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Tag: berardi (pagina 1 di 2)

Mercato Juventus: l’importante è avere le idee chiare

Alla fine conta la chiarezza. Gli obiettivi sono espliciti, ora bisogna tradurre le idee in fatti, meglio in trattative. E possibilmente chiuderle.

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Per esempio: se alcuni obiettivi saranno potenziali protagonisti di EURO 2016, converrà allora non incappare in aste su cui partiamo battuti in partenza. Mentre a questo punto può tornare utile il campionato europeo per piazzare qualche pedina in uscita (leggi Zaza, solo se il ragazzo si impunterà sulla titolarità richiesta).

La chiarezza sarebbe auspicabile in Morata. Fatta la tara ai giornali che pur devono vendere, quindi devono scrivere qualcosa sulla telenovela dell’ex madridista, ad Alvaro andrebbe consigliato di prendere una decisione netta. Il Real Madrid vuole monetizzare le due buonissime stagioni in bianconero, dove però sarebbe a casa e soprattutto protagonista. Procuratore a parte, bisogna che l’attaccante scelga fra cuore e cervello, ma la Juventus non può arrivare impreparata ad agosto senza una formazione d’attacco precisa e definita. Dybala e Mandzukic intoccabili, il rebus Morata e Zaza non è banale, considerando quanto hanno pesato i due ragazzi in molte fasi della stagione appena conclusa.

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A centrocampo il dubbio più importante riguarda il recupero di Marchisio, lo schema tattico a cui Allegri si affiderà (ancora 3-5-2?) e quindi la tenuta di Khedira. Per l’assalto alla Champions, oltre al probabile Pjanjic, occorre qualità.

Qualità che in abbondanza si trova in difesa. Puntando sulla crescita di Rugani, con la solidità dei tre tenori, più l’innesto di Dani Alves, il reparto arretrato non sembra ulteriormente potenziabile, se non per una eventuale partenza di Lichtsteiner.

Preoccupa invece la perdita di Cuadrado. Il colombiano ha di fatto risolto parecchie gare da solo, e non poter contare più sul suo “spaccare i match” a gara in corso non è una bella cosa. Berardi – prossimamente ufficializzato – dovrà dimostrare di meritare una maglia juventina.

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Trequartista Juve: da Van Persie a Ozil, passando per Berardi

La telenovela ormai la conosciamo: chi sarà il prossimo 10 della Juve?

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Marotta è al lavoro, ma sarà dura: questione di budget, questione di opportunità.

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Una vocina è flebile, ma torna: e se fosse Van Persie il 10 che Allegri avrà? Una sorta di matrimonio a scoppio ritardato, dopo l’abboccamento di qualche stagione fa, con l’olandese in visita riservata a Torino e firma quasi apposta sul contratto. Poco trequartista, più attaccante, con qualche anno in più all’anagrafe. Il colpo d’esperienza che non ti aspetti, o l’affare last minute: chioccia fra giovani rampanti. Il Manchester United è alla ricerca di un attaccante, dopo l’addio di Falcao, ma anche di un fantasista. Mata resta, Van Persie parte?

Ozil è fantasia, anche nell’idea probabilmente. Passato all’Arsenal per 53 milioni di euro, difficilmente il tedesco si è clamorosamente svalutato, anche se i numeri inglesi non sono buonissimi. Tradotto: servono tanti soldi (non tantissimi), e serve la giusta dose di coraggio per scommettere sul rilancio del ragazzo che al Real e soprattutto in Nazionale ha ben impressionato (ma non nel periodo recente), ma con i Gunners le polveri sono spente (9 reti soltanto).

L’ultima carta è Berardi. La Juve ha sottoscritto un contratto che prevede il ritorno a casa del talentino del Sassuolo già alla fine di questa sessione di mercato. Anche cosí può essere letta l’intransigenza su Coman, pedina di scambio (prestito al Sassuolo) per far digerire una eventuale partenza anticipata dell’Under 21.

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Il volto nuovo dell’attacco della Juventus

Dopo aver prestato attenzione al centrocampo bianconero, proviamo a fare due calcoli anche in attacco.

