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Tag: benitez (pagina 1 di 3)

Juventus – Napoli / Supercoppa Italiana a Doha

Juventus pronta. Napoli pronto. La finale di Supercoppa Italiana a Doha darà il via allo spettacolo alle ore 18:30 italiane. I bianconeri di Allegri contro gli azzurri di Benitez.

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Due modi differenti di intendere il calcio, con Allegri che si è già portato a casa un record: i punti raccolti nell’anno solare, da spartirsi col percorso di Conte a inizio anno. Ma la finale secca ha un altro sapore.

Primo trofeo per Allegri, mentre Benitez potrebbe dare un senso a questa stagione.

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E’ a centrocampo che si giocherà la partita, dove la regia di Pirlo è assistita dalla corsa e dalla qualità dei tre tenori Marchisio, Vidal e Pogba, con il cileno a fare da raccordo con i due punteri.

Il Napoli sembra legato mani e piedi al Pipita Higuain, potendo però contare sulla forma strepitosa di Zapata, vero mattatore e salvatore delle ultime sfide.

Inutile ragionare su chi arriva più in forma o più preparato psicologicamente. Come ha detto benissimo Moggi: “in sfida secca, può accadere di tutto”. Lo scopriremo più tardi.

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Alla terza di campionato ci sono già i primi verdetti?

Nell’ordine: la Juve passeggia e si sbarazza del Milan; la Roma batte Zeman coi ricambi; il Napoli crolla con l’Udinese; la Fiorentina vince a fatica, ma vince; l’Inter si salva contro il Palermo; il Verona è terzo, mentre il Torino non segna ancora. Campionato già definito?

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Viene da pensarlo a guardare non già la semplice classifica, ma il modo in cui si è formata.

Tre vittorie su tre da parte di Juve e Roma che sono, praticamente, già in fuga. Dietro arrancano.

Milano piange

Le milanesi piangono. Mazzarri è contento perché è già in testa nella speciale e importante classifica dei calci d’angolo battuti. A Palermo i nerazzurri praticamente si salvano, grazie all’imprecisione sotto porta dei ragazzi di Iachini. Chi ha visto la partita avrà potuto apprezzare un secondo tempo in cui una squadra manovrava bene e l’Inter arrancava contando sulla giocata del singolo in attacco, che però non è arrivata. Con un Vidic in totale confusione. Un consiglio pratico: meno parole, più fatti.

Cambiando sponda, Berlusconi si è già lavato le mani: “Non fanno quello che dico io”, salvo che non ha ancora spiegato bene cosa dice lui. Così Pippo si ritrova di nuovo sulla terra, aggrappato agli spot “vogliamo tornare a vincere”, mentre Galliani sogna ancora la famosa cena in cui “Carlitos non tradirà” e invece Carlitos continua a segnare e a trascinare la Juve. Destino beffardo.

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Napoli: jurnata ‘e sole?

Più giù, ci sono solo due ipotesi per valutare Benitez: o lo fa apposta, oppure ci sta capendo poco. Turnover azzardato, risultati deludenti. Gli azzurri sono dietro già di 6 punti, sui 9 totali disponibili. Verrebbe da dire: ciao ciao scudetto già a fine settembre. Unito al ciao ciao Champions a fine agosto, la deduzione è che il progetto De Laurentiis non aveva fatto i conti con la realtà dei fatti.

La preoccupazione più grande è la gestione dello spogliatoio: il povero Higuain non lo dirà mai, ma già rimpiange quelle panchine al Bernabeu; Callejon non sta capendo le panchine al San Paolo; Hamsik dovrà decidere se curare ancora la cresta o magari tuffarsi in duri allenamenti pro performance.

In tutto ciò, ci mancava giusto secondo De Laurentiis, il figlio di Aurelio: calma e sangue freddo. La consolazione è che si può preparare la sfida alla Juve in tutta calma e puntare così a una stagione comunque positiva: battere la Juve per salvare un’annata. Roba da Napoli.

Il Toro spreca, la Viola fatica, il Verona vola

Se a Napoli piangono, a Verona stanno godendo come matti. 7 punti 7, terzi in classifica. Mandorlini sta accumulando miracoli su miracoli, con un Saviola ancora da scoprire. Segnano pure i moldavi, in una formazione stupefacente. Ne fa le spese il Torino che sta pagando a caro prezzo il furto dell’Europa League ai danni del Parma: visto che succede ad appropriarsi di meriti non acquisiti sul campo?

