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Tag: beretta

Tutto come nel 2006, tranne che…

E’ tutto come nel 2006. Le lancette dell’orologio sono state spostate indietro velocemente e si è tornati al periodo pre-Farsopoli.

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L’elezione di Beretta in sé non è scandalosa, il problema è chi Beretta si trascina dietro. Quel Galliani vice-presidente per esempio è davvero imbarazzante: e il conflitto di interessi? Tornano in mente le parole di Conte e soprattutto vien da chiedersi il motivo per cui quella condanna così lieve non vale per il nuovo vice-presidente. La condanna cui mi riferisco è relativa a Calciopoli. Quelle telefonate non valgono più? Sono state dimenticate?

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Beretta rieletto come Abete. Qui il giochino funziona ancora meglio: la Juve è prona a questo sistema marcio avendo votato proprio Abete. E si torna al periodo pre-Farsopoli con un problema in più: non abbiamo più Moggi a difenderci, non c’è più Giraudo a progettare il nuovo stadio e il nuovo piano industriale.

Tutto è nelle mani di Conte al quale auguriamo tanta pace per lavorare sul campo.

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Paolillo e Moratti show!

Saranno le prove per un nuovo programma comico. Di certo sono dichiarazioni da brivido se comparate alla realtà dei fatti. Sicuramente sono dichiarazioni che lasciano molto amaro in bocca.

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Toni e contenuti sono sbagliati e anche provocatoriamente arroganti, oltre che fuori luogo.

Da una parte Paolillo:

Sono necessarie le dimissioni di Beretta dalla Lega per affrontare un tavolo di riforma del calcio con un presidente rappresentativo e meno schierato.

Ci piacerebbe conoscere la posizione e lo schieramento di Beretta e magari anche le situazioni in cui tale schieramento si sia palesato. Certo non ci piacerebbe un altro Guido Rossi o un altro Narducci, non già schierati, ma militanti. Inoltre Paolillo ignora, o forse proprio non sa, che è peggio, che Beretta è già dimissionario. E ancora, davvero vuole dare a pensare, il signor Paolillo, che le riforme nel calcio non sono attuabili per colpa di Beretta?

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Dall’altra parte gli interventi sempre poco eleganti e poco opportuni di un uomo che pare aver perso ogni briciolo di credibilità, visto che lo sguardo è ormai quello di chi non ci crede più nemmeno lui alle cose dette:

Se ci sono i presupposti per un tavolo della pace? Bisogna vedere però che non ci sia nessun coltello sotto il tavolo.

Prima lampante osservazione: al tavolo sono presenti i suoi amici. Da Abete a Petrucci, passando per Galliani. Amici strettissimi coi quali ha intessuto rapporti ai limiti della legalità sportiva. Colleghi con i quali ha spartito l’eredità di Calciopoli. Dunque l’unico in grado di portare un coltello parrebbe Andrea Agnelli, pura deduzione logica.

Però, a questo punto, sorge spontanea una domanda: i coltelli di Andrea Agnelli sono i documenti legali coi quali sta conducendo una battaglia giusta e assolutamente dentro le regole giurisprudenziali (anche fin troppo, a mio avviso)? Se sì allora vorrei rassicurare (o far preoccupare di più) l’illustre onesto-ma-prescritto Moratti: qui siamo pieni di coltelli. Siamo pieni di documenti che dimostrano la sua inadeguatezza al ruolo di onesto e sportivo, leale e corretto. Talmente pieni di documenti che siamo costretti a rispondere a continue accuse gridate e mai dimostrate.

Sì, occhio ai coltelli dottor Moratti, qui c’è tanta gente violenta. Sapessi che violenza che mi tocca sopportare…

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Da Totti a Zamparini, da Mancini a Simeone, passando per Galliani

Prova a far la formazione della Juve. Tieni conto, però, di questi fattori: Del Piero sarà a Genova solo in mattinata, causa influenza che gli ha impedito di allenarsi e correre per buona parte della settimana (visto che fino a martedì ha fatto fisioterapia). Iaquinta è ancora out, come De Ceglie. Martinez non è al meglio, lentamente sta recuperando. Amauri è Amauri, cioè una zavorra in cerca di una rinascita che fu più facile per Lazzaro. Quagliarella e Toni ai box. Krasic in debito di ossigeno. Dubbio Sissoko: è depresso o solo svogliato? Marchisio ha recuperato a fatica. Bene: adesso schiera un 11 competitivo e prova a dirmi quali sono le colpe di Marotta o quali le possibili colpe di Del Neri.