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Tevez o non Tevez

Tutto ruota intorno alla decisione di Tevez: va, resta? E non basta rispondere in modo semplice a questa domanda, ma va anche interpretata la risposta e quindi nuovamente pesata. Intendiamoci.

Se Tevez resta, la Juve ci guadagna un attaccante tuttofare, capace di essere leader e trascinatore dal punto di vista dei numeri e degli atteggiamenti. Una figura abbastanza insostituibile. Che però, nel finale di stagione, è venuto clamorosamente a mancare: un po’ per eccessivo relax imposto da Allegri nelle ultima partite di campionato (a giochi maledettamente già fatti), e un po’ perché l’Apache si é seduto sugli allori di una stagione strepitosa. La finale poco consistente contro il Barca né una triste prova.

Se Tevez resta, però, la Juve deve capire se la motivazione principale è l’impossibilità di tornare a casa, o se esiste reale voglia di rivalsa. Energie fresche e rinnovate per un’altra grande annata, alla caccia dei soliti obiettivi: Campionato, Champions League e Coppa Italia, in questo preciso ordine. Più classifica di marcatori.

Marotta e la dirigenza tutta devono prestare massima attenzione all’argentino: un Tevez in rosa, ma svuotato di motivazioni sarebbe controproducente e pericoloso. In caso di dubbio sui reali pensieri di Carlitos, conviene procedere alla cessione, monetizzandola al massimo.

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Le altre pedine

L’ingresso di Dybala e la conferma di Morata sono le note più liete per Max Allegri. L’argentino arriva con la voglia di stupire. Lo spagnolo resta con i propositi di migliorarsi ancora e alzare nuovi trofei. Marotta ha chiuso un importante acquisto e sta lavorando per spazzare via la pericolosa clausola pro-Madrid che riporterebbe Morata alla corte dei blancos per poco più di 30 milioni di euro l’anno prossimo.

E se Llorente va, come andrà, un altro ariete è sulla via verso Torino. Si tratta di Simone Zaza, eclettico attaccante che tanto bene ha fatto a Sassuolo. Forte fisicamente e tecnicamente, abile sul gioco aereo, capace anche di allontanarsi dall’area di rigore per partecipare alla manovra. Con lui la Juve preparerebbe un tris d’attacco buono per i prossimi 10 anni. La Juve sta valutando quanto e come versare i soldi necessari per ri-portarlo a Torino.

Con Berardi alla finestra. Sull’altro gioiellino cresciuto a Sassuolo esistono dubbi di natura mentale, perché tecnicamente non si discute. E Allegri dovrebbe anche deciderne il ruolo: il fantasista che manca in rosa, o esterno d’attacco per un modulo tutto nuovo (un 4-3-3 che é nella testa del mister, ma inapplicabile con la rosa attuale)?

Andasse via Tevez, il maggiore sforzo andrebbe indirizzato alla ricerca di un bomber puro, tale da coprire tutti i gol che Tevez ha portato in dote (50 gol e 20 assist in 96 partite giocate in bianconero). Una ricerca non facile, se c’è da abbinare i limiti della Juve in fatto a ingaggio e costo del cartellino. I nomi che girano potrebbero essere frutto di fantasie di giornalisti che una pagina al giorno devono pur riempire.

Mandzukic? Falcao? Van Persie? Di certo c’è che il nuovo giocatore deve avere caratteristiche da bomber e anche da giocatore di manovra. Finora Tevez ha più volte ricoperto il ruolo di regista d’attacco, con strepitosa capacità di impostare l’azione da lontano e grande capacità di dribbling per creare superiorità numerica. Con l’incognita della capacità di spesa: quanto budget per il cartellino?

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Calciomercato Juventus: si investe o no?!

Dunque nulla. Forse giusto un timido rinforzo in difesa. Il che sarebbe anche perfetto se tutti rientrassero in servizio e qualcuno decidesse di essere più incisivo e decisivo. Ma lato comunicazione verso i tifosi una posizione va presa. O chiarita.

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Perchè il rischio è finire col dar retta ai giornali, fantasticando o disinformandosi, col risultato di dar contro a società, a Marotta, a Paratici e tutta la ciurma.

