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Balle e pallone: lo strano caso del miliardo del Milan

Un miliardo. 1000 milioni. Tanto vale il Milan di Berlusconi. Questo Milan, arrivato chissà dove in classifica e completamente in rovina da almeno 3 anni, o 8 se si esclude la stagione dello scudetto di Allegri, Ibra e Thiago Silva.

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Addirittura 480 milioni di euro per il 48%. Vale a dire: un mega esborso per una quota di minoranza.

“Papà è un genio” ha sentenziato Piersilvio Berlusconi in risposta ai fatti citati da Andrea Agnelli. “O Mr.Bee è uno sprovveduto” si potrebbe ribattere facilmente.

Noi proviamo un po’ a rompere il muro di silenzio, cercando a far quadrare i conti.

Il valore di un’azienda calcio dipende da diversi fattori, inconfutabili e oggettivi: risultati sportivi conseguiti negli ultimi anni, risultati sportivi attesi, fatturato, patrimonio netto, margine operativo, marketing (notorietà del brand).

Mettiamo ordine.

Risultati sportivi

Nell’anno appena concluso, il Milan di Inzaghi si è piazzato decimo, con 52 punti all’attivo, a -35 dalla vetta della classifica, fuori dalle Coppe. Ottavo lo scorso anno, con 57 punti, a -45 dalla Juve capoclassifica. Due anni senza coppe e risultati magrissimi in campionato hanno minato il fattore brand awareness in modo clamoroso.

I risultati attesi non sono certo dei migliori. Da sciogliere tanti dubbi sul campo e soprattutto su un mercato che Galliani non smuove ormai da anni, con il terzo anno senza alcuna Coppa da giocare, con evidenti ricadute sul fatturato e sulle sponsorship.

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Fatturato, Patrimonio e MArgine

È di 224 milioni di Euro l’ultimo fatturato rossonero, contro i 210, 254, e i 275 degli anni precedenti. Cifre a parte, la voce debiti e soprattutto il margine operativo dovrebbe mettere in guardia chiunque operi un’acquisizione.

Nel consolidato del 2014, il Milan ha chiuso con una perdita netta di 91,28 milioni di Euro: record nella storia del club. Il patrimonio netto è stato di -94,2 milioni di Euro, per una cifra di 246,8 milioni di Euro di debiti finanziari. A leggere i bilanci, negli ultimi 10 anni le perdite ammontano a 361 milioni di Euro. Solo le plusvalenze e i diritti TV hanno limitato le lacrime. Mentre Fininvest ha versato, in conto capitale, poco più di 53 milioni di Euro per coprire i risultati finanziari disastrosi del 2014. Nel 2014 il margine operativo è di 69 milioni di Euro.

Debiti complessivi per 334,5 milioni di Euro, praticamente il triplo dei crediti attestati a 115 milioni di Euro.

Alcune curiosità legate al marchio: Casa Milan, la locazione della nuova sede, è di Proprietà di Vittoria Assicurazioni. Lo stadio è diviso con i cugini interisti, e non è di proprietà.

Marketing

Con Barbara Berlusconi a guidare le operazioni di marketing rossonere, e a litigare con Galliani su chi conti di più in in casa Milan, il valore del marchio rossonero ha visto lacerazioni importanti a causa dei risultati sportivi ottenuti. Per gli studiosi di BrandFinance, il brand Milan è cresciuto come Stoccarda, Benfica e Valencia, con 244 milioni di Dollari di valore complessivo del brand (1,2 miliardi è il valore del ManUTD capoclassifica).

Poco meno di 1 milione le maglie vendute dal Milan in tutto il mondo, a fronte di 99 milioni di tifosi nel mondo.

Per far risollevare il marchio Milan occorrerebbero due cose: vittorie sul campo e sessioni di calciomercato d’altri tempi. Per entrambi i risultati occorre però ancora tempo, nel primo caso, e una barca enorme di soldi, nel secondo caso. Ma: leggendo le classifiche degli ultimi anni, scalare la Serie A diventa complesso per il Milan: perchè c’è una Juve che appare inavvicinabile, e un set di avversarie (leggi Napoli, Roma, Lazio, Fiorentina) che sembrano più attrezzate di Galliani & Soci. Quanto al mercato, l’appeal del Milan è stato decisamente messo in crisi dai risultati sportivi di cui sopra.

