Menu Chiudi

Tag: berbatov

Concorrenza diretta, indiretta, sleale e embargo

Quando la rivalità di pensiero si scontra con la rivalità sportiva, perdendone ogni concetto di sportività, allora si finisce per parlare di altro, non certo di concorrenza.

Advertisment

E’ quanto sta accadendo e già è accaduto. In particolare nel triangolo Juventus, Napoli e Fiorentina. Gli aggettivi si usano a seconda di cosa succede, e magari i significati si sovrappongono se poi l’opinione pubblica può essere accesa con il solito istinto antijuventino. Un anno fa scoppiò il caso Berbatov che noi abbiamo realmente ricostruito, mettendo da parte le fantasie di certi giornalistucoli. Si parlò di viltà, di scorrettezza, di scarso stile, con Marotta costretto a difendersi dall’indifendibile.

Oggi accade con Gomez, con l’intromissione del Napoli quando i giochi erano fatti. Solo che Della Valle stavolta non ha mosso un dito, né proferito le stesse parole che, per coerenza, avrebbe dovuto proferire come un anno fa. Anzi, i giornali hanno descritto la mossa di De Laurentiis, disperata, come legittima concorrenza. Questa legittima, quella dello scorso anno illegittima.

Bene inteso: i giocatori si muovono coi soldi, con un minimo di diplomazia, ma pur sempre coi soldi. Chi ce li ha e fa l’offerta migliore vince. Tranne se in gioco c’è la Juve. Così Della Valle, in lotta con Elkan per RCS, fa muro su Jovetic che preferirebbe la Juve a tutto il resto del mondo, ma può scordarsi la Juve.

Advertisment

Marotta non pagherà 30 milioni cash, la Fiorentina venderà Jovetic all’estero, anche con la possibilità di scontare qualcosa se nessuno pagherà la clausola. Liberi di farlo, anzi è una scelta logica, ma occorrerebbe risistemare i termini della dialettica giornalistica.

Vedi Cairo nell’affare Ogbonna: richiesta, richiesta soddisfatta, accordo raggiunto pur se a stringersi la mano sono Torino e Juve, assecondando entrambe la volontà del giocatore. Dispiace dirlo, ma è così: la Juve di Conte ha un appeal esagerato. Resta all’intelligenza di chi intasca.

Intelligenza che non abita nei redattori dei giornali sportivi italiani. Ieri riportavano la notizia di un Vidal in fiamme con la Juve: non rinnova e apre al Real Madrid. Bastava ascoltare le parole di Arturo per rendersi conto della sostanza delle sue dichiarazioni:

L’interesse del Real è un onore, fa sempre piacere, ma sto già in un grandissimo club col quale voglio continuare a vincere e darò tutto. Stiamo parlando infatti del mio rinnovo e sono contentissimo.

Questo mentre si fa di tutto per portare Isla in nerazzurro, destabilizzare Pogba, vendere Giaccherini (la verità è che la Juve considererà un’offerta vicina ai 10 milioni di euro) e magari da Palazzi esce ancora qualche magia da sfruttare da qui sino all’inizio del campionato. E non uno che abbia accennato a cosa è successo in Lega per la Supercoppa del 18 agosto. Come sempre: soli contro tutti. Come sempre: più forti di tutto. E di tutti.

Advertisment

Fiorentina-Juventus Tutti a caccia della Juve, non solo sul campo

A quanto pare la caccia alla Juve non si limita al campo da gioco. Sarebbe troppo facile per i bianconeri, molto più difficile per chi incontra la Juve da avversario. Cabala, statistiche, scaramanzia, legge dei grandi numeri… tutti aggrappati a un evento, sempre lo stesso e che non esce sui campo italiani più o meno come il 6 al Superenalotto. Ci proverà la Fiorentina a fermare la squadra di Conte.

Advertisment

Da Berbatov ai 5 schiaffoni dell’anno scorso, da Baggio a chissà quale torto ogni tifoso viola inventa e crede di aver subito. Il campo non ammette grossi paragoni fra la storia della Juve e quella della Fiorentina e per tale motivo non accenneremo a questo. Di certo c’è a sfidarsi saranno due fra i migliori tecnici in Italia. Conte, con la sua gavetta, e Montella, arrivato al grande calcio per la pochezza delle idee della Roma costretta ad affidarsi a lui recentemente.

E c’è già una prima disparità, purtroppo. Montella sarà regolarmente in panchina, mentre a Conte vorrebbero pure impedire di allenare. E Firenze non lo vuole in tribuna, tipo roba da quinto mondo. Si attende un gesto e una parola della Federazione Italiana Giuoco Calcio, ma l’attesa sarà vana.

