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Tag: benatia

Juventus – Sassuolo 3 – 1 / L’unico avversario è la Juve

I primi 27 minuti di Juventus – Sassuolo sono stati impressionanti, per qualità tecniche e capacità di coprire tatticamente ogni fazzoletto del campo.

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Il risultato poteva essere ben più pesante, e qui si inserisce, paradossalmente, il rammarico di Allegri, che è anche l’unica paura in questo avvio di stagione: l’incapacità di tenere altissima la tensione, e specchiarsi troppo.

Da un Dybala stranamente poco egoista, alla ricerca spasmodica della giocata a tutti i costi, anziché chiudere la partita, ammazzare l’avversario e riposarsi per un tempo. Certo con quella specie di cecchino chiamato Higuain, diventa pure facile prendersi alcune pause durante i match, con la sensazione che la puoi mettere dentro quando vuoi.

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Eccezionale la gestione del gruppo, dove Lichtsteiner rientra nel progetto dopo l’esclusione dalla lista UEFA, e Pjanic comincia a inserirsi con l’eleganza che gli riconoscevamo, e il gol all’esordio che sa di buon auspicio. Alla crescita di Lemina dobbiamo anteporre un Benatia sontuoso: non è una semplice alternativa, così rischia di mettere nei guai la vecchia BBC perché uno così non lo puoi togliere dal campo.

L’ha detto Di Francesco: “Juve troppo forte, inutile cercare alibi e giustificazioni”. Risponde Allegri: “Dobbiamo crescere e non cascare nel tranello di pensare di aver già vinto, perché fino all’ultimo abbiamo rischiato di riaprire il match”.

Pragmatismo e obiettivi chiari. L’unica strada possibile. Restano quei primi 27 minuti di Juventus – Sassuolo: impressionanti!

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Lazio – Juventus / In attesa del miglior Higuain

La Juve che si prepara ad affrontare la Lazio nella seconda giornata di campionato sarà ancora priva di Higuain, almeno dal primo minuto. L’argentino sta recuperando la condizione migliore, e quindi Allegri si affida agli uomini più in forma e rodati. Un solo dubbio: Lemina o Pjanic davanti la difesa, con Lichtsteiner che dovrebbe averla spuntata su Dani Alves sulla destra.

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Sarà Benatia a sostituire Bonucci al centro della difesa a tre, vista l’assenza per motivi personali del regista difensivo bianconero. A proposito: tanti auguri Leo, ti meriti il meglio!

I biancocelesti arrivano da un bel turno di campionato, non senza patemi e certamente con una difesa tutt’altro che registrata. Mentre la Juve si appoggia alla solidità di schemi ormai pienamente acquisiti, sperando nella continuità di Asamoah e Khedira, in attesa di un’ultima parte di mercato confusa.

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Di ieri sera la chiusura forse definitiva per Matuidi del presidente del PSG, mentre dall’est non arrivano segnali di apertura per quel Witsel che a questo punto rappresenta l’unica vera alternativa al francese. Sarebbe alquanto strano chiudere la sessione senza un rinforzo nella mediana, scommettendo così sulla buona salute di Khedira, sul pieno recupero di Asamoah, in attesa di quel Marchisio che a oggi non ha un vero sostituto in rosa. A meno di promuovere definitivamente Lemina nel ruolo di frangiflutti. Il che non dispiace a molti, vista la fisicità di Mario e la tecnica buona, certamente lontana da Pirlo e Marchisio.

Davanti sono molti a chiedere un esperimento: un terzetto d’attacco puro che manca dai tempi di Lippi, quando Del Piero affiancava Ravanelli e Vialli. A oggi sono due le ipotesi verosimili: Dybala e Pjaca dietro uno fra Mandzukic e Higuain, o la versione più spinta con Dybala dietro il croato e il Pipita.

Intanto c’è da infilare la seconda consecutiva. Che sarebbe poi un passo avanti rispetto a un anno fa. In attesa del miglior Higuain.

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Roma-Juventus 1-0 Er Sistema e le bugie di Conte

Uscire così dispiace. Non già perché vorrei sottolineare i meriti della Roma, ma perché sono costretto a commentare una partita mai giocata dalla Juve. La Coppa Italia mi interessava, perdere non mi piace, dire addio a un obiettivo interessante mi disturba – stavolta sì – il fegato.

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Conte doveva essere chiaro

Contro la Sampdoria, in campionato, con 8 punti di vantaggio, va in campo la formazione migliore. Contro una Roma che sprizzava vendetta, in Coppa Italia, in una sfida senza ritorno, per l’obiettivo della Coppa Italia, Conte si affida alle riserve. Sarà un mio grosso limite, ma non lo concepisco.