Restano le grancasse di giornali e TV.

Come calcolare il valore?

Come calcolare allora il valore del Milan e dell’affare di Mr. B o Mr. Bee? Alcune ipotesi:

  1. Berlusconi ha già di fatto ceduto l’intera azienda, con tempi di ingresso da rispettare per non creare un altro caso Thohir. La cordata asiatica avrebbe già comprato quote di maggioranza da ufficializzare nei prossimi 18 mesi;
  2. Berlusconi avrebbe de facto inventato un altro marchingegno finanziario per far rientrare capitali dall’estero;
  3. Berlusconi avrebbe ceduto qualche altro asset, fra lo stuolo di aziende e controllate e partecipate del suo impero;
  4. ai 99 milioni di tifosi in tutto il mondo verrebbe chiesto di partecipare alla causa sociale rossonera versando nelle casse di Berlusconi 10 euro a testa. Questo sí che sarebbe amore. E non sarebbe comunque il miliardo di valutazione.
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Alla terza di campionato ci sono già i primi verdetti?

Nell’ordine: la Juve passeggia e si sbarazza del Milan; la Roma batte Zeman coi ricambi; il Napoli crolla con l’Udinese; la Fiorentina vince a fatica, ma vince; l’Inter si salva contro il Palermo; il Verona è terzo, mentre il Torino non segna ancora. Campionato già definito?

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Viene da pensarlo a guardare non già la semplice classifica, ma il modo in cui si è formata.

Tre vittorie su tre da parte di Juve e Roma che sono, praticamente, già in fuga. Dietro arrancano.

Milano piange

Le milanesi piangono. Mazzarri è contento perché è già in testa nella speciale e importante classifica dei calci d’angolo battuti. A Palermo i nerazzurri praticamente si salvano, grazie all’imprecisione sotto porta dei ragazzi di Iachini. Chi ha visto la partita avrà potuto apprezzare un secondo tempo in cui una squadra manovrava bene e l’Inter arrancava contando sulla giocata del singolo in attacco, che però non è arrivata. Con un Vidic in totale confusione. Un consiglio pratico: meno parole, più fatti.

Cambiando sponda, Berlusconi si è già lavato le mani: “Non fanno quello che dico io”, salvo che non ha ancora spiegato bene cosa dice lui. Così Pippo si ritrova di nuovo sulla terra, aggrappato agli spot “vogliamo tornare a vincere”, mentre Galliani sogna ancora la famosa cena in cui “Carlitos non tradirà” e invece Carlitos continua a segnare e a trascinare la Juve. Destino beffardo.

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Napoli: jurnata ‘e sole?

Più giù, ci sono solo due ipotesi per valutare Benitez: o lo fa apposta, oppure ci sta capendo poco. Turnover azzardato, risultati deludenti. Gli azzurri sono dietro già di 6 punti, sui 9 totali disponibili. Verrebbe da dire: ciao ciao scudetto già a fine settembre. Unito al ciao ciao Champions a fine agosto, la deduzione è che il progetto De Laurentiis non aveva fatto i conti con la realtà dei fatti.

La preoccupazione più grande è la gestione dello spogliatoio: il povero Higuain non lo dirà mai, ma già rimpiange quelle panchine al Bernabeu; Callejon non sta capendo le panchine al San Paolo; Hamsik dovrà decidere se curare ancora la cresta o magari tuffarsi in duri allenamenti pro performance.

In tutto ciò, ci mancava giusto secondo De Laurentiis, il figlio di Aurelio: calma e sangue freddo. La consolazione è che si può preparare la sfida alla Juve in tutta calma e puntare così a una stagione comunque positiva: battere la Juve per salvare un’annata. Roba da Napoli.

Il Toro spreca, la Viola fatica, il Verona vola

Se a Napoli piangono, a Verona stanno godendo come matti. 7 punti 7, terzi in classifica. Mandorlini sta accumulando miracoli su miracoli, con un Saviola ancora da scoprire. Segnano pure i moldavi, in una formazione stupefacente. Ne fa le spese il Torino che sta pagando a caro prezzo il furto dell’Europa League ai danni del Parma: visto che succede ad appropriarsi di meriti non acquisiti sul campo?