Un bell’11 quello di Montella che si è visto recuperare una sfida già vinta contro la Samp. Toni al rientro, Jovetic nell’anno della consacrazione e acquisti interessanti e mirati fanno della Viola una buona concorrente dal quarto posto in giù. Saprà mantenere il ritmo di questo inizio di campionato?

Advertisment

La domanda per la verità se la pongono pure i tifosi bianconeri riguardo la Juve: saprà mantenere un ritmo che dura da 43 sfide in campionato?

I pezzi grossi, quali Barzagli e Pirlo e Vidal, sono al rientro dal primo minuto, mentre in attacco vige la regola del più in forma. Ma tre partite di seguito per Quagliarella non saranno troppe? Può darsi, intanto è il terzo attaccante a essere andato a segno e la gestione delle forze imporrebbe forse un risparmio. E di certo l’inserimento di uno fra Matri e Giovinco al posto di Vucinic. Sarà comunque un altro esame importante per la banda di Conte che insegue la quinta vittoria in Serie A.

Sabato c’è la Roma e poi si torna a cantare, per la prima volta nello Juventus Stadium, la musichetta della Champions. Altri sette giorni memorabili per i colori bianconeri.

P.S.

Sentiremo ancora i cori sull’Heysel? E, in tal caso, leggeremo qualche comunicato di Della Valle in merito?

Advertisment

Marotta e Oreggia: in due perdono l’occasione per stare zitti

Su Tuttosport di venerdì la prima pagina è occupata da : ESCLUSIVO – MAROTTA A TUTTOSPORT  <<OGBONNA CI PIACE>>.

Advertisment

Perbacco che notizia! Che scoop giornalistico straordinario!

Marotta, giovedì ospite della sede di Tuttosport, a domanda risponde:

Ogbonna è un talento, se fosse sul mercato una società come la Juve sarebbe obbligata ad interessarsene.

Cairo a sua volta ribatte:

L’interessamento della Juventus ci è noto, ma abbiamo declinato l’offerta. Mi auguro che il ragazzo rimanga sempre con noi, ma è anche vero che gli ho promesso che, se si presenterà per la sua carriera l’occasione della vita, non sarò io a tarpargli le ali.

Punto.

Invece non basta. Sabato mattina Oreggia decide di onorarci con un editoriale dove si traveste (o forse sono le sue vesti reali) da ultras del Torino. Una bacchettata a Cairo perché non ha detto che Ogbonna non lo darà mai alla Juventus:

Uno sforzo ulteriore, il patron granata, avrebbe potuto farlo dicendo che il giorno in cui le strade di Ogbonna e del Torino dovessero separarsi, l’unica destinazione proibita per una forma di rispetto nei confronti dei sostenitori granata sarebbe quella juventina, al netto di qualsiasi offerta e di qualsiasi tornaconto. Amen. Detto, scritto e vidimato con serenità, senza pensieri retroattivi e malmostosi, senza doppi sensi pataccari, senza che nessuno si consideri vilipeso da una semplice, normale, onesta notizia. Esiste il rapporto causa-effetto, esiste pure il rapporto notizia-risposta-controrisposta. Ri-amen. E che ciascuno se ne faccia una ragione.

Perbacco, che editoriale! Altro che gli articoli di @IoJuventino.

Prima riflessione.

Ma perché Marotta non impara a starsene zitto? O quantomeno a non sbilanciarsi troppo? Già con il top-player è andato avanti per mesi, per poi fare la figura che ha fatto. Ora vogliamo mettere in giro anche la storiella di Ogbonna? Forse la risposta la sapremo quando @IoJuventino ci farà leggere il suo articolo “Marotta titubante, bravo o dilettante?”. Sta di fatto che il buon Marotta, in mezzo a tante cose fatte bene, ce ne mette altre discutibili ma soprattutto non riesce a stare zitto. Ora gli è venuto anche in mente di definire quella di Martinez un’ “operazione brutta” (talmente evidente che non c’era nessuna necessità di dirlo) scatenando la risposta piccata di Lo Monaco :”Se parla di operazione brutta si sbaglia di grosso: si ricordi piuttosto di Elia e Melo…”. A parte che Melo lo avevano acquistato i furboni Blanc e Secco, che bisogno c’è di parlare così tanto?

Anche Moggi parlava tantissimo, ma non diceva praticamente mai niente. Salvo poi fare tutto.

Advertisment

Seconda riflessione.

Se la Juventus ha bisogno di fare acquisti, non è certo Ogbonna quello che le serve. Non mi sembra che abbia le caratteristiche di un attaccante di peso. Se Tuttosport si riduce a fare una prima pagina su un’esternazione di Marotta di importanza uguale a zero, significa che non aveva notizie da dare, nonostante Oreggia la consideri una semplice, normale, onesta notizia.

Terza riflessione.