La Juve vuole crescere? Il dubbio del tifoso è questo. Andare su Sneijder considerandolo perno della svolta e non poter offrire nemmeno cifre modeste suona in senso contrario al senso di crescita. Poiché l’effetto si amplificherebbe poi in estate quando qualche campione sarà necessario e a quel punto non potremmo permettercelo.

Le scommesse sul mercato sono ormai ardue. D’accordo i conti in ordine, ma parliamo pur di azienda e impresa. Parliamo quindi di rischio. E i conti in ordine dipendono tutto dai risultati del campo. Per far risultato occorre investire, rischiare. Da un po’ ci pare invece di voler a tutti i costi cercare il mega-jolly dal mercato rimandando occasioni che ci sembrano ormai palesi e chiare. O investire e investire sui giovani che poi non trovano tuttavia la strada del ritorno a casa né spazio in campo (leggi Coman, leggi lo stesso Morata).

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Per fare il definitivo e ultimo salto di qualità, la Juve di Allegri necessita di campioni già affermati e affamati, in grado di fare da traino a un gruppo che ci appare se non sazio, certamente mentalmente stanco o affannato. O non ancora pronto a reggere la pressione (leggi Morata).

Altrimenti bisogna ripartire dai giovani, ma occhio al contro-senso ancora una volta: un Coman in campo per 3 minuti ogni 10 partite è semplicemente non giudicabile; un Morata titolare per 5/6 partite di fila darebbe già un peso più importante a un voto semidefinitivo sulle possibilità di diventare una stella bianconera; un Rugani non riportato alla base, un Gabbiadini così facilmente ceduto, un Masi a invecchiare in B, un Berardi ancora in provincia non sono l’esatta idea di far crescere i giovani nella Juve e per la Juve. Per avere questo Marchisio è addirittura servito andare in B.

Il ManUTD di Sir Alex decideva a un certo punto di rischiare un paio di anni puntando su un ricambio totale della rosa con i giovani “costretti” a crescere con responsabilità, presenze e fatti. Questo è stato un modello importante: vogliamo perseguirlo? Altrimenti coi parametri zero o gli over 30 il rischio è quello di inceppare un meccanismo che con Conte si era rimesso con forza in moto.

Juve: che si fa? Basta chiarirsi.

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Juventus: mercato e mercati

Un mese al via della nuova avventura. Bisognerà programmare per bene gli investimenti, i cambi, i nuovi arrivi. Dopo tre anni paradossalmente, sembra non concesso poter sbagliare.

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Il cambio di modulo e la naturale preoccupazione che qualche elemento abbia esaurito le energie impongono tanta oculatezza nel decidere la mossa successiva.

La Juve può vantare un tesoretto di giovani non indifferente. Fra un Berardi destinato a tornare alla base per giocare e un Zaza destinato a fare da carta di scambio. Senza contare Gabbiadini che sembrava già a Torino, ma per sul quale è cambiato qualcosa nella testa dei dirigenti e allenatore bianconeri.

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Sanchez sembra vicino, Morata lontano. Salvo che poi quote e possibilità cambiano sensibilmente il giorno dopo. Sono i due obiettivi di Conte, e uno di questi potrebbe davvero approdare sotto la Mole. Il tecnico leccese stravede soprattutto per il cileno, abilissimo nel dribbling e perfetto per il 4-3-3 della prossima stagione. Morata è invece una specie di Llorente più mobile, più giovane, con ottime prospettive.

Il problema per entrambi è il prezzo e l’impossibilità di essere l’unico club interlocutore nelle trattative. Ci saranno altre squadre europee a battagliare con la Juve che, forse, può già vantare accordi verbali con i giocatori e loro assenso.

Sarà il leit motiv dell’intero calciomercato bianconero, sperando di non cascare nella formula “vorrei, ma non posso”. I grandissimi club sono stati costruiti con “vorrei e devo”.

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Calciomercato: l’ora delle scelte

Antonio Conte e la Juve devono scegliere. Programmare il futuro sulla base della convinzione del cambio di modulo, con in mente l’obiettivo di acquisire maggior pesantezza a livello internazionale.

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Nomi giovani, gente adatta a palcoscenici ben più performanti della Serie A dominata per il terzo anno di fila.

