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Tag: bergomi

Juventus – Torino 2 – 1 / La beffa più atroce, la vittoria più dolce

“Lo voglio rivedere, Fabio!”. Chiude così Bergomi, con voce molto bassa a trasudare la peggio bruciatura. Mentre dopo 1 ora di moviola, Mediaset Premium si arrende all’arbitraggio perfetto di Orsato. Allegri gioisce, Ventura si azzuffa coi suoi tifosi (che ovviamente vengono subito scambiati per terroristi bianconeri in diretta giornalistica). La Juve gode, gli altri piangono.

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Sempre così, nonostante al Torino riesce un record bello, importante e significativo: di nuovo gol nel derby dopo 12 anni. Un gol, fra l’altro, bellissimo. Solo una curiosità lasciamo ai lettori: ci fosse stato Montero, oggi Peres che mestiere farebbe?

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Ma noi abbiamo Pirlo. Che da 27 metri sceglie, a 6 secondi dal termine, la traettoria più beffarda. Energie finite, attenzione finita, Bonucci che recupera con grandissima generosità un pallone che diventa subito maledetto, Vidal che offre a Sant’Andrea il più perfido degli assist.

Che ci vuoi fare? Garcia starà rosicchiando il suo tronco, Caressa che si rifuggia in un “sembrerebbe regolare l’intervento di Bonucci”, Aldo Serena che perde la voce. Vincere così, vincere adesso, ha il sapore dell’ennesima svolta stagionale. Un segnale forte.

La Juve è lassù, sola, e sappiamo bene – caro Rudi Garcia – come ha fatto. Se lo ricordi, magari spiegando anche il motivo per cui a Dodo non è stato concesso un rigore in Roma-Inter. Eppure era all’interno dei 16 metri.

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Dedicato a De Sanctis e Bergomi: un’Italia in ginocchio

La vogliamo dedicare a loro, principalmente. A loro e a chi dà voce alle loro trombe ormai sfinite, incancrenite da quel sentimento di antijuventinismo che pervade mezza Italia. Un’Italia in ginocchio, piegata in due dal dolore di una parabola malefica quale quella di Pirlo.

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La dedichiamo a De Sanctis, la vittoria della Juve contro il Genoa. A De Sanctis e al suo #ersistema. Fino a stasera, e fino a quando non decideranno che è il momento di terminare quel Parma-Roma, sono 17 i punti di vantaggio della Juve. E ieri #ersistema ha colpito ancora. La dedichiamo a lui e a quelli come lui, incapaci di riconoscere il merito altrui, nascondendosi dietro le cazzate da bar portate alla ribalta e solo in Italia poteva succedere.

La dedichiamo pure a Bergomi. Capiamo tutto, dall’essere gufo all’essere parziale, ma accettare scempi come la telecronaca di ieri è troppo. Troppo per chi sta scrivendo pagine di storia memorabili. Troppo per chi crede in un minimo di sportività. SkySport ha fallito. Con quel Bergomi lì a commentare ogni santa partita della Juve. Che andasse a lavorare sul serio, lasciando spazio a giornalisti e commentatori un pelino più seri. Resta la soddisfazione di vederlo invecchiare partita dopo partita. “Fabio, non ce la faccio più a rosicare così!”.

La dedichiamo ai quotidianacci di Milano e Roma. Scopro sempre un nuovo modo di comunicare il lunedì mattina. Se perfino trovano il modo di trasformare la partita di ieri sera come l’ennesima prova arbitrale pro-Juve, allora vuol dire che non hanno più antidoti, né rimedi, né idee. Gli aggettivi, le allusioni, l’accantonare le analisi a poche righe, quelle che difficilmente leggerai. I sommari ponderati, i titoli scelti accuratamente. E poi l’intervista a Preziosi e, stavolta sì, la sparata: “la punizione sul gol loro non c’era”. Pazienza se nella pagina accanto, scritto piccolo, in mezzo a due rigori uguali, ma dei quali viene concesso solo quello al Genoa, c’è scritto chiaro e tondo che quella punizione c’era. Intanto il senso è già passato con quel supertitolo.