Ma perché Oreggia si inalbera pretendendo che Cairo giuri e spergiuri che non darà mai Ogbonna alla Juventus? Ma saranno problemi di Cairo. Ma se il divino Baggio andò dalla Fiorentina alla Juventus, immaginatevi che problema sarebbe vedere il mitico(?) Ogbonna che va dal Torino alla Juventus! E poi, ma chissenefrega di Ogbonna, se lo tengano stretto. Pensa tu che perdita. Ma, signor Oreggia, stiamo già cercando di scaldare il derby? Salvo poi chiedersi chi ha innescato la miccia?

Quarta riflessione.

La parte finale dell’editoriale di Oreggia è talmente complicata che, essendo io stupido, non l’ho capita. Ho dovuto consultare la Treccani per sapere cosa volesse dire “malmostoso”:

malmostóso agg. [comp. di mal(e) e mostoso (nel sign. di «sugoso»)]. – Voce region. lombarda, ma entrata anche nel linguaggio comune e spec. nell’uso giornalistico, che significa propriam. «che fa o dà poco sugo», e di qui, riferito a persona, musone, scontroso, intrattabile, sgarbato, scorbutico: una persona dall’aria malmostosa….

E comunque, dopo il consulto, come suggerisce Oreggia me ne sono fatto una ragione: non ho capito lo stesso.

Pazienza se non ho capito, pazienza se Ogbonna non andrà mai alla Juventus, meno pazienza se Marotta non imparerà a parlare quando è il tempo e il caso.

P.S.    

Sulla prima pagina del Corriere dello Sport di domenica viene annunciato che Jovetic non verrà mai alla Juventus. Della Valle inserirebbe nel contratto una clausola che vieterebbe al giocatore, in caso di cessione, la destinazione Juventus.

Il “chissenefrega” usato per Ogbonna appare improprio per Jovetic.

Allora bisogna dire che Marotta, che poi non mi sta antipatico, con Berbatov ha combinato un altro guaio.

Ma aspettiamo di leggere @IoJuventino a riguardo.

Advertisment

Jovetic, Della Valle e De Paola: la nascita della clausola anti-Juve

Moltissimi tifosi bianconeri hanno cullato per gran parte dell’estate il sogno che il famoso rinforzo per l’attacco della Juve potesse essere Jovetic. Sogno, appunto. Impossibile da realizzare a causa delle resistenze viola che hanno impedito al giocatore di partire. Si era parlato tanto di una fantomatica clausola rescissoria sancita da una stretta di mano e non scritta, secondo la quale Jovetic sarebbe potuto partire se fosse arrivata un’offerta di 30 milioni. Benché tale offerta sia arrivata, almeno stando alle dichiarazioni dell’agente del giocatore negli ultimi giorni di mercato, Della Valle non ha concesso il via libera a Jovetic.

Advertisment

Non sappiamo se quell’offerta sia arrivata veramente e nemmeno se sia stata formulata da Marotta piuttosto che dal City. Difficilmente la Juve avrebbe potuto offrire 30 milioni cash, come peraltro ammesso da Marotta relativamente alla trattativa per Van Persie, pur considerando che l’olandese era in scadenza. Molto più probabile che ci sia stato un tentativo di inserire Matri o Quagliarella nella trattativa. Inserimenti complicati dalle comprensibili resistenze dei due giocatori a trasferirsi in una piazza come Firenze rinunciando così ad ogni ambizione di vittoria, oltre che dall’atteggiamento di Pradè che, almeno in pubblico, si è sempre dimostrato tiepido di fronte all’ipotesi di eventuali contropartite tecniche.

Adesso arrivano nuove voci secondo le quali la Fiorentina avrebbe proposto a Jovetic il prolungamento del contratto in scadenza nel 2015 con probabile adeguamento e la possibilità di inserire, stavolta mettendola nero su bianco, una clausola rescissoria dal valore di 40 milioni. Inoltre ci sarebbe un’altra clausola detta di “non concorrenza” che di fatto negherebbe la possibilità al giocatore di trasferirsi alla Juve anche se Marotta dovesse ipoteticamente pagare quei 40 milioni. Una clausola anti-Juve insomma, conseguenza delle scorie derivanti dalla telenovela bulgara inscenata da Berbatov.

Ammesso che queste voci siano vere occorre precisare che entrambe le clausole possono essere rifiutate dal giocatore, che potrebbe anche solo semplicemente rinnovare il contratto oppure addirittura lasciare le cose come stanno.

Tutti questi condizionali sono dovuti al fatto che questa indiscrezione ha come fonte il Corriere dello Sport, proprio quel giornale che il 12 agosto si è presentato in edicola con un bel “Supervergogna” a caratteri cubitali dedicato alla vittoria bianconera in Supercoppa ai danni del Napoli e dei numerosi acquirenti partenopei del quotidiano. Non mi stupirei se fossero voci fatte circolare per rilanciare la polemica di Della Valle e dar contro ancora una volta alla Juve per la vicenda Berbatov. Come per dire: “Juve, sei stata una cattivona con la Fiorentina e adesso per punizione non potrai più comprare Jovetic”.