Cambio di modulo e respiro internazionale. Ecco i fattori che Marotta e Paratici dovranno tenere a mente quando andranno sugli obiettivi. Su suggerimento di un Conte che prima di andare in vacanza ha già espresso le sue volontà più e più volte a Vinovo.

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No a Drogba, per ragioni di età (e di costo). Sì a Morata e Berardi, per quel tocco di freschezza in un reparto, l’attacco, che cambierà molto.

Magari Sanchez, pallino di Conte sin dai tempi dell’Udinese, ma difficile da raggiungere a causa del prezzo del cartellino. Servirebbe un sacrificio che la proprietà non ha voglia di fare e allora la sensazione è che si debba passare dalle cessioni.

Proprio queste operazioni in uscita rappresenteranno il più grosso problema per i dirigenti bianconeri. I vari Vucinic, Quagliarella, Giovinco, per non parlare delle seconde linee, sono difficilii da piazzare, soprattutto da monetizzare a dovere. E’ però necessario. Sgravarsi anche di stipendi importanti, così da poter investire di nuovo.

Il gioco stupendo e affascinante del calciomercato. E non è ancora cominciato!

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Berardi, Gabbiadini, Zaza: ne rimarrà solo uno!

Uno fra Berardi, Gabbiadini e Zaza tornerà alla base. Per restarci. Tre giocatori molto diversi fra loro, tre ragazzi di cui la Juve deve andare fiera per il percorso di crescita. Tre risorse da valorizzare.

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Male che deve andare, ognuno di loro tre può trasformarsi in una contropartita da usare in qualche trattativa. Nulla di strano fosse proprio uno dei tre (Zaza, in particolare) a sbloccare l’affare Pereyra con l’Udinese.

Il punto, in realtà, è un altro: quale dei tre riportare a casa?

Domenico Berardi è un’ala vecchio stampa: agile, sfacciato nel dribbling, dinamico, con un buon senso del gol viste le 16 marcature al primo anno di Serie A. In un 4-3-3 ci starebbe benissimo, probabile anche nel 4-4-2 che Conte ama trasformare in 4-2-4. Con Pepe in dubbio e Lichtsteiner riportato a terzino, con lui la fascia destra sarebbe sistemata.

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Manolo Gabbiadini ha ben figurato con la Samp. Gran fisico, grande velocità, ottime proprietà balistiche. Un sinistro su cui ancora deve lavorare per renderlo letale. Otto reti per lui nell’ultimo campionato, giocando maggiormente come attaccante esterno: un ruolo che a Conte piace tanto.

Simone Zaza è sfrontato, a partire dal look con cui si presenta in campo. Gli piacciono le cose spettacolari, tipo le giocate in acrobazia o gli assoli. Non un grande bomber, ma una prima punta che gioca molto per la squadra e fa giocare bene chi gli sta a fianco.

Descritti così, gli indiziati ad approdare a Torino sono i primi due, con preferenze più spostate verso Mimmo Berardi. Toccasse a lui, o a Gabbiadini, sarebbe importante accompagnarne la crescita con metodo e pazienza, ma su questo Conte è preparatissimo.

Riportarne uno a casa vorrebbe anche dire cominciare a valorizzare il patrimonio di giovani che abbiamo in prestito in tutta Italia. Il futuro della Juve passa anche da loro.

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Analisi di un mercato invernale in cui la regina è…

E’ stata una sessione di calciomercato molto interessante. Con un paio di telenovele e un paio di colpi a effetto. Di soldi ne girano pochi, quindi largo alle idee e alle occasioni.

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Le capoliste… anche del mercato

Idee e occasioni che non sono di certo mancate a Marotta e Sabatini. Cominciamo dalla Roma che doveva provare a colmare il gap dei 6 punti dalla capolista. Bastos e Nainggolan sono da leggere come validissimi rimpiazzi, anche migliori, di Marquinho e Bradley. In più i giallorossi si sono assicurati alcuni giovani di prospettiva. La sfida in campionato continua.

