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Tag: bertani

Calcioscommesse, confusione alla Gazzetta: omesso illecito o denuncia sportiva?

Che casotto! Eh sì, che casino che hanno combinato quelli della Gazzetta. La linea abbozzata già in marzo era perfetta: creare tanto di quel rumore attorno ad Antonio Conte da non permettere indagini serene sul suo conto. L’innesco di questa ennesima farsa a firma Gazzetta lo da il big match Milan-Juventus, quello degli errori sul gol di Muntari e sul gol di Matri, perfettamente regolari entrambi. Difficile pensare che Galliani non sia coinvolto in questo programma di distorsione della realtà. Tant’é, ci siamo abituati e non ci facciamo più fregare.

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Ora però c’è un problema. Dopo lunghi mesi tentando di trovare anche una mezza prova nei confronti di Antonio Conte, con tanto di perquisizione che non ha portato alla luce nemmeno un filmettino scaricato da Torrent (proprio un delinquente l’allenatore della Juve), ora è il momento di tirare le somme. Forse la redazione tira… e basta visto la pochezza di ragionamenti che pervadono i loro articoli. Fomentare, fomentare. Gettare fumo negli occhi di quei poveri lettori rimasti (le copie della Gazzetta precipitano di mese in mese, ma diversi tifosi bianconeri la comprano ancora: serve una campagna idonea a salvare questa povera gente e allontanarla dalle edicole la mattina?) e tentare di spingere Palazzi all’ennesima figuraccia giudiziaria.

Si parlava di illecito in primavera. Un SMS mai inviato e mai ricevuto, testimoni a gogo che non sono mai stati trovati né menzionati, finalmente un oracolo trovato in Carobbio. L’uomo chiave di questa vicenda di cui però non conoscono nemmeno il volto. Intanto Conte, da tutti descritto come impulsivo, ha stravinto un campionato da autentico mattatore. Forse è questa l’unica causa per il quale Conte è implicato in questa vicenda. Imperdonabile l’aver restituito alla Juve… la Juve! Quella vera, quella che non è stata negli anni bui post Farsopoli.

Si parlava di illecito in primavera, accusa ampiamente caduta e perfino raccontata dalla stessa Gazzetta. Gazzetta che ha provveduto a virare verso l’omessa denuncia ipotizzando un cambio di allenatore: già, come no… magari Ranieri! Salvo però censurare ogni tipo di dichiarazione ufficiale e intervista e perfino i verbali di una decina di testimoni che sostanzialmente hanno difeso Conte e ne hanno allontanato la figura dalle vicende del Calcioscommesse. Ve ne abbiamo dato contezza in questi mesi: da Bertani a Cassani, da Gervasoni a Perinetti, dal Presidente del Siena (per quanto possa contare la sua testimonianza) a quasi tutti i giocatori di quel Siena. Più i vecchi giocatori di Bari. Diciamo “quasi” perché effettivamente non sono stati sentiti tutti: vuoi vedere che si trova un altro Carobbio? Sfortunatamente per la Gazzetta Conte ha lasciato un buon ricordo umano in ciascuno dei ragazzi allenati e quindi nessuno è sostanzialmente reperibile per un’operazione sporca quale “fornire falsa testimonianza”. Un vero peccato per la redazione al soldo di Moratti e Galliani.

E ora? Che ne é dopo che Palazzi ha in mano le numerose e contraddittorie versioni di Carobbio e le dichiarazioni più i verbali di tanta gente che scagiona Antonio Conte?

Che ne é? Se lo chiedono in Gazzetta e proprio oggi un articolo illuminante. Hanno già emesso la sentenza: 3 mesi di squalifica, perché – vigliacchi come sono – il senso del ridicolo vogliono evitarlo, nonostante lo pratichino ogni giornata in edicola. Omessa denuncia: il perché non è dato sapere visto che l’accusa di Carobbio è molto chiara e si configura come illecito.

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Andiamo con ordine. L’unica partita rimasta in mano agli antijuventini è Novara-Siena. Le altre sono state ampiamente sbugiardate circa l’eventuale “partecipazione” di Antonio Conte. Le testimonianze sono troppo numerose rispetto all’Oracolo Carobbio che non è riuscito a produrre nemmeno una prova in merito se non i suoi contraddittori racconti.