Non mi stupisce più niente da un personaggio di basso livello come De Paola, un gazzettaro che ha diretto per anni Tuttosport e che nel giro di un paio di settimane, una volta passato alla direzione del CorSport, ci ha mostrato in modo encomiabile quanto una persona possa essere falsa. Su Tuttosport scriveva una cosa per compiacere i lettori juventini, una volta passato al CorSport regala la versione opposta sullo stesso argomento con la Juve che diventa il Male. Giusto per fare il fenomeno con i lettori napoletani e romanisti, che insieme a quelli laziali tengono in vita il giornale.

Advertisment

Ma torniamo alla vicenda delle presunte clausole, che meritano altre riflessioni.

Io ho sempre considerato improbabile che la Fiorentina in un momento così nero potesse cedere un talento come Jovetic all’odiata Juve. Certo, esiste il precedente di Baggio (non scomodiamo Melo, per carità). Ma in questo momento Della Valle si vede che sta cercando in tutti i modi di fare il lecchino con i propri tifosi, quegli stessi tifosi che per tutto lo scorso campionato hanno chiesto la sua testa. E quale miglior modo di farlo se non attaccando la Juve? Io vedo in quest’ottica i comunicati e le parole di Della Valle relative a Berbatov, facendo finta di non sapere che la sua squadra era già stata rifiutata dal giocatore prima che entrasse in gioco Marotta e che comunque entrambe sono state usate per motivi opportunistici, ossia strappare un ingaggio più alto pur rimanendo nell’amata Inghilterra. Ma Della Valle vuole ergersi a leader del popolo viola, riconquistare quella credibilità agli occhi dei tifosi che ormai non sta neanche sotto i tacchi delle scarpe che produce ma molto più giù. E, tra parentesi, se devi attaccare qualcuno devi fare nomi e cognomi, non nasconderti come un coniglio per attirare la pietà e la simpatia di chi odia la Juve.

Riguardo a Jovetic direi che si trova di fronte a un bivio per la sua carriera. Accettare quelle due clausole la direbbe lunga sulla scarsa personalità dell’uomo prima che del giocatore. A parte il fatto che già la clausola di 40 milioni lo renderebbe di fatto disponibile solo per certe squadre straniere (Psg, City, Chelsea, Real e simili) e quindi farebbe diventare la seconda clausola un ridondante esempio di populismo da quattro soldi. Detto questo se Jovetic firma non si dimostra degno di difendere i nostri colori. Già quest’estate il destino gli ha offerto un’enorme occasione ma non se ne è fatto nulla. Sono convinto che un comportamento più deciso e risoluto del giocatore di fronte alla dirigenza gli avrebbe dato più possibilità di partire e dare una svolta alla propria carriera.

Una grande personalità e determinazione la sta dimostrando invece Llorente che è andato allo scontro frontale non solo contro la dirigenza del Bilbao, ma anche contro tutto un popolo compatto e orgoglioso come quello basco. E tutto per dare una svolta verso l’alto alla sua carriera a 27 anni, di cui 16 passati alla casa madre. Il suo contratto scade a giugno e da quando ha esposto pubblicamente la sua volontà di partire è stato messo fuori squadra, oltre che attaccato da tifosi, dirigenti e politici baschi. Eppure per il momento non molla. Mourinho si dice certo che a gennaio Llorente arriverà alla Juve. Quel che è certo è che il giocatore stia facendo tutto questo perché vuole profondamente la Juve e questo gli fa onore. Non sappiamo se a gennaio o a giugno arriverà davvero a Torino o finirà altrove, ma senz’altro ha tirato fuori gli attributi al momento giusto perché sentiva che aveva davanti l’occasione della vita.

Jovetic per il momento non ha fatto nulla di tutto questo. Formerebbe una bellissima coppia d’attacco montenegrina con Vucinic. E lo stesso Mirko ultimamente si è rammaricato del mancato arrivo a Torino del compagno di nazionale.

Sicuramente la Juve tenterà ancora in futuro di comprare Jovetic, ora sta a lui dimostrare di essere un uomo prima ancora che un talento. Se firmerà quelle clausole faremo a meno di lui, la Juve deve essere meritata in tutto e per tutto.