Il bomber Gomez è a riposo, così Montella deve inventarsi altre mosse. A fatica, ma l’Atalanta è stata battuta, ma il calcio che conta avrebbe bisogno di altro. Vedendo però le milanesi e il Napoli, la lotta per il terzo posto è alla portata dei Della Valle. Buona sfida.

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Napoli-Juventus Assalto alla Juve (in tutti i sensi!)

Assalto al pullman. Comincia così la trasferta a Napoli. Sperando che il pullman non faccia la fine come i bagni dello Juventus Stadium. Ma non ditelo ad Auriemma.

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Testa a giovedì? Macché. Stasera sarà battaglia e quanto mancherà Carlitos Tevez. Certo le motivazioni maggiori sono quelle del Napoli per cui sarà un dentro o fuori. In attesa del risultato della Fiorentina, Benitez dovrà guardarsi le spalle e sperare che la Roma freni (anche se i trend sembrano dimostrare che lassù, qualcuno vuol bene alla Roma #ersistema).

Lo stesso Benitez che liquida la sua stagione facendo riferimento ai soldi della Juve. Soldi che la Juve fattura grazie all’organizzazione perfetta imposta da Andrea Agnelli. Stadio di proprietà, una storia che ha un blasone differente da quello azzurro, un merchandising che funziona. Più tutta una serie di risultati sul campo che vengono premiati da ricchi premi, soprattutto in Europa nonostante la Coppa manchi da un po’.

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La verità è che la differenza fra la Juve e le altre ha un nome: Antonio Conte.

Mancherà Tevez e ci sarà Osvaldo, in attesa di capire quale sarà la coppia di attaccanti che sfiderà il Lione. Per l’ex giallorosso è un’occasione troppo ghiotta. Dovrà dimostrare di meritarsi il terzo posto nelle gerarchie di Conte, con Quagliarella che scalpita contro la sua ex squadra.

Centrocampo tipo, con Marchisio che farà staffetta con Pirlo o Pogba solo nel secondo tempo. Mentre la difesa è obbligata.

La Roma ha vinto. Il Corriere dello Sport non accennerà alla moviola, a meno che…

 Napoli-Juventus Probabili Formazioni

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Hernanes contro la Juve, Bonucci contro Conte?

Ma sì, prendiamoci un po’ in giro. Sono giorni particolari quelli che portano al weekend calcistico. Fra colpi di mercato finalmente conclusi a dichiarazioni sui giornali tutte da godere.

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Si parte con Hernanes, fin qui un gran bel profeta. Se le lacrime di Formello erano un provino per quanto richiede Mazzarri, le parole di Appiano son certamente figlie di un distaccamento dalla realtà a tratti delirante. “Qui mai uno scandalo“. Forse perché legge i giornali, e quindi come dargli torto. Il problema è la dichiarazione tirata fuori in uno dei momenti più bassi della stagione e, a voler essere sinceri obiettivi, in uno standard  normale per la storia nerazzurra. Poche parentesi di trionfi, poi mediocrità.

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E se Hernanes tenta di buttarla in polemica, vuota e assolutamente inutile, Bonucci la butta sul ridere. E’ di oggi la sua intervista in cui dice “Conte, basta!”. Il tono è volutamente scherzoso e stavolta premiamo la scelta di Tuttosport di dar spazio all’ironia. Il difensore descrive il vero trucco della gestione Conte: lavoro, lavoro, lavoro, sudore, sudore, sudore. Parla degli allenamenti massacranti, parla di ripetute tattiche e fisiche, parla delle lezioni del Mister. Gli ingredienti che portano al successo.

In mezzo si inserisce tutto un discorso calcistico, per nulla banale. Benitez affonda con i titolari: sarà il caso di preoccuparsi un tantino per come sta gestendo il progetto Napoli. La Roma continua su ritmi davvero importanti, con un Gervinho decisivo. Mentre al Milan si parla, evidentemente, di Balotelli papà responsabile, per evitare di dare i primi giudizi su Seedorf, allenatore per caso, e sulla gestione del giocattolo Milan contesto fra Barbara e Adriano.

E con questa ultima barzelletta a firma Balotelli chiudiamo l’articolo.

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Atalanta-Juventus 1-4 Buon Natale anche ai gufi

Un solo gravissimo difetto. Una pecca. Un’unica nota stonata in uno spartito quasi perfetto. Quel maledetto gol che ha interrotto il periodo di imbattibilità di Gigi Buffon. Giusto l’unico regalo a chi non può cullarsi di altro.

