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Caccia grossa alla punta. Scegli il tuo attaccante preferito!

La Juve dell’ultimo mese è stata un trattore. Un trattore che dove è passato lui… non è più cresciuta l’erba. Una sinfonia di muscoli e idee, di gol e di uomini-gol.

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Antonio Conte l’ha ancora una volta ribadito: “gli attaccanti devono giocare con la squadra e per la squadra, così i gol arrivano e non mi importa chi segna”. La Juve è di fatto una fabbrica di gol: 17 i giocatori che hanno esultato almeno una volta quest’anno, a fronte di un centrocampo super con all’attivo ben 30 reti.

Se Matri è il cannoniere con 10 centri, Marchisio non è da meno: 9 realizzazioni per lui. A seguire poi c’è Vidal, c’è Pepe, lo stesso Pirlo. Contro la Roma Vucinic e Quagliarella non hanno segnato, ma hanno confermato qual è la loro importanza nell’economia di gioco bianconero: fondamentale. E perciò viene spontaneo chiedersi che tipo di giocatore deve cercare la Juve. Quale top player è più indicato per gli schemi di Conte.

Vediamo alcuni nomi.

Dzeko. La Juve lo ha inseguito a lungo nell’estate del 2010, ma invano. Alla fine, addirittura, fu Diego a raggiungerlo in Germania, mentre poi il City diede l’assalto con un assegno da 35 milioni di euro. Oggi per Mancini non è indispensabile e se dovesse arrivare una punta l’indiziato a lasciare Manchester sarebbe proprio il numero 10 blues. La Juve attende. Sarebbe il classico bomber boa, uno che però ama correre molto in diagonale, uno che sa stare in area di rigore e partecipa molto all’azione d’attacco. Come piace a Conte.

Cavani. E’ l’idea che sui giornali viene fortemente promossa. Il ragionamento è semplice: l’attaccante non è più sicuro di rimanere a Napoli, cosciente del fatto che lì si vive bene, c’è un grande calore da parte del pubblico, ma poche possibilità di affermarsi e scrivere la storia che conta. E’ una leva importante per tentare un primo approccio. Prima punta molto mobile, vede la porta come pochi, forte fisicamente e molto tecnico. Sarebbe un piacevole rinforzo.

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Suarez. Dribblomane nato, ha segnato tantissimo in Olanda con l’Ajax, mentre in Inghilterra la media si è leggermente abbassata. Il campionato olandese è altra roba, quindi nessun dramma. Ama partire dall’esterno, sarebbe il compagno ideale per Vucinic, agendo sull’altra sponda del campo. Ci sono dubbi soltanto sul carattere, e sul prezzo del cartellino.

Higuain. E’ uno dei miei preferiti. L’argentino può giocare in mille ruoli, rimarrebbe ugualmente utile e pericoloso. I numeri parlano chiaro: bomber di razza purissima, anche utilizzato a piccole gocce come sta facendo Mourinho (quest’anno già più di 20 gol). Sarebbe un colpo da favola considerando l’età. Difficilmente credo che il Real se ne priverà in estate, ma mai dire mai.

Van Persie. Gioiellino preziosi, Wegner gli ha affidato il totale controllo della truppa dei Gunners e lui sta rispondendo con i fatti. Fascia al braccio è stato trasformato in leader, ma soprattutto in punta centrale. Nato come esterno d’attacco in uno schema a 3, oggi fa reparto da solo. Piedi fatati, dribbling micidiale, fantasia al servizio di tutta una squadra. Con lui al fianco è sbocciato pure Walcott che ne sfrutta gli assist e le verticalizzazioni, oltre a un movimento costante lungo tutto l’arco offensivo. Ecco perché Conte farebbe carte false per portarlo a Torino. Maturo al punto giusto, Moggi avrebbe preso di sicuro il numero 10 dell’Arsenal. Marotta?

Benzema. Attaccante potente e mobile, capace di giocare di sponda e risolvere con colpi singoli le partite. Forte di testa, fisico strabordante, il talento che tutti avevano pronosticato come erede di Trezeguet è in realtà molto diverso dal bomber bianconero. E nell’ultimo periodo è ancora più maturato dal punto di vista caratteriale. Purtroppo per noi Mourinho se ne è accorto, quindi anche questa operazione appare tutt’altro che fattibile. A meno che il Real non decida ancora una volta di spendere vagonate di soldi per un centravanti. A quel punto uno fra Higuain e Benzema dovrà per forza di cose… partire.

Drogba. L’avevamo scritto e vi rimandiamo all’articolo in questione. Per noi sarebbe il colpo per sopperire al colpaccio. Detto diversamente: i nomi su cui puntare sono quelli già trattati, ma se non riuscissimo a portarne a casa alcuno, allora converrebbe pensare a una soluzione tampone. Per cui, un attacco composto da Vucinic, Quagliarella, Matri, Drogba e un giovane talento ci sembra molto buono per affrontare la prossima stagione, in attesa… appunto del grande colpo. Da Torino fanno sapere di bocciare la soluzione: vogliono gente fresca, giovane, da far crescere e maturare. I 34 anni dell’ivoriano sono invece tanti, troppi.

E ora a te: scegli l’attaccante che porteresti a Torino?

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Tutti i nomi del mercato della Juve

Stemperiamo la tensione pre derby d’Italia con un po’ di sano fantamercato. A scatenarlo è stato Tuttosport con un paio di nomi eccellenti.

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Un punto sembra certo: la Juve, a giugno, acquisterà un top player. Uno vero, uno di quelli detti “pezzo da novanta”. Uno che può cambiare qualsiasi partita in un solo minuto. Uno di quelli lì.

Nomi? Tanti, troppi, e la maggior parte dei quali non acquistabili. Chi ha un cartellino spaventosamente costoso, chi ha un ingaggio mostruosamente alto. Prima di lanciare sproloqui contro Andrea Agnelli e Marotta bisogna rimanere attaccati alla fattualità di certe trattative e alle finanze del club. La Famiglia non investiva negli anni d’oro della Triade, figuriamoci adesso.

Una cosa però la si può fare già adesso: individuare i parametri coi quali giudicare i prossimi acquisti. E’ quello che faremo in questo articolo.

Conte proseguirà col lavoro tattico attuale, quindi schemi affidati al 4-3-3 o al 4-5-1 o, al più, al 3-5-2. Dividiamo il problema fra i tre reparti.