Per Novara-Siena la testimonianza di Carobbio è la seguente:

[...] tutti sapevamo, e anzi durante la riunione tecnica Conte parlò a tutti e ci rivelo che c’era l’accordo col Novara.

Questa testimonianza configura un reato che ricade sotto l’articolo del Codice di Giustizia Sportiva che disciplina un illecito sportivo. La Gazzetta non lo conosce perché per loro il CgS si ferma a “punire la Juve sempre e comunque, anche senza prove o con prove di segno contrario”. E infatti la Gazzetta scivola, sbaglia e parla di omessa denuncia regolato dall’articolo 7 che prescrive che

[...] le società, i dirigenti, gli atleti, i tecnici, gli ufficiali di gara hanno l’obbligo di denuncia se sanno qualcosa relativamente alla realizzazione di un illecito sportivo.

E’ semplice pure per un bambino, ammesso che tale bambino non abbia la coscienza corrotta, capire la sensibile differenza fra le due cose: un conto è l’illecito, cioè l’accusa di Carobbio, un conto è l’omessa denuncia, ancora non provata dallo stesso Carobbio.

Risultato: se Conte venisse deferito e condannato sulla base di queste stronzate giuridiche… i tifosi bianconeri tutti sono chiamati a scendere in piazza e non col sorriso del 2006 quando a Torino sfilarono per il piacere di sfilare… ma col preciso obiettivo di difendere i colori della Juve, piaccia o non piaccia ricorrendo a qualcosa di forte per evitare di essere ancora una volta calpestati e privati dei diritti più naturali di questo mondo da quattro imbecilli travestiti da giornalisti e inquirenti. Senza alcun rispetto, un tifoso molto incazzato.

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Conte in difesa? No, ecco il contrattacco a Palazzi…

In tutto il campionato non abbiamo mai visto la Juve chiudersi in difesa. Perciò Conte non lo farà nemmeno con un avversario molto temibile: il sentimento di antijuventinità che pervade la Giustizia Sportiva Italiana. E di cui abbiamo ampia prova in questi anni, a partire dal 2006.

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La Gazzetta ha tentato di buttarla sul ridicolo raccontando di una linea difensiva basata su un contrasto fra la moglie del tecnico bianconero e quella dell’oracolo Carobbio, ma la verità è un’altra.

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Alle 15 di questo pomeriggio Conte comincerà la sua battaglia contro Palazzi & Co. con una serie di temi caldissimi. Secondo nostre fonti la linea difensiva sarà un vero e proprio attacco alle tesi di Carobbio e ai metodi di Palazzi. Eccoli punto per punto:

  1. perché Carobbio gode di simile stima? Quali sono i motivi per cui la Procura pare coccolare questo ragazzo? Le contraddizioni dei suoi racconti e i tempi in cui ha raccontato le varie vicende in cui è implicato sono talmente evidenti che viene il sospetto di una indagine condotta ancora una volta in modo approssimativo. Conte chiederà lumi alla Procura in fatto di prove e riscontri. Carobbio accusa? E quali sono i testimoni? Quali prove fattuali delle combine di cui Conte sapeva?
  2. Novara-Siena, la farsa della riunione tecnica: secondo Carobbio, prima di giocare questo match, Conte avrebbe rassicurato tutti nella riunione tecnica su un risultato di comodo. Bene, la riunione tecnica è una vera e propria riunione cui partecipa tutto lo staff. Appare oltre modo improbabile che qualcuno si esponga in modo così esplicito per organizzare una combine. Troppi testimoni, troppi rischi. Perciò, anche qui, Conte chiederà riscontri alla Procura: quali testimoni? Anzi, Conte porterà una lista di nomi già sentiti (e altri mai sentiti, perché?) tutti pronti a smontare le accuse di Carobbio e un racconto davvero incredibile. Da Perinetti ai giocatori, passando per la dirigenza: nessuno ha confermato il racconto di Carobbio mettendo anzi in evidenza la stupidità della cosa;
  3. Albinoleffe-Siena, la combine “per sentito dire”. Questa, secondo una nostra fonte esperto di diritto sportivo, è forse la chiave di volta per tutti gli antijuventini di Italia. Andiamo con calma. Qui Carobbio dice di aver saputo della combine, ma Conte è solo spettatore. Il tecnico saprebbe della partita venduta, quindi c’è il forte rischio di omessa denuncia. I legali di Conte replicheranno in questo modo: chi conferma che Conte sapesse? Come si incastra questo racconto con le sonore smentite arrivate dallo staff dell’Albinoleffe con Mondonico in testa? Ma soprattutto, vero tassello dell’ingiustizia che sta perpetrandosi nei confronti di Antonio Conte: come si fa a testimoniare che Conte sia estraneo a questa voce? Detto diversamente: dovrebbe proprio essere Carobbio a fornire a Palazzi prove certe e documenti certi sul fatto che Conte sapesse e non ha denunciato. Il contrario è semplicemente ridicolo per una mente umana, ma tale è la posizione della Giustizia Sportiva. Un obbrobrio degno dell’italico paese in mano ai vari Moratti, Berlusconi, Preziosi e compagnia cantante;
  4. Siena-Varese, il presidente chiede, anzi no! A chiamare in causa Conte stavolta non è nessuna. Altra incredibile vicenda mai spiegata. Stavolta la combine è teorizzata secondo un contatto (esiste davvero? Chi é? E’ stato individuato?) che ha saputo dal Presidente che lo stesso Mezzaroma voleva vendersi la partita. Ma Mezzaroma smentisce seccamente e pure Coppola (da cui Carobbio ha saputo il fatto) ha smentito seccamente. Quali prove porta Carobbio?
  5. Modena-Siena, “ho sentito un tizio che…”. Non c’entra più Carobbio, stavolta è Gervasoni che pur tenendo lontano dal discorso Conte (la Procura di ciò ne tiene conto?) ammette di “aver sentito da un tizio” della combine del match. Una sola domanda: chi è questo tizio?

Cinque semplici punti di attacco che Palazzi dovrà valutare per bene. Resta da capire come mai la Gazzetta, molto abile nelle sue indagini con i giornalisti d’assalto che si ritrova, non solleva questi dubbi sul suo giornale. O meglio… lo sappiamo, lo sappiamo bene.

Avviso all’Italia antijuventina e avviso alla Procura: se in base a queste prove qualcuno si azzarderà a toccare Antonio Conte… i telegiornali avranno di che parlare. Il 2006 è lontano, mai digerito, e la rabbia oggi è tanta, forse troppa per sopportare questa ennesima farsa.

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Pippo Carobbio e la Giustizia Sportiva

Sembra che Carobbio abbia uno spessore morale degno di uno sportivo. Sportivo vero, Carobbio. Quello che vuole insegnare il calcio ai bambini. Quello che fa di tutto per “aiutare” la “Giustizia Sportiva” (ma si: chiamiamola così, con tanto di maiuscole).

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Grazie al nome Antonio Conte, il signor “Pippo” (così l’avrebbero chiamato negli uffici della Procura Federale) ha acquisito notorietà a livello nazionale.

Secondo Ju29ro, ieri avrebbe confermato le accuse al nostro allenatore. Alcuni dicono che avrebbe appesantito anche la posizione di tutto il Siena.

La sta raccontando giusta? Non credo proprio! Eppure aveva detto qualcos’altro, pubblicamente. Eh si, perché nemmeno qualche settimana addietro aveva fatto un passo indietro, quando aveva rilasciato un’intervista su cui non si è posta ovviamente l’enfasi necessaria, almeno quella che i media mettono quando in prima pagina ci finisce Antonio Conte e la Juve. Torna in Procura Federale e, addirittura, aggrava la posizione dei soggetti da lui coinvolti.

Prima di essere stato interrogato da Palazzi, era stato interrogato a Cremona da Di Martino. Lì non spunta il nome di Conte. Arriva in Procura Federale e spunta fuori, rullo di tamburi, Antonio Conte! Nella stessa sede, riconfermerà più volte. Anche ieri.