Il bomber Gomez è a riposo, così Montella deve inventarsi altre mosse. A fatica, ma l’Atalanta è stata battuta, ma il calcio che conta avrebbe bisogno di altro. Vedendo però le milanesi e il Napoli, la lotta per il terzo posto è alla portata dei Della Valle. Buona sfida.

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Quelli che “le regole non sono per tutti”

Gran bel turno di campionato. Abbiamo lasciato spazio alle principali voci di informazione, ma a quanto pare in Italia viene sempre privilegiato il colore o l’appartenenza. Così un paio di nostri commenti ci stanno.

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Cominciamo dal più clamoroso. La squadra dell’ex Presidente del Consiglio e dell’attuale vice Presidente della Lega Calcio di Serie A può attingere a fondi illimitati di carezze arbitrali. Intendiamoci: si farà di tutto per evitare la sconfitta a Max Allegri, ma non si può dire. Né si è detto. La voce che riprendiamo è quella sobria di Cesari (che pur prende stipendio dal Proprietario di Mediaset):

[in riferimento alla regola numero 5] una volta che la palla è uscita, l’arbitro deve andare a verificare le condizioni del giocatore rimasto a terra. A quel punto deciderà se fare intervenire i sanitari o ammonire l’eventuale simulatore.

Continuiamo:

[in riferimento alla mancata osservazione della regola 5, di cui sopra] una volta che la palla esce, inizia un’altra azione. E il regolamento garantisce a entrambe le squadre il diritto di parteciparvi in undici.

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E ancora:

[in riferimento al mancato ok alla sostituzione del Torino] le immagini mostrano che il giocatore del Torino chiamato a sostituire Larrondo è perfettamente equipaggiato e pronto ad entrare. L’arbitro invece dà l’impressione di essere nervoso.

Evitiamo ogni ulteriore aggiunta. Solo ci aspettiamo lo stesso trattamento dai media quando toccherà a noi beneficiare di qualche aiutino arbitrale, magari in proporzioni decisamente minori di questi qua.

La Fiorentina urla e sbraita. Con tutta la ragione del mondo perché il rigore su Rossi sembrava molto chiaro. Ora, a rispettare l’onestà intellettuale, se proprio qualcuno volesse cercare il complotto, questo andrebbe ricercato e assoggettato a qualche dirigenza non di colore bianconera.

Andiamo a Lichtsteiner e la strana teoria di Mazzarri-MediasetPremium. I cronisti della televisione di Berlusconi hanno giustificato che “Lichtsteiner è stato ammonito un po’ per compensare il giallo ad Alvarez”. Ora, posto che Alvarez ha meritato completamente il giallo, che significato ha la parola “compensazione”? E perché, in virtù di immagini chiare, molto chiare, secondo Mazzarri doveva poi essere espulso? Manca, a tal proposito, l’obiettivo ed equilibrato commento di Bergomi.

Passiamo da De Laurentiis. Per anni ha sputato fango e altro materiale di colore marrone contro le potenze italiane, colpevoli di dividersi il malloppo dei diritti televisivi. Ora che, per meriti di classifica, anche lui ci mette le mani e anche in abbondanza, rimprovera Spinelli che difende le ragioni che De Laurentiis difendeva quando era piccolo. La coerenza? La famosa correttezza? Ma non era sempre lui che sputava contro Platini e voleva rimpiazzare la Champions con un “torneo europeo che faremmo noi”?

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Campionato falsato, inter onesta, milan penalizzato

Alla fine conviene ammetterlo. L’inter è una squadra onesta e per questo viene sempre presa di mira dagli organi federali. Il Milan è stato pesantemente penalizzato nel corso di questo campionato, con decisioni arbitrali che mostrano un progetto complottistico contro Berlusconi e Allegri.

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Il campionato, quindi, è falsato. Bene hanno detto Galliani e De Laurentiis e perciò qualcuno dovrà pur pagare. Probabilmente la Juventus che continua a rubare, continua a mantenere il pieno controllo politico del Paese-Calcio Italia distribuendo favori e sfavori.