La difesa: o così o un fuoriclasse

Leonardo Bonucci

Leonardo Bonucci in un'azione di gioco

Chiellini, Barzagli e Lichtsteiner sono i perni da cui non si può prescindere. Inutile snocciolare aggettivi positivi che risulterebbero banali. Caceres e De Ceglie hanno conquistato sul campo la promozione: ottimo l’inserimento del sudamericano che si è dimostrato tanto duttile quanto utile; positiva e stupefacente la crescita di Paolino, terzino di alto livello che sta acquisendo sempre più personalità. Non metterei in discussione Bonucci e credo che la società non lo farà. De facto la Juve, in questo reparto, è completa a meno che non si trovi il genio di turno, il fuoriclasse. Ma chi sono oggi i fuoriclasse della difesa? Per di più acquistabili. Si parla di Dedé, ma fra il brasiliano e Bonucci mi tengo stretto l’italiano.

Il centrocampo va solo puntellato

Vidal-Pirlo-Marchisio: mettere in dubbio i tre tenori è alquanto sospetto della fede bianconera di chi lo fa. Certamente occorre due sostituti di altissimo valore. L’anno prossimo i mercoledì non saranno più liberi e Conte non potrà schierare gli stessi 11 per più partite consecutive, così servono ricambi d’eccezione. Il punto è: investire sui giovani o pescare sul mercato? Sia chiaro: niente più Pazienza, niente più Padoin.

Ouasim Bouy

Ouasim Bouy, proveniente dalle giovanili dell'Ajax di cui era capitano

In Primavera, e sfonderò una porta aperta in molti di voi, ci sono giocatorini niente male. Come il Marrone di inizio anno, può davvero valere la pena investire su uno di loro. Appelt nelle vesti di vice Pirlo, o Bouy come vice Marchisio (l’olandese mi piace da matti), o Chibsah come vice Vidal. Con un occhio vigile sul caso Pogba che danno come giocatore già pronto per un grande club.

Particolare attenzione merita il discorso delle ali. Giaccherini merita la riconferma: duttile e ottimo rincalzo. Pepe non si tocca, ma è chiaro che serve un fantastico saltatore-di-uomini, uno tipo Robben tanto per essere chiari. L’olandese è quasi inavvicinabile e il Bayern non tratterà con Marotta dopo lo sgarbo-Vidal. Però serve proprio uno con quelle caratteristiche. Di più: bisogna vedere Conte se intende rimettere mano al 4-2-4. In tal caso cambierebbero molte cose nella rosa bianconera.

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I dubbi si chiamano Estigarribia e Krasic e Elia: difficilmente il primo verrà riscattato (nonostante una partenza molto buona), mentre gli altri due sono fuori dal progetto Conte. Denaro liquido da reinvestire o preziose pedine di scambio da non sciupare.

Non era un problema, lo è diventato: l’attacco

E’ decisamente il problema, quando a inizio anno sembrava uno dei migliori in assoluto. Quagliarella non ha del tutto recuperato e la rinconferma sembra a rischio. A meno di giocare gli ultimi mesi come i suoi primi in bianconero, l’attaccante di Castellammare rischia seriamente la sua permanenza a Torino. A Conte, paradossalmente, serve uno con le sue caratteristiche: abile nel dribbling, buon senso del gol, tiro dalla distanza, un capace di giocare, all’occorrenza, fra le linee.

Fabio Quagliarella

L'esultanza di Fabio Quagliarella

Serve un top player, uno di quelli che ti risolvono il match, uno che porti ancora più peso in attacco. La prima punta che serve a Conte deve essere mobile, forte fisicamente, capace tecnicamente di giocare spalle alla porta. Quest’ultima caratteristica manca terribilmente nel repertorio di Matri che, in più, necessita di continui e cospicui rifornimenti dall’esterno e da una seconda punta. Ma l’ex Cagliari è comunque una risorsa importante, fin qui l’unico che l’ha messa dentro con una certa regolarità.

Vucinic non si tocca, sebbene dovrà imparare a gestire le sue assenze. La continuità è il suo problema, su quella Conte dovrà lavorare molto. A noi piace il Vucinic delle ultime settimane e vorremmo sempre vederlo così. In ogni caso è un punto fermo negli schemi del tecnico leccese.

Del Piero lascerà: si guarda al futuro. Borriello non verrà riscattato.

I nomi del fantamercato

Veniamo ai nomi. E dopo tanti giri di parole, ecco che siamo arrivati al dunque. Su chi deve puntare la Juve? La mia idea è piuttosto semplice: la difesa, nello spirito di sacrificare la maggior parte dei soldi per l’attacco, dovrà essere toccata il meno possibile. Se si insisterà sul trio dei centrali Bonucci-Chiellini-Barzagli, allora conviene prendere un terzino sinistro, uno tipo Kolarov. E Caceres diventerà il jolly buono per sostituire Lichtsteiner o andare nel mezzo. Non vedo nomi grossi per la difesa, onestamente.

A centrocampo proverei a promuovere uno dei tre giovanotti che animano la primavera. Appelt potrebbe fare le veci di Pirlo, mentre Bouy sarebbe da lanciare via via in campionato, quando uno fra Marchisio e Vidal dovrà necessariamente riposare. Nomi grossi? Beh difficile farli senza poi dover spendere (ipoteticamente) un mucchio di soldi. Marotta dovrebbe ripetere l’operazione Vidal: da incorniciare. Ma non sarà facile. Occhio perciò ai parametri zero, tipo quel Montolivo che nelle vesti di mezz’ala, così come lo faceva giocare Prandelli, potrebbe davvero sostituire egregiamente Vidal e/o Marchisio. Altrimenti l’unico nome che mi viene in mente è quello di Nainggolan, senza però farsi prendere per la gola da Cellino.

Sulle corsie esterne sono pochi in grado di fare la differenza e rimaniamo nel mondo reale. Forse Nani, ma Fergusson non vuole liberarsene. A costi molto contenuti Afellay sarebbe un bell’acquisto, mentre Walcott appare irraggiungibile.

Giuseppe Rossi

Vicinissimo a vestire la maglia bianconera nella scorsa estate. Marotta ci riproverà?

In attacco io riverserei gran parte dei soldi da investire. Uno tra Dzeko e Benzema nelle vesti di prima punta: serve come il pane. E uno fra Higuain e Tevez, impossibili da prendere. Se recupererà, visto che il Villareal non se la passa benissimo, io tenterei l’assalto a Giuseppe Rossi. Sul discorso Giovino, invece e infine, tutto è nelle mani di Antonio Conte.

Ci aspetta un’estate scintillante. Speriamo di arrivarci con qualcosa di concreto per le mani.

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Il mercato della Juve: dove sono i campioni?

Bene i primi acquisti, ma la Juve è sempre stata fatta da campioni. Campioni autentici, di livello mondiale. Dove sono? Che intenzioni hanno Marotta e Andrea Agnelli?

