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Tag: benfica

Juventus-Benfica 0-0 Peggio per noi

Peggio per noi, parafrasando il buon Pirlo. Serve umiltà prima di affrontare una gara, perché poi si rischia questo.

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Bravissimi tutti i ragazzi per una stagione esaltante. Con record su record in campionato, ma con una figuraccia in Europe League. Non può essere il Benfica l’ostacolo insormontabile. Non deve esserlo in futuro se vogliamo ritagliarci un posto di rilievo nell’Europa che conta.

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Zero a zero. Niente gol. E anche con molte pecche. Clamoroso l’errore di Lichtsteiner e per nulla precisi. Più rabbia che coscienza nelle azioni di attacco.

Delusione altissima. Un’occasione così capiterà molto lontano nel tempo. Segno che manca ancora un po’ per battagliare con le migliori della classe. Segno che dal mercato deve arrivare quel quid in più per eliminare il gap che non ci permette di esprimerci come sapremmo nei tornei internazionali.

Testa al 5 maggio. Occasione importante per chiudere definitivamente una stagione comunque esaltante.

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Juventus-Benfica Pensiero stupendo

E tu, e noi, e lei fra noi. Cantava così Patty Pravo. Pensiero stupendo. Fantastica canzone che riassume esattamente il pensiero di molti juventini stasera gasati e giustamente in ansia per il ritorno del match contro il Benfica.

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Sfida ardua. Ostacolo terribile. Non già il Benfica in sé, quanto la Juve stessa. Quel senso di paura e di ansia di non farcela. Quel perverso sentimentalismo di chi sa di avere contro un intero paese abbracciato nell’inno contro il bianconero. E proprio da qua si dovrebbe partire.

Conte ha caricato l’ambiente. Vorrebbe la bolgia. Chi pensa di andare a teatro, prego resti a casa. Stasera c’è da lottare. Da sudare. Da sputare sangue e buttare la maglietta bagnata alla fine del match. Stasera c’è da giocare da vera Juve.

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Nessun appello. Serve l’1-0 o serve vincere con 2 gol di scarto. Calcoli facilissimi, elementari. Lo sa Tevez che insegue il trofeo che gli manca nella bacheca gonfi di titoli. Lo sa la Juve che insegue un trofeo internazionale da anni. Che non gioca una finale europea da anni. Ma stasera è solo semifinale.

Andrà in campo la migliore formazione possibile. E pazienza per i diffidati Bonucci, Marchisio e Tevez. Prima andiamoci in finale, poi faremo i conti di formazione. C’è il dubbio Vidal: in campo già dal primo minuto. Non si sa più se è pretattica o prudenza, fatto sta che il cileno sembra arruolabile e in discreta forma per dare il contributo migliore: lottare e aggiungere classe a un centrocampo super.

Si parte dal maledetto 2-1 dell’andata a favore dei lusitani. Si parte dalle parole di Conte: “La Juve non conosce paura. Conosce il rispetto per gli avversari”. Rispettiamoli. Ma abbattiamoli. Per non abbatterci.

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Benfica-Juventus 2-1 Scarso spessore internazionale

Quando fai quell’1-1 e gli avversari hanno sentito il colpo, devi insistere e dare la botta finale. Invece l’abbiamo preso e abbiamo pure rischiato di prendere il terzo vanificando ogni tentativo al ritorno. Ora è dura. Piace così, ma la qualità manca davvero.

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Baricentro basso, scarsa aggressione e aggressività. Si salvano in pochissimi, perché pochissimi sono stati reattivi e propositivi. Il resto sembrano aver svolto un compitino che non pareva comunque da semifinale europea. La stanchezza delle gambe non basta come giustificazione. Manca del tutto una personalità internazionale.

Deve lavorare ancora tantissimo Antonio Conte e probabilmente servono innesti come Tevez. Non è un caso che si è finalmente sbloccato, così come non è un caso che è l’unico a metterci qualcosa di più. Ed è con qualcosa di più che si ha la meglio in campo europeo.

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Se in Italia basta giocare pochi minuti per sfracellare gli avversari, anche contro un non irresistibile Benfica servono invece due gambe più tutta una serie di idee mal espresse dalla Juve di ieri sera. Quanto merito delle furie rosse e quanto demerito bianconero è tutto opinabile. Di certo c’è stato un Pirlo molto poco ispirato, un buon Marchisio, un Asamoah completamente differente rispetto al terreno italiano.