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La dedichiamo a Pistocchi. Aveva appena finito di bestemmiare su Gigi Buffon, vaneggiando che non para rigori, che continua a respingere palloni senza bloccarli, che la sua carriera vale meno rispetto a Dino Zoff, che… che… che poi Gigi gli spara in faccia il rigore di Calaiò. Proprio mentre Pistocchi sta boccheggiando per il suo Milan sprofondato a -40, tentando di difendere a spada tratta Galliani e chi gli paga lo stipendio. Su dai, un altro anno sta finendo.

La dedichiamo pure a Paparesta. Sarà che l’abbiamo rinchiuso a Reggio, ma la linea editoriale Mediaset è troppo più forte perfino delle immagini. “Se proviamo a farci aiutare dalla linea dell’area di rigore, nonostante il movimento a incrociare dei due corpi, posto che non si fa più riferimento alla luce fra le due figure, allora dobbiamo solo analizzare la distanza fra il tacco dell’ultimo difensore rossoblu e la punta dello scarpino di Osvaldo che sta ricevendo il pallone dal suo compagno. L’incrocio rende difficile la valutazione di questo episodio, perché Osvaldo è lanciato mentre il difensore lascia la sua linea di competenza. L’arbitro di porta poteva farci poco, perciò Mazzoleni si è fidato del suo assistente”. Era regolare. Facile da vedere, facile da capire. Era regolare, caro Paparesta, ormai pronto per Cari Amici Miei: una supercazzola degna della storia comica del cinema italiano.

“Purtroppo sono in dovere di sottolineare i soliti cori contro il Napoli da parte dei supporters bianconeri” dice l’inviato di SportMediaset. Sono le ore 20 e non tutti i supporters bianconeri sono entrati allo stadio, ma lui è comunque in dovere. Poi però scompaiono i replay della gomitata di Gilardino, diventa “forse è in gioco” la posizione di Osvaldo, mentre perfino il commento di Sebino Nela “non me la sento di dire che è rigore” (su Bertolacci-Lichtsteiner) viene trasformato in sentenza contro la Juve. E poi c’è mani e mani. Dovere… di obbedire al padrone.

Ora aspettiamo una grande Juve giovedì sera. Troppo grande la soddisfazione di dare un colpo da ko a questi beoti che stanno uccidendo il calcio italiano. Basta dire che qualcuno sta sponsorizzando Balotelli-Cassano ai Mondiali. E magari, visto che c’è un summit oggi a Milanello, pensiamo pure al modo di liberarci di Marotta e Conte…

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Juventus-Torino 1-0 E’ sempre dominio bianconero

Sentire il commento tecnico di Bergomi ti mette addosso tanta tristezza e, al tempo stesso, tanta goduria. Così parziale, così inutile in certe osservazioni. Resta il vantaggio conservato sulla Roma e il primo posto granitico, in attesa del ritorno di Coppa e delle prossime sfide.

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Segna Tevez contro il Toro. Gol pesantissimo che rovina la domenica dei gufi. Segna Tevez, in una partita complicata, con una Juve tutt’altro che eccezionale. Ma è arrivata la vittoria e questo basta. Per il momento.

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Cerci e Immobile non fanno male, Tevez sì. Questa la differenza nel derby della Mole, con un Torino davvero molto interessante. “Meno male che l’arbitro ha scelto bene” è stata la risposta di Conte alle solite provocazioni giornalistiche.

Il tour de force continua. Giovedì la gara di ritorno di coppa, nell’inferno turco, poi, con poco riposo nelle gambe, la sfida al Milan di Seedorf senza Vidal.

Da registrare soltanto lo strano atteggiamento di ultras e tifosi: qualcuno ha pure pensato di non tifare, qualcun altro era contrario a sostenere la squadra. Le motivazioni mi sfuggono, sento solo tanta tristezza per gente che non ha minimamente idea di cosa vuol dire il nome “Juventus”.

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La Bilancia della (in)Giustizia è starata

Dopo aver vinto sui prescritti e aver immagazzinato nella mente le immagini del match mi sono rivisto diverse volte il fallo (assurdo? omicida? disonesto? canaglia?) di Cambiasso su Giovinco.

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Caressa urla 5 giornate di squalifica, Bergomi ribatte no, 5 no, ma almeno 3 giornate sicuro…

La mattina dopo vado in piazza e, dopo alcuni sfottò con amici che, purtroppo, tifano sponda milanese, mi sento dire da questi che 3 giornate di squalifica, al pur corretto Cambiasso, non le leverà nessuno…

Annuisco.