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Sono le paure dei tifosi bianconeri alla luce delle recenti e scottanti delusioni sul campo e delle belle parole spese dagli attuali dirigenti ai microfoni. Come in molte cose, la verità sta esattamente in mezzo. Marotta, in particolare, ha promesso acquisti di livello mondiale, a più riprese e pareva piuttosto serio. Non mantenere queste promesse lo metterebbe in una posizione difficile agli occhi dei tifosi. Confido perciò nella serietà del mio Direttore Generale.

Fiducia sì, ma cautela e tanti fatti. Pirlo e Reto Ziegler sono affari ormai fatti. Nel momento in cui scrivo Pirlo ha finito di sostenere le visite mediche a Torino e domani a pranzo [n.d.a. oggi] verrà presentato alla stampa, mentre lo svizzero sosterrà le visite mediche fra la giornata di mercoledì [n.d.a oggi] e giovedì, in relazione ai suoi impegni.

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Due affari a costo zero, ma di buona efficacia. Personalmente ritengo Pirlo un ottimo acquisto, e lo stesso dicasi di Reto Ziegler, un fluidificante di grande forza fisica e buona tecnica che può tornare comodissimo ad Antonio Conte. Col suo arrivo la fascia sinistra può dirsi completa, stante la conferma di Paolo De Ceglie.

Ma ora servono i fatti. Cioè quei campioni promessi. Principalmente uno in attacco – e specificatamente uno fra Aguero, Tevez e Benzema – e uno sulla fascia sinistra – da Nani a Ribery, da Walcott a Lennon – senza dimenticare le trattative legate a Bastos, al riscatto di Aquilani, all’acquisto di Montolivo.

Infine, e questo è il passo principale per migliorare la rosa da consegnare a Conte, bisogna vendere. Vendere bene, cedendo i cadaveri che hanno troppo spesso condizionato le recenti stagioni bianconere con le loro mortificanti prestazioni. Mi riferisco ai vari Grygera e Grosso, Motta e Martinez, Iaquinta e Amauri. Basta, basta con questa gente. Sotto con i fuoriclasse.

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E il mercato di qualità della Juve? Quali sono i nomi?

Ancora tre partite, poi scatenate l’inferno. Le redazioni dei quotidiani sportivi italiani sembrano orientati verso questa strategia. Ancora tre partite di campionato poi ogni singolo articolo sarà dedicato al calciomercato.

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Da tifoso juventino mi preoccupo ovviamente della mia squadra, forte, o spaventato, a seconda del giudizio o del pregiudizio, di una promessa di Marotta: “Il mercato della Juve sarà di qualità”. Il che tradotto porta a grossi nomi, o a nomi di campioni o campioncini.

Da molti giorni esistono una vasta letteratura in merito, ma tutti i nomi sembrano più buttati a mo’ di esempio piuttosto che trattative vere. Questo mi fa ben sperare. Come di Moggi non si conoscevano né si potevano anticipare le mosse, così come su Marotta si sta farneticando e fantasticando. Speriamo solo che i risultati siano parzialmente simili.

Le necessità sono sotto gli occhi di tutti. Le cifre sono sempre opinabili.

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Un paio di nomi mi sembrano già alquanto veritieri: da Beck (6 milioni per un capitano e un ragazzo interessante di 23 anni mi sembrano congrui) a Bastos (si attende davvero il suo essere comunitario o si sta ancora trattando sul prezzo, ammesso che sia l’obiettivo numero 1 di Marotta), da Pirlo a Giuseppe Rossi.

Ecco i nomi più succosi. Il regista del Milan finito in panchina per problemi fisici e una strana idea di Allegri sarebbe una pedina preziosissima per Del Neri, in un classico 4-4-2 o in un 4-2-3-1 o in un 4-3-3 in stile Nazionale. La qualità di Pirlo non si discute e secondo me potrebbe essere un affarone: zero euro per il cartellino, lauto ingaggio per uno che ha già dimostrato parecchie cosette. Inoltre al suo fianco Aquilani potrebbe finalmente maturare. Con Marchisio e Felipe Melo la Juve, infine, non avrebbe certo problemi in quel reparto.

A Firenze si continua a parlare di Montolivo. O rinnova a breve o ha già trovato la destinazione. Anche lui sarebbe un’ottima scelta e un ottimo acquisto, ma a questo punto si metterebbe in discussione la permanenza di Aquilani. Sul gioiellino ex-Liverpool nessun dubbio sull’integrità fisica e le qualità tecniche: resta il problema di trattare con un Liverpool rinvigorito dopo l’esonero dell’ex-tecnico dell’Atalanta di Milano. Per Montolivo occorrono un bel po’ di milioni di euro, circa 15, parte dei quali ammortizzabili col cartellino di Martinez (in comproprietà, come suggeriscono da Firenze, o per intero, valutato molto meno dei 12 milioni spesi da Marotta a luglio).

E Giuseppe Rossi? A questo nome già credo poco. Ci spero, ma ci credo poco. La Juve venderà sicuramente, o scambierà, Iaquinta e Amauri. Toni potrebbe far comodo seduto in panchina (ma la sua permanenza in bianconero verrà vagliata a giugno), Del Piero rinnoverà, Quagliarella e Matri verranno riscattati. Cinque uomini in attacco per la nuova Juve? Troppi, perciò mi pongo il seguente quesito: siamo sicuri sul fatto che Quagliarella e Matri verranno entrambi riscattati? Servono a tal proposito 10 milioni per il napoletano e 15,5 in tre rate in tre anni per l’ex-Cagliari.

Inutile, infine, parlare di Benzema (servono tanti soldi, a meno di qualche miracolo di Marotta e una rinuncia a uno degli attaccanti di cui sopra) o di Tevez (ingaggio spaventoso), del Kun Aguero (non bastano 20 milioni di euro) o di Pastore.

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Juventus e il fantamercato di aprile

Ci sarebbe mille seri argomenti su cui discutere, ma prende piede (almeno limitatamente sui giornali) la nuova Juve. Cioè quella che Marotta dovrà allestire per il prossimo anno muovendosi in anticipo già da adesso.

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Posto che non ci sono moltissimi soldi e che le eventuali entrate non permettono di sorridere più di tanto (pensa agli 8 milioni necessari per acquistare Sissoko, altrettanti o poco meno per Amauri, circa 5 milioni per Iaquinta e via così), Marotta ha comunque sguinzagliato in giro per l’Europa una schiera incredibile di osservatori. Già questo la dice lunga su come sono cambiate le cose in casa bianconera: prima si leggevano i giornali, ora si prova a toccare con mano. Certo che se per ogni osservatore avvistato si imbastisce una trattativa (almeno limitatamente sui giornali) più che chiarirci le idee… le confondiamo a più non posso.