Però il gol nasce proprio da una verticalizzazione come sappiamo farla. Proprio con un’incursione di Asamoah. E una magia di Tevez. Nello stesso tempo abbiamo preso due gol evitabilissimi: due gravi disattenzioni, forse frutto di un minimo di arroganza o scarsa applicazione. Era una semifinale e se tremano le gambe, allora vuol dire che siamo lontanissimi da un percorso di crescita in Europa.

Tutto rimandato a Torino, comunque. Fra sette giorni. Quando gli occhi dovranno essere quelli di Tevez, quando la classe del centrocampo deve prendere il sopravvento rispetto a un buon Benfica ma nulla più. Quando ci sarà bisogno della vera Juve. Anche in Europa. Soprattutto in Europa.

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Dritti verso il nostro destino

Manca da troppo tempo. E con quella finale a Torino sarebbe un delitto non sudare le classiche sette camicie per andarci a prendere l’ultima partita.

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La Juve di Conte si gioca stasera un pezzo di qualificazione. L’altro pezzo si giocherà allo Juventus Stadium. Occhio ai diffidati: Tevez, Bonucci e Marchisio. Tre pezzi fondamentali viste le condizioni di Vidal (in dubbio anche per il ritorno, se in condizioni non certamente ottimali) e degli altri attaccanti bianconeri.

Juve contro Benfica. Due deluse. O due orgogliose. Dipende la lettura, o il giornalista che scrive il pezzo. Di certo c’è che sono due formazioni forti, nel panorama dell’Europe League 2013/2014. E arrivato a questo punto, difficilmente si trovano avversarie comode.

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Se Tevez vuol provare a rovesciare il tabu gol-europeo, Vucinic si gioca le ultime chance per una riconferma che comunque non arriverà. Ultimi scatti di orgoglio con la maglia bianconera per un talento purissimo, che si accende solo quando gambe e testa decidono di giocare a calcio. A quel punto è uno spettacolo e uno veramente forte, capace di spostare gli equilibri di un match. Ma questa altalena di prestazioni e voti non ce la possiamo più permettere.

Guarda Llorente e guarda Tevez. La continuità di rendimento ha fatto volare la Juve. E’ il differenziale rispetto all’anno scorso, i gol che mancavano, le vittorie che erano pareggi.

Il prossimo sforzo è lunedì sera. Contro il Sassuolo. Che giocherà, come al solito, con il sangue agli occhi. Non abbiamo mica la fortuna di Rudi Garcia, noi.

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Ultimo giro di orologio: come finirà la stagione?

Ti accorgi della bellezza di questa stagione, peraltro non ancora terminata, dal silenzio imbarazzante dei nemici, aggrappati a qualche pianto che non convince più nemmeno loro. Aggrappati a ipotesi strambe: Conte via, Pogba via, la Juve deve rinunciare a Vidal, poi a Pirlo e Buffon. Oggi persino Llorente è sul mercato, senza motivazione alcuna. I sogni perversi di chi sul campo sta commentando una stagione superlativa.

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Stagione non ancora terminata, dicevamo. Mancano all’appello un po’ di partite di campionato, inclusa la supersfida contro la Roma, e poi mancano le partite europee.

E’ proprio il Benfica a preoccupare. Preoccupare perché nessuna sfida è vinta in partenza. Lo sa bene Conte che predica questo concetto da quando è arrivato, nonostante molte sfide le abbia già vinte.

E quando non puoi parlare del campo, se non bene anzi benissimo, allora si parla di mercato. Un mercato che non sorride alla Juve, se non nelle ricostruzioni ipotizzate. Non che non sia vero o veritiero, ma certo alcuni articoli sono proprio buttati lì per sparare il titolone e agitare l’ambiente. Tanto qualche tifoso ci casca per davvero.

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Avremo modo di parlare di mercato durante i prossimi mesi. Restiamo intanto concentrati sulle partite che mancano.

Un paio di scontri importanti in campionato, con un vantaggio da amministrare o un obiettivo da raggiungere, dipende dal vostro punto di vista. Il traguardo fantascientifico dei 100 punti o la messa al sicuro di uno scudetto ancora dominato, voluto, sudato, ampiamente meritato?