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Scherzi a parte (magari fossero solo scherzi) la Juve è in totale emergenza contro la Samp. E preoccupa la situazione in vista di giovedì quando ci sarà un infuocato scontro con la Roma di un Ranieri che è una sicurezza. Ovviamente per gli avversari. La vittoria di ieri sera ha dato morale all’ambiente giallorosso, ma Milan e Atalanta di Milano sanno benissimo che il buon Ranieri alla fine molla sempre. Secondo o terzo, non più di questo.

Perle ai porci. E’ la frase più in linea con Piagnisteo Mancini. Il bilancio ormai è andato. Lo sceicco di Manchester gli ha comprato almeno una decina di giocatori, l’ultimo in ordine di tempo Dzeko. Il sogno proibito di molte europee è finito in Inghilterra, costretto a essere violentato tatticamente da questo strano zimbello della panchina, che ha già rovinato una squadra a Milano e adesso continua a fare incetta di figurine. Con la crisi di Manchester United, Arsenal (perennemente aggrappato ai suoi giovani, e che giovani!) e Chelsea, in Premier League ci sono tempi e modi per andare a vincere il campionato. Adebayor, Tevez, Silva, Dzeko, Touré, Johnson e una sfilza di potenziali ottimi giocatori al servizio di un incompetente. Contenti loro. Mi dispiace solo per il bosniaco, ma l’ha voluto lui quel contratto.

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In Serie A la situazione non migliora. Che umidità!, ha esclamato Beretta al termine di Palermo-Brescia. In effetti in Sicilia si sono abbattuti temporali, ma il tecnico delle rondinelle si riferiva alla quantità di lacrime versate da Zamparini & Co. Triste vedere un Barbera, uno degli stadi più belli per calore ed emozioni trasmesse, costretto a dar retta a un folle che di professione fa il Presidente dei rosanero. Sciopero del tifo per un paio di minuti. Non già per la non applicazione di certi giocatori che si sono montati la testa (Pastore e Ilicic? Ogni riferimento è puramente casuale), ma per episodi e torti arbitrali che la congiura nazionale ha voluto riservare al Palermo. Storie di ordinaria follia. E sì che Bovo ha mostrato a tutti che significa umiltà, lavoro e coraggio. Eppure Zamparini ha avuto ancora modo di lamentarsi. Quasi quasi, visto che funziona, consiglierei a Torino di iniziare a piangere. Se poi arrivano i punti…

Curioso il trattamento riservato a Totti. Quarto rigore trasformato, su 5 gol siglati in questa stagione. Vederlo giocare fa tenerezza: pare il derby del cuore per la velocità messa in campo, e pare pure il peggior scontro di terza categoria per il nervosismo mostrato sul terreno di gioco. Chi lo marca va il doppio della sua velocità, epperò questo numero 10 che toglie il posto a Vucinic e Menez pretende non so bene quale tipo di rispetto. Alla sua età Del Piero aveva appena conquistato il titolo di capocannoniere della Serie Cadetta e poi del Torneo Aziendale. Basta paragoni, per favore! Rendiamo un disonore al Capitano della Juve!

Giovinco e Candreva chiudono la pratica Catania (ma guarda, proprio la tipologia di calciatore che adesso servirebbe alla Juve in questo periodo). Il motivo è semplice: bastava ricordare a Simeone i suoi anni in biancoceleste per fare bene, invece gli hanno continuamente ricordato i due anni in nerazzurro. Strano modo di leggere le statistiche questo. Alla corte del petroliere Simeone ha intascato solo una Coppa UEFA, mentre a Roma qualcuno dovrebbe ricordare diversi titoli vinti e stravinti. Con queste premesse era dura fare meglio di un 2-0 subito. Ma niente paura: ho visto ottime cose, dirà il tecnico argentino. E meno male, se avesse visto difetti a quest’ora Giovinco sarebbe capocannoniere!

Accostato alla Fiorentina è solo uno che avrebbe bisogno di crescere. E il confronto con il campionato italiano potrebbe essere troppo duro per un giovane così. Lo acquista il Milan e di colpo le osservazioni e i giudizi cambiano: è un colpo, una autentica mossa a sorpresa, una strepitosa magia di mercato del latitante Galliani! Alla faccia della coerenza.

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