Ma tant’è, è il fantamercato di aprile. Che segue quello di marzo e anticipa quello di maggio che è poi in scia alle vere trattative dell’estate. Estate che comincerà nel migliore dei modi per la Juve. La prima occasione per sorridere è il rientro di Quagliarella che è previsto per le ultime tre giornate di campionato. Praticamente (forse) inutile per qualsivoglia obiettivo, fondamentale invece per rompere il ghiaccio col rientro in campo e prepararsi con un altro spirito alla prossima stagione. Che sarà alla Juve, perché il riscatto di Fabio è assicurato dai primi 4 mesi in cui, quasi da solo, tenne viva una Juve tremendamente aggrappata alle sue giocate (che hanno influenzato pure i gol dei centrocampisti, leggi Marchisio, Aquilani e Krasic). La seconda occasione per sorridere sarà poter vedere in coppia Matri e Quagliarella, che, a meno di colpi di scena sul mercato, per me sarà la coppia del prossimo futuro. Giovani e aitanti, italiani e ben integrati fra loro. La terza occasione per sorridere è proprio la non necessità di spendere oltre un mese a capirci qualcosa di Juve e della situazione disastrosa trovata in Corso Galileo Ferraris. Cioè quanto accaduto un anno fa, a fine maggio, quando si insediarono Marotta-Paratici e Andrea Agnelli.

E partiamo col fantamercato.

Alla Juve servono almeno due terzini affidabili. Di spinta e in grado di garantire un certo numero di presenze. Paolo De Ceglie sarà l’ennesima scommessa, visto che il ragazzo aveva cominciato molto bene la stagione per chiuderla praticamente con quel maledetto infortunio. Sono trascorsi 5 mesi di De Ceglie non si ha più notizia. Grosso e Traoré verranno gentilmente salutati, e sì che il campione del mondo è sembrato rinato contro la Roma. Fuoco di paglia?

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A sinistra e a destra i nomi sono tanti. L’impressione è che si punterà su De Ceglie affiancandogli Michel Bastos, capace quest’ultimo di ricoprire tutti i ruoli di fascia: terzino e soprattutto ala, garantendo così a Del Neri ampio ventaglio di scelta. Un bel paio di milioni di euro saranno spesi per Beck, dai capelli biondi e buona personalità. Fa il capitano in una modesta formazione tedesca, ma ha alle spalle ottime prestazioni in Nazionale. Niente da fare per Motta e Grygera soppiantati da Sorensen la cui riconferma non può essere messa in dubbio, pena una chiamata alla più vicina neuro.

A centrocampo saluteranno Sissoko e Martinez, oltre a Salihamidzic. Svecchiamento e soprattutto incremento di qualità. Gli incontristi ci sono e per me sono intoccabili: Felipe Melo e Marchisio (il quale pare aver soffiato la fascia di capitano a Chiellini, se non altro per un rendimento superiore). Aquilani verrà riscattato a meno di clamorosi colpi di scena e quindi serve una pedina. L’ipotesi di poter prendere Pirlo a parametro zero non è da scartare a mio avviso. Qualunque sia il modulo su cui si punterà la prossima stagione, le qualità del Nazionale Italiano sono indiscutibili e da anni ormai la Juve cerca un regista di quel tipo. Non capisco però perché il Milan dovrebbe privarsene. Anzi sì: 6,5 milioni di euro sono tantini e certo non può prenderli alla Juve. Staremo a vedere confidando che a Torino faranno comunque la scelta giusta. Se non Pirlo, allora il sogno resta Mascherano per costruire un centrocampo solidissimo: il preferito di Maradona è in grado di garantire equilibrio, forza, dinamismo e un po’ di ordine. Anche qui non capisco perché il Barca dovrebbe privarsi del suo recente acquisto: anzi sì, non gioca mai e Guardiola ha in rampa di lancio un giovanotto mica male. Il terzo nome, uscito di recente, è quello di Montolivo e credo che qui il discorso Nazionale di Prandelli si faccia sempre più interessante. La mediana composta da Montolivo-Aquilani-Marchisio è praticamente il terzetto azzurro con cui Prandelli ha disegnato il suo 11. Tre centrocampisti dai piedi buoni capaci di garantire la giusta giocata in ogni parte del campo e in ogni minuto della partita. Tre centrocampisti in grado di garantire copertura totale dei sistemi di gioco con cui la Juve potrà presentarsi la prossima stagione: 4-4-2 delneriano (con Montolivo-Aquilani in mezzo e Marchisio sulla fascia sinistra, Krasic a destra) 4-3-3 (con appunto i tre tenori e Krasic avanzato in attacco, Quagliarella a sinistra e Matri in mezzo) e difficilmente il 3-4-3 (con tre centrali puri, tipo Bonucci-Barzagli-Chiellini, a coprire la mediana composta da Montolivo-FelipeMelo-Aquilani-Marchisio). Fantasia tattica epperò all’estero questi schemi funzionano, mentre in Italia vengono banditi come pazzia o chissà cosa. Il più avvicinabile dei tre è Montolivo per il quale la Juve potrà giocarsi alcune contropartite: Sissoko, Amauri e lo stesso Iaquinta, più un piccolo conguaglio!

Su Simone Pepe tendo a ragionare in questo modo: quali competizioni giocherà il prossimo anno la Juve? Io preferirei nessuna internazionale, solo campionato e Coppa Italia e ho già espresso le mie ragioni. Tutt’altro che faziose se solo si mettesse da parte la delusione cocente delle ultime due annate. Verrà riscattato se e solo se l’anno prossimo la Juve giocherà la Europe League. Perché c’è bisogno di un vice-in-fascia. Destra o sinistra per Pepe non fa differenza. E, nonostante le critiche vuote, si è dimostrato uno dei più positivi per corsa, impegno e fatti dimostrati sul campo. Accolto con indifferenza ormai la storiella del brocco non regge più ed è pure antipatica nei confronti di un minimo di dignità intellettuale.

Nodo attacco. Alessandro Del Piero inaugurerà il nuovo stadio e sarà pronto per salutare (già piango) una maglia onorata come nessuno mai aveva fatto nella storia bianconera. Saranno 19 gli anni di permanenza, con numeri che non riesco più a commentare. Ancora lui con quel 10 stampato sulla pelle, più che sulla maglia.

Matri e Quagliarella rappresentano, come detto, presente e futuro. Hanno dimostrato, sino a qui, coi numeri di poter diventare protagonisti con questa maglia meritandosela a forza di gol e prestazioni. Citando un grande… solo un cieco può non vedere quello che hanno combinato questi due ragazzotti qua.