Senza contare che quest’anno Conte sta mirando a un traguardo di minore impatto della Champions, ma molto importante per il curriculum, per quel fattore esperienza fondamentale per continuare a crescere, maturare, verso una dimensione da big europea.

La Juve corre. Deve correre. Con qualche acciacco, con la giusta dose di paura che ci aiuterà a mantenere altissima la concentrazione. Giovedì di nuovo in campo.

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Sorteggi Europe League: sarà Benfica-Juventus

Tanto dobbiamo arrivare in fondo. Non avevamo preferenze, ora abbiamo un obiettivo.

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Il Benfica è una squadra tosta. Ha ben impressionato per organizzazione di gioco e per qualche elemento interessante.

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Come interessante è l’altra semifinale, tutta spagnola.

L’opportunità è quella di mettere punti importanti nel ranking UEFA sfidando direttamente il Portogallo. Ma, come detto da Conte: poco ci frega del ranking, ci frega soprattutto della Juve.

Juve che potrebbe arrivare più serena alla doppia sfida se riuscisse a sistemare presto l’affare campionato. In mezzo ci si mette l’ansia per una gestione problematica della stanchezza e degli acciacchi, non ultimo quello di Vidal che costringerà agli straordinari l’intero centrocampo.

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Sorteggio Champions League 2013/2014 [LIVE]

Come ogni anno seguiremo i sorteggi di Champions League. Chi saranno le avversarie della Juventus?

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I bianconeri sono in seconda fascia dopo l’eliminazione del Lione. Non faremo ragionamenti sulla carta: la Juve deve giocarsela con tutti. Che poi, l’importante alla fine è arrivare in condizioni buone ai match.

Ecco il sorteggio, aggiornato in tempo reale. Aggiorna la pagina.

Girone A: Manchester United, Shakhtar, Bayer Leverkusen, Real Sociedad.

Girone B: Real Madrid, JUVENTUS, Galatasaray, Copenaghen.

Girone C: Benfica, PSG, Olympiacos, Anderlecht.

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Girone D: Bayern Monaco, CSKA Mosca, Manchester City, Viktoria Plzen.

Girone E: Chelsea, Schalke 04, Basilea, Steaua Bucarest.

Girone F: Arsenal, Marsiglia, Borussia Dortmund, Napoli.

Girone G: Porto, Atletico Madrid, Zenit, Austria Vienna.

Girone H: Barcelona, Milan, Ajax, Celtic Glasgow.

Commenti? Sulla carta ovviamente sembrerebbe tutto semplice da analizzare, ma poi il campo è tutt’altra roba.

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Benfica-Juventus: formazioni e LIVE STREAMING

Benfica-Juve: il 3-5-2 di Conte

Benfica-Juve: il 3-5-2 di Conte

Ci siamo. Pochi minuti ancora e si gioca. La Juve è in cerca della migliore condizione in vista della Supercoppa, mentre il Benfica è quasi pronto. Al punto tale da aver massacrato il Real Madrid.

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Juve in emergenza o col freno a mano tirato. L’emergenza riguarda Lucio (non convocato) e Vucinic (meglio riposare ancora un po’) e De Ceglie (non verrà rischiato). Mentre il freno a mano tirato riguarda i Nazionali che comunque giocheranno qualche minuto.

E’ attesa per Marchisio e Giovinco, la certezza e la sorpresa (almeno vorremmo fosse tale). Il primo rischia di giocare titolare, quindi col centrocampo al completo e cioè Pirlo in cabina di regia, poi Vidal e appunto Il Principino. Mentre il secondo entrerà verosimilmente nel secondo tempo.

A destra Lichtsteiner, mentre a sinistra potrebbe andare Asamoah, ma più plausibilmente Padoin. In attacco Matri e Quagliarella.

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La sospresa più grossa arriva dal reparto arretratro. Nel 3-5-2 di Conte in difesa andranno Barzagli (al rientro), Marrone (nella veste di regista basso) e Masi (appena riscattato interamente dalla Società che quindi lo terrà in rosa).

Come al solito vi proporremmo la cronaca del match in questa pagina a partire dalle ore 18:45. Conservatela fra i preferiti o sintonizzatevi direttamente sull’hashtag di Twitter #iojlive.

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