E continua perché la Juve si è mossa. Via De Ceglie e Motta e dentro Osvaldo e diversi giovani (Fiorillo e Kastanos su tutti). La punta era ciò che Conte voleva e cercava e Osvaldo era una delle opzioni suggerite. Come già detto in uno scorso articolo, prevalgono molto le doti fisiche e la capacità di garantire un certo peso in attacco. Se in più Osvaldo si ricordasse di segnare gol a raffica, allora sarebbe proprio perfetto. Già perché il suo arrivo a Torino è valido fino al 31 maggio in prestito, poi si potrà trattare sul costo del cartellino fissato adesso a 18 milioni di euro circa.

L’arrivo di Osvaldo coincide però con le non partenze di Quagliarella e Vucinic. I due ragazzi hanno rifiutato l’impossibile in questi giorni e, a mio parere, la società è stata brava a imporre le proprie scelte. Estere per Vucinic, nessuna delle milanesi per Quagliarella. Nessun ricatto, piuttosto restano in panca attendendo il loro turno silenziosamente. A giugno via per un ricambio generale dell’attacco dove gli unici sicuri sono Tevez e Llorente. Dovrà essere bravo Conte a tenere in pugno lo spogliatoio.

Che hanno combinato le altre?

Aria tiratissima a Milano. Thohir è stato costretto a svenarsi per Hernanes, praticamente all’ultimo anno di contratto con la Lazio epperò pagato a peso d’oro. Decisivo il pianto del ragazzo all’uscita di Formello: a Mazzarri serve proprio uno con… queste caratteristiche! Arriva il brasiliano che pesterà un po’ i piedi a Guarin che, ricattando la sua stessa società, è riuscito a strappare un rinnovo di contratto. Il paradosso è che a Mazzarri serviva un attaccante che non è arrivato. Voleva Vucinic, poi aveva scelto Osvaldo, ma si accontenterà di Milito e Palacio, con Belfodil sbattuto a Livorno. Non è arrivato nemmeno il rinforzo in difesa, anzi è stato ceduto in prestito Ranocchia (l’unico nazionale).

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Il Milan invece si è mosso discretamente bene. Non ci sono più soldi, il bilancio è da ripianare senza le astute mosse del passato, e perciò via coi prestiti o parametri zero. Honda è da scoprire, Taarabt è potenzialmente un bravissimo giocatore, ma da vedere in Italia. Gli altri sono solo tappabuchi di una rosa non all’altezza delle grandi stagioni. Con un Seedorf che avrà moltissimo da lavorare.

“C’è solo un capitano” che è finito in panca e ora al Sassuolo. Si tratta di Paolo Cannavaro che dopo 8 stagioni è stato gentilmente accompagnato alla porta da Benitez. Sono arrivati i soliti nomi stranieri del tecnico spagnolo, molti di questi giovani promettenti. Il punto è capire quanto sono pronti per sopportare sin da subito il peso del calcio italiano. Con una Fiorentina che avanza imperterrita nonostante le defezioni da infortunio. Anderson, i suoi tre figli, e il belloccio Matri possono dare più di una mano a Montella che sta dimostrandosi, dopo Conte e Garcia, uno dei migliori tecnici in giro per l’Italia.

Delle altre val la pena di sottolineare la rivoluzione totale del Sassuolo. Undici o dodici acquisti, più il cambio dell’allenatore.

Il futuro è dei giovani? Da Berardi a Gabbiadini, passando per Kastanos e Fiorillo

In casa Juve ci si è mossi anche per il futuro. Il talento Kastanos è stato portato a casa: si dice un gran bene di questo ragazzino. Mentre Fiorillo, nel mirino di Paratici da un almeno due anni, è stato acquisito con la solita formula “metà a me, metà a te” (l’altra metà scambiata è quella di Beltrame, su cui dobbiamo continuare ad avere il controllo). Buffon non è immortale, e il portiere blucerchiato potrebbe rivelarsi una preziosa risorsa quando si tratterà di cercare il sostituto del numero uno al mondo.

Nei mesi che seguono, fari puntati su Gabbiadini e Berardi. Anche su Immobile, ma l’attaccante di Sorrento sembra destinato a un clamoroso scambio o a fare cassa.

Il caso Cellino: cosa stiamo esportando?