Luca Toni rischia seriamente di salutare Torino. Potrà rappresentare l’ancora di salvezza in certi momenti della stagione, momenti che a Torino in realtà sembrano essere il quotidiano: infortuni, assenze, defezioni dell’ultima ora. Buono buono in panchina e con tanti cross a disposizione può pure rendersi utile. Ma tutto dipende dall’acquisto. Perché un acquisto là davanti la Juve lo farà. Gilardino, Benzema, Giuseppe Rossi, finendo con Neymar. Tutti nomi costosi, tutti nomi che però servirebbero a questa Juve. Per diversi motivi. La potenza di fuoco di Benzema sarebbe perfetta in un 4-4-2 come aveva in mente Del Neri di applicare: Matri-Benzema o Quagliarella-Benzema. Giocatore d’area, giocatore in grado di svariare lungo tutto l’arco d’attacco, che sa giocare spalle alla porta, ma è pure capace di puntere l’uomo e tentare la giocata singola. Costa, ma con Mourinho si può fare: se l’è messo subito contro e potrebbe essere l’affarone postCalciopoli. Su Gilardino glisso: confesso che ho negli occhi la sua stagione a Parma. Che attaccante, scatenato e pazzo, come lo fu in quel magnifico europeo. Ma, appunto, tanti tanti anni fa. Nel frattempo una parentesi non proprio fortunata, nonostante i numeri avrebbero dovuto dargli ragione, col Milan e poi i soliti gol alla Fiorentina. Il dubbio è uno soltanto: reggerà l’ambiente juventino, squadra peraltro per cui tifa sin da bambino? Ecco perché io punterei, tutto sul piatto, su Giuseppe Rossi. Mi piace da pazzi. Il testone d’america potrebbe raccogliere il testimone di Alessandro Del Piero. Anche su di lui in Italia si tende a ragionare con una supponenza che è stancante e deprimente. Ha numeri da fuoriclasse assoluto, una personalità strabordante. In Spagna ne parlano di un bene infinito, soprattutto per la serietà dei discorsi e dei comportamenti, cosa che un tempo alla Juve era privilegiata rispetto al numero di gol o all’età o al tiro-a-giro! Col Villareal è entrato nella storia, a Parma salvò Ranieri praticamente da solo in appena 4 mesi, in Nazionale non ha mai deluso, insieme a Giovinco formò la coppia delle meraviglie con la maglia dell’Under 21! Ha 23 anni… ma che cosa si aspetta per portarlo a Torino??? Su Neymar nemmeno comincio il discorso: un 17enne che vanta gli occhi di Barca e Chelsea… vabbé, ci siamo capiti?

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La Juve vende Iaquinta e Amauri e prende chi?

Furono i primi colpi in attacco del postFarsopoli. Il campione del Mondo e il grande attaccante rosanero. Si sono rivelati due zavorre. Per la verità l’azzurro, cioè Vincenzone, è risultato un tantino più utile di Amauri, ma poca roba per una qualunque formazione ambiziosa di un traguardo minimo. Le storie sono comunque differenti.

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La prima partecipazione al Torneo Aziendale organizzato da Moratti & Soci vide la Juve presentarsi con un attacco fortissimo: Del Piero, Trezeguet, Iaquinta e Palladino. Quest’ultimo aveva impressionato positivamente in Serie B con Deschamps in panchina, quando il tecnico francese lanciò, con molto coraggio, giovani quali Marchisio, appunto Palladino e poi De Ceglie (addirittura in gol contro il Lecce dopo pochi minuti dall’ingresso in campo), Venitucci, Bianco, Paro, Mirante e via così. Segnò pure un bel gruzzoletto di gol, ma quel genio di Ranieri non lo fece mai giocare, se non in posizione di esterno di centrocampo. Un po’ come quando il magico Arrigo Sacchi schierava il capocannoniere del campionato italiano Beppe Signori ala sinistra. Misteri della mente umana.

Per Iaquinta, che si alternò con i mostri sacri Del Piero e Trezeguet, 12 gol stagionali. In tutto, in poco più di 100 presenze, sono 40 le reti segnate. Un buon numero, forse non così elevato per una prima punta. A marcare con segno negativo un simile bottino di gol vi sono le presenze e la quantità di stop. Soprattutto negli ultimi due anni: appena 18 presenze lo scorso anno, appena 19 in questa stagione in cui la Juve avrebbe avuto tremendo bisogno del calabrese. Ed è proprio in quest’ottica che Marotta pare aver deciso, praticamente insieme ai tifosi, di cedere Iaquinta a giugno. Da un lato si riuscirebbe a monetizzare un attaccante che va per i 30 anni, dall’altro si mette fine a un’agonia che ha stancato: quando Iaquinta serve… non c’è mai. Mal di schiena, influenza, fastidi muscolari. Proprio lui che dovrebbe garantire fisicità e muscolarità. E via anche perché alla Juve serve un bomber di razza, uno capace di andare in doppia cifra, magari col 2 davanti. E Iaquinta in doppia cifra col 2 davanti non ci è mai andato. Il record di gol è di 17, con la maglia dell’Udinese nel campionato 2005-2006.

Su Amauri e sul perché il suo rientro a Torino a fine stagione non è consigliabile… chiedere a 16 milioni di tifosi. Non credo ve ne sia uno disposto a concedere una sesta o settima o ottava chance all’ex rosanero. Amauri è costato 23 milioni, incluso tutto Nocerino, un tipo di centrocampista che a Palermo ha raggiunto un’ottima dimensione e che al suo primo anno di Juve aveva retto la baracca con il suo dinamismo e una grinta da far invidia al miglior mediano. Amauri, soprattutto, è forse costato parecchi treni di mercato persi e mai più raggiungibili: non so quali, ma la sua permanenza a Torino ha di fatto bloccato il mercato dei centravanti bianconeri. E messo in disparte, sempre per quel genio di Ranieri, un certo Trezeguet.

I numeri di Amauri in bianconero sono impietosi: 100 presenze e 24 reti. Di queste reti però ben 14 risalgono al suo primo anno juventino. Poi 10 reti nelle ultime due stagioni, in 56 presenze. Appena 5 in campionato, con la sbalorditiva cifra dei gol segnati nel torneo in corso: 0 (zero!!!). A memoria, nella gestione Moggi, ricordo solo un altro attaccante capace di un simile record: Juan Esnaider. Riuscì nell’impresa, giocando con Zidane, di non segnare nemmeno una rete in una quindicina di presenze. Ma era un altro contesto e, in teoria, un altro attaccante.