Chissà perché poi quei razzisti bianconeri continuano a prendere di mira tutti i giocatori di pelle scura che gravitano nel nostro campionato. Chissà perché la tifoseria juventina continua a rendersi così maledettamente protagonista di episodi violenti in tutti gli stadi italiani. Chissà perché continuano a esporre quegli striscioni e a cantare quei cori.

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Serve un’altra Calciopoli e stavolta siamo noi a chiederlo: Juve in C1 (esiste ancora?!?), lo scudetto in corso direttamente al Milan, quello dello scorso anno all’inter. Basta con questi juventini!

Basta con Pirlo e quelle sue geometrie: meglio Nocerino o Gargano. Basta con Barzagli: vuoi davvero pensare che sia meglio di Ranocchia o Bonera? Basta con Vidal e Marchisio, gente sopravvalutata quando in Italia sono arrivati Kuzman

P.S.

Un pezzo che non riuscirebbe mai divertente né ironico, perché è davvero accaduto tutto questo: assurdo, ma tremendamente reale come un po’ di anni fa.

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Le Stra…brutte figure dell’ultima giornata di campionato

La Juve allunga e le altre arrancano. Tutte, tranne un Montella strepitoso e Damato (leggi Milan). A parte loro tre, poi il buio assoluto. Buio che comincia a pesare sulle spalle degli avversari che non trovano la via di uscita a un rosicare continuo e molesto. E qui ci sono già un paio di novità.

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Intanto la FIGC si è esposta: difende Damato con forza, non emetterà punizione sull’operato fasullo dell’arbitro di Genoa-Milan, confermando da che parte sta e qual é il progetto in favore di Silvio Berlusconi. Complimenti!

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L’esposizione è poi ancora più netta perché da oggi – chi vuole scommettere… oltre Mauri della Lazio? – Conte torna nel mirino di Palazzi. Da Perinetti a Kutuzov a un’altra decina di testimonianze che scagionano in modo preciso Conte (compreso Stellini): ma il progetto della FIGC è eliminare la Juve, indebolirla magari, in versione Farsopoli. Ciò significa attaccare mediaticamente la Juve in modo da sfinire l’opinione pubblica e costringere qualche altra Procura a sprigionare tutto il sentimento antijuventino d’Italia condannando in qualche modo Conte e la Juve. La prima volta, facciamo notare, non solo non è servito, ma ha pure generato più forza all’interno del gruppo. Adesso sono 9 punti, il prossimo anno, Marotta permettendo, rischiano di essere molti di più.

La palma di miglior comico spetta comunque a Mazzarri. Avrei accettato una dichiarazione del tipo “puntiamo alla zona Champions”, ma una frase così costruita “l’obiettivo era arrivare fra i primi cinque” è da manicomio. Gesto di ordinaria follia perché in un colpo solo, dovesse scappare il terzo posto, rischierebbe di ridimensionare tutto l’intero movimento partenopeo. Col fuggi-fuggi generale di giocatori. Che il Napoli sia in crisi è evidente dall’atteggiamento dei suoi stessi tifosi: ecco il motivo di quello striscione esposto a Torino ieri pomeriggio. Nulla di razzista come per esempio il “Platini maiale” apparso in mano ai tifosi laziali. Eppure pure lo Stadium oggi è sotto inchiesta e si punterà alla squalifica del campo.

Molto più sincero Stramaccioni che stavolta non ha tirato fuori dal cilindro nessuna battuta. Poco da ridere dopo due figuracce che sottolineano l’assenza di progetto. Decidono gli argentini: quando entrare, quando uscire, quando giocare. Nessuna innovazione tattica da uno che ha allenato i ragazzini. Solo una caricatura continua delle TV e dei giornali che rischia di bruciare un potenziale buon allenatore. L’alibi stavolta è l’Europe League: tranquillo Strama, fra poco è finita. Così sembra.

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“Non falsate il campionato” dicevano i milanisti: il piano del Diavolo

Nelle ultime 10 partite, a parte le outsider per le zone altissime della classifica, solo il Milan può vantare un ruolino impressionante, degno appunto della zona altissima della classifica. Un Milan stellare, cinico, completamente diverso da quello di inizio anno. Sarà vero… dopo Miss Italia avere un arbitro rossonero?