Advertisment

ESCLUSIVA IOJ: La vera storia di Berbatov e il caso Toni-Bendtner

Una sorta di salvezza per i media. Gli speciali di calciomercato in TV e i giornali di ieri e oggi hanno avuto il loro sfogo. Uno sfogo su cui costruire le solite filastrocche: “Juve scorretta”, “Juve arrogante”, “mancanza di lealtà”, bla bla bla

Advertisment

La vicenda Berbatov, già di per sé unica nella storia del calciomercato, ha fatto infuriare i dirigenti Viola. Ma occhio all’illusione: la realtà è che lo sfogo è servito a coprire le proprie manchevolezze dal punto di vista della trattativa. A firma avvenuta col Fulham, sentiti gli agenti FIFA, siamo in grado di ricostruire la storia di Berbatov. Con buona pace per chi usa questo argomento per attaccare, visto che sul campo non trovano il modo giusto per farlo, la Juventus.

Berbatov alla Fiorentina il 26 luglio?

La trattativa fra l’attaccante bulgaro e la Fiorentina nasce il 26 luglio. Più o meno un mese fa. A contattare la dirigenza del ManUTD sono i dirigenti Viola che vorrebbero piazzare un grande colpo per l’attacco e consegnarlo ai tifosi negli ultimi giorni di mercato. La solita manfrina per fare audience e spettacolo. Dovreste ricordare il caso Ibrahimovic-Juve: preso a marzo in gran segreto, Moggi fece finta di fare il miracolo negli ultimi minuti del mercato. Annunciando in un solo colpo Cannavaro (scambiato con Carini) e appunto Ibra. Con quella corsa conto il tempo finta l’ultimo giorno di mercato e il deposito del contratto a pochi minuti dalla chiusura delle porte. La scena che piace ai tifosi, la scena che piace ai giornali.

Berbatov: firmo, non firmo, vado, resto, scusi tornerò!

Berbatov: firmo, non firmo, vado, resto, scusi tornerò!

Torniamo a Berbatov. I primi contatti risalgono a fine luglio, quando si capisce che il Manchester farà almeno un grande colpo e quindi si priverà di uno degli esuberi in attacco. L’indiziato è proprio Berbatov che non gode più della stima di Ferguson: Sir Alex gli preferisce gente giovane. Arriva a ManUTD Robin Van Persie e allora basta attendere il momento buono. La Fiorentina piazza altri colpi, molto importanti e interessanti, e tiene a bagnomaria il bulgaro. Chiunque pratichi da tanti anni il calciomercato sa bene che un giocatore non lo si fa arrivare, ma lo si va a prendere. E non con un agente FIFA che potrebbe fare i propri interessi (e così accadrà anche stavolta), ma con un proprio dirigente che scorterà il ragazzo fino alla sede, fino al momento della firma. Un esempio? Il caso Figo degli anni ’90: preso dalla Juve e da Moggi, poi il buontempone riuscì a firmare un secondo contratto col Parma. Da allora Moggi non regalò più fiducia agli obiettivi di mercato e gli mise alle calcagna sempre un proprio uomo di fiducia. Negli ultimi tempi a fare da usciere e da autista fu Alessio Secco. Ma torniamo ancora alla Fiorentina.

Negli ultimi giorni di mercato ecco la telefonata. Accordo col ManUTD per una cifra intorno ai 5 milioni di euro, fax della fidejussione che parte regolarmente e arriva in Inghilterra la mattina dl 30 agosto, e telefonata con gli agenti per prenotare un volo privato. Scalo a Monaco di Baviera, atterraggio previsto a Firenze intorno alle 13:30. Siamo sicuri di questo programma perché a Firenze si smuove parte della Fiesole: è proprio questa parte della curva Fiesole a dar vita alla protesta delle 15:30 quando capiscono che nessun Berbatov arriverà a Firenze. Perché?

L’intromissione nella trattativa in realtà non è della Juve, come i giornali vogliono far credere, dimostrando la propria incompetenza (se ci arriviamo noi a queste informazioni…) e la propria malafede (a questo crediamo più di tutti), ma del Fulham. Al Fulham è arrivato infatti l’ex allenatore di Berbatov ai tempi del Tottenham e il ragazzo, avvertito a fine agosto, ha un tentennamento: meglio il Fulham col proprio mentore o alla Fiorentina? E qui inizia la pantomima. Berbatov ha un fortissimo ripensamento sull’aereo per Monaco quando gli arriva l’SMS del Fulham: contratto interessante e una maglia da assoluto protagonista. Arriva il “no” secco alla Fiorentina. Berbatov resta in aeroporto in attesa di una offerta ufficiale del Fulham che arriverà a breve. Nel frattempo un agente FIFA (di cui non faremo il nome, ma che avrete sicuramente visto in TV) avverte Marotta: “trattativa saltata coi Viola, Berbatov è libero”. Qui comincia il blitz di Marotta.