Posto quindi che i due flop della dirigenza precedente verranno ceduti, parte il totocalciomercato: chi riuscirà a prendere la Juve per rinforzare il reparto d’attacco.

L’idea più suggestiva è la seguente: proporre un quintetto tutto italiano. Perché quintetto?

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Fabio Quagliarella ha convinto tutti e proprio il mese di gennaio ha confermato come il napoletano abbia aggiunto e, in parte, spostato gli equilibri di una formazione che stava cercando equilibri tattici. 9 reti tutte in campionato, tutte praticamente decisive. Media di 1 gol ogni 2 partite. Ma soprattutto: movimento perpetuo, pericolosità massima, assist, gol-scossa (tipo le rovesciate o la magia contro il Cagliari) e tanto possesso palla. Con Del Piero o con Iaquinta non ha avuto importanza: è stato il perno offensivo. Servono 10 milioni in 3 rate a partire da luglio 2011. Unico dubbio: come recupererà dal grave incidente subito il 6 gennaio 2011? Sui tempi di una sua ripresa aleggia un certo mistero, oltre che ottimismo: il recupero procede alla grande, ma non fatevi illusioni. Il vero Quagliarella lo potremo vedere solo in estate. Resta il fatto che uno così andrebbe riscattato e verrà fatto.

Alessandro Matri è la scossa che Marotta ha regalato a tutto il popolo bianconero. Il coro che una volta era di Trezeguet e che lo è stato ancora fino a 3 partite fa e che è stato due volte dedicato all’ex cagliaritano la dice lunga sull’impatto che l’attaccante ha avuto con l’ambiente bianconero. Tre gol in tre gare, un paio di grosse occasioni sbagliate, un gol da 3 punti contro l’Atalanta di Milano. E come Quagliarella, tanto movimento e possesso palla e un futuro tutto dalla sua parte. Servono 15,5 milioni di euro per il suo riscatto, pagabili in 3 anni. Età: 26. Numero di gol nel campionato corrente: 14. Sembrano garanzie per il futuro della Juve. E’ nel giro della Nazionale, sarebbe una follia non tenerlo, ben sapendo che ogni partita è un esame da superare.

Alessandro Del Piero e Luca Toni godono di un passato che, nel primo caso, non ha eguali in altre carriere e, nel secondo caso, è fatto di numeri. Rappresentano nell’ottica di Del Neri due pedine che all’occorrenza possono essere in grado di dare fiato ai titolari o rappresentare validissime alternative in determinate partite. Non discuto nemmeno la scelta di prolungare di un altro anno ancora contratto al Capitano. E poi mi piace pensare a Luca Toni come a Vierchowood, 34enne comprato da Moggi per tappare una falla difensiva. La storia racconta come quel numero 5, in maglia blu, la Juve abbia vinto la sua seconda Champions League e risultò fondamentale in campionato. Di Toni mi fido più che di Iaquinta e Amauri e secondo me può far bene. Marotta sa benissimo che non baserà la squadra di Luca Toni, ma sarà una pedina di lusso buona per tante occasioni.

Ed ecco il punto interrogativo: chi sarà il quinto? Indipendentemente dalla classifica finale, sperando di centrare la qualificazione europea, e non importa quale (o meglio, importa eccome!!!), alla Juve occorrono 5 attaccanti. Perché Del Piero avrà 37 anni e sarà l’ultimo giro di giostra concesso all’uomo (anche se il professionista vanta numeri da ventenne per presenze e comunque un buon numero di reti visto che quest’anno gli avevano chiesto assist e assistenza) e per i discorsi fatti su Luca Toni.

Suggestione: Alberto Gilardino. Quintetto tutto italiano. La non buona condizione della Fiorentina (classifica e finanze) mette in discussione la permanenza di Gila in maglia viola. Ha 28 anni, un buon numero di gol a supporto, ma l’ultima stagione non è stata brillante, ha bisogno di tanto supporto dalle fasce e dal centrocampo e c’è sempre quel grosso dubbio sulla pressione di certi ambienti (leggi Milan). La sensazione è che sia il candidato ideale in ragione di un costo certamente inferiore rispetto a un top-player. Ma chi sarebbero i top-player?

Resterebbe viva l’ipotesi Huntelaar: il rapinatore olandese è tornato ai suoi livelli in Germania e in quel campionato si può pescare. Anche perché col club proprietario del suo cartellino la Juve può giocarsi la carta Sissoko. Inutili i riferimenti a Sanchez (c’è il Chelsea di mezzo), mentre su Pastore il discorso è pura fantasia, nonostante le dichiarazioni dell’argentino e la logica del suo pensiero che è diametralmente opposta a quella del suo presidente.

Restano i discorsi legati alle operazioni che piacciono a Marotta: diritto di riscatto, prestito gratuito o oneroso. In tal caso si guarda all’estero. Benzema: non ha legato con Mourinho e quando rientrerà Higuain, con Adebayor in squadra, scalderà molte panchine. In prospettiva è un attaccante fortissimo e potrebbe pure ripercorrere le tappe del suo connazionale Trezeguet. Ma la Juve cosa può offrire? Pepito Rossi è un sogno, andrebbe a coprire una sorta di erede-di-Del Piero, ma servono soldi. Tanti soldi.

E tu chi suggerisci?

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Juve, a che punto stiamo col mercato?

La situazione adesso mi mette nervosismo. E mi fa rabbia anche solo leggere di affari conclusi e di cifre (ipotetiche o molto vicine alla realtà) alle quali certi affari potrebbero andare in porto.

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Fermo restando che ho totale fiducia nel gruppo Marotta-Paratici-Andrea Agnelli, chiedo però un passo in più in avanti per rispetto a noi tifosi.

Questa Juve è stata costruitanon so più quante volte l’ho dettosu alcuni pilastri. Venuti meno quelli, per infortunio tipo Quagliarella e Iaquinta, per cattiva forma tipo Aquilani e Krasic, per squalifica tipo Felipe Melo, la Juve è caduta in vecchie trappole legate a sconfitte clamorose e pareggi che ho già analizzato e classificato come difetti giovanili di una squadra ancora in costruzione.

Con Amauri e Pepe in avanti, o con un Martinez che ancora deve dimostrare tutto, o con un Sissoko in confusione mentale, si va poco poco lontano. Se a ciò aggiungiamo le poche defezioni del mercato, leggi Traoré e Marco Motta, ecco la frittata dei tanti punti che mancano alla Vecchia Signora. Ma con i se e con i ma non si fa la storia. Storia che ho già raccontato.