Tutto ciò mi inquieta. Qui la magistratura ordinaria deve aprire un’inchiesta sull’operato di Palazzi e della giustizia domestica! Ricordate cos’hanno detto Paoloni e Locatelli?

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Il primo ha affermato che Palazzi gli avrebbe dato indicazioni su cosa dire in cambio di uno sconto di pena (Palazzi mi ha detto: ‘Se tu dici questo, avrai uno sconto della pena’. Ma perché avrei dovuto dire cose che non ho fatto?”).

Il secondo ha affermato di aver patteggiato in sede sportiva, a causa dell’impossibilità di difendersi, e che andrà per tribunali a provare la sua innocenza. Curioso è il fatto che anche lui abbia polemizzato sull’operato di Palazzi: chi fa nomi viene graziato con un buffetto perché collabora; chi invece non fa nomi, non sta collaborando: quindi squalifica esemplare! Locatelli ha affermato di non aver fatto nomi, semplicemente perché lui non ne aveva (“Mi dicevano: ‘devi collaborare, devi fare dei nomi!’, ma io di nomi da fare non ne avevo e non mi sembrava giusto fare nomi di gente che non c’entrava nulla solo per alleggerire la mia posizione… Alla fine però vedi che certa gente che ne ha fatte di tutti i colori si è presa solo 20 mesi….”).

Abbiamo dichiarazioni che mettono in dubbio (ancora una volta) la credibilità di questa “Giustizia Sportiva”. Nessuno si indigna? Nessuno indaga?

Strano: perché nel 1998 bastò un’intervista di Zeman per marchiare la Juve come “dopata” e per istituire un processo di nove anni che finì in un nulla di fatto.

La Giustizia Sportiva continua, dunque, a credere a uno scommettitore che sta facendo di tutto per evitare la fine della sua carriera. Quale pentimento? Dov’è, il pentimento?

È evidente. È lapalissiano. È inutile negarlo. Eppure ci sono copiose smentite, che si chiamano Terzi, Reginaldo, Calaiò, Coppola finanche Bertani (“Quel Novara-Siena fu partita vera”).

Caro “Pippo”, se stai giocando al gioco di questa giustizia domestica, devo dire che ci stai riuscendo benone. E vorresti insegnare il calcio ai bambini…

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Conte in manette? Sì, forse, probabile, chissà.

Durante la colazione è sempre molto divertente accedere all’archivio de La Repubblica. Per funzione pubblica… è doveroso purtroppo aprirne le pagine e leggerne quanto meno i titoletti, per cui ci ha colpito moltissimo quello che recitava “La Juve rischia l’esclusione dalla Champions”. Questo dà l’esatta misura di come stanno le cose.

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Le parole di Carobbio le conoscono tutti perché da un po’ di giorni è in corso il processo di beatificazione. La Gazzetta dello Sport ne è lo sponsor più forte, poco dietro il famoso tifoso juventino Crosetti. Quindi tifano per farlo santo pure le redazioni (da sempre schiave del mondo bianconero) come La Repubblica e Corriere. Queste stesse redazioni si sono dimenticate, anche a pagina 40, di stampare le dichiarazioni di Tesser, di Perinetti, di Coppola, e di Bertani (oggi agli arresti) e di altri giocatori. Lo abbiamo fatto in un nostro articolo.

Stamattina è avvenuta perciò la doverosa perquisizione della casa di Conte. Il tecnico leccese non era in casa, è toccato al fratello aprire le porte del covo di Conte. Perché, stando alle news, si tratta proprio di covo. Da dove i carabinieri hanno portato via un paio di penne USB e qualche hard disk. Stanno lì le prove della combine? O lì sono conservati gli archivi di Conte? Daniele Conte è un assiduo utilizzatore dell’informatica applicata al calcio, ci piacerebbe sapere che le informazioni trovate vengano tenute all’oscuro da mani sospette. Ma questo pensiero lo cancelliamo immediatamente.

Piuttosto ci sovvengono due semplici domande:

  1. come è possibile che il GIP non abbia ancora chiamato a rispondere dei fatti proprio Conte? Eppure il tecnico bianconero si dice disposto ormai da 2 mesi;
  2. come è possibile che solo a Conte sia stata perquisita casa e non, per esempio, ai potenziali sodali di questa fantomatica organizzazione?