Il direttore generale bianconero telefona a sua volta a Andrea Agnelli per comunicare un nuovo obiettivo. Nella mattinata del 30 agosto era stato bloccato Bendtner: restava da parlare con Wegner che non avrebbe ostacolato la trattativa. L’agente di Bendtner intanto vola a Milano e il ragazzo segue a ruota. Ma Andrea Agnelli lo congela e dà il via libera per Berbatov. Questo è vero perché sarà proprio Andrea Agnelli a trovare l’accordo con Ferguson sul pagamento del bulgaro. Bulgaro che pare aver fatto il doppio gioco: sì al Fulham, sì all’offerta ufficiale della Juve di 1,8 milioni di euro.

Advertisment

Poi sapete benissimo come è andata a finire, con il ridicolo ripensamento dell’ultimo minuto quando Berbatov sa dell’interesse del Tottenham. La sua ex squadra è alla disperata ricerca di un attaccante di rilievo e sta pensando a lui. Nei minuti finali la spunta il Fulham.

Il comunicato Viola: l’incapacità di giustificare un fallimento

Dal 26 luglio al 30 agosto il tempo per chiudere la trattativa è lungo. Ma a voler tirare la corda si corre il rischio di spezzarla. Specie quando a condurre le danze sono dirigenti poco navigati ed esperti. Il comunicato di Della Valle è solo il tentativo, poi riuscito, di non rispondere ai propri tifosi. Come si fa infatti a giustificare un fallimento clamoroso?

Fallimento che troverebbe comunque una spiegazione. Molto più razionale quella di Mezzaroma, presidente del Siena, che proprio stamattina confessa:

Avevamo un accordo con Bendtner e con l’Arsenal. Ma poi è arrivata la Juve e contro il fascino dei bianconeri valgono a poco strette di mano e accordi telefonici. E’ la regola del calcio.

Per chi non lo sapesse Mezzaroma è tifoso, appunto, della Roma, quindi nessun sospetto sia di parte in questa vicenda. Solo che Mezzaroma ha deciso di usare il cervello: fra Fiorentina e Juve, fra Siena e Juve, la scelta appare davvero molto semplice. Quindi lo sfogo di Della Valle lascia il tempo che trova.

E’ solo l’ennesima conferma di come la Juve può essere usata e manipolata per raccontare una storia falsa e far cadere su questa le colpe proprie. La verità del caso Berbatov è soltanto una: l’inadeguatezza e la leggerezza della dirigenza Viola. Il ridicolo di annunciare qualcosa che ufficiale non è. La pazzia di mandare un aereo e non già un dirigente a prelevare il ragazzo. L’idiozia di considerare la Fiorentina al pari della Juve in quanto a fascino e palcoscenico. I primi sono errori di trattativa, l’ultimo è semplice un complesso di inferiorità sofferto da tutta Italia. Tutta l’Italia antijuventina. Se ne facciano una ragione.

Il caso Toni: il vero scippo

Non ripeteremo le parole di Mezzaroma: un briciolo di onestà intellettuale in un paese davvero in ginocchio sotto questo punto di vista. Più che altro c’è da chiedersi se Della Valle scriverà un altro comunicato per chiedere scusa proprio al Siena. Luca Toni, acquisto dell’ultimo minuto della Fiorentina dopo i numerosi due-di-picche ricevuti da attaccanti (Pozzi e Babel) e da squadre (Lazio per Kozac e Catania per Morimoto), stava infatti accasandosi al Siena quando la Fiorentina lo ha scippato ai bianconeri di Toscana: è l’unico furto.

Inoltre chiediamo a Della Valle un minimo di coerenza: quando i suoi tifosi canteranno a squarciagola cori contro l’Heysel e la Juve, allora Della Valle dovrebbe avere la decenza di scrivere un altro comunicato. Altrimenti abbia il coraggio di cantare anche lui: non ci stupiremmo. Ci creda, non stupiremmo!

Advertisment

Marotta: attacchi indecenti. Ma cosa ci meritiamo?

L’attacco feroce e indecente nei confronti di Marotta è stato vigliacco e assurdo. Non siamo nuovi a critiche alla dirigenza juventina e troverete in questo blog ampia conferma. Ma preferiamo attaccare e criticare con quel senso costruttivo che dovrebbe animare ogni tifoso di calcio, juventino e non. Siamo abbastanza abituati alla disinformazione e alla volgare informazione dei media controllati dai soliti noti, ma che ci caschino pure i tifosi bianconeri… beh questo è inaccettabile. Alla luce del fatto che Andrea Agnelli e un minimo di intelligenza chiederebbe a questi stessi tifosi di rimanere tutti uniti, tutti compatti.

Advertisment

La vicenda Berbatov va opportunamente ricostruita. Abbiamo ricevuto un SMS a ora di pranzo, e abbiamo rilanciato il tutto su Twitter scatenando un putiferio. Positivo fino alle 21 quando Berbatov ha declinato l’inviato per problemi familiari. Almeno questa la versione ufficiale. Di certo c’è che aveva preferito la Juve alla Fiorentina, grazie al blitz straordinario di Marotta. E ora iniziano le ipotesi e i ragionamenti. Affascinanti, ma che non possono essere usati per prendersi il palcoscenico e spalare fango su Marotta e la Juve.

