre le aveva permesso di incamerare così tanti complimenti e diversi punti in classifica. Pur nella difficoltà di dover rimediare continuamente a infortuni e stop di varia natura.

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E c’è una Juve, guidata da Andrea Agnelli e Marotta, che sta tentando disperatamente di spazzare via 4 anni di assurda gestione targata Blanc-Elkan. Quest’ultima Juve ha operato in modo difficoltoso nel mercato invernale per far fronte all’infortunio di Quagliarella, alla perenne assenza di Iaquinta e alla macanza di ricambi adeguati per Mister Del Neri. Sono perciò arrivati due attaccanti come Matri e Toni e poi Barzagli in difesa.

In questa settimana si sono susseguite diverse voci di mercato. Il solo modo forse per riempire i giornali nei 7 giorni dove si è parlato e si parlerà del prossimo derby d’Italia e delle amichevoli internazionali, buone solo per creare polemiche e nuove critiche.

In questa settimana la Juve registra alcune novità, e forse non si tratta di novità.

Lo scoppio più forte è rappresentato dalle dichiarazioni di Javier Pastore che ha detto:

Ho molti amici all’Inter, a cominciare da capitan Za­netti, sempre prodigo di con­sigli, e da Cambiasso. Però non mi dispiacerebbe se vin­cesse la Juve, una squadra che ha acquistato fra estate e inverno tanti nuovi gioca­tori e che si sta riassestan­do. Una squadra un po’ co­me il Palermo: in grado di battere chiunque sfoderan­do una gran partita, ma poi capace di perdere anche due gare di fila.

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[Via Tuttosport]

Ha poi precisato in realtà un concetto banale: al Real o al Barca Pastore farebbe panchina, mentre nella prossima Juve è probabilissimo un posto da titolare fisso e indiscusso. Il problema è rappresentato da una fortissima concorrenza e una mancanza di denaro, tanto denaro da versare nelle casse del Palermo. La Juve sa però di potersi giocare qualche cartellino importante: Sissoko, Palladino, Giovinco e qualche giovane come Ekdal o Marrone o Pasquato o Immobile.

Il discorso è assolutamente uguale nel caso di Sanchez, ma col Chelsea non si può competere. E poi ci sono le voci che si rincorrono sui talenti sudamericani, su tutti Neymar e Piazon (che sembra preso, ma tutti nicchiano e smentiscono).

Al di là di nomi è evidente come la prossima Juve dovrebbe rinforzarsi in qualità. Cambierà l’attacco, con Quagliarella a questo punto in bilico per via della sfacciataggine di De Laurentiis di non concedere uno sconto visto l’infortunio patito. Cambierà perché su Amauri la Juve non può puntare e Iaquinta si è praticamente quasi giocato le chance di una riconferma. E perché Del Piero, che rinnoverà per un altro anno ancora, rappresenta qualcosa di più di un semplice giocatore di calcio. Toni sarà il primo ricambio, di quelli affidabili.

E quindi ci sarà posto per un centrocampista.

I ruoli che mettono più paura sono ovviamente quelli legati alle corsie esterne. Tutto dipenderà dal finale di campionato di Martinez che non può tornare a rompersi: o esplode o la vedo durissima per lui a giugno. Discorso analogo su Pepe che è da riscattare, ma non al prezzo fissato in estate. Quindi serve un’ala sinistra di primissimo livello e un terzino destro di analogo valore.

I nomi che circolano sono quelli di Beck, per il secondo ruolo, mentre mi attendo qualche sorpresa a sinistra. Ma forse siamo troppo in anticipo. E c’è da giocare ancora un girone di ritorno!

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