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In queste 10 partite abbiamo visto di tutto. Rigori inventati, anche se il più bello resta quello di schiena di Isla contro la Juve, e rigori non concessi agli avversari, gestione scientifica dei gialli e rossi e nessuna pressione di TV e stampa. Insomma: se nella Juve la mano di Conte si vede tutta, nel Milan quella di Berlusconi è fin troppo evidente. E un tizio come Galliani è ridiventato il numero uno. Meani avrà aperto un nuovo ristorante?

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La cosa più incredibile è che i rapporti “di fiducia” tengono saldamente. Ieri Preziosi non ha protestato, nonostante alcuni ragazzi in campo abbiano provato ad alzare la voce. Ma oggi verranno tutti ridotti al silenzio. Per esempio la Gazzetta titola inneggiando al Milan e nascondendo i rigori nel solito riquadratino, mentre De Paola deve troppo occuparsi dell’arbitro di Juve-Catania, magari stavolta non mandando al macello la Lazio. Così non ci sarà alcun titolo del tipo “Milan, così no!”.

Braschi giudicherà? Certo che no, ci prova oggi Foschi: povero illuso. Mentre attendiamo con ansia la reazione di De Laurentiis e Della Valle: il secondo posto è andato, lo avranno capito?

E fossi in Conte mi preoccuperei. Il mister sa già cosa è capace di fare Galliani quando qualcuno mostra una verità cristallina (come quella gridata in quel tunnel, in quella sera famosa del 25 febbraio 2012). Con le elezioni in corso, perché Berlusca è ancora in campagna elettorale, Balotelli e lo scudetto sono il miglior viatico per l’acquisizione di nuovi voti.

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Dalle banane di Balotelli ai deliri di Maradona

Che popolo. Che popolo che siamo. Stupendi, originali, unici. Il Nano torna in vita, rianimato da un 1/3 di italiani che o hanno giocato una burla a tutti gli altri o andrebbero depositati in un manicomio; Moratti pubblica una lettera in cui fa presente che i suoi 18 anni di Inter sono senza macchia, anzi è a credito e non si sa bene perché e per cosa; le banane lanciate dai nerazzurri a Balotelli sono gesti goliardici non razzisti, anzi simpatici; Maradona invece si autoproclama padrone del Fisco, CapoComico insieme a Bersani e dimostra che da quando ha lasciato il campo di calcio non c’azzecca più nulla (cit. Di Pietro). Con ordine.

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L’Italia è ingovernabile. Lo si sapeva già, ma ora abbiamo la conferma numerica dopo il voto. Voto che testimonia come questo Paese non cambierà mai. Vergogna, vergogna e vergogna. Aggrappati a un comico, stavolta di professione quale é Grillo, forse perché ci meritiamo questo. La cosa triste è che Grillo sembra il più in gamba di tutti gli altri, certamente il meno peggio. Ma dove sprofonderemo?

La Juventus è una delle società più multate della Serie A. Colpa dei suoi tifosi. Direte voi: siamo 14 milioni, qualche stupido dovrà pur esserci. E per la legge dei grandi numeri questo è corretto. Il problema è il seguente: possibile che sono tutti lì ad ascoltare ed enfatizzare i cori dei bianconeri quando negli altri stadi accadono le stesse identiche cose? Perché far passare l’armata bianconera come l’unica incivile d’Italia è veramente allucinante. Così durante il derby fischi, cori e banane contro Balotelli non sono stati attenzionati. Perfino Piccinini ha ridotto il tutto a goliardia, semplici burle. Basta cambiare un colore, il rosso al posto del bianco o  l’azzurro al posto del bianco e il razzismo, d’improvviso, diventa goliardia. Complimenti. Mi sa che questo qui ha davvero votato Berlusconi.