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Pogba si regala un gol di fronte a chi lo ha insultato. Chissà se gli ispettori avranno sentito stavolta? In ogni caso il ragazzo sta imponendosi come una delle pietre preziose in uno scrigno pieno di gioielli. Come quel Vidal che, anche col freno a mano tirato, riesce a fare la differenza. O come la caparbietà di Tevez nel voler firmare il gol. O come il pugno al cielo di Llorente, lo spagnolo etichettato come bidone un po’ troppo presto dalla critica felina e antijuventina.

Buon Natale dalla Juve, insomma. La Roma tiene il passo, ma le altre scricchiolano. Come il SuperNapoli di Benitez, la squadra più europea secondo molti. Ritmo infernale quello di Conte che dovrà tenere duro e non presentarsi più davanti ai microfoni. Fossi la Juve, fossi Andrea Agnelli, comincerei a vagliare serie reazioni ufficiali. Il silenzio, in questo Paese, fa più male di certe strane e volgari voci, specie quelle televisive, specie quelle scritte sui giornali.

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Buon Natale pure da Colantuono. Una grande Atalanta. Brava e, a tratti, bella la squadra bergamasca. Proprio questo dà il senso di prepotenza dei bianconeri. Tale prepotenza ha infastidito il pubblico, ma stavolta il carroarmato nerazzurro è stato polverizzato dalla corazzata di Conte.

Ora sarà tempo di mercato. Le trattative di gennaio potrebbero spostare qualche pedina e qualche equilibrio, ma difficilmente qualcuno reperirà pedine in grado di attaccare il predominio bianconero. Così l’unico avversario della Juve è… la Juve stessa. Conte dovrà essere bravo a tenere viva la fame dei ragazzi. L’acquisto importate, addirittura, ce l’ha Conte già in casa: Simone Pepe.

Nel 2014 si ripartirà col botto. C’è la Roma. Per adesso è un +5. Gli scenari sono semplici: resta tutto com’è, si chiude il campionato, o qualcuno si illuderà. Comunque vada… sarà un successo.

Buon Natale.

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Juventus-Napoli 3-0 Siamo solo al 76%

La Juve asfalta il Napoli. Punto. Poco altro da dire. Anzi. A dire tutto ci pensa Conte in una frizzante intervista post-partita. La stessa intervista, rilasciata alle varie televisioni. Con tanti sassolini.

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Una critica va al sottoscritto: col 3-5-2 ha soppiantato le idee tattiche di Benitez che non hanno mai trovato applicazione contro la Juve. Di fatto, è la critica pesante ai vari Pistocchi: fenomeni (compreso me) senza mai scendere in campo, ovviamente. Comodi comodi su una poltrona di uno studio televisivo o sulla poltrona del mio ufficio.

La Juve è ai vertici del calcio italiano. Da almeno 3 anni. Lo ricorda con fermezza Conte “perché qualcuno fa finta di dimenticare”. Lo ricorda anche alla luce degli investimenti dei bianconeri “vogliamo davvero fare i calcoli”? Un Tevez preso a 9 milioni di euro e uno Llorente preso a parametro zero hanno fatto più e meglio degli acquisti milionari di Higuain e Callejon, tanto per capire dove voleva andare a parare Conte.

Panchina corta, ma panchina pensante se c’è lui in panchina. Lui che fra panchina e campo ha certamente vinto più di Benitez. Lui che esprime al massimo il desiderio perverso dello juventino “di vincere sempre, perché se quest’anno non vinco ci rimarrei malissimo”. Conte contro tutti, perché francamente ci siamo rotti le balle dei falsi opinionisti che inondano le TV ormai demenziali.

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L’unico a rilasciare commenti obiettivi, udite udite, è Arrigo Sacchi. L’unico con il quale si può veramente parlare di cosa questa Juve sta facendo da tre anni. Senza la squadra più forte, forse sulla carta. Senza gli acquisti più pregiati, certamente nel prezzo. Ma con la forza e la qualità di un lavoro enorme che ha un unico colpevole (è la parola più corretta pensando ai vari Porrà e Pistocchi di turno): Antonio Conte, da Lecce.

Il siluro di Pogba è solo il più bel gesto a suggellare una partita quasi perfetta. Il “quasi” è giustificato dal fatto che siamo in un mondo reale, e quindi imperfetto. Figurarsi se un po’ di delusione a non aver vinto 5-0 o 7-0 c’è, in fondo. Pogba costato zero euro. Pogba che ha solo 20 anni e tantissimi pregi.