Ho visto dare 3 giornate di squalifica per molto meno…ricordate Conte quando si è incazzato? si è solo incazzato… due giornate di squalifica… quindi, mi dico, almeno 3 giornate per quel gesto insulso e privo di ogni logica sportiva… saranno almeno 3 giornate…

Decisione del giudice (sic!!!) sportivo…  una giornata di squalifica!!!

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Evidentemente voleva sentire il crack della caviglia di Sebastian questo avvinazzato di giudice per comminare almeno 3 giornate al buon (sic!!!) Cambiasso.

Le facce degli amici miei prescritti, (ebbene si… ne ho qualcuno), per una volta, sono diventate rosse di vergogna.

Una decisione così assurda è da iscrivere negli annali delle fetenzie che i prescritti hanno commesso… questa insieme a tante altre.

A parti invertite l’avvinazzato giudice (sic!!!) avrebbe comminato 5 giornate di squalifica e inviato una nota al Palazzinaro per la revoca dello scudo dell’anno scorso…

Ma si può andare avanti così?

Agnelli ma dove stai? fai sentire la voce di tutti noi…quanto meno per dire a costoro: lo sappiamo che siete delinquenti…facciamo finta di ignorarlo… ma lo sappiamo benissimo di che feccia siete fatti.

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Idiozia Bergomi: Zeman e Conte attuano sempre lo stesso modulo

Che sia molto poco intelligente lo dicono i suoi stessi fan. E’ di questi giorni una singolare protesta su SKY per dire basta a Bergomi: la parzialità così spudorata infastidisce perfino i tifosi nerazzurri. Questo la dice lunga su quello che un esperto lo è solo per il contratto SKY.

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E’ lo Zio d’Italia, quel Beppe Bergomi che dopo 45 secondi di un Inter-Juve commentava “Fabio, i nerazzurri stanno dominando” o quel Beppe Bergomi che di consueto esclama “non me la sento di dire che è rigore” su un Marchisio falciato da Castellazzi o da un Gomez steso da Guarin.

Questa volta Bergomi, intervistando Pioli dopo Bologna-Lazio, ha fatto proprio un concetto che ovviamente poi non si è preoccupato di giustificare:

Userai sempre lo stesso schema come Zeman e Conte?

Su Zeman non dirò nulla. Su Conte invece mi prendo due righe per rispondere a Bergomi.

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Antonio Conte si laurea nel calcio con una tesi intitolata “Personalità dell’allenatore” e si laurea sul campo applicando il 4-2-4. Schema magnificamente implementato a Bari, poi a Siena. Arriva alla Juve e sorgono già i primi dubbi: l’acquisto di Pirlo, la mancanza di un ariete mobile come piace a Conte, Vucinic e fasce molto poco di qualità. Poi in realtà Pepe risultò uno dei migliori centrocampisti esterni per rendimento.

Il 4-2-4 fu praticamente subito abbandonato dopo l’esordio col Parma per passare a un 4-5-1. Vucinic spostato a sinistra per garantire la giusta qualità sulle fasce, Pepe a destra, in mezzo al campo un trio formidabile.

Durante lo scorso anno Antonio Conte si rese poi conto di aver bisogno di uno schema anche più offensivo e allora varò il 4-3-3 con Chiellini a sinistra e Lichtsteiner a destra, in mezzo Barzagli e Bonucci. In realtà la Juve riusciva abilmente a passare agevolmente dal 4-3-3 al 4-5-1 e questo consentì ai bianconeri di giocare un magnifico girone di andata.

La svolta avvenne col Napoli. Sotto di 2 gol la Juve riuscì ad assorbire perfettamente il 3-5-2 di Conte: Barzagli-Bonucci-Chiellini in difesa, solito trio a centrocampo, quindi due fasce muscolari e un attaccante mobile. La Juve cominciò a correre forte e non si fermò più fino allo scudetto.

Questo schema è quello che ha accompagnato la Juve in questo avvio di stagione e c’è una ragione per cui la Juve non lo ha mollato: Antonio Conte non era in panchina e sfido chiunque a governare da lontano una squadra di calcio.

Ora, chiedo a Bergomi: qual é lo schema che Conte applica sempre? Forse lo schema è quello “vincente”: purtroppo Bergomi non lo conosce, ma non si azzardi più a tirare dentro alle sue stronzate la Juve. Lo faccia con l’Inter, viene meglio…

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