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Non avrà votato Berlusconi, ma le sue uscite assomigliano molto a quelle del Presidente del Milan. Parliamo di Maradona. Deve al Fisco una quantità di soldi buona per aiutare chi sta in difficoltà, specie alcune famiglie massacrate da tasse e da chiusura di lavoro. Ma lui tenta una magia, stavolta molto poco apprezzata rispetto a quella che era solito concedere in campo: annullare tutto. Come il buon Jovanotti, Maradona chiede a Napolitano “cancella il debito”. Morale della favola: in un Paese dove l’idiozia la fa da padrona, ecco che molti napoletani, gli stessi che protestano per le troppe tasse, per la mancanza di lavoro, per i pochi aiuti, per la sete di giustizia, sembravano volergli concedere questo onore. Io devo pagare fino all’ultimo centesimo di tasse, lui, Maradona, dopato e drogato, è esente. Perché?

Dulcis in fundo ecco la solita domanda sulla Juve, dal solito giornalista che ancora non ha gradito il dominio di Conte. E a domanda Maradona risponde:

La Juve ha una gran fortuna.

Sì. Abbiamo la fortuna di aver preso Pirlo e Vidal, di aver costruito in casa Marchisio, di avere Buffon in porta. Soprattutto: abbiamo la fortuna che nessun altro ha e cioè abbiamo Conte come allenatore. Pace all’anima vostra.

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Ipocrisia Allegri: i milioncini almeno sono certificati a bilancio

Chissà perché in Italia, se e solo se stai da una certa parte, ti è concesso di dire tutto, pure le banalità più atroci o le scemenze più sonore. A Milano hanno i migliori interpreti in quanto a ipocrisia. Del tipo che l’inter ora è costretta a combattere gli spioni di Stramaccioni, facendo passare fra l’altro Stramaccioni come uno stratega della tattica. Del tipo che Allegri imputa ai milioncini della Juve il primato in classifica. Non già gli schemi, questi sì studiati a tavola, di Conte e la carica di Conte e la tecnica sopraffina di certi interpreti bianconeri e la capacità di mandare in gol 20 uomini nello scorso campionato e la qualità del gioco espresso, no… i milioncini.

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Forse Allegri non lo sa, ma la società in cui milita conosce molto bene bilanci appesantiti da acquisti di un certo tipo. Vagonate di miliardi delle vecchie lire per costruire la squadra che fu data in mano a Sacchi e stessi faraonici investimenti per il Milan di Capello. Poi, venuti a mancare i milioncini di Berlusconi, Galliani non ha più saputo sfornare un grande Milan. Anche per questo Berlusconi cercò di portare in rossonero Giraudo e Moggi.

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Allegri, proprio lui, dovrebbe sapere che Ibra a Milano percepiva un ingaggio col quale a Torino pagano circa 4/5 giocatori fra quelli titolari nella Juve di Conte. Forse Allegri non lo sa, ma Vidal è stato acquistato alla metà di Pato, mentre Marchisio è stato prodotto in casa come Giovinco (costato, alla fine, solo una manciata di milioni) e per Vucinic sono bastati 14 milioncini, mentre le altre operazioni sono state eseguite col solito schema del riscatto fissato in rate annuali. Schema che Galliani conosce. Purtroppo a Marotta manca un maggiordomo come Preziosi, ma sinceramente ci affidiamo al talento di Paratici che da Manchester ha portato un certo Pogba alla cifra di poco più di 1 milione di euro.

Sottolineiamo, e ci teniamo veramente, come i milioncini della Juve sono tutti certificati, mentre ci sarebbe tanto da scrivere sulle plusvalenze fittizie di Galliani e per le quali non ha mai pagato. E chiudiamo con un solo nome: Gianluigi Lentini. Per caso il signor Allegri sa come fu acquistato questo giocatore?

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Il ritorno di Berlusconi e il pelato mister X

Che Berlusconi sia tornato e sia molto vicino alla squadra è palpabile. Vendicato il gol di Muntari, in realtà già vendicato dall’annullamento di una rete regolare a Matri e quindi stiamo 2-1 per loro in quanto a favori, ecco il pareggio in desertico fuorigioco del Faraone e l’espulsione di Barrientos ad aggiustare una partita messa male.