Ecco perché l’unico pensiero che mi gira in testa è il seguente: Conte ha voluto mollare la Coppa Italia. Le semifinali si giocano in febbraio, quando riparte pure quella rottura della Europe League (che a questo punto diventa obiettivo importante). E allora via l’impegno della Coppa Italia, un po’ di ossigeno per i gufi, e noi si tenterà il prossimo anno.

Penso questo perché la squadra ha “detto” questo. Vidal molle, Pirlo lento, le due fasce scandalosamente inadeguate, la difesa con la testa chissà dove visti i disimpegni che nemmeno la Primavera…

Conte doveva essere chiaro e io l’avrei perfino appoggiato: non abbiamo risorse per lottare su tre fronti, vogliamo il terzo scudetto, tenteremo l’Europa, ma la Coppa Italia proprio dobbiamo mollarla. Onesto, chiaro, pulito, come sa fare lui. Perché poi, a me, essere preso in giro non va proprio. Ero sul divano convinto di vedere giocare la Juve, convinto che le mie sensazioni erano pari a quelle dei ragazzi in campo. Non è stato così, e certo non è colpa mia. Difficile pensare il contrario. Impossibile dire “Conte non vuole perdere nemmeno a carte”. Purtroppo ha dimostrato il contrario ieri sera, con cambi tardivi e una preparazione del match fatta proprio per aspettare il gol dell’avversario. Una squadra che vuole vincere, un tecnico che vuole vincere, cambia immediatamente Giovinco e Quagliarella o rivede l’assetto tattico inserendo Pogba (che poteva sfruttare il tiro da fuori).

Problema qualità panchina

A quanto detto sopra, si aggiunga, tristemente, l’ennesima prova di una panchina purtroppo inadeguata. Il che mette in dubbio, a questo punto, la vendita di Vucinic. Se non giocano Tevez e Llorente – più che fondamentali nell’economia di gioco di Conte – allora siamo nei guai. Quagliarella e Giovinco hanno sprecato una grande occasione. Palla a loro e manovra imballata. La Juve maestra nell’avanzare il proprio baricentro, ieri è stata più volte costretta, dagli attaccanti, a tornare indietro diventando prevedibile, lenta, abulica e per nulla creativa e pericolosa.

Così si va poco lontano perché gli stessi 11, per tutta la stagione, difficilmente reggeranno. Piccoli cambi li sopportiamo, ma fuori 4 titolari, fuori Pogba, e questa Juve comincia a soffrire.

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L’atteggiamento remissivo, l’essersi rinchiusi nel proprio centrocampo è roba da provinciale, certo non è roba da Conte. E non credo che la Roma, che ha solo tirato da fuori, praticamente, abbia tutti i meriti di questa non-partita della Juve.

Il problema mercato va perciò inquadrato così: o si prendono titolari assoluti, altrimenti bisogna cercare gente tosta capace di sostituire al meglio i titolari attuali.

Capitolo “er sistema”

L’ultimo capitolo è dedicato a Er Sistema di De Sanctis. Ieri, a quanto pare, non solo non è stato applicato, ma è stato vergognosamente ribaltato.

Il giallo a Benatia è talmente ridicolo quanto i dubbi dei telecronisti giallorossi su RaiUno. Giovinco, in vantaggio e solo davanti il portiere, viene atterrato. A termini di regolamento è fallo da ultimo uomo, quindi rosso. Il giallo è solo uno dei colori sociali della Roma, ma con l’episodio c’azzecca poco (come direbbe il buon Di Pietro).

Pure De Rossi ha ammesso che il gol di Peluso è più che regolare. Dal primo replay RaiSport si è visto che la traettoria resta dentro il campo. E la Gazzetta mente sul gioco fermo. Il gioco era assolutamente non fermo e il fischio ufficiale è arrivato quando Peluso era ormai alla bandierina col pugno alzato.

In generale stupisce la gestione della gara. Benatia l’ha completata, Castan ha preso giallo solo per proteste. Nel mentre, la mia Juve sta scrivendo il contro-comunicato per l’affaraccio con l’Inter.

Lo dico ora per non ripeterlo più: se non alziamo la voce, se non ci difendiamo, se non la smettiamo con questo atteggiamento british, come nel 2006 – e scusate la volgarità – ce se ‘nculano fortemente (esattamente come un anno fa contro la Lazio: ricordate l’intervista beffa di Conte ai microfoni Rai?).

E ora massacriamo la Lazio. Una grande squadra è grande SEMPRE. E non molla niente.

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Udinese-Juventus è già una verifica per entrambe

Udinese-Juve è l’anticipo pomeridiano domenicale della seconda giornata di SerieA. Dopo il bagnato(a causa del monsone prepartita, altro esame per il verde dello Stadium dopo la neve dello scorso anno proprio contro l’Udinese) e fortunato esordio contro il Parma, sconfitto per due reti a zero, c’è da affrontare subito una delle trasferte più insidiose, quella di Udine.