Bene inteso: Marotta ha operato benissimo, ma non magnificamente. Manca un bomber, manca un vero bomber che avrebbe colmato ogni problema della rosa attuale. Lo sappiamo, l’abbiamo sempre ripetuto epperò abbiamo sempre ripetuto la difficoltà di questo calciomercato. Difficoltà economiche, nonostante la Juve abbia già speso, e speso bene, e difficoltà strutturali. Queste ultime riguardano la presenza di sceicchi e spendaccioni e speculatori: leggi PSG, leggi Ibra, leggi Verratti e Sebastiani.

Advertisment

La Famiglia metterebbe una ventina di milioni, non un centesimo di più, per il cartellino di un grande giocatore, ma va tutto valutato. Llorente potrebbe essere un buon colpo, ma un giocatore che prenderesti gratis a febbraio non può ora essere pagato più di 16/18 milioni di euro. Più o meno il ragionamento fatto per RVP che Sir Alex Ferguson ha preso sborsando una valanga di soldi. E non dimentichiamo il PSG e i suoi tre pareggi nonostante oltre 200 milioni di euro spesi in pochi mesi. La Famiglia avallerebbe una spesa poco superiore ai 20 solo per Dzeko, visto che né Messi né Ronaldo né Rooney si muoveranno sul serio dai rispettivi club. E allora?

Che farebbero i superesperti megadirettori che si sono scatenati contro Marotta? Si sono già dimenticati i vari Vidal e Pirlo, Lichtsteiner e Vucinic, Isla e Asamoah, Masi e Pogba? Manca il bomber, lo sa per primo proprio Marotta e lo sa benissimo Antonio Conte, ma la realtà fattuale, visto che amiamo parlare di processi e smontarli, è proprio questa: di grandi bomber ce ne sono pochi e quelli che ci sono non possono essere acquistati.

Detto questo, sperando che i tifosi siano davvero uniti, speriamo in un colpo di coda. Non mi piacerebbe Bendtner perché a quel punto mi terrei stretto Matri, mentre mi sarebbe piaciuto tenere Immobile. Speriamo in un nome a sorpresa, un nome utile, top player in campo e non nelle cifre o nel nome.

Advertisment

Dimit?r Berbatov: la scheda di IoJ

Advertisment

Advertisment

Il primo sulla lista era un certo Robin Van Persie, poi Suarez, Jovetic, Dzeko, Llorente, Cardozo fino ad arrivare a voci su Floccari o addirittura un ritorno di Marco Borriello invece il caro Beppe stupisce tutti e piazza un colpo a sorpresa: Dimitar Berbatov!

Il bulgaro sembrava destinato a vestire la maglia viola e fare coppia con Jovetic, altro obbiettivo bianconero poi sfumato, invece con un blitz da grande dirigente Marotta interviene nella trattativa e fà saltare tutto. A firenze era già tutto pronto, albergo prenotato, volo, clinica per le visite mediche allerta, ma niente Berbatov non arriva, nel pomeriggio si dice sia già a Torino, poi si scopre che è fermo a Monaco in attesa di sviluppi sul fronte torinese. Marotta mette a segno un gran colpo parlando di rapporto qualità/prezzo/età, Berbatov è classe 1981 e si porta dietro ha un buon bagaglio di esperienza; Leverkusen, Tottenham e Manchester United le squadre principali per cui ha giocato con ottimi risultati.

Di seguito vi riporto le presenze e i gol con queste tre società:

  • Bayer Leverkusen, 2001/06: 156(69)
  • Tottenham, 2006/08: 70(27)
  • Manchester United, 2008/12: 108(48)

I dettagli economici non sono ancora ufficiali ma si parla di 4,5 mln di euro allo United pagabili in due rate e un biennale da 1,8 mln al giocatore.

Sicuramente i tifosi viola non ci saranno rimasti bene visto che erano già tutti pronti ad accogliere il forte attaccante bulgaro a Firenze prima che la Juventus irrompesse nella trattativa.

Advertisment

Berbatov, è fatta: Marotta lo porta alla Juve

E’ finita. L’intervento di Andrea Agnelli ha definitivamente chiuso un affare che se, prolungato, rischiava di finire male.

Advertisment

Sulle cifre c’è un po’ di confusione, ma si parla di una base di 5 milioni di euro da pagare in due rate. Vedremo soprattutto se ci saranno bonus o meno.

Advertisment

L’ingaggio non supererà i 2 milioni di euro.

Una operazione assolutamente incredibile, un riscatto per Marotta che finalmente promette una promessa. Non sarà il top player dei sogni, ma Berbatov è un attaccante concreto che porterà cattiveria ed esperienza in rosa e porta con sé oltre 200 gol in carriera.