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Berlusconi è tornato e ora saranno dolori per tutti. Con questo passo difficile non risalire la vetta e vincere lo scudetto, soprattutto se si dovesse andare a votare in Primavera inoltrata e questo politico dovesse avere un ruolo di primo piano nel suo giocattolo o PDL. Molti anni fa chiese a Moggi di farsi largo perché doveva vincere le elezioni e poi lo distrusse col suo enorme potere, oggi torna a occuparsi di Milan e il Milan si salverà. Non vorrei essere nei panni della Fiorentina e della Lazio.

Oggi i principali giornali escludono il complotto: 2 errori gravi a favore del Milan in effetti sembrano l’assoluta regola, come l’anno scorso e la serie magica di rigori salva partita. Il silenzio giornalistico è una conferma. Così oggi si parlerà di un Milan stellare: peccato per quelle 6 partite perse e quei 19 gol subiti, altrimenti starebbe in alto, molto in alto.

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Spostando l’attenzione sul pelato-grassottello ecco una domanda: quanti telefonini possiede Galliani? Se sono 10 siamo praticamente alla fine di un lungo percorso verso il Mister X di Gegic. Povero Gegic: doveva essere l’arma per attaccare Conte, invece il latitante sta mettendo in difficoltà le istituzioni del calcio. Non conosce Conte, non conosce juventini, sa però di partite interessanti vendute, con qualche buon nome grosso epperò non è di Torino. E come si risolve?

Si risolve facile. Si parla di 2 Mister X oggi, così da confondere tutto e tutti. Sparisce la descrizione di un uomo pelato, grassottello e di oltre 60 anni e con 10 telefonini che manovra tutto il calcio italiano. Spariscono addirittura i riferimenti alle milanesi, a un Milan-Bari con Cassano in gol (partita realmente esistita), spariscono le goleade dell’Inter contro il Chievo e l’Atalanta (ampiamente previste dagli zingari) e  il Napoli addirittura scompare da discorsi di combine nonostante il boss a bordo campo e qualche giocatore pesantemente coinvolto fino a prova contraria. A prenderla in quel posto saranno ancora il povero Criscito e uno fra Bonucci e Conte. Forza ragazzi, vi stimiamo e vi siamo vicini.

Eh sì: bentornato Silvio!

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E ora parlo a Berlusconi

Ora mi rovino quel poco di reputazione che avevo.

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Mai e poi mai avrei voluto parlare di politica in un blog di sportivi, di juventini.

Ma devo parlare di Berlusconi, mi ci hanno tirato per i capelli, quei pochi che ho. E parlare di Berlusconi vuole dire, per forza di cose, parlare di politica. Anche se cercherò di farcela entrare il meno possibile. Anche perché paradossalmente Berlusconi, che vuol dire per i più proprio politica, con la politica, secondo me, non ha niente a che vedere.

È un’anomalia della politica. Inseritosi abilmente nella politica in un momento di crisi dei leaders (Tangentopoli) per farsi gli affari suoi.

Sgombriamo subito gli equivoci e non me ne vogliano gli eventuali juventini estimatori di Berlusconi o che comunque hanno votato PDL. Io, molto qualunquisticamente, mi disinteresso di politica, o meglio dei partiti, che sono altra cosa. Sono disgustato dai partiti e penso, sinceramente, che chiunque bazzichi certi ambienti lo faccia per interesse personale, siano essi di destra o di sinistra. Di sicuro non sono comunista, né tollero l’assistenzialismo statale:  sono libero professionista che paga fino all’ultimo centesimo di IRPEF lavorando 10 ore al giorno, 6 giorni  alla settimana. E difatti non sono ricco. Ma non sono certo estimatore di Berlusconi.

Per me sono tutti uguali: Fede non lo tolleravo, come non tollero Santoro. Come non tollero tutti quelli schierati a prescindere.

Ma perché Berlusconi con IOJUVENTINO?

Prendo spunto dall’articolo di Rossorainbow, dove si parla di Mondadori, Topolino e Rubentus. Io non so se il Cavaliere fosse a conoscenza della pubblicazione, ma poco mi fa differenza. Lui è l’ispiratore dei comportamenti dei figli e dei seguaci. Manipolare, con la pubblicità occulta o meno, con le lusinghe o con i soldi, la mente degli adulti non è bello, ma fessi quelli che si sono fatti manipolare. Furbo lui ed i suoi amici a riuscirci.