Al di là dei meriti, al di là di un Pirlo che ha deciso di tornare Pirlo e quindi a livelli che per ogni mortale calciatore nemmeno lontanamente sfiorabili. I suoi 95 km/h sono stati battuti dal solo Pogba (102 km/h), ma la prodezza balistica è roba da far scattare Buffon a farsi 100 metri di campo per andarlo ad abbracciare. Dopo una partita così, di sostanza, di qualità, di intelligenza, di cuore.

E’ la Juve a essere tornata Juve. E se la Juve fa la Juve, come ha detto Llorente, c’è poco da fare. Con le assenze. Con la stanchezza. Con la forza di un’organizzazione maniacale.

Tre babà. Senza il rum. Sono gli altri a essersi ubriacati. Unico rimedio per curare l’antijuventinismo molesto. Buon campionato a tutti. E chissà se qualcuno, ieri notte, è fuggito via a cavallo di un motorino.

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Juventus-Napoli Sarà 3-5-2 a cause delle assenze [FORMAZIONI]

Conte aveva in mente il 4-3-3. L’Europa ha fornito al tecnico bianconero l’indicazione più importante sulla più valida alternativa al suo cavallo di battaglia di nome 3-5-2.

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Caceres e Chiellini fuori complicano la vita di una possibile difesa a 4, visto l’assenza di Lichtsteiner. Perciò il tecnico leccese si rifuggia nel 3-5-2. Con gli esterni di centrocampo che saranno Asamoah e Isla. Qui si gioca una bella fetta di match. Lo svizzero mancherà tantissimo in fase di spinta. Mentre Ogbonna è chiamato a confermare i 13 milioni di euro di valutazione.

Altra zona del campo che darà risposte importanti per Juve-Napoli è il centrocampo. Più che la sfida fra Pirlo e Inler, saranno decisivi gli scontri in fase di interdizione fra Vidal, Pogba (favorito su Marchisio) e i cagnacci di Benitez.

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Tevez e Higuain dovranno far cambiare numero al tabellino. Accanto all’Apache giocherà Llorente. Lo spagnolo è in crescita. Indubbiamente deve migliorare, ma la sua struttura fisica appare tarata ai desideri di Conte. Qualche imprecisione in merito durante lo smistamento del pallone sarebbe cosa gradita.

La cosa preoccupante riguarda la panchina. Niente esterni (Padoin, De Ceglie, Peluso) contro Quagliarella e Giovinco. Più Marchisio. Sono questi i nomi a cui aggrapparsi nel secondo tempo.

Il tutto mentre la Roma se la prende col Palazzo. Il solito Palazzo. Con un meteo il cui vento appare soffiare forte. Chi sposti il vento, chi ci sia in quel Palazzo è un mistero. Un mistero misterioso che Conte dovrà alimentare fortemente.

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Juventus-Napoli All’inseguimento dei giallorossi

Bisognerebbe mettere la freccia, dare un’accelerata al gas e lanciarsi all’inseguimento della Roma. Questo è l’obiettivo di questa sera per la Juventus.

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In attesa della sosta, quindi di un po’ di riposo, con la possibilità di recuperare importanti innesti (Vucinic e Lichtsteiner su tutti), Conte è chiamato a un’altra grande prova. Fiorentina a parte, la Juve ha dimostrato di essersi svegliata ritrovando il vigore dei tempi belli e la qualità che è sempre stata superiore agli avversari.

Benitez è un avversario tosto e intelligente, navigato come tecnico e tanta esperienza. Il suo Napoli è un ostacolo duro, con alcuni uomini molto in forma. Niente di strano, quindi, quando Conte richiama all’attenzione i 90 milioni spesi sul mercato. Un fatto, una evidenza. Il che vuol dire che se è vero che la Juve è chiamata alla terza conferma consecutiva, allora è maggiormente vero che Benitez è chiamato a mettere in bacheca qualcosa altrimenti “non avrà fatto nulla“. Dialettica, normale scambio di battute fra due volponi del calcio.

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Le assenze partenopee non sono lontanamente paragonabili a quelle bianconere, con gli ultimi due forfait Chiellini (infortunio) e Caceres (meglio che non dico nulla, nda). Fortunatamente in campo andranno Tevez e Higuain. I due argentini che stanno facendo benissimo in questa loro prima stagione italiana.

Conte ha meglio di tutti descritto le differenze tecniche fra i due attaccanti: inutile dire che fra Napoli e Juve, per Higuain, hanno fatto differenza i 40 milioni investiti da De Laurentiis.

Appuntamento alle ore 20:45. Col risultato della Roma già acquisito. Ininfluente quando si gioca Juventus-Napoli.