Un attaccante forte fisicamente, un killer d’area, uno capace di giocare di sponda così come vuole Conte. Una pedina insomma che potrebbe rivelarsi molto più utile di quanto non si pensi. E guardando le cifre dell’operazione viene un po’ da sorridere: a budget sono rimasti ulteriori soldi da utilizzare magari a gennaio per un vero grande colpo. Da non tralasciare poi la pista Llorente che potrebbe arrivare a Torino a parametro zero.

Advertisment

Clamoroso o bufala? Berbatov e la Juve, Fiorentina beffata

Ha del clamoroso quanto successo dopo pranzo. L’aereo che doveva portare Berbatov a Firenze è giunto senza il suo passeggero più importante. Un aereo che avrebbe dovuto poi condurlo nella sede Viola per firmare il contratto.

Advertisment

A quanto pare di capire gli agenti sono letteralmente rimasti bloccati all’aeroporto di Monaco, incollati a un telefono bollente. Dall’altra parte… Beppe Marotta e la sua proposta. La Juve ha visto sfumare tutti gli obiettivi principali e probabilmente, data la necessità di una punta di peso, ha deciso di virare sull’attaccante bulgaro.

Di certo c’è che per adesso Berbatov non è a Firenze, da valutare la sua presenza a Monaco.

Aggiornamento 1: secondo i nostri contatti, Marotta avrebbe rilanciato sull’ingaggio questa notte, arrivando a offrire una cifra vicina ai 2,8 milioni di euro. Contratto biennale, pare.

Aggiornamento 2: sembra ormai certa l’assenza di Berbatov a Firenze. A Monaco era previsto effettivamente uno scalo, ma l’arrivo a Firenze doveva avvenire intorno a ora di pranzo. Un ritardo eloquente.

Aggiornamento 3: Wikipedia ha nuovamente modificato la pagina di Berbatov. Stamattina c’era scritto Fiorentina alla voce “Squadra attuale”, invece ora è tornato “Manchester United”. Indizio?

Aggiornamento 4: se trattativa non è, allora è operazione di disturbo. Tutti concordi gli operatori di mercato e pure noi la pensiamo in questo modo. Marotta si è mosso per disturbare o comunque tentare di acquisire un attaccante che non sarà un top player, ma potrebbe risultare molto utile a Conte. Le caratteristiche sono proprio quelle che il tecnico leccese richiede.

Aggiornamento 5: conferme pure dall’ANSA. Trattativa saltata fra Berbatov e la Fiorentina. A fermare il tutto un blitz di Marotta che ha avanzato un’offerta a Berbatov.

Advertisment

Aggiornamento 6: non sembrano esserci più dubbi. La Juve a colloquio col Manchester United per Berbatov. Già trovata l’intesa con l’entourage del ragazzo, ma ora c’è lo scoglio Ferguson: dopo Pogba Marotta riuscirà ad ammorbidire il Sir?

Aggiornamento 7: dall’Inghilterra rilanciano una voce che vuole pure il Fulham sull’attaccante bulgaro. Da verificare. Da parte della Juve il fascino e la possibilità di giocare la Champions.

Aggiornamento 8: una inviata di Sky Sport racconta i fatti: “Stamattina in tarda mattinata, il direttore tecnico Macia era in aeroporto con alcuni tifosi ad aspettare Berbatov, ma nè il giocatore, nè i suoi agenti, erano presenti sull’aereo. In questo momento sotto la sede viola ci sono circa cinquanta tifosi che attendono novità“.

Aggiornamento 9: pesante intervento di Davide Lippi, agente FIFA: “Berbatov resterà a Manchester”. Secondo il figlio del grande allenatore Marcello Lippi, il ragazzo rimarrà prigioniero della volontà di Sir Alex che non ha perdonato alla Juve lo sgarbo Pogba.

Aggiornamento 10: è corsa a due fra Juve e Fulham. Sir Alex potrebbe mettere un veto alla cessione di Berbatov alla Juve dopo il caso Pogba. Tutto sembra ormai nelle mani del potente manager di Manchester.

Aggiornamento 11: interviene Andrea Agnelli con una telefonata per tentare di chiudere la trattativa col ManUTD. Il tutto dovrebbe andare in porto per una cifra fra 5 e 8 milioni di euro. Al giocatore un ingaggio di 2,5 milioni di euro. Si attendono news ufficiali in merito.

Aggiornamento 12: Sir Alex vorrebbe un pagamento unico di 5 milioni di euro, mentre la Juve vorrebbe rateizzare. E’ l’ultimo ostacolo per l’ufficialità. A Torino sono abbastanza sicuri.

Aggiornamento Finale: è fatta! Berbatov alla Juve.

[poll id="21"]

Advertisment