Non è bello ricordarlo ma persino Boniperti, annientato da Berlusconi a livello dirigenziale-sportivo, fece poi parte del Parlamento europeo nelle file di Forza Italia! E ancora devo capire perché.

Dicevo, manipolare la mente di chiunque non è bello. Manipolare quella dei bambini è da infami. Terreno vergine dove è facile attecchire. La Juventusè la fidanzata d’Italia perché quando il calcio cominciò a coinvolgere la nazione ci fu il famoso quinquennio, molti divennero juventini e trasmisero il sentimento a figli e nipoti e nipoti, e ancora oggi quel sentimento sopravvive. Non è bastata l’Inter di Herrera, né il Milan di Berlusconi a cambiare il rapporto trai tifosi juventini e gli altri. Né poteva influire l’Inter di Mourinho, conseguenza di Calciopoli, che invece che far diminuire l’amore verso la Juventus, l’ha visto accrescere.

E allora si tenta una nuova strada: inculcare nei bambini, lettori di Topolino, che la Juventusè Rubentus, Quale bambino diverrebbe mai tifoso di una squadra di ladri?  Sarebbe come fare il tifo perla Banda Bassotti…….

 

E no. Basta Berlusconi.

Non è questione di sport o di politica. Ne hai combinate di tutti i colori, ma i bambini devi lasciarli stare. Anche se si tratta semplicemente di sport.

Sei piombato nel mondo dello sport, così come avevi fatto in quello dell’imprenditoria e poi avresti fatto in quello politico, senza stile e credendo che con i soldi si potesse fare tutto.

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La Juventus, da sempre amica dell’Atalanta, ci aveva venduto Scirea, Cabrini, Prandelli, Tavola, Osti, Bodini, Fanna e stave vendendoci Donadoni, il sostituto di Causio. Sei arrivato ed hai triplicato l’offerta economica della Juventus. Boniperti  azzerato. Agnelli non replicò, più meravigliato che scandalizzato dai modi. Cambiò il calcio in Italia. Qualcuno credette che il grande Milan fosse merito di Sacchi. Baresi e Maldini dalla Primavera. Ma Van Basten, Gullit, Rijkaard, Ancelotti, Donadoni e via discorrendo li comprasti tu, Berlusconi. Comprasti tutto quello che c’era da comprare. E quando dico tutto, intendo dire tutto.

E tanto per essere chiari, visto che Topolino è della Mondadori, comprasti anche il lodo Mondadori pagando il giudice (così si è espressala Cassazione) e soffiandola a De Benedetti. Al quale ora hai dovuto ridare la bellezza  di 750 milioni di euro.

Non era Sacchi, eri tu, Berlusconi, che raggiungevi tutto in tutti i modi. Del resto, senza Sacchi, il Milan di Capello vinse 4 scudetti in 5 campionati.

Bisognava combattere Berlusconi non con i soldi, così la pensò Umberto Agnelli, ma con la bravura manageriale. E chiamò Giraudo e Moggi. E il calcio si riequilibrò. Tranne che per l’Inter che, quanta fantasia, arrivò a pensare che, con Berlusconi in giro, Moggi fosse capace di comprarsi i campionati.

In quanto a comprare, metodi leciti o meno, signor Berlusconi non ti batte nessuno.

Ma la vita è una parabola.

Da compratore ora sei diventato venditore (Thiago Silva, Ibrahimovic e altra mezza squadra di senatori).

Da Presidente del Consiglio sei diventato pensionato della politica.

Ma hai ancora dei sussulti.

Milan-Juventus 1-0 è un sussulto.

La fidanzatina con la quale ti sei presentato a San Siro è un sussulto.

Il voler creare un nuovo partito è un altro sussulto.

Ma oramai non ti crede più nessuno. Neanche i tuoi fedelissimi. Neanche i tifosi del Milan.

Nella tua onnipotenza, prima della fine della parabola, stai provando a gestire anche il futuro che ti sopravviverà.

Indirizzando le menti dei bambini.

E se non direttamente tu, qualcuno per te.

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