Intanto all’estero continuano a mantenere alta l’ironia nei confronti del nostro Paese. Cellino, non contento degli affaracci sparsi in tutto il mondo, ha messo gli occhi sul Leeds. Prima mossa? Ordinare l’esonero dell’allenatore. I tifosi si sono imbestialiti e il chitarrista Cellino è stato salvato dalla polizia.

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Ultimi colpi di mercato: come sta la Juve?

Calciomercato, la passione più sfrenata per i tifosi di tutto il mondo. Specie in Italia, quando si diventa tutti esperti, tutti tattici, tutti psicologi. In fondo, è il bello del calcio e del calciomercato. La sessione invernale volge al termine, così ci chiediamo cosa sta la Juve.

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Osvaldo e gli attaccanti in esubero

Il reparto su cui l’attenzione è alta è, paradossalmente, l’attacco. Diciamo paradossalmente perché ci sembra il reparto che di più è stato migliorato quest’anno. Tevez e Llorente hanno dato la svolta agli schemi di Conte, garantendo il giusto apporto di reti. Questo ha generato un passo indietro, nelle gerarchie, rispetto a Vucinic, Quagliarella e Giovinco. Uno è di troppo. Forse addirittura in due.

Vucinic ha chiesto la cessione per giocare. Saltata l’ipotesi nerazzurra, è l’estero che può permettersi il montenegrino. Mentre per Quagliarella, su cui Conte in realtà pone un divieto di cessione, ci sarebbe la Lazio.

In entrata si parla di Osvaldo. Un 28enne con tanto talento, ma anche diversi problemi circa educazione ed equilibrio mentale.

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Guarin e Nani: occhio alla beffa

A centrocampo, vista la totale assenza di alternative ai titolari, si era pensato a Guarin. Magari per applicare altri schemi tattici. E certamente per generare uno scambio molto utile a livello di bilancio. Ma l’affare sembra totalmente saltato, nonostante il procuratore di Guarin spinga per Torino, così come il ragazzo.

La beffa potrebbe invece essere Nani all’Inter. E’ stata avanzata una richiesta di prestito con diritto di riscatto al Manchester United. Attenderemo risposta, dopo valuteremo il tutto.

In generale, Marotta dovrebbe proprio muoversi per cercare una validissima alternativa ad Asamoah e Lichtsteiner. Basti pensare a Roma-Juve per capire quanto pesano i titolari e quanto i panchinari. E una grande squadra non può permetterselo.

Abate… cioè?

Nelle ultime ore è stato proposto Abate alla Juve. Non commento. Mi fermo qua. Sperando si riveli solo una delle tante bufale di questo calciomercato.

In futuro Zappacosta e Baselli dall’Atalanta

Per il futuro si lavora principalmente sui classe ’92/’93/’94. Se Berardi avrà una chance per il prossimo anno, Baselli e Zappacosta potrebbero raggiungere Torino fra due anni. Due giovani molto interessanti, fra cui magari trovare il nuovo Pirlo.

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Juventus-Sassuolo Rabbia e concentrazione

La rabbia per l’esclusione dalla Champions League è tanta. Bisogna trasformarla in grande concentrazione e voglia di ammazzare il campionato.

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Davanti c’è il Sassuolo di un ex-giallorosso come Di Francesco. Proprio la Roma attende un regalo.

Non ci sarà Berardi nelle fila verdenero, ma ci sarà Marrone. L’esterno è in procinto di trasfrirsi a Torino da giugno, apprezzato da Conte per il suo modo eclettico di interpretare un ruolo a cui il tecnico leccese tiene parecchio.

Nella Juve non ci sarà Marchisio. Mancando pure Pirlo, ecco che la Juve si affiderà ad Asamoah interno, con Peluso titolare a sinistra. A destra toccherà a Isla: importante la chance che Conte gli concede.

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Almeno inizialmente, sarà Pogba a guidare la regia, con la possibilità di interscambiarsi con Vidal nel corso del match.

Davanti appare intoccabile la coppia Tevez-Llorente, mentre la difesa è la migliore possibile.

Obiettivo: 3 punti. Poi ci sarà la Coppa Italia e poi si chiuderà con l’Atalanta.

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