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Il cerchio viene chiuso allora da un ritorno al mercato. Mercato invernale che è sempre il più complicato. Amauri è difficile da vender senza perdere una valanga di soldi sul prossimo bilancio. A quanto pare Marco Motta ha estimatori in numero pari a zero, e quindi sei costretto a tenertelo. Grygera andrà fuori a fine anno, perché vuoi o non vuoi può tappare alcune assenze da qui a giugno. Legrottaglie e Grosso sono in uscita e l’acquisto di Barzagli serve proprio a questo!

La Juve non può comunque permettersi tutte queste incognite. Sta rientrando Paolo De Ceglie per il quale servono ancora due settimane. Fra una settimana torna Toni su cui esiste parecchia curiosità per quello che potrà dare fino a fine campionato (sarei per esempio curioso di sapere cosa avrebbe fatto lui con le due palle capitate ad Amauri contro la Samp) e domani sera ritorna Iaquinta (il quale non garantisce assolutamente il buono stato di salute da qui a tre settimane). E’ necessario una punta che la butti dentro e che non soffra di emozione davanti al pubblico torinese.

Chi parla di Pazzini o di Benzema probabilmente non ha capito nulla della Juve di adesso. Non ci sono i 17 milioni di euro che l’Atalanta di Milano sarebbe disponibile a spendere per il Pazzo di Genova, né i 20 milioni di euro richiesti presumibilmente dal Real, ora che Benzema serve come il pane viste le assenze in rosa.

Strano però che non si sia fatto un tentativo, almeno un tentativo, per Adebayor che il Real (ok, altro fascino) si è portato a casa con un prestito.

Curioso poi che si parla di 800 attaccanti e non si è ancora individuato un esterno di difesa degno di Juve e di un esterno di centrocampo capace di dare il cambio a Pepe e Krasic.

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Gli oggetti del desiderio del mercato bianconero

Purtroppo la coerenza è un pregio talmente grande… Così proviamo a giocare, visto che, fino a prova contraria, in casa Juve non si può fare molto altro. Proviamo a giocare con un mercato evidentemente bloccato dalla mancanza di fondi e di introiti derivanti da movimenti in uscita. Facciamo i nomi, ben sapendo che la totalità di questi sono e resteranno dei desideri. Dei meri desideri di mercato, (quasi) irragiungibili per valutazione economica e fattibilità delle trattative.

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Cominciamo col nome che più di tutti stuzzica le fantasie di Mr Del Neri e del Direttore Marotta. Giampaolo Pazzini, un nome, una garanzia. Da quando ha lasciato Firenze il Pazzo si è letteralmente trasformato, o semplicemente ritrovato.

Attaccante di razza, di quelli che non prova paura, di quelli che si buttano dentro e spesso dentro ci finisce il pallone. Ha segnato tanto dal suo approdo alla Samp, offrendo delle prestazioni notevoli. Ha beneficiato certo della vicinanza con Cassano, assistman indiscutibile, e forse per questo nell’attuale campionato sta facendo più fatica. Vuoi anche per un generale ridimensionamento della Sampdoria targata Garrone e Di Carlo, ben diversa da quella apprezzata lo scorso anno. I 26 anni, le prospettive, le doti tecniche e le caratteristiche tattiche sono tutti fattori appetibili per qualunque club in cerca di una punta. Mobile e veloce, è uno che in area ci sa stare, che sa finalizzare i cross dal fondo e muoversi tra le linee. Ha un costo intorno ai 20 milioni di euro. A gennaio difficilmente potrà muoversi, mentre sarei più fiducioso di una trattativa seria e concreta a giugno. La Juve ha bisogno di svecchiare l’attacco e ha bisogno di un uomo come lui. Vedremo. Intanto per adesso possiamo solo guardarlo in blucerchiato. Fuori uno.

Meno convincente, per quanto mi riguarda, la candidatura di Alberto Gilardino. Strepitoso goleador a Parma, cioè in una squadra che viveva esclusivamente per lui, ha fatto fatica a inserirsi e imporsi nel Milan di Ancelotti, dove pure ha segnato un buon numero di gol. A Firenze è riesploso, ma gli servono tanti palloni, praticamente un intero centrocampo che lavori per lui. La Juve ha bisogno di un attaccante di manovra e il pregio di saper giocare spalle alla porta lo candida per il futuro bianconero, ma sinceramente non lo vorrei a Torino. Anche lui costa e a gennaio non potrà muoversi. Fuori due.

E adesso le perle. Chi non vorrebbe Giuseppe Rossi in bianconero? Ecco, ora: chi mi dice dove la Juve trova i 30 milioni di euro necessari per strapparlo al Sottomarino Giallo? Perfetto: fuori tre! E’ la seconda punta che ci serve, quella in grado di giocare sulla trequarti, quella con lo spunto sui trenta metri, quella con l’uno-contro-uno facile, quella che offre assist e ti può risolvere la partita anche da solo. Ma servono i soldi. E il Villareal non intende privarsene, proprio perché non gli servono soldi, anzi gli serve Giuseppe Rossi che in pochi anni è entrato nella storia del club.

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Diego Forlan è l’altro oggetto del desiderio. Un Mondiale da urlo, un inizio di campionato balbettante. I 32 anni e i 4,5 milioni di euro di ingaggio sono le uniche note negative e i fattori per i quali i dirigenti Juve non si sono mossi con decisione. A ciò andrebbero sommati gli oltre 10 milioni di euro che servono per portarlo a Torino. Visti gli anni di Del Piero, Amauri, Toni e Iaquinta… la Juve ha bisogno di altro, fermo restando il tasso tecnico del giocatore sudamericano. Fuori quattro.

Nei giorni scorsi è rimbalzata una voce affascinante dall’Inghilterra. Tanto affascinante, quanto inconcludente. Il russo Arshavin alla corte di Del Neri? Perché no! Il genio russo sarebbe la seconda punta perfetta per gli schemi di Del Neri. Abilissimo nel dribbling, buon tiro, aprirebbe tanti spazi per le fasce bianconere e garantirebbe la giusta dose di palloni per l’attaccante di turno. Ma… costa e non credo che l’Arsenal se ne priverebbe con facilità. Quindi, fuori cinque!

Inutile continuare facendo i nomi di Adebayor, per il quale si insinua un interesse del Real Madrid, o di Benzema (con l’infortunio di Higuain, una sua partenza da Madrid è praticamente impossibile) o di Torres (vero che il Liverpool è in crisi, anche economica, ma 35 milioni di euro non basterebbero nemmeno per avviare la telefonata o spedire un fax di cortesia).

