Bello, davvero molto bello. E giusto soprattutto. “Basta con questa falsa ipocrisia” ha gridato Beppe Accardi in Speciale Calciomercato, la trasmissione di Sportitalia. Presenza fisica e parole che sottoscriviamo in pieno.

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Ne ha avute per tutti: direttori tecnici italiani affascinati dal nome estero, Lega, la Procura di Palazzi. E qui cominciano a girarmi in modo vorticoso, generando un piacevole vento visto il caldo.

Qui giochiamo con la dignità delle persone. Qui ci sono vite che si possono rovinare. Oh, ma siamo matti?”. Parole che sottoscriviamo, compreso il tono veramente veemente con il quale sono state pronunciate. Bravo Beppe, che in questo modo ha praticamente messo in guardia sul caso Mauri.

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Epperò mi scappa una domanda: ma l’anno scorso Beppe Accardi dove era? E questo “ragionevole dubbio” che serpeggia sui giornali, l’anno scorso dove era nascosto? Mauri-Lazio fa meno effetto di Conte-Juve: oggettivo, lapalissiano. E quindi? E’ solo il piacere del palcoscenico? Conte poteva essere maltrattato, mentre su Mauri dobbiamo andar cauti? E il povero Luciano Moggi, colui che ne capisce più di tutti di calcio?

E’ da anni che combattiamo per restituire dignità alle persone che sono state infangate in modo vile e ignobile, senza che alcuno – pochissimi, in verità – abbiano mai fatto la sfuriata di Beppe a Sportitalia. Senza che alcuno abbia puntato il dito sui veri ignobili personaggi che hanno distrutto questo paese (e molto spesso il paese calcistico coincide con quello politico-civile).

Attaccare la Juve fa comodo, difendere gli altri portando in dote il “ragionevole dubbio” mi sembra corretto. Il problema è che questo atteggiamento vale solo quando non c’è la Juve di mezzo.

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