Proviamo a rendere più chiara la domanda numero 2. Come è possibile che in una combine così grossa, come quella descritta da Carobbio, sia indagato solo un tecnico e non i giocatori e i tecnici e i dirigenti delle altre squadre coinvolte? Ci riferiamo a Tesser per il quale è bastata una sua lettera alla stampa. O allo stesso Mondonico per il quale vale invece uno strano concetto: lui è innocente, nonostante le accuse di Carobbio, praticamente, lo incolpavano.

Inoltre ci fa piacere sottolineare l’escalation che ha portato a questa perquisizione. A inizio anno ecco che Conte viene tirato in ballo per un SMS. In questo SMS c’è scritto “Conte è contattabile?”. La risposta non la conosciamo. Sappiamo solo che il Siena lottava per il primo posto, che è andato in A con la miglior difesa e il miglior attacco, e nella stagione appena conclusa ha chiuso il campionato da imbattuto. Sarebbe più naturale indagare alcuni pareggi della Juve di quest’anno. Cancelliamo pure il pensiero che tutto è cominciato all’indomani della lite di Conte con Galliani.

Dopo l’SMS, per il quale non abbiamo ancora risposta dalla stampa, dunque ipotizziamo una sonora risposta negativa, ecco che Conte viene chiamato in causa per “omessa denuncia”: sapeva, ma non ha denunciato. Siamo ben lontani dal capo clan, dal pericoloso criminale quale è oggi per tutta l’Italia che ha bisogno di un mostro contro cui combattere.

E la Procura ci mette del suo. Mauri e Milanetto, due nomi su cui già si sapeva molto, vengono arrestati alle 6 del mattino. E in questi mesi non si è corso il rischio di prove scomparse?

Soprattutto c’è il giallo Sculli, il giocatore del Genoa a cui la Procura voleva mettere le manette, ma il GIP le ha vietate. Confusione… o altro?

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E ancora, nonostante email e messaggi, non abbiamo avuto risposta sulla denuncia degli zingari del novembre 2011: Milan-Bari e Inter-Chievo, due interessanti partite su cui la luce è stata letteralmente fulminata. Cosa è successo, visto che Pellissier è coinvolto e Masiello anche di più? Nel verbale infatti spunta una frase interessante:

[Riferito a Inter-Chievo, il PM De Martino chiede a Erodiani] Pirani le disse che aveva manipolato la partita?

Erodiani: Sì, tramite Pellissier

De Martino: Quindi aveva ricevuto il benestare della squadra avversaria?

Erodiani: Sì

[De Martino scrive nel verbale] …aveva ricevuto il benestare da parte dell’Inter.

Perché non abbiamo più avuto notizie delle indagini riguardo questo interessante trafiletto?

Che ne è di quel Napoli-Chievo? Sempre con Pellissier interessato?

Per non parlare del clamoroso 1-1 fra Milan e Bari, con Cassano che segnerà proprio negli ultimi minuti, proprio come successo in quello strano Albinoleffe-Siena dove Conte è coinvolto, la squadra del Siena e la società Albinoleffe no.

Chiediamo scusa, continueremo a restare vigili, ma molte cose non tornano. Le solite cose non tornano. Intanto l’Italia ha un nuovo mostro: lo stesso che le ha suonate in tutta Italia con la Juve degli invincibili. E ora… indagateci tutti!

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Bertani replica a Carobbio: altra farsa della Gazzetta?

La Gazzetta ci ha provato. E’ chiaro a tutti, ormai, vista la posizione più morbida assunta nei giorni scorsi. Dopo la bomba lanciata con La Repubblica (che strana vicinanza, eh?!?) la Gazzetta ha fatto un passo indietro.

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Dispiace notare come non siano state pubblicate le repliche a Carobbio: vien da sé il dubbio “perché favorire una dichiarazione piuttosto che un’altra?”.

Perché è il metodo Travaglio che paga di più in Italia: di 100 dichiarazioni ne prendi soltanto 1, quella che fa più rumore, quella che ti serve di più. E pazienza se dimentichi di annotare e far leggere ai lettori le altre 99 dichiarazioni. Tutte contrarie, fra l’altro tutte coerenti fra loro.