Quindi vale quanto detto, e non c’è verso di eludere questo ragionamento, da Marotta. La Juve cercherà di fare qualcosa, ben sapendo che non può comprare tanto per comprare, e ben conoscendo le logiche del mercato invernale. L’assenza di Quagliarella sarà comunque pesante. Se ci sarà la possibilità di portare a casa uno da Juve la proprietà farà tutto perchè ciò avvenga, altrimenti Del Neri dovrà inventarsi qualcosa per far rinascere l’attacco bianconero.

A proposito, stasera andranno in campo un malconcio Toni (ematoma al polpaccio per un intervento di Campagnaro su cui si era tanto scatenato Del Neri a bordo panchina) e Del Piero, con Giannetti unico sostituto in panchina. Di Iaquinta non si hanno notizie. Sissoko è out. Boh!

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Tra Gilardino, Dzeko e l’incedibile Amauri

La Juve si appresta al mese di gennaio col perenne dubbio della strategia per l’attacco.

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Se Mister Del Neri ha chiari gli obiettivi tattici, il budget a disposizione di Marotta suggerisce prudenza e lunghe riflessioni prima dell’acquisto di un bomber.

Appurata la necessità di una prima punta da venti gol a campionato, la Juve comincia a sfogliare la rosa dei nomi ormai ristretta a poche unità.

Paradossalmente il problema più grande Marotta ce l’ha in casa. Si chiama Amauri, brasiliano e italiano, pseduo-bomber di agosto. Guardiamoci in faccia: ha deluso profondamente, salvo aver funzionato solo nei primi 3 mesi bianconeri quando aveva risolto da solo alcuni match dell’esordiente Ranieri. Poi il buio assoluto di cui la Juve è stata prima complice, poi vittima. E con lei i tifosi, i bilanci e le strategie di mercato. Amauri rappresenta un problema tecnico e un problema economico. Fu acquistato per l’esorbitante cifra di 23 milioni di euro incluso Nocerino. Oggi potrebbe valere meno di 10. A dispetto però di uno stipendio da star, difficilmente sopportabile dalle medio squadre europee. Figuriamoci la Fiorentina di cui si parlava fino a qualche giorno fa.

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Amauri in viola e Gilardino in bianconero? Assolutamente no, dice la logica. Più e meglio di Gila è sicuramente Pazzini, per il quale è appurato il feeling con Del Neri. Ma dopo la partenza di Cassano il suo approdo a Torino non può avvenire prima di giugno 2011. Quando però un sogno dovrebbe potersi realizzare.

Parlo di Edin Dzeko, più di un sogno, quasi una realtà. Certo in Germania dove il livello è ancora leggermente inferiore (nonostante i risultati di Champions) rispetto all’Italia. I numeri sono a suo favore, ma occorre valutare per bene la faccenda. Esborso economico sì, follia di bilancio no.

E poi c’è chi dice che Marotta potrebbe tirar fuori il classico coniglio dal cappello magico. Sfornando uno dei tanti contratti vincenti, del tipo prestito con diritto di riscatto o prestito oneroso con prelazione per l’acquisto e via così. In tale lista figura allora il nome di Benzema.

Che succederà dunque a gennaio?

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Amauri si rompe. E chi se lo compra ora?

E’ la prima domanda che mi sono posto. Alla lettura dell’articolo ho subito pensato alla sua cessione a gennaio che, a mio parere, deve comunque avvenire. Sottocosto, deprezzato, minusvalenza… chiamatela come volete, ma questo qui deve andare via.

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Per di più indossa una maglia importante, prestigiosa. Indossa la numero 11 che è stata indossata da grandi giocatori. Gli ultimi nove anni l’ha avuta Pavel Nedved, uno che nella storia della Juve ha lasciato segni indelebili del suo passaggio.

Amauri si rompe, proprio quando tutto propendeva per un suo ritorno in campo. Perché finora si era visto soltanto il famoso manichino di Amauri, quello che sembra muoversi con tendenze umane, ma non certo a livello di un giocatore di calcio. Che, addirittura, vorrebbe fare l’attaccante.

Ora si rompe, con una nota del sito bianconero che non è invitante. Certo il destino pare suggerirci, con forza, con estrema forza, il prossimo obiettivo di mercato se questa Juve vuole continuare il processo di innovazione e cambiamento attuato da Andrea e Beppe.

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Amauri rotto significa pure dover spremere per un mesetto i tre moschettieri Alessandro Del Piero, Fabio Quagliarella e Vincenzo Iaquinta. I tre attaccanti della Juve hanno segnato in modo dignitoso. I numeri parlano a loro favore, e contando addirittura i minuti in campo c’è da stare felici. Soprattutto per il gioco prodotto, sempre efficace e al servizio della squadra. Una squadra che ritroverà Krasic domenica a pranzo (si gioca alle 12:30), ma che è ancora in fase di convalescenza.

Per fortuna ci sarà Traoré che dovrà ambientarsi velocemente. Chieda a Milos Krasic per suggerimenti e consigli. Ci sarà pure Sorensen che a questo punto insidia seriamente la leadership di Motta, anche in attesa di Grygera.

Ma sul mercato ci andremo. Occorre un terzino destro, appunto, finché non si farà luce e chiarezza sul futuro di Grosso. E occorre un attaccante. Torniamo quindi al punto cruciale e alla notizia del giorno.

Si dice, in Inghilterra, che Roberto Mancini abbia rotto con Adebayor. Chi è Adebayor? E’ un togolese, attaccante, uno forte fisicamente e discretamente forte tecnicamente. E’ uno che fa movimento, è uno d’area, è uno che sa il fatto suo anche se non è un bomber puro, di quelle razze pregiate alle quali apparteneva Trezeguet, tanto per fare un esempio. Si integrerebbe bene con Iaquinta e con Quagliarella, figuriamoci con Alex. Ma non credo possa garantire 20 gol a campionato. E allora?

E allora, in attesa che a giugno Andrea Agnelli sieda al tavolo con la maglia bianconera al collo di Dzeko, conviene ragionare. Che serve una punta forte fisicamente, questo è fuori di dubbio. Che serve un bomber, questo è accertato. I profili internazionali hanno una problematica non indifferente: l’alto costo del cartellino. E Marotta non può fare miracoli. O meglio, basterebbe che li ripeta. Tipo un Cassano a zero euro portato a Genova. Ecco, per esempio potrebbe ripetere l’operazione portando stavolta a Torino un certo Karim Benzema. Sarebbe follia, e forse anche idiozia, sparare nomi tipo Torres. E non mi entusiasma, nonostante il valore, Forlan (va per i 32 anni) e Maxi Lopez (una quarta scelta, non un titolare). Resta dunque da capire quali sono i seguenti fattori, passibili di modifica da qui a gennaio: quanto tempo starà fuori Amauri, qual è il margine per poterlo vendere, qual è il budget a disposizione di Marotta!

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