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Allo Juventus Stadium, sabato sera, è sembrato di rivedere lo stesso film dello scorso anno: Lichtsteiner che apre le marcature con un bell’inserimento da dietro frutto delle modifiche tattiche apportate dal mister a fine primo tempo, una Juve che fa tanto possesso, domina, “mangia l’erba”(cit.), non corre grossi rischi in difesa, ha nel centrocampo cuore e cervello di tutto il meccanismo ma che fa fatica a segnare(…). Anche al debutto, ci hanno pensato un terzino ed un centrocampista, tale Andrea Pirlo, a sigillare il 2-0 finale. Nel primo tempo, un rigore sciupato da Vidal autore comunque di una prova intelligente e importante ai fini della manovra di squadra. Proprio il gol su punizione di Pirlo e il rigore sbagliato di Vidal sono stati i primi episodi della stagione sottoposti all’occhio “ravvicinato” degli assistenti di porta Petrella e Ciampi.

Tuttavia, in questo esordio, la squadra è sembrata più ingolfata fisicamente e tatticamente rispetto ad altre apparizioni, con meccanismi non bel oleati nel primo tempo e manovra piuttosto compassata nonostante un Parma che, dalle parti di Storari, non si è quasi mai affacciato. Fuori dal campo, le telecamere erano tutte puntate verso il bunker ideato per Antonio Conte, situato su un palchetto sopra la tribuna Agnelli, a ridosso della gigantografia di Gaetano Scirea, bunker oscurato grazie all’installazione di vetri fumè e controllato a vista dalla security bianconera. Sugli spalti, uno striscione che recitava: “Accuse e falsità non cancellano la verità, siamo Con-Te”.

L’ultima partita giocata a Udine tra Juve e Udinese è stato il recupero della prima giornata di campionato rinviata al 21 dicembre 2011 e terminata 0-0. Gara “di cartello” che prometteva tanto dal punto di vista dello spettacolo e che invece si rivelò priva di emozioni, bloccata ed esasperatamente tattica dovuta agli schieramenti speculari che le due squadre adottarono. 352 e linee di passaggio bloccate sia internamente che esternamente per il gioco verticale di entrambe le formazioni. Alla fine ci si accontentò del punto a testa. Volendo trovare della analogie con la Juve di oggi, sicuramente più collaudata rispetto a quella dello scorso anno che, quando giocava col 352, lo faceva solo per contrastare l’ampiezza di squadre che giocavano con incursori e difesa a 3 (Udinese e Napoli, appunto), si può far di certo riferimento al baricentro basso e al gioco troppo “scontato” che un modulo come il 352 ti porta a fare.

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Problemi emersi soprattutto nel primo tempo giocato sottotono contro il Parma. L’Udinese viene dalla doppia sconfitta in campionato contro l’ottima e pimpante Fiorentina di Montella e in Champions, ai rigori, contro la squadra portoghese del Braga, apparsa tuttavia più pronta di questa Udinese, tecnicamente e tatticamente che, puntualmente, vende ogni anno i suoi pezzi più pregiati. Squadra, dunque apparsa spaesata in questo inizio di stagione nonostante schemi di gioco da anni collaudati.

Dal punto di vista atletico non si può non notare il calo che le squadre di Guidolin hanno sempre avuto nei secondi tempi disputati. Dopo il turnover attuato nella trasferta di Firenze, Guidolin contro la Juve dovrebbe schierare la formazione titolare a meno che non ci sia qualche giocatore uscito malconcio dalla partita col Braga. Recupera dunque Pinzi che avrà ai suoi fianchi Williams e Pereyra. Sulle fasce Basta e Armero. In difesa i soliti tre Benatia, Danilo e Domizzi. Di Natale tornerà ad agire come riferimento offensivo, ma è ballottaggio per chi dovrà sostenerlo: Fabbrini, Muriel o Maicosuel? Unico indisponibile Barreto.

Nella Juventus, Gigi Buffon è probabile che rimanga a riposo anche ad Udine nonostante abbia recuperato, porta bianconera dunque difesa ancora da Storari. In difesa dovrebbe rivedersi Chiellini(anche se non è certo neanche il suo utilizzo), mentre a centrocampo conferme per Asamoah esterno di sinistra. In avanti Vucinic dovrebbe essere affiancato da Matri complice l’infortunio alla caviglia per Sebastian Giovinco.

Qualche statistica.

Ci sono stati meno di 2 gol e mezzo segnati in 11 delle ultime 13 partite giocate in trasferta dalla Juventus che ha anche segnato almeno 2 gol in 10 delle ultime 12 partite in Serie A. L’ Udinese, invece, è imbattuta in 19 delle ultime 21 gare casalinghe di Serie A. Forza Juve.

@eldavidinho94

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