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La supermoviola? No, “parliamo di calcio”

Parliamo di calcio. Ora che non conviene a nessuno. Ora che conviene a tanti. Parliamo di calcio.

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Dai microfoni della radio a quelli della TV, passando per l’inchiostro sciupato nei giornali di ogni mattina. Polveroni, episodi nascosti, trafiletti, sommarietti opportunamente scritti. Da Varriale a Porrà, dai moviolisti Sky a quelli Mediaset. Parliamo di calcio?

Ci sta provando Conte. Da almeno tre anni, fin quando non sbotta come l’altro giorno contro la D’Amico. Fin quando non se ne può più. Il limite della pazienza e dell’educazione lo stiamo spostando sempre più in là, sempre più distante, fissando record mondiali inimmaginabili.

Il giochetto di istigare solo quando fa comodo a certi personaggi regge sempre in Italia. Solo in Italia.

Parliamo di calcio? Ok.

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I centimetri di Asamoah contro il Genoa sono ancora in fase di analisi. Intanto è passato il concetto che la Juve rubba, continua a rubbare. Solo che in quella domenica ci furono i due aiutoni al Napoli. Chiamiamoli aiutoni. Nessun motorino ha permesso però a De Laurentiis di scappare. Con Benitez che urlava ai microfoni “Napoli aiutato? Non scherziamo!”. E chi scherza, caro Rafa?

Già ieri sera non scherzavamo quando chiedevamo lumi sul rigore non dato a Cuadrado. Per dirla come i nostri amici tifosi antijuventini hanno fatto, e fanno, da anni: due piccioni con una fava, cioè favore al Napoli che ha portato a casa i tre punti e favore al Milan che Cuadrado non se lo ritroverà contro. Il Milan che si lamenta per la gestione arbitrale dei match: l’assenza di Meani pesa, a quanto pare. Perciò la colpa è di Parolo che anziché tirare da 40 metri ha fatto il furbo tirando da 38, mentre Montolivo continua a picchiare imperterrito senza possibilità di vedere sventolato il cartellino color rosso.

Eppure stamattina la Gazzetta non ha titolato “Napoli non così!”, né i tifosi hanno esclamato parole quale “scandalo”, “vergogna” e via così. Senza Juve, questa parole fanno poco effetto. Fanno vendere pochi giornali. Fanno meno numeri in tv e fanno fare meno caffè ai bar.

E mentre Rolando dà UNA MANO all’Inter di Mazzarri che continua a lamentarsi degli arbitri, episodio passato in sordina, qualcuno fa notare come la Fiorentina sia massacrata dagli arbitri (ma guai a far notare che il rigore contro la Juve non c’era, secondo il regolamento; e guai a far notare che Aquilani andava espulso). Campionato già deciso, dice qualcuno. Da chi e per chi è questione ancora ignota, almeno fino a quando Conte non prenderà la vetta del campionato. A quel punto sarà chiaro il “chi”.

Resta un dettaglio: “alla Juve manca un rigore: netta la spallata su Tevez” (fonte: Gazzetta dello Sport). Ma è un dettaglio: il rigore non concesso è solo per sviare le indagini. E poi… parliamo di calcio.

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La moviola di Napoli-Torino: il movimento controintuitivo

Dopo l’illecito strutturato, ecco la genialata più creativa: il movimento controintuitivo.

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E’ appena finita Napoli-Torino leggerissimamente decisa da episodi arbitrali. Ventura voleva lasciare il campo già a fine primo tempo, in segno di protesta. Ha finito il match ridendo e scherzando con la panchina, giusto per salvare il cuore.

E’ mancato solo che a fine match Mazzoleni consegnasse le medaglie di Pechino mai ritirate.

Primo rigore: Mertens è più furbo di Bellomo e De Marco ci casca.

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Secondo rigore: Mazzoleni, sensibile ai fogli di giornale, decide di rendersi simpatico ai napoletani e concede un fallo di mani che non c’è, anche perché in un Genoa-Juve non venne sanzionato.

Il problema è la gestione mediatica. Nessun accenno alla moviola, anzi il completo ribaltamento della verità, nonostante le immagini.

Il più onesto, alla fine, sarà Billy Costacurta che negli studi di SkySport non ce la fa più a una simile vergognosa pantomima ed esplode in un “rigore inventato”, riferendosi al secondo. Moviola abolita invece in MediasetPremium che piuttosto manda le immagini del pubblico, del Maschio Angioino e del Golfo.

Higuain intanto si avvicina alla quota di 20 gol, profetizzata da Benitez: mancano solo 15 rigori.

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