Ne abbiamo segnalate un paio nei giorni scorsi, adesso aggiungiamo quella di Bertani.

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Un’osservazione la dobbiamo ai nostri lettori: ogni dichiarazione va riscontrata, con prove certe e coerenti, non parziali.

Ci limitiamo qui a riportare le dichiarazioni di Bertani:

Conte può stare tranquillo: Siena-Novara fu partita vera, ci si giocava la posizione in griglia per i playoff e loro la promozione. Quello che dovevo dire sulla partita l’ho detto in deposizione, Carobbio dice la sua.

Anche la Gazzetta ha detto la sua: è strano che la voce coincida sempre col pensiero di due presidenti milanesi. Alle coincidenze noi, purtroppo, non crediamo.

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L’affaire Conte: giornalismo a targhe alterne

C’è un tizio, tale Filippo Carobbio, che a un certo punto, a dicembre 2011, viene arrestato in merito al Calcioscommesse. Lungo interrogatorio, dopo quelli ai personaggi che conosciamo.

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Dichiarazioni che chiariscono la posizione dell’arrestato sul Grosseto Calcio, anno di grazia 2009/2010. Poi a febbraio esce fuori il nome di Conte perché Carobbio ha a che fare col Siena. A Carobbio vengono in mente fatti di cui si era dimenticato qualche mese prima. Una vera fortuna perché nel frattempo Palazzi ha dovuto spegnere i riflettori sulle rivelazioni degli zingari.

Una fortuna per la Gazzetta e la Repubblica che hanno i verbali già da molte settimane e scelgono la vigilia di Coppa Italia per pubblicarli. Ma, tranquilli, sembrano portare bene: successo con la Viola, con la Roma e col Palermo.

Ma che è successo?

E’ successo che Carobbio ha tirato in ballo Conte per due partite di Serie B: Novara-Siena e Albinoleffe-Siena. Un pareggio e una sconfitta. Tutti d’accordo: dirigenti e giocatori. E allora via alle danze.

Poloni e Passoni, vice allenatore di Mondonico (a proposito: lui è pulito a priori?) e giocatore dell’Albinoleffe, confermano l’accordo, ma escludono l’intervento di dirigenti sia da una parte sia dall’altra.

Terzi, Ficagna e Vitiello smentiscono Carobbio. Di fatto, per bocca e carte di Palazzi, è solo per colpa sua se il Siena è tirato dentro per responsabilità oggettiva.

E visto che ci siamo oggi hanno parlato in tre: Bertani, Coppola e Perinetti. Mentre Stellini è “fra coloro che son sospesi”.

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Fra l’altro Stellini pare sapere della combine di Palermo-Bari dello scorso anno, una delle partite del Bari sotto inchiesta, compresa quella col Milan, ma lì le luci più che spente sono state proprio fulminate. Più o meno come per Chievo-Inter. Sabbia, prego sabbia che dobbiamo coprire.

Dicevamo di Bertani, Coppola e Perinetti. Il portiere (Coppola) ha dichiarato:

Mi ricordo dell’emozione che ho provato ad ascoltare le parole del mister (Conte, ndr) che ha esortato la squadra a impegnarsi al massimo perché la posta in palio era importante.

Un chiaro ed evidente segnale di combine. Poi Bertani, all’epoca dei fatti giocatore del Novara, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

Nego che Carobbio mi abbia parlato, prima dell’incontro, della possibilità di pareggiare la partita. Mi ricordo di averlo salutato a fine partita, ma come solitamente avviene fra colleghi.

E quindi c’è Perinetti, neo assunto da Zamarini (a proposito: perché non vuole un Commissario della Lega come Guido Rossi?):

Conte ci chiese un allenamento pre-partita sul sintetico di Novara per prepararsi al meglio. C’era un premio in caso di primo posto. E la gente a Novara ci lanciò uova e a me sputi.

C’era un premio per il primo posto e giustamente Conte lotta per combinare… una sconfitta.

La domanda è perciò una e una soltanto, posto che la nostra vera attenzione è rivolta alla sfida di Coppa Italia: cari giornalisti italiani… ma come siete combinati?

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